THE LITTLE SECRET OF THE BIG BRAGGART
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whatashame
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Re: THE LITTLE SECRET OF THE BIG BRAGGART
7-COLAZIONE E GINNASTICA
Rick al mattino si risveglia solo nel lettone, ovviamente nudo ma senza più le manette. L'erezione furente dei suoi 13 cm è svanita, è tornato ai miseri 6 cm da grower. Va in bagno approfittando dell’insperata privacy, poi segue l'odore di caffè in cucina.
Le cinque amiche sono lì, in reggiseno e perizoma di pizzo ridottissimi. Rick resta a bocca aperta, una reazione inizia laggiù. Si copre goffamente.
Tutte in coro, gentili: "Buongiorno, Rick! Ti stavamo aspettando per colazione."
Si siedono. Durante la colazione, le ragazze si muovono per eccitarlo: Terry si sporge, Susie incrocia le gambe, Pilar lo sfiora, Carrie si piega, Annabelle lo fissa. A fine colazione, lo circondano.
Terry, accarezzandogli una spalla: "Siamo state troppo cattive con te, Rick... questa colazione è un piccolo risarcimento!"
Susie, avvicinandosi all'orecchio: "E per farci perdonare, abbiamo intenzione di finire ciò che avevamo lasciato in sospeso stanotte..."
Pilar, passando una mano sul suo petto: "Hai ancora paura, piccolo?"
Carrie, ridendo basso: "Vediamo se sei cresciuto davvero..."
Annabelle, sussurrando: "Stanotte era solo l'antipasto."
Tutte e cinque iniziano a toccarlo, palparlo e masturbarlo a turno. Le loro mani sono ovunque. In breve, Rick si lascia andare, le mani delle ragazze continuano a lavorare sapientemente sul suo pisello, ora al massimo dell'erezione, pulsante.
Rick, ansimante: "Vi prego, ragazze, stavolta non fermatevi, io..."
Pilar, interrompendolo con un sorriso: "Tranquillo, caro! Lasciati andare... te lo meriti dopo la serata di ieri!"
Rick si abbandona. Dopo poco, nella mano di Susie, esplode in un orgasmo potente, con schizzi che volano ovunque. Susie lo lascia andare solo quando gli spasmi finiscono e il pisello torna ai suoi miseri sei centimetri a riposo. Rick si accascia sulla sedia, sfinito.
Tutte applaudono e ridono.
Annabelle: "Complimenti al tuo bel bastoncino! Non così lungo come dicevi, ma sempre pronto a fare il suo dovere!"
Pilar: "Adesso va a farti una bella doccia fredda tonificante, così ti riprendi e possiamo proseguire questa domenica appena all'inizio!"
Rick va a farsi la doccia fredda. Si asciuga con un asciugamano minuscolo e lo lascia lì. Esce dal bagno nudo.
Le cinque amiche sono vestite in tenuta da mare, con pareo, borse e occhiali da sole. Appena lo vedono, scoppiano a ridere, indicando il suo pisello, ridotto a forse due o tre centimetri dopo la doccia fredda.
Terry, ridendo: "Ma guardalo! È sparito!"
Susie: "Dov'è finito?"
Le ragazze continuano a ridere, indicando il suo pisello minuscolo.
Carrie, strizzando l'occhio: "Non ti preoccupare, Rick, lo sappiamo che è solo per la doccia fredda! Ma sembra un bottone!"
Annabelle, aggiungendo: "Un bottone molto carino, comunque."
Rick, arrossendo e coprendosi istintivamente con le mani: "Smettetela, non è piccolo! Lo sapete, è solo la doccia fredda! Perché siete vestite così, comunque?"
Pilar, avvicinandosi e sistemandosi il pareo: "Perché, caro, stiamo andando al mare! E tu verrai con noi, ovviamente."
Susie, con un sorriso malizioso: "Sì, abbiamo deciso che oggi è una giornata di relax... e di nuovo divertimento."
Rick le guarda, incerto tra l'imbarazzo e l'eccitazione.
Rick: "Beh, sì... ma non ho il costume con me, come ci vengo, con gli abiti che tu mi hai sequestrato ieri sera?"
Le cinque donne scoppiano a ridere.
Carrie: "Non ti serve il costume, caro. Stiamo andando al lido nudisti!"
Rick, sbalordito: "Cosa? Volete dire che..."
Annabelle: "Esatto, caro! Finalmente ci vedrai nude... te l'abbiamo detto che vogliamo farci perdonare!"
Terry: "E finalmente non sarai tu l'unico a dover restare tutto nudo! Su, andiamo..."
Rick: "Ok, va bene, vorrà dire che fino al lido verrò coi miei vestiti. Pilar, puoi ridarmeli?"
Pilar, con un sorriso tagliente: "Certo che no!"
Rick impallidisce: "Ma allora, come ci vengo al lido?"
Carrie, scuotendo la testa: "Rick, Rick... non abusare della nostra bontà!"
Susie: "Hai perso e devi comunque onorare la penitenza."
Annabelle: "I tuoi vestiti, se non disobbedirai subendo un'altra punizione, li riavrai stasera..."
Rick, con voce tremula: "State dicendo che, allora..."
Carrie: "Esatto, caro! Al lido nudisti ci vieni già pronto per entrarci, ossia..."
Tutte e cinque in coro: "TUTTO NUDO!"
Rick, disperato: "Ma non potete dire sul serio? Almeno andremo in macchina?"
Tutte in coro: "Certo che no!"
Pilar, con un tono allegro ma deciso: "Il lido è a 2 km da qui, ma è una splendida giornata e camminare ci fa restare in forma! Forza, su!"
Rick, quasi supplicando: "Ma non posso, mi vedranno tutti, è giorno... per favore, no!"
Le sue proteste restano inascoltate. Carrie gli dà una leggera spinta, mentre Susie gli dà un colpetto sul sedere.
Carrie: "Niente scuse, tesoro! È parte del gioco."
Annabelle e Terry lo prendono gentilmente ma fermamente per le braccia, guidandolo verso la porta. Susie e Carrie lo spingono sculacciandolo. Pilar apre la porta dell'ascensore.
Pilar: "Dopo di te, caro!"
Rick, a testa bassa, entra nell'ascensore, cercando di nascondersi dietro le ragazze. Le risate risuonano nell'ascensore mentre scendono. Una volta fuori dal portone, la luce del sole lo colpisce direttamente.
Susie, sussurrandogli all'orecchio: "Tieni la testa alta, caro. O forse no... forse è più divertente così."
Rick, sconsolato, inizia a camminare lungo il marciapiede, tenendo le mani strettamente incrociate sul pacco. Le ragazze lo fiancheggiano, chiacchierando e ridendo, ignorando completamente i suoi tentativi di nascondersi.
La domenica mattina, la strada è quasi deserta. Rick, nudo e imbarazzato, cerca di nascondersi dietro il gruppo delle cinque amiche ogni volta che una rara auto passa. Le ragazze sono visibilmente divertite dalla situazione. I negozi sono tutti chiusi, ma a un certo punto passano davanti alla palestra frequentata da Rick, che invece è aperta.
Pilar, indicando l'ingresso con un sorriso malizioso: "Rick, ma questa è la palestra che frequenti?"
Rick, con voce ansiosa e bassa: "Sì, sì... andiamo via, presto..."
Terry, con tono giocoso e insistente: "Perché? Faccela vedere su!"
Rick, il panico che gli sale in gola: "Ma siete pazze? Non posso entrare così!"
Annabelle, alzando le spalle con nonchalance: "Ma dai, chi vuoi che ci sia di domenica mattina d'estate?"
Carrie, con un'idea improvvisa che le illumina gli occhi: "Anzi, sai che ti dico? Facciamo un po' di esercizi prima di andare al mare, così saremo in formissima!"
Rick, quasi supplicando: "Ma che dite? Non voglio..."
Susie, avvicinandosi a lui con un sorriso sarcastico: "Cosa c'è, Rick? Ti imbarazza farti vedere così dalle segretarie all'ingresso? Magari ci hai provato anche con loro dicendo di essere un superdotato?"
Rick china la testa, incapace di trovare una risposta, il rossore che gli brucia le guance.
Terry, scoppiando a ridere: "Ci risiamo! E allora entriamo... così presenti alle ragazze la tua dotazione reale... e non inventata!"
Terry e Pilar lo afferrano ognuna per un braccio, impedendogli così di coprirsi con le mani, e nonostante le sue suppliche e proteste, lo trascinano dentro.
Al bancone della reception ci sono le due segretarie, Lorraine e Georgia, con la testa china sul pc. Appena sentono la porta d'ingresso aprirsi, dicono: "buongiorno e benvenuti..." poi alzano la testa e si alzano in piedi...e restano a bocca aperta vedendo la scena! Lo sguardo scende poi ovviamente "lì", al pisellino di Rick ridotto ad appena due o tre cm dal mix di doccia fredda, orgasmo liberatorio di poco prima e imbarazzo nel girare nudo per la città... e scoppiano a ridere come matte!
Lorraine: "Rick, e quello sarebbe il cobra di cui ti vanti da mesi?"
Georgia: "O forse lo hai dimenticato a casa?"
Rick: "Smettetela...la doccia fredda, l'orgasmo, e questa situazione.... in tiro è...molto più grande! E voi lasciatemi!"
Rivolto alle amiche che lo tengono per le braccia, cerca di divincolarsi inutilmente.
Lorraine: "Dicono tutti così quelli che ce l'hanno piccolo..."
Georgia: "Anche se di così piccoli non ne ho mai visti, nemmeno dei neonati!"
Risate a cui si uniscono le 5 amiche sadicamente.
Pilar: "Possiamo fare un'oretta di palestra prima di andare al mare?"
Lorraine: "Certo, è tutto gratis... come ringraziamento per aver fatto scoprire le bugie di Rick sul suo cobra, che in realtà è un vermicello!"
Altre risate generali.
Georgia: "Accomodatevi pure, c'è solo un altro gruppo di quattro ragazze, ma è nella sala accanto, questa è tutta vostra!"
Il gruppo, con Rick ancora nudo e trattenuto, si dirige verso l'ingresso. Le risate delle segretarie e delle amiche riecheggiano nell'atrio.
Pilar, aprendo la porta: "Forza, Rick, mostraci che anche col pisellino al vento si può fare ginnastica!"
Terry, dandogli una leggera spinta: "Speriamo solo che non si perda tra i tappetini!"
Rick, con voce roca e piena di risentimento: "Ora capisco tutto! L'orgasmo, la doccia fredda... era solo per ridurmi così ed umiliarmi davanti a loro! Non avrò più faccia a venire qui... vi odio!"
Pilar, scrollando le spalle con un sorriso noncurante: "Ma dai, come la fai drammatica, Rick! Magari fino a stasera si ricrederanno, vedendoti in tiro... La domenica è ancora lunga..."
Annabelle, indicando con il mignolo il suo membro floscio e raggrinzito: "Molto più lunga di quel cosino lì!"
Scoppia una nuova risata tra le amiche.
Rick, cercando di darsi un tono: "Lo sapete che in tiro è nella media... e giuro che tutto questo un giorno me lo pagherete!"
Carrie, incrociando le braccia: "Sì, ok... ma adesso sei tu quello tutto nudo ai nostri ordini! Avanti, iniziamo l'allenamento!"
Il gruppo inizia con un po' di sollevamento pesi, poi un po' di tapis roulant. Rick, nudo e imbarazzato, cerca di partecipare come può, attirando sguardi divertiti.
Dopo un po', le cinque amiche si scambiano un'occhiata complice.
Carrie, con tono innocente: "Facciamo un po' di quadro svedese?"
Terry, rivolgendosi a Rick: "Sì, Rick... facci vedere come si fa, avanti!"
Rick, sbuffando, si avvicina all'attrezzo. "Va bene, guardate."
Si appende al quadro svedese, iniziando a mostrare un esercizio di base, i muscoli che si tendono. È un attimo.
Le cinque donne piombano su di lui con rapidità sorprendente. Carrie e Pilar afferrano le sue braccia, Annabelle e Terry le sue caviglie, mentre Susie afferra delle corde trovate tra gli attrezzi. Rick cerca di divincolarsi, ma è inerme.
Rick, la voce che trema: "Basta, cosa volete fare? Ne ho abbastanza!"
Carrie, legando saldamente un polso alla struttura metallica, i suoi occhi brillano di rivalsa: "Ricordi quando mi hai fatto il solletico per tutta la giornata al mare il mese scorso, ridicolizzandomi davanti a tutta la spiaggia? Ho pensato di ricambiare il trattamento..."
Rick, il terrore che gli dilata le pupille: "Cosa, no, per favore..."
Le sue proteste si perdono mentre le corde si stringono, fissando saldamente i suoi polsi e le sue caviglie alla struttura, lasciandolo completamente esposto, nudo e inerme nella posizione a "X".
Carrie dà il via. "Cinque minuti. Iniziamo."
Le cinque ragazze si avvicinano, le dita tese come artigli. Partono dai suoi piedi sensibili. Rick sobbalza, una risata e strozzata gli sfugge dalla gola. "Ah! No! Fermatevi!"
Le dita si spostano rapidamente, salgono lungo le gambe, strisciano sulle sue costole, si insinuano nelle ascelle. Il solletico è implacabile, ovunque su quel corpo nudo e legato. Rick si contorce violentemente contro le corde, il suo torso si inarca, le risate diventano sguaiate, incontrollabili, mescolate a grida disperate.
"AHIHAHAHA! BASTAAA! VI IMPLORO! AHAHAHA!"
Il suo membro, nonostante l'imbarazzo e la situazione umiliante, reagisce con una leggera, involontaria erezione, gonfiandosi appena fino ai suoi soliti sei centimetri a riposo, ma non va oltre, come bloccato dalla vergogna e dallo stress del solletico incessante. È una vista patetica e comica allo stesso tempo, che fa ridere ancora di più le amiche.
"GUARDATE! HAHA, È TORNATO IL 'COSINO'!" grida Annabelle, indicando mentre le sue dita continuano a torturare le costole di Rick.
Le risate di Rick sono isteriche, i suoi occhi lacrimano, il respiro gli si spezza in singhiozzi convulsi. "NON... RESPIRO... AHAHAHA! SMETTETEEEE!"
Le cinque donne continuano la loro tortura per i cinque minuti promessi, ogni secondo riempito dalle risate sguaiate, dalle grida e dai contorcimenti disperati di Rick, nudo, legato e completamente in loro balia.
Carrie guarda l'orologio e annuncia: "Cinque minuti! Stop! Può bastare così... siamo pari! Capito cosa si prova, Rick?"
Rick al mattino si risveglia solo nel lettone, ovviamente nudo ma senza più le manette. L'erezione furente dei suoi 13 cm è svanita, è tornato ai miseri 6 cm da grower. Va in bagno approfittando dell’insperata privacy, poi segue l'odore di caffè in cucina.
Le cinque amiche sono lì, in reggiseno e perizoma di pizzo ridottissimi. Rick resta a bocca aperta, una reazione inizia laggiù. Si copre goffamente.
Tutte in coro, gentili: "Buongiorno, Rick! Ti stavamo aspettando per colazione."
Si siedono. Durante la colazione, le ragazze si muovono per eccitarlo: Terry si sporge, Susie incrocia le gambe, Pilar lo sfiora, Carrie si piega, Annabelle lo fissa. A fine colazione, lo circondano.
Terry, accarezzandogli una spalla: "Siamo state troppo cattive con te, Rick... questa colazione è un piccolo risarcimento!"
Susie, avvicinandosi all'orecchio: "E per farci perdonare, abbiamo intenzione di finire ciò che avevamo lasciato in sospeso stanotte..."
Pilar, passando una mano sul suo petto: "Hai ancora paura, piccolo?"
Carrie, ridendo basso: "Vediamo se sei cresciuto davvero..."
Annabelle, sussurrando: "Stanotte era solo l'antipasto."
Tutte e cinque iniziano a toccarlo, palparlo e masturbarlo a turno. Le loro mani sono ovunque. In breve, Rick si lascia andare, le mani delle ragazze continuano a lavorare sapientemente sul suo pisello, ora al massimo dell'erezione, pulsante.
Rick, ansimante: "Vi prego, ragazze, stavolta non fermatevi, io..."
Pilar, interrompendolo con un sorriso: "Tranquillo, caro! Lasciati andare... te lo meriti dopo la serata di ieri!"
Rick si abbandona. Dopo poco, nella mano di Susie, esplode in un orgasmo potente, con schizzi che volano ovunque. Susie lo lascia andare solo quando gli spasmi finiscono e il pisello torna ai suoi miseri sei centimetri a riposo. Rick si accascia sulla sedia, sfinito.
Tutte applaudono e ridono.
Annabelle: "Complimenti al tuo bel bastoncino! Non così lungo come dicevi, ma sempre pronto a fare il suo dovere!"
Pilar: "Adesso va a farti una bella doccia fredda tonificante, così ti riprendi e possiamo proseguire questa domenica appena all'inizio!"
Rick va a farsi la doccia fredda. Si asciuga con un asciugamano minuscolo e lo lascia lì. Esce dal bagno nudo.
Le cinque amiche sono vestite in tenuta da mare, con pareo, borse e occhiali da sole. Appena lo vedono, scoppiano a ridere, indicando il suo pisello, ridotto a forse due o tre centimetri dopo la doccia fredda.
Terry, ridendo: "Ma guardalo! È sparito!"
Susie: "Dov'è finito?"
Le ragazze continuano a ridere, indicando il suo pisello minuscolo.
Carrie, strizzando l'occhio: "Non ti preoccupare, Rick, lo sappiamo che è solo per la doccia fredda! Ma sembra un bottone!"
Annabelle, aggiungendo: "Un bottone molto carino, comunque."
Rick, arrossendo e coprendosi istintivamente con le mani: "Smettetela, non è piccolo! Lo sapete, è solo la doccia fredda! Perché siete vestite così, comunque?"
Pilar, avvicinandosi e sistemandosi il pareo: "Perché, caro, stiamo andando al mare! E tu verrai con noi, ovviamente."
Susie, con un sorriso malizioso: "Sì, abbiamo deciso che oggi è una giornata di relax... e di nuovo divertimento."
Rick le guarda, incerto tra l'imbarazzo e l'eccitazione.
Rick: "Beh, sì... ma non ho il costume con me, come ci vengo, con gli abiti che tu mi hai sequestrato ieri sera?"
Le cinque donne scoppiano a ridere.
Carrie: "Non ti serve il costume, caro. Stiamo andando al lido nudisti!"
Rick, sbalordito: "Cosa? Volete dire che..."
Annabelle: "Esatto, caro! Finalmente ci vedrai nude... te l'abbiamo detto che vogliamo farci perdonare!"
Terry: "E finalmente non sarai tu l'unico a dover restare tutto nudo! Su, andiamo..."
Rick: "Ok, va bene, vorrà dire che fino al lido verrò coi miei vestiti. Pilar, puoi ridarmeli?"
Pilar, con un sorriso tagliente: "Certo che no!"
Rick impallidisce: "Ma allora, come ci vengo al lido?"
Carrie, scuotendo la testa: "Rick, Rick... non abusare della nostra bontà!"
Susie: "Hai perso e devi comunque onorare la penitenza."
Annabelle: "I tuoi vestiti, se non disobbedirai subendo un'altra punizione, li riavrai stasera..."
Rick, con voce tremula: "State dicendo che, allora..."
Carrie: "Esatto, caro! Al lido nudisti ci vieni già pronto per entrarci, ossia..."
Tutte e cinque in coro: "TUTTO NUDO!"
Rick, disperato: "Ma non potete dire sul serio? Almeno andremo in macchina?"
Tutte in coro: "Certo che no!"
Pilar, con un tono allegro ma deciso: "Il lido è a 2 km da qui, ma è una splendida giornata e camminare ci fa restare in forma! Forza, su!"
Rick, quasi supplicando: "Ma non posso, mi vedranno tutti, è giorno... per favore, no!"
Le sue proteste restano inascoltate. Carrie gli dà una leggera spinta, mentre Susie gli dà un colpetto sul sedere.
Carrie: "Niente scuse, tesoro! È parte del gioco."
Annabelle e Terry lo prendono gentilmente ma fermamente per le braccia, guidandolo verso la porta. Susie e Carrie lo spingono sculacciandolo. Pilar apre la porta dell'ascensore.
Pilar: "Dopo di te, caro!"
Rick, a testa bassa, entra nell'ascensore, cercando di nascondersi dietro le ragazze. Le risate risuonano nell'ascensore mentre scendono. Una volta fuori dal portone, la luce del sole lo colpisce direttamente.
Susie, sussurrandogli all'orecchio: "Tieni la testa alta, caro. O forse no... forse è più divertente così."
Rick, sconsolato, inizia a camminare lungo il marciapiede, tenendo le mani strettamente incrociate sul pacco. Le ragazze lo fiancheggiano, chiacchierando e ridendo, ignorando completamente i suoi tentativi di nascondersi.
La domenica mattina, la strada è quasi deserta. Rick, nudo e imbarazzato, cerca di nascondersi dietro il gruppo delle cinque amiche ogni volta che una rara auto passa. Le ragazze sono visibilmente divertite dalla situazione. I negozi sono tutti chiusi, ma a un certo punto passano davanti alla palestra frequentata da Rick, che invece è aperta.
Pilar, indicando l'ingresso con un sorriso malizioso: "Rick, ma questa è la palestra che frequenti?"
Rick, con voce ansiosa e bassa: "Sì, sì... andiamo via, presto..."
Terry, con tono giocoso e insistente: "Perché? Faccela vedere su!"
Rick, il panico che gli sale in gola: "Ma siete pazze? Non posso entrare così!"
Annabelle, alzando le spalle con nonchalance: "Ma dai, chi vuoi che ci sia di domenica mattina d'estate?"
Carrie, con un'idea improvvisa che le illumina gli occhi: "Anzi, sai che ti dico? Facciamo un po' di esercizi prima di andare al mare, così saremo in formissima!"
Rick, quasi supplicando: "Ma che dite? Non voglio..."
Susie, avvicinandosi a lui con un sorriso sarcastico: "Cosa c'è, Rick? Ti imbarazza farti vedere così dalle segretarie all'ingresso? Magari ci hai provato anche con loro dicendo di essere un superdotato?"
Rick china la testa, incapace di trovare una risposta, il rossore che gli brucia le guance.
Terry, scoppiando a ridere: "Ci risiamo! E allora entriamo... così presenti alle ragazze la tua dotazione reale... e non inventata!"
Terry e Pilar lo afferrano ognuna per un braccio, impedendogli così di coprirsi con le mani, e nonostante le sue suppliche e proteste, lo trascinano dentro.
Al bancone della reception ci sono le due segretarie, Lorraine e Georgia, con la testa china sul pc. Appena sentono la porta d'ingresso aprirsi, dicono: "buongiorno e benvenuti..." poi alzano la testa e si alzano in piedi...e restano a bocca aperta vedendo la scena! Lo sguardo scende poi ovviamente "lì", al pisellino di Rick ridotto ad appena due o tre cm dal mix di doccia fredda, orgasmo liberatorio di poco prima e imbarazzo nel girare nudo per la città... e scoppiano a ridere come matte!
Lorraine: "Rick, e quello sarebbe il cobra di cui ti vanti da mesi?"
Georgia: "O forse lo hai dimenticato a casa?"
Rick: "Smettetela...la doccia fredda, l'orgasmo, e questa situazione.... in tiro è...molto più grande! E voi lasciatemi!"
Rivolto alle amiche che lo tengono per le braccia, cerca di divincolarsi inutilmente.
Lorraine: "Dicono tutti così quelli che ce l'hanno piccolo..."
Georgia: "Anche se di così piccoli non ne ho mai visti, nemmeno dei neonati!"
Risate a cui si uniscono le 5 amiche sadicamente.
Pilar: "Possiamo fare un'oretta di palestra prima di andare al mare?"
Lorraine: "Certo, è tutto gratis... come ringraziamento per aver fatto scoprire le bugie di Rick sul suo cobra, che in realtà è un vermicello!"
Altre risate generali.
Georgia: "Accomodatevi pure, c'è solo un altro gruppo di quattro ragazze, ma è nella sala accanto, questa è tutta vostra!"
Il gruppo, con Rick ancora nudo e trattenuto, si dirige verso l'ingresso. Le risate delle segretarie e delle amiche riecheggiano nell'atrio.
Pilar, aprendo la porta: "Forza, Rick, mostraci che anche col pisellino al vento si può fare ginnastica!"
Terry, dandogli una leggera spinta: "Speriamo solo che non si perda tra i tappetini!"
Rick, con voce roca e piena di risentimento: "Ora capisco tutto! L'orgasmo, la doccia fredda... era solo per ridurmi così ed umiliarmi davanti a loro! Non avrò più faccia a venire qui... vi odio!"
Pilar, scrollando le spalle con un sorriso noncurante: "Ma dai, come la fai drammatica, Rick! Magari fino a stasera si ricrederanno, vedendoti in tiro... La domenica è ancora lunga..."
Annabelle, indicando con il mignolo il suo membro floscio e raggrinzito: "Molto più lunga di quel cosino lì!"
Scoppia una nuova risata tra le amiche.
Rick, cercando di darsi un tono: "Lo sapete che in tiro è nella media... e giuro che tutto questo un giorno me lo pagherete!"
Carrie, incrociando le braccia: "Sì, ok... ma adesso sei tu quello tutto nudo ai nostri ordini! Avanti, iniziamo l'allenamento!"
Il gruppo inizia con un po' di sollevamento pesi, poi un po' di tapis roulant. Rick, nudo e imbarazzato, cerca di partecipare come può, attirando sguardi divertiti.
Dopo un po', le cinque amiche si scambiano un'occhiata complice.
Carrie, con tono innocente: "Facciamo un po' di quadro svedese?"
Terry, rivolgendosi a Rick: "Sì, Rick... facci vedere come si fa, avanti!"
Rick, sbuffando, si avvicina all'attrezzo. "Va bene, guardate."
Si appende al quadro svedese, iniziando a mostrare un esercizio di base, i muscoli che si tendono. È un attimo.
Le cinque donne piombano su di lui con rapidità sorprendente. Carrie e Pilar afferrano le sue braccia, Annabelle e Terry le sue caviglie, mentre Susie afferra delle corde trovate tra gli attrezzi. Rick cerca di divincolarsi, ma è inerme.
Rick, la voce che trema: "Basta, cosa volete fare? Ne ho abbastanza!"
Carrie, legando saldamente un polso alla struttura metallica, i suoi occhi brillano di rivalsa: "Ricordi quando mi hai fatto il solletico per tutta la giornata al mare il mese scorso, ridicolizzandomi davanti a tutta la spiaggia? Ho pensato di ricambiare il trattamento..."
Rick, il terrore che gli dilata le pupille: "Cosa, no, per favore..."
Le sue proteste si perdono mentre le corde si stringono, fissando saldamente i suoi polsi e le sue caviglie alla struttura, lasciandolo completamente esposto, nudo e inerme nella posizione a "X".
Carrie dà il via. "Cinque minuti. Iniziamo."
Le cinque ragazze si avvicinano, le dita tese come artigli. Partono dai suoi piedi sensibili. Rick sobbalza, una risata e strozzata gli sfugge dalla gola. "Ah! No! Fermatevi!"
Le dita si spostano rapidamente, salgono lungo le gambe, strisciano sulle sue costole, si insinuano nelle ascelle. Il solletico è implacabile, ovunque su quel corpo nudo e legato. Rick si contorce violentemente contro le corde, il suo torso si inarca, le risate diventano sguaiate, incontrollabili, mescolate a grida disperate.
"AHIHAHAHA! BASTAAA! VI IMPLORO! AHAHAHA!"
Il suo membro, nonostante l'imbarazzo e la situazione umiliante, reagisce con una leggera, involontaria erezione, gonfiandosi appena fino ai suoi soliti sei centimetri a riposo, ma non va oltre, come bloccato dalla vergogna e dallo stress del solletico incessante. È una vista patetica e comica allo stesso tempo, che fa ridere ancora di più le amiche.
"GUARDATE! HAHA, È TORNATO IL 'COSINO'!" grida Annabelle, indicando mentre le sue dita continuano a torturare le costole di Rick.
Le risate di Rick sono isteriche, i suoi occhi lacrimano, il respiro gli si spezza in singhiozzi convulsi. "NON... RESPIRO... AHAHAHA! SMETTETEEEE!"
Le cinque donne continuano la loro tortura per i cinque minuti promessi, ogni secondo riempito dalle risate sguaiate, dalle grida e dai contorcimenti disperati di Rick, nudo, legato e completamente in loro balia.
Carrie guarda l'orologio e annuncia: "Cinque minuti! Stop! Può bastare così... siamo pari! Capito cosa si prova, Rick?"
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Re: THE LITTLE SECRET OF THE BIG BRAGGART
8-LE COLLEGHE E LA NUOVA PUNIZIONE
Rick, ansimante e grondante di sudore, trova finalmente sollievo. Le sue risate isteriche si spengono in singhiozzi affannosi mentre le amiche si accingono a slegarlo. Ma la scena viene bruscamente interrotta dal rumore di passi veloci sul pavimento della palestra. Dalla parte opposta della sala, accorrono quattro figure femminili in tenuta ginnica. Le loro voci risuonano da lontano: "Ma che sta succedendo? Abbiamo sentito gridare disperatamente!"
Rick alza lo sguardo e il suo volto impallidisce come se avesse visto dei fantasmi. "Ragazze, fate presto, slegatemi per favore!" implora, la voce strozzata dall'ansia.
Susie, mentre cerca di sciogliere un nodo, sbuffa: "Quanta fretta, lo stiamo facendo! Ma perché?"
Rick, gli occhi fissi sulle figure che si avvicinano, geme: "Non potete capire... Fate presto, vi prego!"
Annabelle, a quel punto, si incuriosisce. Un sorriso sadico le increspa le labbra. "Ragazze, fermatevi un attimo e lasciatelo legato!" ordina, la voce carica di una malizia improvvisa.
Rick scatta, il terrore gli dilata le pupille. "No, Annabelle, ti prego, slegatemi, presto... O perlomeno copritemi!"
Pilar, con tono irridente, si china verso di lui. "Cosa c'è, Rick? Per caso conosci queste donne?"
Rick non sa più che dire. Intanto le quattro ragazze terminano la loro corsa, fermandosi a un metro dalla scena: Rick legato a "X" al quadro svedese, nudo ed esposto alle sue cinque amiche... e adesso anche a loro quattro!
Un coro si leva dalle quattro donne: "Rick?! Ma sei tu! Non è possibile!"
Si tratta delle quattro colleghe di Rick, che condividono il suo stesso ufficio e che lui da sei mesi prende in giro facendo il superuomo, lo spaccone e dicendosi superdotato: Molly sua storica amica ma ormai stufa anche lei del suo atteggiamento tossico; Fanny la sexy dell'ufficio per cui Rick sbava, ma che lo detesta per i suoi atteggiamenti; Nancy timida e con una cotta per Rick, da cui viene sempre respinta e umiliata; e soprattutto Taylor la sua acerrima nemica, che lui umilia ripetutamente ad ogni vittoria nelle gare di rendimento aziendale, e che da mesi brama la sua vendetta verso Rick!
Rick, il volto contratto in una smorfia di panico e vergogna, cerca di contorcersi invano contro le corde. "Ragazze... posso spiegare... non guardate, vi prego..." La sua voce è un filo di suono strozzato, mentre cerca goffamente di nascondere ciò che non può nascondere.
Ma è troppo tardi. Gli occhi delle quattro donne si sono già posati, inevitabilmente, proprio lì. Su quello che per mesi Rick aveva definito, con aria da spaccone, "un cobra da 20 centimetri" – la sua arma segreta per impressionare le stagiste e vantarsi con le colleghe di ogni reparto in sala mensa. La realtà, nuda e cruda sotto la luce dei neon della palestra, è ben diversa: pochi centimetri di carne flaccida e impaurita.
Un silenzio carico di incredulità dura un attimo, poi esplode la risata collettiva.
Molly,"Un cobra? Rick, mi sa che hai confuso le unità di misura! Questo è un lombrico dopo un acquazzone!"
Fanny,"Tutto qui? E pensare che per sei mesi mi hai riempito le orecchie di storie epiche. Sembra più uno spillo che un cobra!"
Nancy arrossisce violentemente. Ride anche lei, ma i suoi occhi sono lucidi di una strana emozione. "Io... io pensavo fosse... più minaccioso," sussurra, la voce tremula, e la sua battuta involontaria, dettata più dalla delusione che dalla cattiveria, è forse la più umiliante di tutte.
Ma è Taylor, la sua nemica giurata, a dare il colpo di grazia. Fingendo di trattenere le risate, si avvicina lentamente, con passo felpato, e si china leggermente, studiando la "prova" con l'occhio clinico di un chirurgo che osserva un esperimento fallito. Poi, alza lo sguardo su Rick, e un sorriso largo, carico di una soddisfazione feroce, le illumina il volto. "Venti centimetri, Rick? Venti?" La sua voce è un dolce veleno. "Forse se li sommi a quelli del tuo ego. Perché in effetti, tra quello che hai qui," indica con un cenno del mento, sprezzante, "e quello che hai sempre spacciato in ufficio, la differenza è abissale. 20 cm di fantasia." Solo allora scoppia a ridere nuovamente, una risata alta, liberatoria, che si unisce a quelle delle altre, creando un coro di derisione perfetto che rimbalza contro le pareti della palestra deserta, avvolgendo Rick in un vortice di vergogna senza scampo.
Rick, il volto paonazzo, cerca disperatamente di arginare il dilagare della vergogna. "Sono un grower! Ho fatto una doccia fredda... e poi ho avuto un orgasmo... e la situazione... insomma, in tiro è molto più grande, credetemi!" La sua voce è un misto di supplica e di ultimo, debole orgoglio.
Susie, Annabelle, Carrie, Terry e Pilar, intanto, si affiancano al cerchio di donne, i loro volti illuminati dalla curiosità crudele di assistere a una nuova, succulenta e imprevista umiliazione di Rick. Pilar, con le mani sui fianchi, scuote la testa. "Rick ma sei un cafone... non ci presenti le tue amiche?"
Taylor, con un sorriso da gatta perfida, fa le presentazioni rapide, un gesto della mano che indica ogni nuova arrivata. Poi, con gesto teatrale, tira fuori dalla tasca della sua tuta un centimetro da sarta, giallo e flessibile. "Vediamo comunque di quanto ci hai mentito." Ignorando le proteste strozzate di Rick, afferra con due dita, con una presa delicata e sprezzante, il suo membro a riposo e ridotto. Con l'altra mano stende il centimetro accanto, allineandolo con precisione chirurgica. I suoi occhi si spostano dal nastro al volto di Rick. "SEI CENTIMETRI!" esclama, la voce carica di trionfo. "E gli altri 14 li hai lasciati in ufficio?"
Una nuova ondata di risate, più fragorosa e unita di prima, esplode intorno a lui. Molly incrocia le braccia, un sopracciglio alzato. "Rick, va bene dire bugie... ma tu esageri, da stallone a pony in un attimo!"
Nancy, la timida, arrossisce ancora di più, ma stavolta è per un'imbarazzo diverso. Abbassa lo sguardo, poi lo alza su di lui, e le sue parole sono un pugnale di delusione genuina. "Quasi quasi è stato un bene che mi hai respinta... sai che delusione!"
Fanny, la più spietata, scoppia a ridere con una risata secca. "E tu volevi portarmi a letto? Per far cosa con quello, una partita a briscola?" Le risate si rinnovano, un coro che lo trafigge.
Rick, sentendo il terreno franargli sotto i piedi, cerca un'ultima, disperata difesa. "Vi ho detto che sono un grower! Sono solo a riposo, ma poi..." La frase muore in gola, interrotta da un clic netto, metallico, sinistro nel silenzio improvviso che segue.
Tutti gli occhi si voltano verso Fanny. Lei ha il cellulare in mano, lo schermo rivolto verso il gruppo. Sullo schermo, un'immagine perfetta, nitida, umiliante: Taylor che tiene ancora il centimetro accostato, e lì, tra le sue dita, la prova inconfutabile, patetica, dei sei centimetri di Rick. La luce della palestra illumina ogni dettaglio con crudele chiarezza.
Il volto di Rick impallidisce, poi si tinge di un rosso violaceo. "Cosa hai fatto? Cancella subito! Vi denuncio!" La sua voce è un urlo strozzato, carico di panico e rabbia impotente.
Fanny abbassa lentamente il telefono, un sorriso freddo e calcolatore sulle labbra. "Dovremmo denunciarti noi per mobbing da sei mesi, non ti conviene!" La sua voce è bassa, piena di una minaccia reale. "E adesso questa foto finisce nella chat dell'ufficio... così la smetti per sempre di parlare di 'cobra' alle stagiste!"
La prospettiva è devastante. Rick può quasi vedere le notifiche apparire, le risate virtuali, la sua reputazione ridotta in polvere. Il suo orgoglio crolla. "No, aspetta..." La sua voce si fa supplichevole, rotta. "Vi chiedo scusa, faccio tutto quello che volete... ma cancellate quella foto!"
Taylor, che ha osservato la scena con aria pensierosa, si avvicina. La sua espressione è quella di chi ha avuto un'idea brillante e sadica. "Ho un'idea..." dice, facendo oscillare il centimetro tra le dita. "Dimostraci che sei davvero un grower! Se in tiro arrivi almeno al doppio di questi patetici 6 cm..." fa una pausa per il massimo effetto drammatico, "...cancelliamo la foto!"
Rick tira un sospiro di sollievo profondo, come un uomo a cui è stata gettata una fune sul ciglio di un precipizio. "Certo che sì! Anche di più! Diteglielo, ragazze" rivolgendosi alle sue amiche che assistono divertite alla scena
Pilar, dalla panca, dice con voce chiara e impassibile: "Rick, non sarebbe giusto che glielo dicessimo noi!"
Terry aggiunge, scrollando le spalle: "Siamo tue amiche, saremmo di parte!"
Susie sorride maliziosamente: "È giusto che verifichino di persona..."
Carrie scoppia a ridere: "E poi conoscendoti ti piacerà sicuramente, porcellino!"
Annabelle fa un cenno con la testa verso il membro di Rick, che sta iniziando a mostrare segni di vita: "Oltretutto è da un po' che non vediamo il tuo bastoncino in tiro... vogliamo goderci la scena!"
Risate generali si diffondono per la palestra.
Le quattro colleghe si avvicinano. Molly inizia con carezze apparentemente professionali sulle sue spalle tese, che presto diventano massaggi più profondi. Taylor, con un sorriso odioso, palpeggia senza cerimonie il suo culo, le dita che affondano nella carne.
La scena è intensa, concentrata. Le mani delle quattro donne su Rick sono ovunque. Annabelle, dalla panca, fissa il membro di Rick che si sta lentamente, inesorabilmente, riempiendo di sangue sotto l'assalto coordinato delle loro attenzioni. È un'opera di umiliazione meticolosa.
Nancy, la cui rabbia repressa si trasforma in un tocco stranamente possessivo, prende le sue palle nel palmo della mano, massaggiandole con una pressione che fa gemere Rick, un suono strozzato tra piacere e angoscia. "Almeno qui sembra tutto a posto," mormora, ma il suo tono è beffardo.
Fanny, la sexy e odiosa, prende il turno successivo. Le sue dita affusolate ed esperte, si chiudono attorno al suo pisello, che ormai è completamente eretto, duro e rigido, e pulsa tra le sue dita come un cuore impazzito. Lei lo strofina con movimenti esperti, alternando velocità, osservando con occhi freddi ogni suo sussulto. "Guarda come balla," dice a Taylor, senza distogliere lo sguardo. "Un piccolo soldatino in parata."
Rick ansima, il respiro gli esce a fiotti. Il suo corpo si tende contro le corde, i muscoli delle braccia e delle cosce che si contraggono. È vicinissimo, sull'orlo. Il bisogno di venire è un dolore acuto e dolce nel basso ventre. I suoi occhi sono vitrei, fissi sul soffitto, poi su Fanny.
Il momento è di una tensione palpabile, quasi dolorosa. Il pisello di Rick è scarlatto, gonfio e pulsante nella stretta di Fanny, una goccia di pre-sperma che luccica sulla punta. Lui geme, un suono basso e continuo, il corpo che si inarca in una contorsione disperata. La sua mente è una nebbia di bisogno puro.
Proprio in quell'istante, Taylor, che ha osservato tutto con l'espressione sadica di un giudice, alza una mano. La sua voce taglia l'aria come un coltello: "STOP!"
Tutte le mani si ritraggono all'istante. Fanny lascia andare il membro con un piccolo schiocco umido, che rimane sospeso nell'aria, tremante e disperato. Rick emette un lamento strozzato, un urlo soffocato. Si contorce violentemente contro i legami, il suo culo che si stacca dal quadro svedese per poi ricadere con uno schiaffo umido contro il legno. "No... per favore..." ansima, le parole un fiotto disperato. "Adesso finitemi... fatemi venire..."
Rick si contorce dal bisogno di sollievo, ma Taylor dice: "Non dobbiamo farti divertire, ma misurare questo bastoncino che spacciavi per randello!" Riprende il centimetro e prende la misura tra la totale vergogna di Rick, poi esclama: "13 cm! Ti sei salvato Rick, è più del doppio di quando era a riposo!"
Fanny, con un sospiro esagerato di sollievo, tira fuori il cellulare. "Una promessa è una promessa!" dice, e con un paio di tocchi cancella la foto umiliante dallo schermo.
Nancy incrocia le braccia, un mezzo sorriso sulle labbra. "Comunque sei ben lontano dai 20 cm di cui ti vantavi..." fa una pausa, lasciando le parole a penzolare nell'aria umida. "...anche se a me sarebbe andato bene lo stesso!"
Una risata generale, breve e tagliente, riempie lo spazio. Rick arrossisce fino alla radice dei capelli, l'umiliazione che gli brucia più della tensione nel basso ventre. Il suo cazzo, ancora duro e trascurato, pulsa visibilmente. "Ragazze, per favore," geme, la voce roca. "Liberatemi. Devo... devo …"
Le risate si spengono. L'attenzione si sposta su Taylor, che ha un'espressione pensierosa, gli occhi fissi su Rick legato. Molly fa un passo avanti, un gesto quasi di compassione.
Molly: "Liberatelo, su...deve correre in bagno a fare da solo!"
Ma Taylor dice, la voce improvvisamente ferma e carica di un'intenzione che blocca tutti: "No, aspettate un attimo!"
La sua mano si alza, un comando silenzioso. I suoi occhi, ora privi di ogni remora nella sua ricerca di vendetta, scrutano Rick con un'intensità nuova, quasi clinica. L'aria nella palestra sembra diventare più pesante, carica di un'aspettativa non detta. Fanny sospende il movimento, Nancy smette di sorridere. Tutte guardano Taylor, in attesa della sua prossima mossa. Rick, intrappolato e vulnerabile, trattiene il respiro, il suo bisogno fisico ora mescolato a un'ansia improvvisa.
Taylor si avvicina a Rick, il suo sguardo è freddo e determinato. Le altre ragazze formano un semicerchio silenzioso intorno a loro, l'atmosfera è elettrica.
Taylor: "Vuoi venire, Rick? Ci pensiamo noi... ma devi chiederci scusa per come ci tratti in ufficio e promettere di non farlo più!"
Rick, il volto contratto dalla frustrazione e dal bisogno, sputa la risposta: "Vaffanculo, stronza! Me la pagherai!"
Carrie a quel punto interviene, un'espressione di severa disapprovazione sul volto. Si fa avanti, la sua voce è un ruggito basso e autoritario. "Rick, come ti permetti? Sai che fino a stasera non devi ribellarti! Ti sei appena meritato un'altra punizione!"
Un applauso scrosciante e beffardo di tutte le ragazze riempie la stanza.
Annabelle, con un sorriso malizioso: "Sì, ma quale?"
Susie, muovendosi con una grazia felina: "Ci penseremo dopo, ora godiamoci la scena interrotta!"
Pilar, accarezzandosi il mento pensierosa: "Ho un'idea...la deciderà Taylor, visto che è stata offesa lei!"
Terry annuisce, i suoi occhi brillano di divertimento. "Ottima idea, ma Taylor ce lo dirà dopo cosa ha deciso... adesso andiamo avanti...buon divertimento ragazze!" rivolto alle 4 colleghe di Rick
Rick geme, la disperazione nella voce. "Non è giusto...non ne posso più!"
Le quattro colleghe di Rick, incoraggiate dalle parole di Terry, riprendono il loro lavoro con rinnovato vigore. Le loro mani si muovono con precisione crudele, portando Rick di nuovo sull'orlo del baratro, per poi fermarsi nuovamente all’ultimo istante. Lui geme, il corpo teso come una corda di violino.
Molly, chinandosi per sussurrargli all'orecchio con una voce che è un misto di minaccia e promessa: "Dovevi pensarci prima, Rick... ora chiedici scusa e troverai sollievo!"
Nancy, dall'altro lato, aggiunge, le dita che tracciano cerchi sulla sua pelle: "Sì, ma devi anche promettere che la smetterai di trattarci male!"
Fanny, interrompendo il suo lavoro per guardarlo dritto negli occhi, pronuncia la condizione più umiliante: "E inoltre vogliamo sentirti dire 'sono un pony, ho un pisellino ridicolo e vi supplico di giocarci!'"
Rick tituba. La lotta interiore è evidente su ogni suo muscolo teso. Il bisogno fisico è una pressione insopportabile, ma l'umiliazione delle parole è un ostacolo enorme. Le quattro donne, sincronizzate, riprendono, lo portano ancora al limite e poi si fermano di nuovo. Il sollievo viene ancora brutalmente negato, lasciandolo in una terribile sospensione.
Un gemito straziato gli sfugge. La resistenza crolla. Con la voce rotta, piena di vergogna e di una disperazione assoluta, ripete la frase: "Vi chiedo scusa. Sono un pony, ho un pisellino ridicolo e vi supplico di giocarci!"
Le parole di Rick, umilianti e spezzate, echeggiano nella stanza. Un silenzio carico di attesa le segue.
Le quattro colleghe esultano. Gridolini di trionfo, sorrisi ampi e sguardi di complicità si scambiano tra loro. Hanno vinto.
Le cinque amiche, Carrie, Annabelle, Susie, Pilar e Terry, applaudono. Non è un applauso fragoroso, ma lento, misurato, goduto. Osservano lo spettacolo dai loro posti, i loro volti riflettono un piacere perverso, la soddisfazione di vedere il loro potere esercitato fino in fondo.
E finalmente, come premio per la sua sottomissione, le quattro colleghe riprendono il lavoro interrotto. Le loro attenzioni tornano su di lui, questa volta senza interruzioni, con l'unico scopo di portare a termine ciò che era stato iniziato, concedendogli il rilascio che aveva così disperatamente supplicato.
La stanza è satura di tensione e umiliazione. Le mani delle quattro colleghe si muovono su di lui con un ritmo crudele e sincronizzato, mentre le loro voci si alternano, intessendo una tela di eccitazione e vergogna attorno a Rick, nudo e legato.
Nancy, stringendo con decisione la base del suo membro, lo squadra con disprezzo. "E pensare," dice, la voce un misto di delusione e sadico divertimento, "che mi sarei accontentata di questi tredici centimetri... ma ti sei comportato troppo male, Rick. Troppo male per meritare più di questo."
La sua mano si muove con un colpo secco, enfatizzando ogni parola. Subito dopo, è il turno di Molly. Si sporge, il suo alito caldo sulla sua guancia mentre la sua mano prende il posto di quella di Nancy, accelerando il ritmo. "Amico mio," sussurra, e l'ipocrisia affettuosa del termine fa rabbrividire Rick, "ti avevo detto mille volte di non scherzare col fuoco. E guardati ora. Eccoti qui... nudo e umiliato proprio da quelle che volevi vedere nude e umiliate tu."
Fanny interviene, la sua presa è più leggera, quasi giocosa, ma le sue parole sono come lame. "Ci volevi scopare," ride, una risata acuta e tagliente. "Con questo cosino, poi! E invece eccoti qui, a supplicarci di giocare col tuo pisellino. Non è divertente?" Le sue dita gli accarezzano la punta, provocandogli un brivido di piacere.
Le parole di Fanny echeggiano nella stanza, mescolandosi al respiro affannoso di Rick. Poi, è il turno di Taylor. La sua espressione è la più dura, gli occhi pieni di una soddisfazione oscura e lungamente covata.
Taylor si avvicina, la sua mano si posa su quella di Fanny, prendendo il controllo con un gesto deciso. La sua stretta è ferma, implacabile. "Io," dice, la voce bassa e carica di veleno, "sognavo da mesi di vendicarmi. Ma mai, mai avrei pensato di farlo così." La sua mano inizia a muoversi con un ritmo brutale, su e giù, la pelle che sfrega con un suono umido e vergognoso. "Tu. Nudo. Legato. Umiliato. Che mi supplichi di segare il tuo pisellino..." Una pausa carica di disprezzo. "...rivelatosi da pony, e non da stallone."
Le sue parole sono il colpo di grazia. Rick geme, un suono strozzato che esce dalla sua gola. Il suo corpo si irrigidisce, i muscoli dell'addome si contraggono violentemente. Non può più resistere.
Un tremore profondo lo percorre, poi esplode. Un gemito lungo e liberatorio gli sfugge dalle labbra mentre fiotti di seme bianco e caldo schizzano in aria, ricadendo sul suo stomaco, sulle sue cosce, sul pavimento lucido ai suoi piedi. Taylor non si ferma. Continua a muovere la mano, accompagnando ogni spasmo, spremendo ogni ultima goccia di piacere e vergogna.
Il corpo di Rick è scosso dagli ultimi, deboli spasmi. Taylor osserva con fredda soddisfazione il suo lavoro compiuto, la mano ancora intrisa del suo seme.
Quando le contrazioni finalmente cessano, Taylor molla la presa con un gesto sprezzante, come se si fosse liberata di qualcosa di disgustoso. Il membro di Rick, ora flaccido e umido, si ritrae rapidamente su se stesso, una piccola, patetica cosa contro il suo corpo sfinito.
Rick non ha più forza. Con un gemito soffocato, il suo corpo cede e si appoggia pesantemente contro il freddo legno del quadro svedese a cui è legato, le corde che gli mordono i polsi. Il suo respiro è un rantolo affannoso, gli occhi vitrei fissi nel vuoto, coperti di sudore e umiliazione.
Intorno a lui, le colleghe esultano. Nancy batte le mani con un sorriso trionfante, Molly lancia un grido di vittoria, Fanny ride a squarciagola. Taylor incrocia le braccia, un sorriso di pura, glaciale vendetta stampato sulle labbra.
Dall'angolo della stanza, dove le amiche hanno osservato tutta la scena, scoppia un applauso fragoroso. Battimani, fischi di approvazione, risate. È il coro finale della sua disfatta.
Un'altra, terribile umiliazione si è compiuta. Un altro capitolo vergognoso scritto in questo interminabile weekend.
La palestra è illuminata dalle luci al neon, l'odore di sudore e cloro è ancora nell'aria. Le attrezzature luccicano sotto le luci, testimoni silenziose dell'umiliazione. Annabelle e Susie, con movimenti rapidi ed esperti, sciolgono i nodi che tenevano Rick legato al quadro svedese. I polsi, segnati da leggeri solchi rossi, finalmente si liberano. Terry, con un sorriso da gatta in calore, si rivolge a Taylor.
Terry: "Bene, Taylor... scegli tu adesso la punizione aggiuntiva che si è meritato il nostro stallone, ops volevo dire pony!"
Taylor incrocia le braccia, il suo sguardo scivola su Rick, che ora è in piedi, nudo e a testa bassa, il corpo teso in attesa del verdetto. Un dubbio le attraversa i pensieri.
Taylor: "E se poi non obbedisce?"
Carrie, appoggiata alla spalliera di una cyclette, estrae il proprio telefono con nonchalance. Lo agita leggermente nell'aria, come un trofeo.
Carrie: "Tranquilla, è da ieri che abbiamo una foto identica a quella che avete cancellato voi, solo con noi al posto vostro! In caso di disobbedienza, Rick sa già che sarà inviata a tutte le sue conoscenze femminili passate, presenti e future!"
Una risata generale, acuta e beffarda, rimbalza contro le pareti rivestite di specchi. Rick non alza nemmeno lo sguardo, imbarazzato come mai nella vita.
Il volto di Taylor si illumina di un sorriso sadico, le labbra si stirano in una curva di puro piacere perverso. Anche le altre tre colleghe esultano, scambiandosi sguardi complici e soffocando risatine dietro le mani. L'eco delle loro voci si mescola al ronzio delle luci della palestra.
Taylor: "Benissimo. Allora da domani e per una settimana lavorerai in ufficio ai nostri ordini, e non osare disobbedirci!"
Rick, finalmente libero ma ovviamente ancora nudo, solleva lentamente la testa. Il suo sguardo è spento, ma un ultimo barlume di orgoglio maschile cerca di ravvivarsi. Cerca di raddrizzare le spalle, un gesto quasi patetico nella sua nudità totale.
Rick: "Sapevo che avresti deciso qualcosa del genere... Ok, devo portarmi anche la divisa da cameriere per servirti il caffè?"
La sua voce cerca un tono sprezzante, ma una lieve incrinatura tradisce la tensione. Cerca di recuperare un briciolo della sua baldanza perduta.
Rick: "Tanto prima o poi me la pagherete... tutte!"
Taylor fa un passo avanti, avvicinandosi a lui. Il suo sguardo scende lungo il suo corpo nudo, un'esplorazione fredda e valutatoria. Il suo sorriso si fa ancora più tagliente.
Taylor: "No, caro... Non devi portarti nessuna divisa... Perché per tutta la settimana, in ufficio, inclusa la pausa pranzo, RESTERAI NUDO!"
La palestra è immersa in un'atmosfera di trionfo femminile. Le luci al neon sembrano più fredde, più taglienti, riflettendosi sugli attrezzi metallici e sugli specchi che moltiplicano l'immagine umiliata di Rick. Le urla e gli applausi delle tre colleghe di Taylor risuonano come una standing ovation, mentre le cinque amiche di Rick, in disparte, annuiscono soddisfatte, complimentandosi con Taylor per la punizione esemplare.
Rick, il volto un magma di vergogna e terrore, balbetta: "Cosa?? Ma stai scherzando? La direttrice mi licenzierà! Non voglio perdere il posto!"
Fanny, con una calma glaciale, interviene: "La direttrice è in missione nella sede fuori regione per tutta la settimana... se ti comporterai bene, non lo verrà a sapere mai!"
Ma la disperazione di Rick cerca un altro appiglio: "Ma le stagiste... e le clienti che verranno per i nuovi contratti pubblicitari..."
Molly, con un sorriso beffardo, affonda il coltello nella piaga: "Le stagiste saranno contente di scoprire che il tuo cobra è in realtà un vermicello e tu le hai molestate per nulla... le clienti avranno un diversivo per divertirsi mentre firmano i contratti!"
L'atmosfera nella palestra è carica di un'umiliazione deliberata e collettiva. L'eco delle risate si attacca alle pareti di piastrelle.
Rick, la voce strozzata dall'angoscia: "No, vi prego, non fatemi questo... e poi addirittura la pausa pranzo? In mensa con tutte le colleghe degli altri reparti?"
Nancy, il dito puntato come un'arma verso l'inguine di Rick, un sorriso di trionfo crudele sulle labbra: "Esatto! Tutte quelle con cui hai fatto lo spaccone e il superuomo... così capiranno che sei un bugiardo... solo che invece di avere le gambe corte, di corto hai il pisellino!"
Una risata generale, un coro beffardo, esplode dalle nove donne presenti. Rick, un movimento istintivo di difesa, si copre il pacco con entrambe le mani. Il suo volto si trasforma in una maschera di vergogna, un paonazzo così intenso da sembrare febbrile, bruciante al solo pensiero dell'orrore che lo attende da domani.
Le quattro colleghe si avvicinano al gruppo delle cinque amiche di Rick. I loro ringraziamenti sono sussurrati, ma carichi di una gioia vendicativa.
Poi, come un plotone che si gira in perfetta sincronia, le quattro si voltano verso Rick, ancora rannicchiato su se stesso. Alzano le mani, e con gesto identico e plateale, formano con indice e pollice il segno universale del "pisello piccolo". Le loro voci si fondono in un coro perfetto, tagliente come un bisturi: "Ci vediamo domani in ufficio, Rick... con te e col tuo pisellino!"
La frase rimane sospesa nell'aria umida della palestra come una condanna. Senza aggiungere altro, le quattro si allontanano a passo svelto, i loro scatti ritmici sul pavimento che si allontanano, per tornare nell'altra sala e riprendere i loro esercizi come se nulla di straordinario fosse accaduto. Lasciano dietro di sé il silenzio improvviso, rotto solo dal respiro affannoso di Rick.
Lui si trascina verso Carrie, gli occhi lucidi di disperazione. La sua voce è un rantolo, un'ultima, patetica supplica: "Carrie... ti scongiuro. Non dare a Taylor quella foto. Sono sicuro che mi ricatterà a vita!"
Carrie lo fissa con un'espressione che non è né crudele né compassionevole, ma semplicemente pragmatica. Alza le spalle in un gesto lieve. "Tranquillo," dice, la voce piatta. "Ho già girato la foto. Ma a Molly. È tua amica, di lei ti puoi fidare."
La dichiarazione cade come un sasso nello stagno. Non c'è conforto in quelle parole, solo la conferma che il suo destino è già sigillato, che l'immagine del suo corpo nudo e vulnerabile è già in viaggio, fuori dal suo controllo.
Accanto a loro, Terry emette un breve, secco colpo di tosse, quasi una risatina soffocata. Si avvicina, posando una mano sulla spalla tesa di Rick in un gesto che vorrebbe essere rassicurante ma che suona solo come una beffa ulteriore. "Suvvia," dice, la voce carica di un falso ottimismo. "Tra poco sarai tu a vederci nude al lido nudisti! E magari ci saranno anche le stagiste e le colleghe di cui parli! È uno scambio equo, no?"
Le altre amiche – Susie, Pilar, Annabelle – annuiscono in silenzio, i loro sguardi che vanno da Rick a Carrie e poi di nuovo a lui, osservando la sua agonia con un misto di curiosità e di fredda soddisfazione.
Terry dà una leggera spinta a Rick verso le docce. "Ora," conclude, la voce che assume un tono di comando definitivo, "va a docciarti che è tardi."
Rick, ansimante e grondante di sudore, trova finalmente sollievo. Le sue risate isteriche si spengono in singhiozzi affannosi mentre le amiche si accingono a slegarlo. Ma la scena viene bruscamente interrotta dal rumore di passi veloci sul pavimento della palestra. Dalla parte opposta della sala, accorrono quattro figure femminili in tenuta ginnica. Le loro voci risuonano da lontano: "Ma che sta succedendo? Abbiamo sentito gridare disperatamente!"
Rick alza lo sguardo e il suo volto impallidisce come se avesse visto dei fantasmi. "Ragazze, fate presto, slegatemi per favore!" implora, la voce strozzata dall'ansia.
Susie, mentre cerca di sciogliere un nodo, sbuffa: "Quanta fretta, lo stiamo facendo! Ma perché?"
Rick, gli occhi fissi sulle figure che si avvicinano, geme: "Non potete capire... Fate presto, vi prego!"
Annabelle, a quel punto, si incuriosisce. Un sorriso sadico le increspa le labbra. "Ragazze, fermatevi un attimo e lasciatelo legato!" ordina, la voce carica di una malizia improvvisa.
Rick scatta, il terrore gli dilata le pupille. "No, Annabelle, ti prego, slegatemi, presto... O perlomeno copritemi!"
Pilar, con tono irridente, si china verso di lui. "Cosa c'è, Rick? Per caso conosci queste donne?"
Rick non sa più che dire. Intanto le quattro ragazze terminano la loro corsa, fermandosi a un metro dalla scena: Rick legato a "X" al quadro svedese, nudo ed esposto alle sue cinque amiche... e adesso anche a loro quattro!
Un coro si leva dalle quattro donne: "Rick?! Ma sei tu! Non è possibile!"
Si tratta delle quattro colleghe di Rick, che condividono il suo stesso ufficio e che lui da sei mesi prende in giro facendo il superuomo, lo spaccone e dicendosi superdotato: Molly sua storica amica ma ormai stufa anche lei del suo atteggiamento tossico; Fanny la sexy dell'ufficio per cui Rick sbava, ma che lo detesta per i suoi atteggiamenti; Nancy timida e con una cotta per Rick, da cui viene sempre respinta e umiliata; e soprattutto Taylor la sua acerrima nemica, che lui umilia ripetutamente ad ogni vittoria nelle gare di rendimento aziendale, e che da mesi brama la sua vendetta verso Rick!
Rick, il volto contratto in una smorfia di panico e vergogna, cerca di contorcersi invano contro le corde. "Ragazze... posso spiegare... non guardate, vi prego..." La sua voce è un filo di suono strozzato, mentre cerca goffamente di nascondere ciò che non può nascondere.
Ma è troppo tardi. Gli occhi delle quattro donne si sono già posati, inevitabilmente, proprio lì. Su quello che per mesi Rick aveva definito, con aria da spaccone, "un cobra da 20 centimetri" – la sua arma segreta per impressionare le stagiste e vantarsi con le colleghe di ogni reparto in sala mensa. La realtà, nuda e cruda sotto la luce dei neon della palestra, è ben diversa: pochi centimetri di carne flaccida e impaurita.
Un silenzio carico di incredulità dura un attimo, poi esplode la risata collettiva.
Molly,"Un cobra? Rick, mi sa che hai confuso le unità di misura! Questo è un lombrico dopo un acquazzone!"
Fanny,"Tutto qui? E pensare che per sei mesi mi hai riempito le orecchie di storie epiche. Sembra più uno spillo che un cobra!"
Nancy arrossisce violentemente. Ride anche lei, ma i suoi occhi sono lucidi di una strana emozione. "Io... io pensavo fosse... più minaccioso," sussurra, la voce tremula, e la sua battuta involontaria, dettata più dalla delusione che dalla cattiveria, è forse la più umiliante di tutte.
Ma è Taylor, la sua nemica giurata, a dare il colpo di grazia. Fingendo di trattenere le risate, si avvicina lentamente, con passo felpato, e si china leggermente, studiando la "prova" con l'occhio clinico di un chirurgo che osserva un esperimento fallito. Poi, alza lo sguardo su Rick, e un sorriso largo, carico di una soddisfazione feroce, le illumina il volto. "Venti centimetri, Rick? Venti?" La sua voce è un dolce veleno. "Forse se li sommi a quelli del tuo ego. Perché in effetti, tra quello che hai qui," indica con un cenno del mento, sprezzante, "e quello che hai sempre spacciato in ufficio, la differenza è abissale. 20 cm di fantasia." Solo allora scoppia a ridere nuovamente, una risata alta, liberatoria, che si unisce a quelle delle altre, creando un coro di derisione perfetto che rimbalza contro le pareti della palestra deserta, avvolgendo Rick in un vortice di vergogna senza scampo.
Rick, il volto paonazzo, cerca disperatamente di arginare il dilagare della vergogna. "Sono un grower! Ho fatto una doccia fredda... e poi ho avuto un orgasmo... e la situazione... insomma, in tiro è molto più grande, credetemi!" La sua voce è un misto di supplica e di ultimo, debole orgoglio.
Susie, Annabelle, Carrie, Terry e Pilar, intanto, si affiancano al cerchio di donne, i loro volti illuminati dalla curiosità crudele di assistere a una nuova, succulenta e imprevista umiliazione di Rick. Pilar, con le mani sui fianchi, scuote la testa. "Rick ma sei un cafone... non ci presenti le tue amiche?"
Taylor, con un sorriso da gatta perfida, fa le presentazioni rapide, un gesto della mano che indica ogni nuova arrivata. Poi, con gesto teatrale, tira fuori dalla tasca della sua tuta un centimetro da sarta, giallo e flessibile. "Vediamo comunque di quanto ci hai mentito." Ignorando le proteste strozzate di Rick, afferra con due dita, con una presa delicata e sprezzante, il suo membro a riposo e ridotto. Con l'altra mano stende il centimetro accanto, allineandolo con precisione chirurgica. I suoi occhi si spostano dal nastro al volto di Rick. "SEI CENTIMETRI!" esclama, la voce carica di trionfo. "E gli altri 14 li hai lasciati in ufficio?"
Una nuova ondata di risate, più fragorosa e unita di prima, esplode intorno a lui. Molly incrocia le braccia, un sopracciglio alzato. "Rick, va bene dire bugie... ma tu esageri, da stallone a pony in un attimo!"
Nancy, la timida, arrossisce ancora di più, ma stavolta è per un'imbarazzo diverso. Abbassa lo sguardo, poi lo alza su di lui, e le sue parole sono un pugnale di delusione genuina. "Quasi quasi è stato un bene che mi hai respinta... sai che delusione!"
Fanny, la più spietata, scoppia a ridere con una risata secca. "E tu volevi portarmi a letto? Per far cosa con quello, una partita a briscola?" Le risate si rinnovano, un coro che lo trafigge.
Rick, sentendo il terreno franargli sotto i piedi, cerca un'ultima, disperata difesa. "Vi ho detto che sono un grower! Sono solo a riposo, ma poi..." La frase muore in gola, interrotta da un clic netto, metallico, sinistro nel silenzio improvviso che segue.
Tutti gli occhi si voltano verso Fanny. Lei ha il cellulare in mano, lo schermo rivolto verso il gruppo. Sullo schermo, un'immagine perfetta, nitida, umiliante: Taylor che tiene ancora il centimetro accostato, e lì, tra le sue dita, la prova inconfutabile, patetica, dei sei centimetri di Rick. La luce della palestra illumina ogni dettaglio con crudele chiarezza.
Il volto di Rick impallidisce, poi si tinge di un rosso violaceo. "Cosa hai fatto? Cancella subito! Vi denuncio!" La sua voce è un urlo strozzato, carico di panico e rabbia impotente.
Fanny abbassa lentamente il telefono, un sorriso freddo e calcolatore sulle labbra. "Dovremmo denunciarti noi per mobbing da sei mesi, non ti conviene!" La sua voce è bassa, piena di una minaccia reale. "E adesso questa foto finisce nella chat dell'ufficio... così la smetti per sempre di parlare di 'cobra' alle stagiste!"
La prospettiva è devastante. Rick può quasi vedere le notifiche apparire, le risate virtuali, la sua reputazione ridotta in polvere. Il suo orgoglio crolla. "No, aspetta..." La sua voce si fa supplichevole, rotta. "Vi chiedo scusa, faccio tutto quello che volete... ma cancellate quella foto!"
Taylor, che ha osservato la scena con aria pensierosa, si avvicina. La sua espressione è quella di chi ha avuto un'idea brillante e sadica. "Ho un'idea..." dice, facendo oscillare il centimetro tra le dita. "Dimostraci che sei davvero un grower! Se in tiro arrivi almeno al doppio di questi patetici 6 cm..." fa una pausa per il massimo effetto drammatico, "...cancelliamo la foto!"
Rick tira un sospiro di sollievo profondo, come un uomo a cui è stata gettata una fune sul ciglio di un precipizio. "Certo che sì! Anche di più! Diteglielo, ragazze" rivolgendosi alle sue amiche che assistono divertite alla scena
Pilar, dalla panca, dice con voce chiara e impassibile: "Rick, non sarebbe giusto che glielo dicessimo noi!"
Terry aggiunge, scrollando le spalle: "Siamo tue amiche, saremmo di parte!"
Susie sorride maliziosamente: "È giusto che verifichino di persona..."
Carrie scoppia a ridere: "E poi conoscendoti ti piacerà sicuramente, porcellino!"
Annabelle fa un cenno con la testa verso il membro di Rick, che sta iniziando a mostrare segni di vita: "Oltretutto è da un po' che non vediamo il tuo bastoncino in tiro... vogliamo goderci la scena!"
Risate generali si diffondono per la palestra.
Le quattro colleghe si avvicinano. Molly inizia con carezze apparentemente professionali sulle sue spalle tese, che presto diventano massaggi più profondi. Taylor, con un sorriso odioso, palpeggia senza cerimonie il suo culo, le dita che affondano nella carne.
La scena è intensa, concentrata. Le mani delle quattro donne su Rick sono ovunque. Annabelle, dalla panca, fissa il membro di Rick che si sta lentamente, inesorabilmente, riempiendo di sangue sotto l'assalto coordinato delle loro attenzioni. È un'opera di umiliazione meticolosa.
Nancy, la cui rabbia repressa si trasforma in un tocco stranamente possessivo, prende le sue palle nel palmo della mano, massaggiandole con una pressione che fa gemere Rick, un suono strozzato tra piacere e angoscia. "Almeno qui sembra tutto a posto," mormora, ma il suo tono è beffardo.
Fanny, la sexy e odiosa, prende il turno successivo. Le sue dita affusolate ed esperte, si chiudono attorno al suo pisello, che ormai è completamente eretto, duro e rigido, e pulsa tra le sue dita come un cuore impazzito. Lei lo strofina con movimenti esperti, alternando velocità, osservando con occhi freddi ogni suo sussulto. "Guarda come balla," dice a Taylor, senza distogliere lo sguardo. "Un piccolo soldatino in parata."
Rick ansima, il respiro gli esce a fiotti. Il suo corpo si tende contro le corde, i muscoli delle braccia e delle cosce che si contraggono. È vicinissimo, sull'orlo. Il bisogno di venire è un dolore acuto e dolce nel basso ventre. I suoi occhi sono vitrei, fissi sul soffitto, poi su Fanny.
Il momento è di una tensione palpabile, quasi dolorosa. Il pisello di Rick è scarlatto, gonfio e pulsante nella stretta di Fanny, una goccia di pre-sperma che luccica sulla punta. Lui geme, un suono basso e continuo, il corpo che si inarca in una contorsione disperata. La sua mente è una nebbia di bisogno puro.
Proprio in quell'istante, Taylor, che ha osservato tutto con l'espressione sadica di un giudice, alza una mano. La sua voce taglia l'aria come un coltello: "STOP!"
Tutte le mani si ritraggono all'istante. Fanny lascia andare il membro con un piccolo schiocco umido, che rimane sospeso nell'aria, tremante e disperato. Rick emette un lamento strozzato, un urlo soffocato. Si contorce violentemente contro i legami, il suo culo che si stacca dal quadro svedese per poi ricadere con uno schiaffo umido contro il legno. "No... per favore..." ansima, le parole un fiotto disperato. "Adesso finitemi... fatemi venire..."
Rick si contorce dal bisogno di sollievo, ma Taylor dice: "Non dobbiamo farti divertire, ma misurare questo bastoncino che spacciavi per randello!" Riprende il centimetro e prende la misura tra la totale vergogna di Rick, poi esclama: "13 cm! Ti sei salvato Rick, è più del doppio di quando era a riposo!"
Fanny, con un sospiro esagerato di sollievo, tira fuori il cellulare. "Una promessa è una promessa!" dice, e con un paio di tocchi cancella la foto umiliante dallo schermo.
Nancy incrocia le braccia, un mezzo sorriso sulle labbra. "Comunque sei ben lontano dai 20 cm di cui ti vantavi..." fa una pausa, lasciando le parole a penzolare nell'aria umida. "...anche se a me sarebbe andato bene lo stesso!"
Una risata generale, breve e tagliente, riempie lo spazio. Rick arrossisce fino alla radice dei capelli, l'umiliazione che gli brucia più della tensione nel basso ventre. Il suo cazzo, ancora duro e trascurato, pulsa visibilmente. "Ragazze, per favore," geme, la voce roca. "Liberatemi. Devo... devo …"
Le risate si spengono. L'attenzione si sposta su Taylor, che ha un'espressione pensierosa, gli occhi fissi su Rick legato. Molly fa un passo avanti, un gesto quasi di compassione.
Molly: "Liberatelo, su...deve correre in bagno a fare da solo!"
Ma Taylor dice, la voce improvvisamente ferma e carica di un'intenzione che blocca tutti: "No, aspettate un attimo!"
La sua mano si alza, un comando silenzioso. I suoi occhi, ora privi di ogni remora nella sua ricerca di vendetta, scrutano Rick con un'intensità nuova, quasi clinica. L'aria nella palestra sembra diventare più pesante, carica di un'aspettativa non detta. Fanny sospende il movimento, Nancy smette di sorridere. Tutte guardano Taylor, in attesa della sua prossima mossa. Rick, intrappolato e vulnerabile, trattiene il respiro, il suo bisogno fisico ora mescolato a un'ansia improvvisa.
Taylor si avvicina a Rick, il suo sguardo è freddo e determinato. Le altre ragazze formano un semicerchio silenzioso intorno a loro, l'atmosfera è elettrica.
Taylor: "Vuoi venire, Rick? Ci pensiamo noi... ma devi chiederci scusa per come ci tratti in ufficio e promettere di non farlo più!"
Rick, il volto contratto dalla frustrazione e dal bisogno, sputa la risposta: "Vaffanculo, stronza! Me la pagherai!"
Carrie a quel punto interviene, un'espressione di severa disapprovazione sul volto. Si fa avanti, la sua voce è un ruggito basso e autoritario. "Rick, come ti permetti? Sai che fino a stasera non devi ribellarti! Ti sei appena meritato un'altra punizione!"
Un applauso scrosciante e beffardo di tutte le ragazze riempie la stanza.
Annabelle, con un sorriso malizioso: "Sì, ma quale?"
Susie, muovendosi con una grazia felina: "Ci penseremo dopo, ora godiamoci la scena interrotta!"
Pilar, accarezzandosi il mento pensierosa: "Ho un'idea...la deciderà Taylor, visto che è stata offesa lei!"
Terry annuisce, i suoi occhi brillano di divertimento. "Ottima idea, ma Taylor ce lo dirà dopo cosa ha deciso... adesso andiamo avanti...buon divertimento ragazze!" rivolto alle 4 colleghe di Rick
Rick geme, la disperazione nella voce. "Non è giusto...non ne posso più!"
Le quattro colleghe di Rick, incoraggiate dalle parole di Terry, riprendono il loro lavoro con rinnovato vigore. Le loro mani si muovono con precisione crudele, portando Rick di nuovo sull'orlo del baratro, per poi fermarsi nuovamente all’ultimo istante. Lui geme, il corpo teso come una corda di violino.
Molly, chinandosi per sussurrargli all'orecchio con una voce che è un misto di minaccia e promessa: "Dovevi pensarci prima, Rick... ora chiedici scusa e troverai sollievo!"
Nancy, dall'altro lato, aggiunge, le dita che tracciano cerchi sulla sua pelle: "Sì, ma devi anche promettere che la smetterai di trattarci male!"
Fanny, interrompendo il suo lavoro per guardarlo dritto negli occhi, pronuncia la condizione più umiliante: "E inoltre vogliamo sentirti dire 'sono un pony, ho un pisellino ridicolo e vi supplico di giocarci!'"
Rick tituba. La lotta interiore è evidente su ogni suo muscolo teso. Il bisogno fisico è una pressione insopportabile, ma l'umiliazione delle parole è un ostacolo enorme. Le quattro donne, sincronizzate, riprendono, lo portano ancora al limite e poi si fermano di nuovo. Il sollievo viene ancora brutalmente negato, lasciandolo in una terribile sospensione.
Un gemito straziato gli sfugge. La resistenza crolla. Con la voce rotta, piena di vergogna e di una disperazione assoluta, ripete la frase: "Vi chiedo scusa. Sono un pony, ho un pisellino ridicolo e vi supplico di giocarci!"
Le parole di Rick, umilianti e spezzate, echeggiano nella stanza. Un silenzio carico di attesa le segue.
Le quattro colleghe esultano. Gridolini di trionfo, sorrisi ampi e sguardi di complicità si scambiano tra loro. Hanno vinto.
Le cinque amiche, Carrie, Annabelle, Susie, Pilar e Terry, applaudono. Non è un applauso fragoroso, ma lento, misurato, goduto. Osservano lo spettacolo dai loro posti, i loro volti riflettono un piacere perverso, la soddisfazione di vedere il loro potere esercitato fino in fondo.
E finalmente, come premio per la sua sottomissione, le quattro colleghe riprendono il lavoro interrotto. Le loro attenzioni tornano su di lui, questa volta senza interruzioni, con l'unico scopo di portare a termine ciò che era stato iniziato, concedendogli il rilascio che aveva così disperatamente supplicato.
La stanza è satura di tensione e umiliazione. Le mani delle quattro colleghe si muovono su di lui con un ritmo crudele e sincronizzato, mentre le loro voci si alternano, intessendo una tela di eccitazione e vergogna attorno a Rick, nudo e legato.
Nancy, stringendo con decisione la base del suo membro, lo squadra con disprezzo. "E pensare," dice, la voce un misto di delusione e sadico divertimento, "che mi sarei accontentata di questi tredici centimetri... ma ti sei comportato troppo male, Rick. Troppo male per meritare più di questo."
La sua mano si muove con un colpo secco, enfatizzando ogni parola. Subito dopo, è il turno di Molly. Si sporge, il suo alito caldo sulla sua guancia mentre la sua mano prende il posto di quella di Nancy, accelerando il ritmo. "Amico mio," sussurra, e l'ipocrisia affettuosa del termine fa rabbrividire Rick, "ti avevo detto mille volte di non scherzare col fuoco. E guardati ora. Eccoti qui... nudo e umiliato proprio da quelle che volevi vedere nude e umiliate tu."
Fanny interviene, la sua presa è più leggera, quasi giocosa, ma le sue parole sono come lame. "Ci volevi scopare," ride, una risata acuta e tagliente. "Con questo cosino, poi! E invece eccoti qui, a supplicarci di giocare col tuo pisellino. Non è divertente?" Le sue dita gli accarezzano la punta, provocandogli un brivido di piacere.
Le parole di Fanny echeggiano nella stanza, mescolandosi al respiro affannoso di Rick. Poi, è il turno di Taylor. La sua espressione è la più dura, gli occhi pieni di una soddisfazione oscura e lungamente covata.
Taylor si avvicina, la sua mano si posa su quella di Fanny, prendendo il controllo con un gesto deciso. La sua stretta è ferma, implacabile. "Io," dice, la voce bassa e carica di veleno, "sognavo da mesi di vendicarmi. Ma mai, mai avrei pensato di farlo così." La sua mano inizia a muoversi con un ritmo brutale, su e giù, la pelle che sfrega con un suono umido e vergognoso. "Tu. Nudo. Legato. Umiliato. Che mi supplichi di segare il tuo pisellino..." Una pausa carica di disprezzo. "...rivelatosi da pony, e non da stallone."
Le sue parole sono il colpo di grazia. Rick geme, un suono strozzato che esce dalla sua gola. Il suo corpo si irrigidisce, i muscoli dell'addome si contraggono violentemente. Non può più resistere.
Un tremore profondo lo percorre, poi esplode. Un gemito lungo e liberatorio gli sfugge dalle labbra mentre fiotti di seme bianco e caldo schizzano in aria, ricadendo sul suo stomaco, sulle sue cosce, sul pavimento lucido ai suoi piedi. Taylor non si ferma. Continua a muovere la mano, accompagnando ogni spasmo, spremendo ogni ultima goccia di piacere e vergogna.
Il corpo di Rick è scosso dagli ultimi, deboli spasmi. Taylor osserva con fredda soddisfazione il suo lavoro compiuto, la mano ancora intrisa del suo seme.
Quando le contrazioni finalmente cessano, Taylor molla la presa con un gesto sprezzante, come se si fosse liberata di qualcosa di disgustoso. Il membro di Rick, ora flaccido e umido, si ritrae rapidamente su se stesso, una piccola, patetica cosa contro il suo corpo sfinito.
Rick non ha più forza. Con un gemito soffocato, il suo corpo cede e si appoggia pesantemente contro il freddo legno del quadro svedese a cui è legato, le corde che gli mordono i polsi. Il suo respiro è un rantolo affannoso, gli occhi vitrei fissi nel vuoto, coperti di sudore e umiliazione.
Intorno a lui, le colleghe esultano. Nancy batte le mani con un sorriso trionfante, Molly lancia un grido di vittoria, Fanny ride a squarciagola. Taylor incrocia le braccia, un sorriso di pura, glaciale vendetta stampato sulle labbra.
Dall'angolo della stanza, dove le amiche hanno osservato tutta la scena, scoppia un applauso fragoroso. Battimani, fischi di approvazione, risate. È il coro finale della sua disfatta.
Un'altra, terribile umiliazione si è compiuta. Un altro capitolo vergognoso scritto in questo interminabile weekend.
La palestra è illuminata dalle luci al neon, l'odore di sudore e cloro è ancora nell'aria. Le attrezzature luccicano sotto le luci, testimoni silenziose dell'umiliazione. Annabelle e Susie, con movimenti rapidi ed esperti, sciolgono i nodi che tenevano Rick legato al quadro svedese. I polsi, segnati da leggeri solchi rossi, finalmente si liberano. Terry, con un sorriso da gatta in calore, si rivolge a Taylor.
Terry: "Bene, Taylor... scegli tu adesso la punizione aggiuntiva che si è meritato il nostro stallone, ops volevo dire pony!"
Taylor incrocia le braccia, il suo sguardo scivola su Rick, che ora è in piedi, nudo e a testa bassa, il corpo teso in attesa del verdetto. Un dubbio le attraversa i pensieri.
Taylor: "E se poi non obbedisce?"
Carrie, appoggiata alla spalliera di una cyclette, estrae il proprio telefono con nonchalance. Lo agita leggermente nell'aria, come un trofeo.
Carrie: "Tranquilla, è da ieri che abbiamo una foto identica a quella che avete cancellato voi, solo con noi al posto vostro! In caso di disobbedienza, Rick sa già che sarà inviata a tutte le sue conoscenze femminili passate, presenti e future!"
Una risata generale, acuta e beffarda, rimbalza contro le pareti rivestite di specchi. Rick non alza nemmeno lo sguardo, imbarazzato come mai nella vita.
Il volto di Taylor si illumina di un sorriso sadico, le labbra si stirano in una curva di puro piacere perverso. Anche le altre tre colleghe esultano, scambiandosi sguardi complici e soffocando risatine dietro le mani. L'eco delle loro voci si mescola al ronzio delle luci della palestra.
Taylor: "Benissimo. Allora da domani e per una settimana lavorerai in ufficio ai nostri ordini, e non osare disobbedirci!"
Rick, finalmente libero ma ovviamente ancora nudo, solleva lentamente la testa. Il suo sguardo è spento, ma un ultimo barlume di orgoglio maschile cerca di ravvivarsi. Cerca di raddrizzare le spalle, un gesto quasi patetico nella sua nudità totale.
Rick: "Sapevo che avresti deciso qualcosa del genere... Ok, devo portarmi anche la divisa da cameriere per servirti il caffè?"
La sua voce cerca un tono sprezzante, ma una lieve incrinatura tradisce la tensione. Cerca di recuperare un briciolo della sua baldanza perduta.
Rick: "Tanto prima o poi me la pagherete... tutte!"
Taylor fa un passo avanti, avvicinandosi a lui. Il suo sguardo scende lungo il suo corpo nudo, un'esplorazione fredda e valutatoria. Il suo sorriso si fa ancora più tagliente.
Taylor: "No, caro... Non devi portarti nessuna divisa... Perché per tutta la settimana, in ufficio, inclusa la pausa pranzo, RESTERAI NUDO!"
La palestra è immersa in un'atmosfera di trionfo femminile. Le luci al neon sembrano più fredde, più taglienti, riflettendosi sugli attrezzi metallici e sugli specchi che moltiplicano l'immagine umiliata di Rick. Le urla e gli applausi delle tre colleghe di Taylor risuonano come una standing ovation, mentre le cinque amiche di Rick, in disparte, annuiscono soddisfatte, complimentandosi con Taylor per la punizione esemplare.
Rick, il volto un magma di vergogna e terrore, balbetta: "Cosa?? Ma stai scherzando? La direttrice mi licenzierà! Non voglio perdere il posto!"
Fanny, con una calma glaciale, interviene: "La direttrice è in missione nella sede fuori regione per tutta la settimana... se ti comporterai bene, non lo verrà a sapere mai!"
Ma la disperazione di Rick cerca un altro appiglio: "Ma le stagiste... e le clienti che verranno per i nuovi contratti pubblicitari..."
Molly, con un sorriso beffardo, affonda il coltello nella piaga: "Le stagiste saranno contente di scoprire che il tuo cobra è in realtà un vermicello e tu le hai molestate per nulla... le clienti avranno un diversivo per divertirsi mentre firmano i contratti!"
L'atmosfera nella palestra è carica di un'umiliazione deliberata e collettiva. L'eco delle risate si attacca alle pareti di piastrelle.
Rick, la voce strozzata dall'angoscia: "No, vi prego, non fatemi questo... e poi addirittura la pausa pranzo? In mensa con tutte le colleghe degli altri reparti?"
Nancy, il dito puntato come un'arma verso l'inguine di Rick, un sorriso di trionfo crudele sulle labbra: "Esatto! Tutte quelle con cui hai fatto lo spaccone e il superuomo... così capiranno che sei un bugiardo... solo che invece di avere le gambe corte, di corto hai il pisellino!"
Una risata generale, un coro beffardo, esplode dalle nove donne presenti. Rick, un movimento istintivo di difesa, si copre il pacco con entrambe le mani. Il suo volto si trasforma in una maschera di vergogna, un paonazzo così intenso da sembrare febbrile, bruciante al solo pensiero dell'orrore che lo attende da domani.
Le quattro colleghe si avvicinano al gruppo delle cinque amiche di Rick. I loro ringraziamenti sono sussurrati, ma carichi di una gioia vendicativa.
Poi, come un plotone che si gira in perfetta sincronia, le quattro si voltano verso Rick, ancora rannicchiato su se stesso. Alzano le mani, e con gesto identico e plateale, formano con indice e pollice il segno universale del "pisello piccolo". Le loro voci si fondono in un coro perfetto, tagliente come un bisturi: "Ci vediamo domani in ufficio, Rick... con te e col tuo pisellino!"
La frase rimane sospesa nell'aria umida della palestra come una condanna. Senza aggiungere altro, le quattro si allontanano a passo svelto, i loro scatti ritmici sul pavimento che si allontanano, per tornare nell'altra sala e riprendere i loro esercizi come se nulla di straordinario fosse accaduto. Lasciano dietro di sé il silenzio improvviso, rotto solo dal respiro affannoso di Rick.
Lui si trascina verso Carrie, gli occhi lucidi di disperazione. La sua voce è un rantolo, un'ultima, patetica supplica: "Carrie... ti scongiuro. Non dare a Taylor quella foto. Sono sicuro che mi ricatterà a vita!"
Carrie lo fissa con un'espressione che non è né crudele né compassionevole, ma semplicemente pragmatica. Alza le spalle in un gesto lieve. "Tranquillo," dice, la voce piatta. "Ho già girato la foto. Ma a Molly. È tua amica, di lei ti puoi fidare."
La dichiarazione cade come un sasso nello stagno. Non c'è conforto in quelle parole, solo la conferma che il suo destino è già sigillato, che l'immagine del suo corpo nudo e vulnerabile è già in viaggio, fuori dal suo controllo.
Accanto a loro, Terry emette un breve, secco colpo di tosse, quasi una risatina soffocata. Si avvicina, posando una mano sulla spalla tesa di Rick in un gesto che vorrebbe essere rassicurante ma che suona solo come una beffa ulteriore. "Suvvia," dice, la voce carica di un falso ottimismo. "Tra poco sarai tu a vederci nude al lido nudisti! E magari ci saranno anche le stagiste e le colleghe di cui parli! È uno scambio equo, no?"
Le altre amiche – Susie, Pilar, Annabelle – annuiscono in silenzio, i loro sguardi che vanno da Rick a Carrie e poi di nuovo a lui, osservando la sua agonia con un misto di curiosità e di fredda soddisfazione.
Terry dà una leggera spinta a Rick verso le docce. "Ora," conclude, la voce che assume un tono di comando definitivo, "va a docciarti che è tardi."
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Re: THE LITTLE SECRET OF THE BIG BRAGGART
9-LA SPIAGGIA A SORPRESA
La scena si sposta negli spogliatoi separati della palestra "Muscoli d'Acciaio". Il suono dell'acqua che scorre è l'unico rumore. Rick è solo, sotto il getto caldo della doccia nello spogliatoio maschile, il corpo ancora scosso dai brividi dell'umiliazione. Dall'altro lato del muro, nello spogliatoio femminile, le cinque amiche si lavano velocemente, l'atmosfera è diversa, carica di complicità e di un eccitato senso di colpa divertito.
Terry, mentre si asciuga i capelli, con un'espressione pensierosa: "Povero Rick... forse abbiamo esagerato?"
Carrie, infilando un bikini minuscolo color fucsia, con uno sguardo duro: "Macchè! Dimentichi sei mesi di scherzi umilianti che ci ha fatto?"
Susie, sistemando il reggiseno del suo costume a triangolo, incerta: "Forse però questa della spiaggia potremmo risparmiargliela..."
Annabelle, saltellando per infilarsi un perizoma di stoffa leopardata, ride: "Ma che dici? È la parte più divertente! Vuoi mettere come ci resterà quando scoprirà la verità?"
Pilar: "Sì, ma addirittura nudo per una settimana in ufficio, alla mercè di chiunque…e sei poi ci denuncia per paura di perdere il posto?"
Terry: "Tranquilla, ho parlato con Taylor prima che andasse via… lo faranno stare nudo fino alla pausa pranzo di domani, e solo nel loro ufficio dove al massimo ci saranno le quattro stagiste che importuna… poi gli ridaranno i vestiti, facendolo impegnare a non prenderle più in giro!"
Pilar, annuendo mentre si lega i capelli in una coda alta: "Certo che siamo proprio sadiche... ma in fondo va bene così, chi se lo scorda più questo weekend?"
Le cinque ragazze escono dallo spogliatoio femminile, profumate, vestite in tenute balneari audaci che mettono in risalto ogni curva. Rick le aspettava da tempo fuori dal suo spogliatoio, immobile, nudo e goffo, la pelle ancora umida. Il contrasto tra il suo completo abbandono e la loro preparazione studiata è grottesco. Insieme si dirigono verso la reception.
Il gruppo saluta le segretarie in reception, Lorraine e Georgia, che li osservano con occhi scintillanti di divertita malizia.
Lorraine e Georgia, in coro, rivolte a Rick con voci melodiose e crudeli: "Grazie per lo spettacolo indimenticabile!"
Rick sbianca, il suo corpo nudo sembra irrigidirsi ulteriormente. La voce gli esce strozzata: "Come? Avete visto? E come è possibile?"
Le due segretarie scoppiano in una risata aperta e sguaiata.
Lorraine, asciugandosi una lacrima di divertimento: "Telecamere di sicurezza... ci siamo godute la tua punizione sino all'ultimo!"
Georgia, aggiungendo con un ghigno, gli occhi che scendono deliberatamente in basso: "E complimenti per la trasformazione in bastoncino di quel vermicello... e per i fuochi pirotecnici che spara!"
Risate generali, esplosive e liberatorie, si alzano nella reception. Le cinque amiche si uniscono alle segretarie, ridendo a crepapelle, mentre Rick diventa paonazzo. Un rossore violento gli sale dal collo fino alle orecchie.
Con un istinto primordiale, le sue mani si scattano in avanti, incrociandosi per coprire il suo sesso. Cerca di nascondere quel "pisello" ora a riposo, ridotto, dopo il tumulto emotivo, ai famosi, miserrimi sei centimetri di cui Georgia ha appena parlato con tanto disprezzo. Le sue dita tremanti premono contro la pelle sensibile, in un gesto che è insieme difesa e disperata ammissione di sconfitta.
La domenica mattina è silenziosa, la strada che dal centro sportivo porta al lido è deserta. Rick cammina a testa bassa, le mani saldamente premute contro il pacco, la pelle d'oca per l'aria fresca e l'imbarazzo. Le cinque amiche lo seguono a pochi passi di distanza, i loro sguardi divertiti gli bruciano la schiena nuda. Finalmente, il cancello del Lido Naturista "Spiaggia Libera" appare davanti a loro. Dietro il bancone dell'ingresso, Connie, la bagnina dal sorriso solare e i capelli raccolti in una coda di cavallo, alza lo sguardo dal registro. I suoi occhi scuri si posano su Rick e un'espressione di piacevole sorpresa le illumina il viso.
Connie: "Ciao Rick! Già pronto per entrare? Coraggioso! E non hai nemmeno perso tempo con il costume, vedo."
Rick, con un sospiro che sembra venire dalle profondità dell'anima: "Connie, è una lunga storia..."
Connie, appoggiandosi al bancone con un ghigno complice: "Beh, se quello che mi hai sempre raccontato su ciò che nascondi dietro quelle mani è vero... finalmente vedrò il tuo cobra da venti centimetri!"
Una risata fragorosa e collettiva esplode alle sue spalle. Pilar si asciuga una lacrima dal ridere.
Pilar: "Oh, Connie, avrai una visione sconvolgente, te lo assicuro!"
Terry, incrociando le braccia con aria di sfida: "Anche con te ha fatto lo spaccone per portarti a letto? Altro due di picche in arrivo!"
Rick, arrossendo fino alla radice dei capelli, dice con voce soffocata: "Ragazze, per favore, smettetela..."
Connie, ancora sorridente ma con un'espressione leggermente confusa, non afferra appieno la dinamica ma fa un gesto largo con la mano: "Va bene, va bene, entrate pure. Voi ragazze, lo spogliatoio femminile è a destra. Tu, Rick... beh, sei già più che pronto. Puoi andare direttamente in spiaggia!"
Altre risatine soffocate si diffondono nel gruppo. Le cinque amiche si avviano verso lo spogliatoio, ma prima di scomparire, una di loro si gira.
Pilar: "Aspettaci sotto l'ombrellone con i cinque lettini, Rick! Non fare il timido, tra pochi minuti ci vedrai TUTTE NUDE!"
Rick tira un sospiro di sollievo profondo, quasi un sibilo. Finalmente. Non sarà più l'unico nudo in un mondo di vestiti. E, pensiero che accelera il suo battito cardiaco, presto vedrà anche loro, libere da ogni stoffa. Con un misto di trepidazione e sollievo, lentamente, stacca le mani dal pacco. Per un attimo, si sente stranamente libero, esposto all'aria salmastra. Fa un passo deciso, varcando la soglia dell'ingresso del lido... ma poi le rimette un istante dopo, con gli occhi sbarrati da ciò che vede!
La sua certezza si sgretola come un castello di sabbia sotto un'onda. La spiaggia brulica di vita, ma è una vita che non si aspettava. Ogni ombrellone, fitto come alberi in una foresta, è occupato. E sotto ogni ombrellone, su ogni asciugamano, sdraiate o in piedi, ci sono donne. Centinaia, forse migliaia. Nessun uomo in vista. E nessuna di loro è nuda. Costumi interi, bikini audaci, ma non un seno scoperto, non un fondoschiena libero. L'aria, un momento prima carica di libertà nudista, ora è per lui satura solo di profumi di crema solare, di risatine soffocate e di sguardi curiosi che si posano su di lui come farfalle su un fiore unico.
Rick, la voce strozzata dallo stupore e da un imbarazzo che gli sale dalle viscere, mormora tra sé:
"Ma... ma questo è il lido per nudisti. Ne sono sicuro. Cosa cazzo sta succedendo?"
La sabbia scotta sotto i suoi piedi nudi mentre inizia una corsa goffa e affrettata verso l'unico punto di riferimento che riconosce: il loro ombrellone in lontananza. Il percorso sembra lunghissimo. Ogni passo è accompagnato da sguardi, sorrisi, bisbigli. Alcune donne fingono di guardare altrove, altre lo osservano apertamente, con un misto di divertimento e curiosità. Lui tiene lo sguardo fisso davanti a sé, cercando di ignorare il battito accelerato del suo cuore e la sensazione di essere un esemplare raro in una teca di vetro.
Finalmente raggiunge l'ombrellone. Ansima leggermente. Sotto di esso, solo 6 lettini di plastica bianca, allineati in perfetto ordine. Nessun asciugamano. Nessun telo. Nulla che possa offrire anche solo un briciolo di copertura alla sua nudità. La confusione si trasforma in smarrimento.
Rick, parlando a se stesso con voce bassa e confusa: "Dove sono? Perché non c'è niente? Ma che diavolo..."
Proprio in quel momento, un coro di voci femminili, allegre e squillanti, esplode alle sue spalle.
SORPRESAAAA!!!!
Si volta di scatto, le mani ancora strettamente in basso a proteggere la sua intimità. Davanti a lui, sorridenti e raggianti, ci sono le sue cinque amiche. Terry, con un bikini rosso fuoco. Pilar, in un costume intero azzurro elegante. Susie, con un due pezzi a pois bianchi e neri. Carrie, in un tankini verde smeraldo. E Annabelle, con un costume sportivo color lavanda. Sono tutte lì, in costume da bagno, e non nude! L'espressione sul volto di Rick è un misto di totale incredulità, imbarazzo e confusione.
Terry, ridendo a crepapelle: "Cosa c’è, Rick, qualcosa non va?"
Le altre si uniscono alle risate, i loro occhi brillano di divertimento malizioso mentre osservano la reazione sconcertata di Rick, completamente nudo e vulnerabile in mezzo a loro, pateticamente con le mani sul pacco, circondato da una spiaggia piena di sole donne in costume.
Rick, il volto un magma di vergogna e frustrazione, guarda le amiche una per una. "Cosa sta succedendo? È un lido nudisti, dunque perché siete tutte in costume? E perché non ci vedo un solo altro uomo?"
Pilar si porta una mano alla bocca, fingendo un'espressione colpevole. "Ops, Rick... ci siamo 'dimenticate' che questo è un lido nudisti, ma oggi è la giornata CFNM!"
Susie annuisce con un sorriso a trentadue denti. "Significa 'Clothed Females, Naked Males'! Donne vestite e uomini nudi, tesoro."
Carrie si sistema il tankini, gli occhi che brillano. "Noi donne siamo obbligate, per regolamento, a portare il costume. Mentre voi maschietti... beh, siete obbligati a restare così come la natura vi ha fatti. Nudi e col pisellino al vento."
Annabelle fa un gesto ampio verso la spiaggia affollata. "E siccome oggi la regola è che le donne devono essere vestite, ecco perché è affollatissimo. Non ci sono solo donne nudiste, ma praticamente quasi tutte le donne della città!
Terry si sporge in avanti, la voce un sussurro carico di divertimento. "E tu sei l'unico maschietto 'coraggioso' su tutta questa spiaggia... bravo! Gli altri non ci sono perché o non sono nudisti o non vogliono che donne non nudiste li vedano nudi!"
Una risata collettiva, acuta e gioiosa, si alza dalle cinque amiche, echeggiando tra gli ombrelloni e attirando ancora più attenzione. Rick sente il calore del rossore salirgli dal collo fino alle orecchie, mentre il suo pisello, già piccolo a riposo, sembra rimpicciolirsi ancora di più dietro le mani con cui lo copre.
Rick scatta, la voce strozzata dall'umiliazione. "Non è giusto! Mi avete raggirato di nuovo! Non voglio, ci saranno decine di donne che conosco... qui!"
Tutte e cinque, all'unisono, puntano un dito accusatorio verso di lui e esclamano: "ESATTO!"
Pilar incrocia le braccia, il sorriso che si fa più tagliente. "Davvero credevi, dopo tutto quello che è successo, di poterci vedere nude? Sei più ingenuo di quanto pensassi."
Terry fa un gesto sprezzante verso il suo inguine. "Forse non hai ancora capito bene come funziona, Rick. Quel privilegio non lo avrai mai. Noi, invece..."
Annabelle completa la frase di Terry con un ghigno, indicando con due dita un'immaginaria lunghezza ridicola. "...conosciamo ormai a memoria ogni centimetro del tuo corpo. E sei centimetri in particolare, sono diventati piuttosto familiari."
Una nuova ondata di risate scuote il gruppo. Rick è paonazzo, il corpo teso, le mani che istintivamente stringono sempre di più il pacco.
Susie alza un dito, come un'insegnante che spiega una regola importante. "Ah, e ci sono un paio di regole fondamentali per le giornate CFNM, Rick. La prima: non puoi fare il porcellino da solo con il tuo pisellino. Se proprio il bisogno si fa urgente, devi chiedere educatamente a una donna di farlo per te."
Carrie annuisce, seria solo per un attimo. "E la seconda regola è ancora più semplice: non ti è permesso coprirti. In alcun modo. Nemmeno con le mani. Altrimenti..."
Mentre Rick ascolta, sconvolto, le parole che dipingono la sua prigione di umiliazione, un fischio acuto e autoritario squarcia l'aria festosa della spiaggia. È un fischietto da bagnino.
Tutti si voltano. Una donna con un costume intero rosso fuoco, atletica e severa, si sta catapultando verso di loro sulla sabbia. È Connie, nella sua sexy tenuta da bagnina.
Si ferma davanti a loro, le mani sui fianchi, lo sguardo che scruta Rick.
Connie: "Rick, ti avevo persino fatto i complimenti per il coraggio. E invece cosa fai? Ti copri con le mani, violando platealmente il regolamento base!"
La sua voce è tagliente, progettata per essere udita nelle vicinanze. Alcune donne sui lettini vicini si sollevano sui gomiti, interessate allo spettacolo.
Connie punta un dito accusatorio verso le sue mani, ancora semi-abbassate. "Via quelle mani dal tuo gingillo. Subito. Oppure qui non puoi restare. Decidi."
Le cinque amiche osservano la scena con espressioni di puro divertimento, scambiandosi sguardi complici. Rick è pietrificato, il cuore che gli batte all'impazzata nel petto, diviso tra l'umiliazione di obbedire davanti a tutti e la paura di essere cacciato via, nudo, in mezzo alla strada.
Rick, la voce carica di frustrazione: "Connie, mi hanno trascinato qui con l'inganno, io voglio andarmene!"
Connie annuisce, un gesto secco. "Bene. La scelta è tua. Allora puoi uscire subito dal recinto del lido."
Una speranza balena negli occhi di Rick. "Posso avere almeno un asciugamano? Per coprirmi un po'..."
Connie scuote la testa, decisa. "Assolutamente no. Nella giornata CFNM è esplicitamente vietato fornire qualsiasi copertura agli uomini. Dovrai andartene così come sei. Nudo."
Pilar si avvicina, sussurrandogli all'orecchio con falsa dolcezza: "Sentito, Rick? Scegli. O resti nudo qui, sotto gli occhi di tutte queste simpatiche donne, fino a stasera... o te ne vai nudo in giro per la città. La scelta è tua."
Terry aggiunge, ridacchiando: "Magari stavolta, se esci, ti arrestano davvero per oltraggio al pudore!"
Rick, sentendosi stretto in una morsa, esplode: "E va bene! Mi avete truffato ancora! Ma giuro che..."
Susie lo interrompe con un gesto della mano, stanca. "Ok, ok... la pagheremo cara un giorno, lo sappiamo. L'hai già detto. Adesso però, via le mani da lì."
Rick guarda Connie, l'imbarazzo che gli brucia la pelle. "Connie, ok... grazie. Ho capito le regole. Puoi andare, ora."
Connie incrocia le braccia sul petto, un sorriso sarcastico che le increspa le labbra. "Niente affatto, Rick. Primo: sono la capo-bagnina e devo assicurarmi personalmente, visivamente, che le regole vengano rispettate alla lettera. E secondo..." La sua voce si fa più bassa, carica di un'intenzione maliziosa. "...non vedo perché dovrei perdermi l'occasione di vedere finalmente quel 'cobra' da venti centimetri di cui mi hai tanto parlato per mesi, per convincermi ad accettare un tuo invito a cena."
Annabelle, Pilar, Terry, Susie e Carrie scoppiano in una risata soffocata, scambiandosi sguardi di complicità. "Oh, eccolo" sussurra Carrie. "Il nuovo due di picche è in arrivo."
Rick diventa terreo. "Ma veramente, Connie, quello era... era un modo di dire..."
Connie lo zittisce con un gesto autoritario. "Niente 'ma'. È il mio lavoro. Su, sbrigati, che dopo devo anche dare una mano al bar!"
Rick, sopraffatto dalla rassegnazione e da una furia impotente, chiude gli occhi per un secondo. "Ok. Va bene. Ma ripeto che me la pagherete tutte." A malincuore, con un movimento che sembra strapparglisi dal corpo, allontana le braccia dai fianchi e le lascia cadere lungo i fianchi, esponendo completamente la sua nudità al giudizio implacabile di Connie e al divertito sguardo delle cinque amiche.
Connie fissa immediatamente l'inguine di Rick, il suo sguardo professionale che si trasforma in un'espressione di attesa, convinta di dover ammirare una dotazione superiore alla media, come promesso.
Invece, i suoi occhi si spalancano. La bocca le si apre in un cerchio perfetto di genuina, totale delusione. Lì, tra le cosce pallide di Rick, pende moscio, insignificante, un pisellino che nella migliore delle ipotesi misura cinque o sei centimetri.
È solo un attimo. Poi, un suono rompe il silenzio teso: una risata. Non una risatina, ma una vera e propria esplosione isterica, grezza e incontrollabile, che le esce dalla gola mentre punta un dito tremante verso di lui.
Rick, al suono di quella risata, ha un sussulto. Ogni fibra del suo corpo gli urla di coprirsi, di nascondere quella fonte di vergogna. Le sue mani si contraggono, le dita si muovono di un millimetro verso l'inguine, ma si bloccano all'istante, ricordando la minaccia dell'espulsione. Rimane lì, irrigidito, a subire.
Connie riesce a parlare tra una risata e l'altra, le parole taglienti come schegge di vetro. "E quello... ah ah ah!... sarebbe il 'cobra'? Quelli... oh Dio... sarebbero i venti centimetri? Ma sei serio? Mio nipote di sei anni è più dotato di te, Rick! Guardalo! È minuscolo!"
La sua risata contagia le altre, che ora ridono apertamente, senza più trattenersi. Rick cerca disperatamente di arginare l'onda di umiliazione.
Rick, la voce strozzata, cerca di spiegare: "Non è... non è così! Sono un grower! Quando si eccita, diventa più... più grande!"
Ma le sue parole vengono sommerse da una nuova ondata di battute umilianti.
Connie infierisce, asciugandosi una lacrima dal ridere: "Un grower? Cresce fino a diventare un pisello di un dodicenne allora? Impressionante!"
Poi ancora, mimando con il pollice e l'indice una misura ridicola: "Forse intendevi venti millimetri, Rick. Hai sbagliato unità di misura!"
Connie quindi si ricompone soddisfatta. "Beh, almeno il 'cobra' è un nome adatto. Quelli appena nati sono velenosi, ma piccoli e striscianti. Azzeccatissimo."
Rick rimane in silenzio, il volto un maschera di bruciante vergogna, costretto a subire quel ludibrio sotto il sole cocente, le mani inchiodate lungo i fianchi dal terrore di essere cacciato via nudo in strada. Poi, con gli occhi bassi e il volto in fiamme, cerca un'ultima difesa. "Giuro che quando è in tiro diventa molto più grande... non è così piccolo, davvero… e loro lo sanno, anche se fanno finta di no!"
Connie lo guarda dall'alto in basso, un'espressione di disgusto amaro sul viso. "Comunque non sei lo stallone che millantavi, bugiardone!" Si volta per andarsene, ma si ferma dopo due passi, voltandosi di nuovo. "ah, dimenticavo: ovviamente scordati qualsiasi possibilità con me, visto che sei stato bugiardo. E poi..." Un sorriso crudele le increspa le labbra. "...se sei davvero un grower, sono sicura di scoprirlo fino a stasera. La giornata è lunga... a differenza di qualcos'altro!" Conclude con un gesto inequivocabile: indica il suo pisello con un cenno del mento, mentre con l'altra mano forma un cerchiolino minuscolo con pollice e indice, facendolo oscillare con disprezzo.
Poi se ne va, la sua risata che si mescola a quelle, ora libere e fragorose, delle cinque amiche di Rick.
Terry, appena Connie è fuori portata d'orecchio, si strofina le mani. "Allora, ricapitoliamo, Rick... Annabelle, Geena, Mya, Georgia, Lorraine, Fanny e ora Connie... siamo a sette due di picche in meno di ventiquattr'ore! Un record!"
Susie annuisce, beffarda. "Praticamente, più due di picche che centimetri di pisello!"
Una nuova esplosione di risate scuote il gruppo. Rick, sconsolato e rabbioso non sopporta più quelle risate. Senza dire una parola, si gira e va a sdraiarsi pancia in giù sul lettino sotto l'ombrellone, cercando di nascondere il volto e il suo membro floscio.
Terry commenta immediatamente: "Ecco, sì! Mostra il culo, che è decisamente più presentabile!"
Altre risate seguono il suo commento. Poi, Carrie e Annabelle si avvicinano, confabulano a bassa voce, sussurrando e lanciando occhiate maliziose verso Rick. Quindi vanno a riferire qualcosa alle altre tre, che ascoltano e iniziano a sorridere, annuendo con complicità.
La scena si sposta negli spogliatoi separati della palestra "Muscoli d'Acciaio". Il suono dell'acqua che scorre è l'unico rumore. Rick è solo, sotto il getto caldo della doccia nello spogliatoio maschile, il corpo ancora scosso dai brividi dell'umiliazione. Dall'altro lato del muro, nello spogliatoio femminile, le cinque amiche si lavano velocemente, l'atmosfera è diversa, carica di complicità e di un eccitato senso di colpa divertito.
Terry, mentre si asciuga i capelli, con un'espressione pensierosa: "Povero Rick... forse abbiamo esagerato?"
Carrie, infilando un bikini minuscolo color fucsia, con uno sguardo duro: "Macchè! Dimentichi sei mesi di scherzi umilianti che ci ha fatto?"
Susie, sistemando il reggiseno del suo costume a triangolo, incerta: "Forse però questa della spiaggia potremmo risparmiargliela..."
Annabelle, saltellando per infilarsi un perizoma di stoffa leopardata, ride: "Ma che dici? È la parte più divertente! Vuoi mettere come ci resterà quando scoprirà la verità?"
Pilar: "Sì, ma addirittura nudo per una settimana in ufficio, alla mercè di chiunque…e sei poi ci denuncia per paura di perdere il posto?"
Terry: "Tranquilla, ho parlato con Taylor prima che andasse via… lo faranno stare nudo fino alla pausa pranzo di domani, e solo nel loro ufficio dove al massimo ci saranno le quattro stagiste che importuna… poi gli ridaranno i vestiti, facendolo impegnare a non prenderle più in giro!"
Pilar, annuendo mentre si lega i capelli in una coda alta: "Certo che siamo proprio sadiche... ma in fondo va bene così, chi se lo scorda più questo weekend?"
Le cinque ragazze escono dallo spogliatoio femminile, profumate, vestite in tenute balneari audaci che mettono in risalto ogni curva. Rick le aspettava da tempo fuori dal suo spogliatoio, immobile, nudo e goffo, la pelle ancora umida. Il contrasto tra il suo completo abbandono e la loro preparazione studiata è grottesco. Insieme si dirigono verso la reception.
Il gruppo saluta le segretarie in reception, Lorraine e Georgia, che li osservano con occhi scintillanti di divertita malizia.
Lorraine e Georgia, in coro, rivolte a Rick con voci melodiose e crudeli: "Grazie per lo spettacolo indimenticabile!"
Rick sbianca, il suo corpo nudo sembra irrigidirsi ulteriormente. La voce gli esce strozzata: "Come? Avete visto? E come è possibile?"
Le due segretarie scoppiano in una risata aperta e sguaiata.
Lorraine, asciugandosi una lacrima di divertimento: "Telecamere di sicurezza... ci siamo godute la tua punizione sino all'ultimo!"
Georgia, aggiungendo con un ghigno, gli occhi che scendono deliberatamente in basso: "E complimenti per la trasformazione in bastoncino di quel vermicello... e per i fuochi pirotecnici che spara!"
Risate generali, esplosive e liberatorie, si alzano nella reception. Le cinque amiche si uniscono alle segretarie, ridendo a crepapelle, mentre Rick diventa paonazzo. Un rossore violento gli sale dal collo fino alle orecchie.
Con un istinto primordiale, le sue mani si scattano in avanti, incrociandosi per coprire il suo sesso. Cerca di nascondere quel "pisello" ora a riposo, ridotto, dopo il tumulto emotivo, ai famosi, miserrimi sei centimetri di cui Georgia ha appena parlato con tanto disprezzo. Le sue dita tremanti premono contro la pelle sensibile, in un gesto che è insieme difesa e disperata ammissione di sconfitta.
La domenica mattina è silenziosa, la strada che dal centro sportivo porta al lido è deserta. Rick cammina a testa bassa, le mani saldamente premute contro il pacco, la pelle d'oca per l'aria fresca e l'imbarazzo. Le cinque amiche lo seguono a pochi passi di distanza, i loro sguardi divertiti gli bruciano la schiena nuda. Finalmente, il cancello del Lido Naturista "Spiaggia Libera" appare davanti a loro. Dietro il bancone dell'ingresso, Connie, la bagnina dal sorriso solare e i capelli raccolti in una coda di cavallo, alza lo sguardo dal registro. I suoi occhi scuri si posano su Rick e un'espressione di piacevole sorpresa le illumina il viso.
Connie: "Ciao Rick! Già pronto per entrare? Coraggioso! E non hai nemmeno perso tempo con il costume, vedo."
Rick, con un sospiro che sembra venire dalle profondità dell'anima: "Connie, è una lunga storia..."
Connie, appoggiandosi al bancone con un ghigno complice: "Beh, se quello che mi hai sempre raccontato su ciò che nascondi dietro quelle mani è vero... finalmente vedrò il tuo cobra da venti centimetri!"
Una risata fragorosa e collettiva esplode alle sue spalle. Pilar si asciuga una lacrima dal ridere.
Pilar: "Oh, Connie, avrai una visione sconvolgente, te lo assicuro!"
Terry, incrociando le braccia con aria di sfida: "Anche con te ha fatto lo spaccone per portarti a letto? Altro due di picche in arrivo!"
Rick, arrossendo fino alla radice dei capelli, dice con voce soffocata: "Ragazze, per favore, smettetela..."
Connie, ancora sorridente ma con un'espressione leggermente confusa, non afferra appieno la dinamica ma fa un gesto largo con la mano: "Va bene, va bene, entrate pure. Voi ragazze, lo spogliatoio femminile è a destra. Tu, Rick... beh, sei già più che pronto. Puoi andare direttamente in spiaggia!"
Altre risatine soffocate si diffondono nel gruppo. Le cinque amiche si avviano verso lo spogliatoio, ma prima di scomparire, una di loro si gira.
Pilar: "Aspettaci sotto l'ombrellone con i cinque lettini, Rick! Non fare il timido, tra pochi minuti ci vedrai TUTTE NUDE!"
Rick tira un sospiro di sollievo profondo, quasi un sibilo. Finalmente. Non sarà più l'unico nudo in un mondo di vestiti. E, pensiero che accelera il suo battito cardiaco, presto vedrà anche loro, libere da ogni stoffa. Con un misto di trepidazione e sollievo, lentamente, stacca le mani dal pacco. Per un attimo, si sente stranamente libero, esposto all'aria salmastra. Fa un passo deciso, varcando la soglia dell'ingresso del lido... ma poi le rimette un istante dopo, con gli occhi sbarrati da ciò che vede!
La sua certezza si sgretola come un castello di sabbia sotto un'onda. La spiaggia brulica di vita, ma è una vita che non si aspettava. Ogni ombrellone, fitto come alberi in una foresta, è occupato. E sotto ogni ombrellone, su ogni asciugamano, sdraiate o in piedi, ci sono donne. Centinaia, forse migliaia. Nessun uomo in vista. E nessuna di loro è nuda. Costumi interi, bikini audaci, ma non un seno scoperto, non un fondoschiena libero. L'aria, un momento prima carica di libertà nudista, ora è per lui satura solo di profumi di crema solare, di risatine soffocate e di sguardi curiosi che si posano su di lui come farfalle su un fiore unico.
Rick, la voce strozzata dallo stupore e da un imbarazzo che gli sale dalle viscere, mormora tra sé:
"Ma... ma questo è il lido per nudisti. Ne sono sicuro. Cosa cazzo sta succedendo?"
La sabbia scotta sotto i suoi piedi nudi mentre inizia una corsa goffa e affrettata verso l'unico punto di riferimento che riconosce: il loro ombrellone in lontananza. Il percorso sembra lunghissimo. Ogni passo è accompagnato da sguardi, sorrisi, bisbigli. Alcune donne fingono di guardare altrove, altre lo osservano apertamente, con un misto di divertimento e curiosità. Lui tiene lo sguardo fisso davanti a sé, cercando di ignorare il battito accelerato del suo cuore e la sensazione di essere un esemplare raro in una teca di vetro.
Finalmente raggiunge l'ombrellone. Ansima leggermente. Sotto di esso, solo 6 lettini di plastica bianca, allineati in perfetto ordine. Nessun asciugamano. Nessun telo. Nulla che possa offrire anche solo un briciolo di copertura alla sua nudità. La confusione si trasforma in smarrimento.
Rick, parlando a se stesso con voce bassa e confusa: "Dove sono? Perché non c'è niente? Ma che diavolo..."
Proprio in quel momento, un coro di voci femminili, allegre e squillanti, esplode alle sue spalle.
SORPRESAAAA!!!!
Si volta di scatto, le mani ancora strettamente in basso a proteggere la sua intimità. Davanti a lui, sorridenti e raggianti, ci sono le sue cinque amiche. Terry, con un bikini rosso fuoco. Pilar, in un costume intero azzurro elegante. Susie, con un due pezzi a pois bianchi e neri. Carrie, in un tankini verde smeraldo. E Annabelle, con un costume sportivo color lavanda. Sono tutte lì, in costume da bagno, e non nude! L'espressione sul volto di Rick è un misto di totale incredulità, imbarazzo e confusione.
Terry, ridendo a crepapelle: "Cosa c’è, Rick, qualcosa non va?"
Le altre si uniscono alle risate, i loro occhi brillano di divertimento malizioso mentre osservano la reazione sconcertata di Rick, completamente nudo e vulnerabile in mezzo a loro, pateticamente con le mani sul pacco, circondato da una spiaggia piena di sole donne in costume.
Rick, il volto un magma di vergogna e frustrazione, guarda le amiche una per una. "Cosa sta succedendo? È un lido nudisti, dunque perché siete tutte in costume? E perché non ci vedo un solo altro uomo?"
Pilar si porta una mano alla bocca, fingendo un'espressione colpevole. "Ops, Rick... ci siamo 'dimenticate' che questo è un lido nudisti, ma oggi è la giornata CFNM!"
Susie annuisce con un sorriso a trentadue denti. "Significa 'Clothed Females, Naked Males'! Donne vestite e uomini nudi, tesoro."
Carrie si sistema il tankini, gli occhi che brillano. "Noi donne siamo obbligate, per regolamento, a portare il costume. Mentre voi maschietti... beh, siete obbligati a restare così come la natura vi ha fatti. Nudi e col pisellino al vento."
Annabelle fa un gesto ampio verso la spiaggia affollata. "E siccome oggi la regola è che le donne devono essere vestite, ecco perché è affollatissimo. Non ci sono solo donne nudiste, ma praticamente quasi tutte le donne della città!
Terry si sporge in avanti, la voce un sussurro carico di divertimento. "E tu sei l'unico maschietto 'coraggioso' su tutta questa spiaggia... bravo! Gli altri non ci sono perché o non sono nudisti o non vogliono che donne non nudiste li vedano nudi!"
Una risata collettiva, acuta e gioiosa, si alza dalle cinque amiche, echeggiando tra gli ombrelloni e attirando ancora più attenzione. Rick sente il calore del rossore salirgli dal collo fino alle orecchie, mentre il suo pisello, già piccolo a riposo, sembra rimpicciolirsi ancora di più dietro le mani con cui lo copre.
Rick scatta, la voce strozzata dall'umiliazione. "Non è giusto! Mi avete raggirato di nuovo! Non voglio, ci saranno decine di donne che conosco... qui!"
Tutte e cinque, all'unisono, puntano un dito accusatorio verso di lui e esclamano: "ESATTO!"
Pilar incrocia le braccia, il sorriso che si fa più tagliente. "Davvero credevi, dopo tutto quello che è successo, di poterci vedere nude? Sei più ingenuo di quanto pensassi."
Terry fa un gesto sprezzante verso il suo inguine. "Forse non hai ancora capito bene come funziona, Rick. Quel privilegio non lo avrai mai. Noi, invece..."
Annabelle completa la frase di Terry con un ghigno, indicando con due dita un'immaginaria lunghezza ridicola. "...conosciamo ormai a memoria ogni centimetro del tuo corpo. E sei centimetri in particolare, sono diventati piuttosto familiari."
Una nuova ondata di risate scuote il gruppo. Rick è paonazzo, il corpo teso, le mani che istintivamente stringono sempre di più il pacco.
Susie alza un dito, come un'insegnante che spiega una regola importante. "Ah, e ci sono un paio di regole fondamentali per le giornate CFNM, Rick. La prima: non puoi fare il porcellino da solo con il tuo pisellino. Se proprio il bisogno si fa urgente, devi chiedere educatamente a una donna di farlo per te."
Carrie annuisce, seria solo per un attimo. "E la seconda regola è ancora più semplice: non ti è permesso coprirti. In alcun modo. Nemmeno con le mani. Altrimenti..."
Mentre Rick ascolta, sconvolto, le parole che dipingono la sua prigione di umiliazione, un fischio acuto e autoritario squarcia l'aria festosa della spiaggia. È un fischietto da bagnino.
Tutti si voltano. Una donna con un costume intero rosso fuoco, atletica e severa, si sta catapultando verso di loro sulla sabbia. È Connie, nella sua sexy tenuta da bagnina.
Si ferma davanti a loro, le mani sui fianchi, lo sguardo che scruta Rick.
Connie: "Rick, ti avevo persino fatto i complimenti per il coraggio. E invece cosa fai? Ti copri con le mani, violando platealmente il regolamento base!"
La sua voce è tagliente, progettata per essere udita nelle vicinanze. Alcune donne sui lettini vicini si sollevano sui gomiti, interessate allo spettacolo.
Connie punta un dito accusatorio verso le sue mani, ancora semi-abbassate. "Via quelle mani dal tuo gingillo. Subito. Oppure qui non puoi restare. Decidi."
Le cinque amiche osservano la scena con espressioni di puro divertimento, scambiandosi sguardi complici. Rick è pietrificato, il cuore che gli batte all'impazzata nel petto, diviso tra l'umiliazione di obbedire davanti a tutti e la paura di essere cacciato via, nudo, in mezzo alla strada.
Rick, la voce carica di frustrazione: "Connie, mi hanno trascinato qui con l'inganno, io voglio andarmene!"
Connie annuisce, un gesto secco. "Bene. La scelta è tua. Allora puoi uscire subito dal recinto del lido."
Una speranza balena negli occhi di Rick. "Posso avere almeno un asciugamano? Per coprirmi un po'..."
Connie scuote la testa, decisa. "Assolutamente no. Nella giornata CFNM è esplicitamente vietato fornire qualsiasi copertura agli uomini. Dovrai andartene così come sei. Nudo."
Pilar si avvicina, sussurrandogli all'orecchio con falsa dolcezza: "Sentito, Rick? Scegli. O resti nudo qui, sotto gli occhi di tutte queste simpatiche donne, fino a stasera... o te ne vai nudo in giro per la città. La scelta è tua."
Terry aggiunge, ridacchiando: "Magari stavolta, se esci, ti arrestano davvero per oltraggio al pudore!"
Rick, sentendosi stretto in una morsa, esplode: "E va bene! Mi avete truffato ancora! Ma giuro che..."
Susie lo interrompe con un gesto della mano, stanca. "Ok, ok... la pagheremo cara un giorno, lo sappiamo. L'hai già detto. Adesso però, via le mani da lì."
Rick guarda Connie, l'imbarazzo che gli brucia la pelle. "Connie, ok... grazie. Ho capito le regole. Puoi andare, ora."
Connie incrocia le braccia sul petto, un sorriso sarcastico che le increspa le labbra. "Niente affatto, Rick. Primo: sono la capo-bagnina e devo assicurarmi personalmente, visivamente, che le regole vengano rispettate alla lettera. E secondo..." La sua voce si fa più bassa, carica di un'intenzione maliziosa. "...non vedo perché dovrei perdermi l'occasione di vedere finalmente quel 'cobra' da venti centimetri di cui mi hai tanto parlato per mesi, per convincermi ad accettare un tuo invito a cena."
Annabelle, Pilar, Terry, Susie e Carrie scoppiano in una risata soffocata, scambiandosi sguardi di complicità. "Oh, eccolo" sussurra Carrie. "Il nuovo due di picche è in arrivo."
Rick diventa terreo. "Ma veramente, Connie, quello era... era un modo di dire..."
Connie lo zittisce con un gesto autoritario. "Niente 'ma'. È il mio lavoro. Su, sbrigati, che dopo devo anche dare una mano al bar!"
Rick, sopraffatto dalla rassegnazione e da una furia impotente, chiude gli occhi per un secondo. "Ok. Va bene. Ma ripeto che me la pagherete tutte." A malincuore, con un movimento che sembra strapparglisi dal corpo, allontana le braccia dai fianchi e le lascia cadere lungo i fianchi, esponendo completamente la sua nudità al giudizio implacabile di Connie e al divertito sguardo delle cinque amiche.
Connie fissa immediatamente l'inguine di Rick, il suo sguardo professionale che si trasforma in un'espressione di attesa, convinta di dover ammirare una dotazione superiore alla media, come promesso.
Invece, i suoi occhi si spalancano. La bocca le si apre in un cerchio perfetto di genuina, totale delusione. Lì, tra le cosce pallide di Rick, pende moscio, insignificante, un pisellino che nella migliore delle ipotesi misura cinque o sei centimetri.
È solo un attimo. Poi, un suono rompe il silenzio teso: una risata. Non una risatina, ma una vera e propria esplosione isterica, grezza e incontrollabile, che le esce dalla gola mentre punta un dito tremante verso di lui.
Rick, al suono di quella risata, ha un sussulto. Ogni fibra del suo corpo gli urla di coprirsi, di nascondere quella fonte di vergogna. Le sue mani si contraggono, le dita si muovono di un millimetro verso l'inguine, ma si bloccano all'istante, ricordando la minaccia dell'espulsione. Rimane lì, irrigidito, a subire.
Connie riesce a parlare tra una risata e l'altra, le parole taglienti come schegge di vetro. "E quello... ah ah ah!... sarebbe il 'cobra'? Quelli... oh Dio... sarebbero i venti centimetri? Ma sei serio? Mio nipote di sei anni è più dotato di te, Rick! Guardalo! È minuscolo!"
La sua risata contagia le altre, che ora ridono apertamente, senza più trattenersi. Rick cerca disperatamente di arginare l'onda di umiliazione.
Rick, la voce strozzata, cerca di spiegare: "Non è... non è così! Sono un grower! Quando si eccita, diventa più... più grande!"
Ma le sue parole vengono sommerse da una nuova ondata di battute umilianti.
Connie infierisce, asciugandosi una lacrima dal ridere: "Un grower? Cresce fino a diventare un pisello di un dodicenne allora? Impressionante!"
Poi ancora, mimando con il pollice e l'indice una misura ridicola: "Forse intendevi venti millimetri, Rick. Hai sbagliato unità di misura!"
Connie quindi si ricompone soddisfatta. "Beh, almeno il 'cobra' è un nome adatto. Quelli appena nati sono velenosi, ma piccoli e striscianti. Azzeccatissimo."
Rick rimane in silenzio, il volto un maschera di bruciante vergogna, costretto a subire quel ludibrio sotto il sole cocente, le mani inchiodate lungo i fianchi dal terrore di essere cacciato via nudo in strada. Poi, con gli occhi bassi e il volto in fiamme, cerca un'ultima difesa. "Giuro che quando è in tiro diventa molto più grande... non è così piccolo, davvero… e loro lo sanno, anche se fanno finta di no!"
Connie lo guarda dall'alto in basso, un'espressione di disgusto amaro sul viso. "Comunque non sei lo stallone che millantavi, bugiardone!" Si volta per andarsene, ma si ferma dopo due passi, voltandosi di nuovo. "ah, dimenticavo: ovviamente scordati qualsiasi possibilità con me, visto che sei stato bugiardo. E poi..." Un sorriso crudele le increspa le labbra. "...se sei davvero un grower, sono sicura di scoprirlo fino a stasera. La giornata è lunga... a differenza di qualcos'altro!" Conclude con un gesto inequivocabile: indica il suo pisello con un cenno del mento, mentre con l'altra mano forma un cerchiolino minuscolo con pollice e indice, facendolo oscillare con disprezzo.
Poi se ne va, la sua risata che si mescola a quelle, ora libere e fragorose, delle cinque amiche di Rick.
Terry, appena Connie è fuori portata d'orecchio, si strofina le mani. "Allora, ricapitoliamo, Rick... Annabelle, Geena, Mya, Georgia, Lorraine, Fanny e ora Connie... siamo a sette due di picche in meno di ventiquattr'ore! Un record!"
Susie annuisce, beffarda. "Praticamente, più due di picche che centimetri di pisello!"
Una nuova esplosione di risate scuote il gruppo. Rick, sconsolato e rabbioso non sopporta più quelle risate. Senza dire una parola, si gira e va a sdraiarsi pancia in giù sul lettino sotto l'ombrellone, cercando di nascondere il volto e il suo membro floscio.
Terry commenta immediatamente: "Ecco, sì! Mostra il culo, che è decisamente più presentabile!"
Altre risate seguono il suo commento. Poi, Carrie e Annabelle si avvicinano, confabulano a bassa voce, sussurrando e lanciando occhiate maliziose verso Rick. Quindi vanno a riferire qualcosa alle altre tre, che ascoltano e iniziano a sorridere, annuendo con complicità.
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whatashame
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Re: THE LITTLE SECRET OF THE BIG BRAGGART
10-IMBARAZZO CONTINUO SOTTO IL SOLE
Le cinque donne, come per un segnale concordato, iniziano dunque la loro performance. Si passano le bottiglie di crema solare, iniziando a spalmarsela l'una sull'altra proprio davanti allo sguardo costretto di Rick. Non è un'operazione frettolosa. È lenta, deliberatamente sensuale. Si strofinano la crema su schiene ampie, su fianchi sinuosi, sul décolleté che fuoriesce dai costumi. Rick, ovunque giri lo sguardo dal suo lettino, incrocia la visione di alcune delle sue amiche intente in questa operazione sexy, le mani che scivolano sulla pelle lucida, le dita che affondano nelle curve, i gemiti finti di piacere per l'applicazione.
Il suo corpo, traditore, reagisce. Un formicolio, poi un lieve gonfiarsi. Pilar, che lo sta osservando come un falco, non perde l'occasione. "Oh, guardate," dice con voce melliflua, indicando il suo inguine con un cenno della testa. "Il grower sta dando segni di vita. Forse spera in un miracolo."
Poi, cambiando tono, aggiunge come se niente fosse: "A proposito, Rick, anche tu devi metterti la crema solare. Con quella pelle da pesce lesso, rischi una scottatura di terzo grado."
Rick, cercando di ignorare l'erezione nascente, borbotta: "Faccio da me, grazie. Passatemela e ci penso io."
Ma le cinque ragazze, all'unisono, rispondono con un coro deciso: "No, Rick! Ci pensiamo noi!"
Prima che possa reagire, si avventano su di lui. Cinque paia di mani lo afferrano per braccia e gambe, sollevandolo di forza dal lettino e mettendolo in piedi al centro del loro cerchio. È circondato.
"Deve essere applicata con cura," dice Annabelle, versando una generosa quantità di crema fredda e bianca direttamente sul suo petto.
Le mani iniziano a lavorarlo. Con la scusa della crema solare, lo accarezzano e lo palpano ovunque. Dita scivolano sui suoi pettorali, lungo i fianchi, sulle cosce. Lo massaggiano e lo toccano dappertutto, le loro unghie che a volte graffiano leggere, i palmi che premono con insistenza. Poi, a turno, si dedicano alle sue parti più intime.
"Queste sono parti delicatissime," sussurra Susie, prendendo le sue palle nella mano unta di crema, massaggiandole con una lentezza esasperante. "Vanno oliate per bene, altrimenti la pelle si screpola."
Carrie gli passa davanti, le sue dita che afferrano il suo pisello, ormai completamente eretto, duro e pulsante. Lo strofina lungo l'asta con movimenti circolari, spalmando la crema con una precisione crudele. "Vedi?" dice, guardandolo negli occhi. "Forse non è venti centimetri... ma qualcosina è cresciuto di nuovo. Un vero ometto."
Rick è in balia delle loro mani. Il piacere, forzato e umiliante, si mescola alla rabbia e alla vergogna. Un groppo gli sale in gola, mentre il suo corpo tradisce ogni sua resistenza. Il respiro gli si fa affannoso, i muscoli delle cosce tesi. Sta per raggiungere l'orgasmo, la tensione è al culmine, quasi impossibile da trattenere.
Proprio in quel momento, quando è sul punto di venire, Pilar alza la voce, decisa e tagliente.
"Stop! Oliato a sufficienza!"
Tutte le mani si ritraggono all'istante, lasciandolo lì, in piedi, nudo, coperto di crema bianca e lucida, con un'erezione tremante e inconclusa, nel mezzo del loro cerchio beffardo. Rick, ancora tremante e coperto di crema, protesta con voce rotta. "Non è giusto! Non è giusto! Pagherete anche per questa, ve lo giuro!"
Terry alza un sopracciglio, beffarda. "Cosa credevi, Rick? Che dovevamo farti divertire? Ti abbiamo forse dato il permesso di godere?"
Pilar annuisce, un sorriso falso stampato in faccia. "Sei in punizione, caro. Abbiamo solo pensato alla salute della tua pelle. Era nostro dovere di amiche."
Le risate beffarde delle cinque lo accompagnano mentre, arrossendo fino alla radice dei capelli, si dirige a passi veloci verso la cabina del bagno.
Susie, vedendolo allontanare, mette le mani a megafono e urla verso tutto il lido: "Guardate tutte! Un bastoncino che sta per essere segato in bagno!"
Le donne degli ombrelloni vicini, si girano all'unisono. Decine di occhi si posano su Rick, nudo, lucido di crema, con un'erezione ancora evidente che cerca di nascondere. Le risate si diffondono tra gli ombrelloni.
Proprio in quel momento, di colpo, risuona il fischietto stridulo di Connie. La capo-bagnina arriva a passi rapidi, afferrando Rick per un braccio con presa salda.
"Rick, ma che fai?" chiede, poi il suo sguardo scivola verso il suo inguine. I suoi occhi si fermano, e un lampo di interesse attraversa il suo viso. "Mmmm... niente male. Anche se non sono venti centimetri, comunque... è vero che sei un grower."
Rick, arrossendo violentemente, cerca di divincolarsi. "Connie, è un mio diritto andare in bagno! Lasciami!"
Connie scuote la testa, il suo sorriso da predatrice che torna a farsi strada. "Certo, certo, è un tuo diritto. Ma c'è un piccolo problema. Il bagno maschile oggi non ha le porte. Sono state smontate. Perché, come ben sai, è vietato masturbarsi da soli durante la Giornata CFNM. Regola fondamentale."
Rick, sconsolato, cerca di spiegare. "Ma è colpa loro! Mi hanno eccitato e... mi hanno lasciato così!"
Connie incrocia le braccia. "È la Giornata CFNM, Rick. È loro diritto poterti toccare a piacimento. Tu, invece, non puoi toccare loro... e nemmeno te stesso. Regole chiare."
"Ma allora come faccio?" implora Rick, la disperazione nella voce.
Connie fa spallucce, come se la soluzione fosse ovvia. "Semplice. Chiedi a una donna di farti venire. Ovviamente, con molta educazione, perché è un favore che ti sta facendo."
Un applauso scrosciante e fragoroso parte dalle cinque amiche di Rick, subito seguito dalle risate e dai commenti divertiti delle altre donne del lido che assistono alla scena.
Rick, arrabbiato e umiliato, fissa il terreno. Poi alza lo sguardo, una scintilla di sfida negli occhi. "Ok. Ma non gliela do vinta stavolta." Si gira verso Connie, cercando di mantenere un tono il più dignitoso possibile. "Connie, per favore... potresti... aiutarmi?"
Connie lo interrompe con un gesto della mano. "Rick, ti dirò..." Si avvicina, e con una mossa rapida, gli afferra il pisello, iniziando a giocarci, le dita che si muovono con esperienza lungo l'asta. "...da un lato, mi farebbe davvero piacere giocare con questo bel bastoncino. È carino, quando è duro così."
La sua presa si fa più decisa, i movimenti più ritmati. Rick emette un gemito soffocato, i suoi occhi si chiudono, il corpo si irrigidisce. È di nuovo a un passo, il piacere che monta inesorabile.
Ma Connie rallenta, poi si ferma del tutto. "...ma dall'altro," continua, la voce improvvisamente fredda, "sono ancora arrabbiata perché mi hai mentito. Hai cercato di portarmi a letto con una bugia. E poi..." Molla la presa all'improvviso, proprio nel momento in cui Rick sta per raggiungere l'orgasmo, negandoglielo crudelmente. "...sono in servizio. Non posso."
Rick emette un lamento di frustrazione, il corpo che trema per la tensione non scaricata.
Tra le sue proteste e le sue implorazioni, Connie lo afferra per una spalla e lo rispedisce verso il suo ombrellone, accompagnando la spinta con un paio di sonore sculacciate sul sedere nudo e ancora lucido di crema.
"Via! Torna al tuo posto!" gli ordina, ridendo apertamente mentre lui, barcollante e umiliato, fa ritorno verso il cerchio delle sue amiche, sotto gli occhi di tutto il lido che continua a ridere e a commentare la scena. Rick torna sconsolato dalle sue amiche, la testa bassa, incapace di guardarle in faccia. Le loro voci beffarde lo accolgono come una pioggia di spilli.
Pilar incrocia le braccia, trionfante. "Visto, Rick? Se vuoi venire, devi chiedercelo per favore. È la regola."
Terry annuisce, un sorriso malizioso sulle labbra. "Esatto. Anche oggi siamo le padrone del tuo pisellino, caro. Decidiamo noi quando e se."
Annabelle alza un pugno in aria, esultando. "W il CFNM! Bella idea, queste giornate in spiaggia!"
Rick sente il bisogno fisico, urgente, di venire. La frustrazione e l'eccitazione repressa sono insopportabili. Con un sospiro che sembra strappargli l'anima, alza finalmente lo sguardo. "Ragazze... per favore. Mi fate venire?"
Le cinque esultano all'unisono, un grido di vittoria che attira ancora di più l'attenzione. Hanno ottenuto la sua resa totale.
Carrie, però, fa un gesto con la mano, calmando gli entusiasmi. "Dopo. Forse. Per ora..." dice, e il suo sguardo si sposta verso il mare azzurro e invitante. "...c'è un altro modo per raffreddare i tuoi bollenti spiriti."
Susie completa la frase, saltando su. "Un bel bagno al mare con noi! Andiamo su!"
Prima che Rick possa protestare, viene afferrato. Pilar e Terry lo prendono per le braccia,Annabelle e Susie lo spingono da dietro con sculacciate rumorose, e Carrie apre la strada. Inizia così una camminata umiliante che attraversa tutta la spiaggia, dal loro ombrellone fino alla battigia.
Rick supplica, la voce strozzata dalla vergogna. "No, per favore, non fatelo... non attraversiamo tutta la spiaggia..."
Ma è tutto inutile. Il suo corpo nudo e ancora parzialmente unto viene spinto e trascinato avanti. Lungo il tragitto, sotto gli ombrelloni di quella domenica CFNM, ci sono migliaia di donne, tutte in costume. Rick spera disperatamente di non incontrare nessuna conoscenza, ma è una speranza vana.
Incontra le due bagnine della piscina dove si allena. "Oh, guarda chi si vede! Il campione!" dice una, ridendo. "Ma il 'cannone' non è proprio come ce l'avevi descritto, eh Rick?" commenta l'altra, indicando il suo pisello eretto.
Poi è il turno delle cassiere del suo supermercato. "Bastoncino nella media... E ti vantavi di venti? Che bugiardo!" esclama una, mentre l'altra scuote la testa con finto disappunto.
Le postine, sedute a prendere il sole, lo fulminano con gli sguardi. "Quindi le raccomandate 'urgenti' erano tutte scuse per farci vedere questo?" dice una, e scoppiano a ridere.
Le ragioniere del suo commercialista alzano gli occhi dai loro tablet. "Beh, almeno ora possiamo fare una deduzione precisa... sulle tue reali dimensioni," dice una con tono professionale che stride con la situazione.
L'estetista che frequenta alza un sopracciglio. "A riposo sarà sicuramente ancora più piccolo, immagino. Dovevi farti fare un trattamento di lifting, Rick, non di altro!"
La sua parrucchiera, vedendolo passare, commenta ad alta voce con l'amica: "Guarda! Quello che mi raccontava di avere un cavallo tra le gambe! Ma è un pony, cara! Un pony!"
Addirittura Morgana e Agatha, le vigilesse sue vicine, incontrate la notte prima; Agatha: "Allora è vero che sei un grower? Anche se più che un randello è un bastoncino!" Morgana: "E sei pure un pervertito, visto che ti ecciti a farti vedere nudo da centinaia di donne vestite!"
Rick avvampa di vergogna, ogni battuta è una coltellata. Le sue amiche, intorno a lui, non fanno che alimentare il fuoco.
"Finalmente tutte sanno la verità!" urla Pilar, ridendo.
"Addio alle tue bugie da superdotato!" gli sussurra Terry all'orecchio, mentre lo spinge avanti.
Il percorso verso il mare sembra non finire mai, una processione grottesca sotto il sole, con il suo corpo nudo ed eretto esposto al giudizio e alle risate di ogni donna che ha ingannato. Finalmente arrivano al mare. Rick trova un momentaneo, misero sollievo immergendosi, sperando che l'acqua che lo nasconda. Ma l'acqua gelida del mare gli fa un brutto effetto "laggiù": il suo pisello, in breve, prima torna a riposo e poi si ritrae ancora di più, riducendosi a un misero bottone di tre centimetri al massimo.
Le amiche, che lo osservano come falchi, capiscono immediatamente la situazione. Scambiano sguardi complici e, perfidamente, decidono di trattenersi in acqua per una buona mezz'ora, giocando a pallone, facendo il morto, ridendo e schizzandosi, mentre Rick trema ancora dall'umiliazione.
Poi, Carrie guarda l'orologio e annuncia: "Bene, ragazze. È tempo di tornare sotto l'ombrellone. Non si può stare troppo in acqua, si prende freddo."
Rick temporeggia, cercando di rimanere immerso fino al collo. "Aspettate... io... resto ancora un po'..."
"Ma no, Rick, su!" dice Susie, afferrandolo per un braccio. "Forza, vieni a scaldarti al sole!"
Viene tirato su per le braccia, nudo, tremante e con il suo pisello ridotto a una cosa minuscola e raggrinzita. La processione umiliante si ripete in senso inverso.
Incrociano di nuovo tutte le donne di prima. Le due bagnine della piscina, vedendolo passare, scoppiano a ridere. "Oh, ma guarda! Si è rimpicciolito e quasi non c’è più!" esclama una. "Tre centimetri? Rick, era meglio se non lo facevi vedere proprio!" commenta l'altra.
Le cassiere del supermercato si mettono una mano sulla bocca per non ridere troppo forte, senza riuscirci. "Da venti a tre... che crollo in borsa!" sghignazza una.
Le postine lo fissano con aria di compatimento beffardo. "Poverino, si è proprio ritirato in sé!" dice una, e l'altra aggiunge: "Come le sue lettere 'importanti', tutte fumo e niente arrosto!"
Le ragioniere del commercialista osservano la scena con distacco professionale. "Un deprezzamento del capitale del 90%. Impressionante!" mormora una all'altra, prendendo appunti immaginari.
L'estetista fa un fischio di stupore. "Ma è più piccolo del mio mignolo! Rick, tesoro, la prossima volta ti consiglio un filler!"
La parrucchiera, vedendolo passare per la seconda volta, grida all'amica: "Guarda! Il pony è diventato un puledrino! Ma un puledrino appena nato!"
Le vigilesse: "Ora si che lo riconosciamo!"
Nuove battute umilianti e risate sguaiate si sollevano da ogni ombrellone. Rick è ormai paonazzo dalla vergogna, un rossore che gli parte dal collo e gli arriva fino alle orecchie. Tiene lo sguardo fisso a terra, sulla sabbia, desiderando solo che si apra e lo inghiotta. Arrivati sotto l'ombrellone, Rick si sfoga con le cinque amiche, la voce rotta dalla rabbia e dall'umiliazione. "Ora basta! Mi avete umiliato con tutta la città! Non è giusto! Vi odio!"
Le cinque donne scoppiano a ridere, una risata sonora e senza pietà.
Pilar incrocia le braccia. "Potevi pensarci prima, caro, quando umiliavi noi con le tue sparate."
Terry annuisce, seria. "Sei mesi di sopportazione dei tuoi scherzi idioti. A te sono solo due giorni di questo. Sei fortunato."
Susie si sporge in avanti. "Beh, più la settimana in ufficio... ma anche lì te la sei meritata, no?"
Annabelle alza le spalle, come se la cosa fosse ovvia. "In fondo, ora sanno tutte che in tiro sei nella media. Di che ti lamenti?"
Carrie fa il punto, con tono quasi ragionevole. "Già. A nessuna interessa davvero quanto misura a riposo. Interessa che sia duro, di dimensioni decenti e funzionante quando è in tiro... e tu oggi hai praticamente dato spettacolo di fronte a migliaia di testimoni proprio su questo!"
Risate generali. Rick diventa sempre più paonazzo, sentendosi inchiodato dalle loro parole.
In quel momento arriva Connie, avvicinandosi con passo rilassato. "Ragazze, sono in pausa. Avete una sigaretta?" Poi il suo sguardo cade su Rick, nudo e affranto. "Rick, che ti è successo? Dov'è il bastoncino di prima, lo hai perso in mare?"
Nuove risate generali si alzano dal gruppo.
Rick scuote la testa, esausto. "Smettila, Connie. Non è giusto."
Connie, invece di allontanarsi, si avvicina a Rick con un fare improvvisamente tenero e sensuale. Si china verso di lui. "Rick, suvvia, si scherza..." sussurra, la voce bassa e carezzevole. "Qui al lido nudisti ne ho visti a centinaia con piselli più piccoli del tuo... e poi, quello che conta è quando è in tiro, no?!"
Mentre parla, la sua mano si allunga e inizia a giocare, con delicatezza quasi studiata, con il pisellino intirizzito di Rick.
Rick ha un sussulto, un brivido che non è solo di freddo. "Sì, è vero, ma ora..." cerca di protestare, ma la voce gli muore in gola.
Connie lo zittisce con un dito sulle labbra, continuando a strusciarsi leggermente contro di lui. La sua mano continua a lavorare, le dita esperte che accarezzano, sfiorano, stringono appena. Sotto quel tocco, il pisello di Rick inizia lentamente, inesorabilmente, a rispondere. A crescere.
"Certamente," continua Connie, guardandolo dritto negli occhi mentre sente il membro indurirsi nel suo palmo. "Ora non puoi più raccontare di essere un superdotato. E non puoi più fare lo spaccone. Ma a me..." fa una pausa, avvicinando le labbra al suo orecchio. "...a me non dispiace affatto sentire questo pisellino che diventa duro e cresce nella mia mano... mi eccita, sai?"
Rick, sentendo quelle parole, quel tono, quel tocco che ora diventa più deciso, continua ad eccitarsi. È un circolo vizioso di vergogna, piacere e resa. In breve, è di nuovo alla sua erezione massima, i tredici centimetri che conosce bene, duri e pulsanti nella mano di Connie.
A questo punto, Connie, senza smettere di massaggiarlo, tira fuori dal marsupio un piccolo righello di plastica. Lo posiziona con cura lungo il lato del suo pene.
Rick scatta, imbarazzato. "Connie, ma che fai?"
"Tredici centimetri esatti," annuncia lei, come se stesse leggendo un risultato scientifico. "Sei nella media perfetta, Rick. Di che ti lamenti?" Poi, lasciando cadere il righello sulla sabbia, prosegue il suo lavoro sapiente, la mano che ora scorre su e giù con un ritmo esperto.
Rick sente il piacere accumularsi, una pressione calda e inesorabile alla base della schiena. Non riesce più a stare seduto. Con un gemito, si lascia cadere all'indietro, stendendosi completamente sul lettino, gli occhi chiusi, il corpo in balia di quelle sensazioni.
Connie si sistema meglio accanto a lui, continuando a masturbarlo con vigore. "Dai," gli sussurra, la voce roca di eccitazione. "Fammi vedere quanto sei uomo, Rick. Vieni per me."
Davanti agli occhi delle cinque amiche, Rick cede ed esplode nella mano di Connie. È un orgasmo potente, che sembra una fontana: schizzi bianchi volano in alto, contro la luce del sole, per poi ricadere giù sulla sabbia e sul suo stesso stomaco, tra gli applausi scroscianti delle sue amiche e persino da alcuni ombrelloni vicini, dove altre donne hanno seguito tutta la scena.
Connie accompagna il suo pisello fino all'ultimo, piccolo spasmo, poi lascia andare il membro di Rick, ormai completamente floscio e tornato alla sua dimensione a riposo, umido e tremante.
Connie riprende il righello dalla sabbia, lo pulisce velocemente sul costume e lo appoggia di nuovo lungo il pene molle di Rick. "Rick, in effetti a riposo è un po' piccolo, eh? Sei centimetri appena..." dice, alzando la voce in modo che tutti sentano. Poi, abbassandola in un sussurro solo per lui, aggiunge: "...ma che importa? Grazie per lo spettacolo!"
Si pulisce la mano con le salviette umidificate che aveva nel marsupio, ne lascia un pacchetto aperto all'ombrellone. "Così puoi pulirti anche tu, una volta ripreso," dice, poi si alza. "Grazie ragazze, per questa pausa... molto più rilassante di una sigaretta!" E se ne va con un'andatura sicura, lasciandolo lì, nudo, sporco e annichilito.
Le ragazze ridono, mentre Rick, lentamente,si riprende. Con movimenti lenti, meccanici, si rialza a sedere sul lettino e inizia a pulirsi con le salviettine, evitando lo sguardo di chiunque.
Dopo un po' di silenzio carico di imbarazzo, Pilar rompe il ghiaccio. "Rick, ma secondo te Connie perché ha deciso di...darti una mano? Per generosità? Per piacere personale?"
Rick scuote la testa, guardando le sue mani. Non sa cosa dire, la mente è un vuoto di vergogna.
Terry, con un sorriso a metà tra il complice e il crudele, interviene. "Niente di tutto questo! Te lo dico io il perchè, guarda il tabellone luminoso gigante del lido!"
Rick solleva lo sguardo, spinto dalle risatine che già circolano tra le sue amiche e che iniziano a diffondersi tra gli ombrelloni vicini. Segue la direzione del dito di Terry.
Lì, in alto, sul grande tabellone elettronico che di solito annuncia la temperatura dell'acqua o gli eventi della giornata, lampeggia a caratteri cubitali un messaggio:
"MISURE DEL PISELLO DI RICK. CM DICHIARATI: 20. CM EFFETTIVI: 6. ARRIVA A 13… MA BISOGNA LAVORARCI!"
Rick rimane pietrificato. Poi si alza e il suo sguardo si sposta verso la torretta dei bagnini. Lì, in cima, c'è Connie. Lo sta guardando. Con una mano si sistema il cappello, con l'altra alza il pollice e l'indice, lasciando un piccolo spazio tra di loro, formando il segno universale del "pisello piccolo". Poi, portandosi il megafono alla bocca, diffonde la sua voce per tutta la spiaggia:
"Rick! Questo è per avermi mentito per mesi! Così nessun'altra ci cascherà più!"
Un'onda di risate generali, liberatorie e sguaiate, si solleva dalla spiaggia. Non solo dalle sue cinque amiche, che si piegano in due dal ridere, ma da decine e decine di donne intorno: le bagnine, le cassiere, le postine, le ragioniere, l'estetista, la parrucchiera, le vigilesse e tutte le altre che, in un modo o nell'altro hanno assistito alla sua parabola umiliante.
Rick si sente svuotare, bruciare dalla vergogna. Quasi tutte le donne della città, o almeno tutte quelle presenti nella sua vita sociale, ora sanno. Sanno la verità sui suoi venti centimetri millantati. Sanno che a riposo è un imbarazzante sei centimetri. Sanno che al massimo può arrivare ad una misura dignitosa, ma non da definirsi stallone come faceva lui. La sua reputazione, costruita su una montagna di bugie, è polvere al vento, spazzata via dalle risate di un intero lido di donne.
Le cinque donne, come per un segnale concordato, iniziano dunque la loro performance. Si passano le bottiglie di crema solare, iniziando a spalmarsela l'una sull'altra proprio davanti allo sguardo costretto di Rick. Non è un'operazione frettolosa. È lenta, deliberatamente sensuale. Si strofinano la crema su schiene ampie, su fianchi sinuosi, sul décolleté che fuoriesce dai costumi. Rick, ovunque giri lo sguardo dal suo lettino, incrocia la visione di alcune delle sue amiche intente in questa operazione sexy, le mani che scivolano sulla pelle lucida, le dita che affondano nelle curve, i gemiti finti di piacere per l'applicazione.
Il suo corpo, traditore, reagisce. Un formicolio, poi un lieve gonfiarsi. Pilar, che lo sta osservando come un falco, non perde l'occasione. "Oh, guardate," dice con voce melliflua, indicando il suo inguine con un cenno della testa. "Il grower sta dando segni di vita. Forse spera in un miracolo."
Poi, cambiando tono, aggiunge come se niente fosse: "A proposito, Rick, anche tu devi metterti la crema solare. Con quella pelle da pesce lesso, rischi una scottatura di terzo grado."
Rick, cercando di ignorare l'erezione nascente, borbotta: "Faccio da me, grazie. Passatemela e ci penso io."
Ma le cinque ragazze, all'unisono, rispondono con un coro deciso: "No, Rick! Ci pensiamo noi!"
Prima che possa reagire, si avventano su di lui. Cinque paia di mani lo afferrano per braccia e gambe, sollevandolo di forza dal lettino e mettendolo in piedi al centro del loro cerchio. È circondato.
"Deve essere applicata con cura," dice Annabelle, versando una generosa quantità di crema fredda e bianca direttamente sul suo petto.
Le mani iniziano a lavorarlo. Con la scusa della crema solare, lo accarezzano e lo palpano ovunque. Dita scivolano sui suoi pettorali, lungo i fianchi, sulle cosce. Lo massaggiano e lo toccano dappertutto, le loro unghie che a volte graffiano leggere, i palmi che premono con insistenza. Poi, a turno, si dedicano alle sue parti più intime.
"Queste sono parti delicatissime," sussurra Susie, prendendo le sue palle nella mano unta di crema, massaggiandole con una lentezza esasperante. "Vanno oliate per bene, altrimenti la pelle si screpola."
Carrie gli passa davanti, le sue dita che afferrano il suo pisello, ormai completamente eretto, duro e pulsante. Lo strofina lungo l'asta con movimenti circolari, spalmando la crema con una precisione crudele. "Vedi?" dice, guardandolo negli occhi. "Forse non è venti centimetri... ma qualcosina è cresciuto di nuovo. Un vero ometto."
Rick è in balia delle loro mani. Il piacere, forzato e umiliante, si mescola alla rabbia e alla vergogna. Un groppo gli sale in gola, mentre il suo corpo tradisce ogni sua resistenza. Il respiro gli si fa affannoso, i muscoli delle cosce tesi. Sta per raggiungere l'orgasmo, la tensione è al culmine, quasi impossibile da trattenere.
Proprio in quel momento, quando è sul punto di venire, Pilar alza la voce, decisa e tagliente.
"Stop! Oliato a sufficienza!"
Tutte le mani si ritraggono all'istante, lasciandolo lì, in piedi, nudo, coperto di crema bianca e lucida, con un'erezione tremante e inconclusa, nel mezzo del loro cerchio beffardo. Rick, ancora tremante e coperto di crema, protesta con voce rotta. "Non è giusto! Non è giusto! Pagherete anche per questa, ve lo giuro!"
Terry alza un sopracciglio, beffarda. "Cosa credevi, Rick? Che dovevamo farti divertire? Ti abbiamo forse dato il permesso di godere?"
Pilar annuisce, un sorriso falso stampato in faccia. "Sei in punizione, caro. Abbiamo solo pensato alla salute della tua pelle. Era nostro dovere di amiche."
Le risate beffarde delle cinque lo accompagnano mentre, arrossendo fino alla radice dei capelli, si dirige a passi veloci verso la cabina del bagno.
Susie, vedendolo allontanare, mette le mani a megafono e urla verso tutto il lido: "Guardate tutte! Un bastoncino che sta per essere segato in bagno!"
Le donne degli ombrelloni vicini, si girano all'unisono. Decine di occhi si posano su Rick, nudo, lucido di crema, con un'erezione ancora evidente che cerca di nascondere. Le risate si diffondono tra gli ombrelloni.
Proprio in quel momento, di colpo, risuona il fischietto stridulo di Connie. La capo-bagnina arriva a passi rapidi, afferrando Rick per un braccio con presa salda.
"Rick, ma che fai?" chiede, poi il suo sguardo scivola verso il suo inguine. I suoi occhi si fermano, e un lampo di interesse attraversa il suo viso. "Mmmm... niente male. Anche se non sono venti centimetri, comunque... è vero che sei un grower."
Rick, arrossendo violentemente, cerca di divincolarsi. "Connie, è un mio diritto andare in bagno! Lasciami!"
Connie scuote la testa, il suo sorriso da predatrice che torna a farsi strada. "Certo, certo, è un tuo diritto. Ma c'è un piccolo problema. Il bagno maschile oggi non ha le porte. Sono state smontate. Perché, come ben sai, è vietato masturbarsi da soli durante la Giornata CFNM. Regola fondamentale."
Rick, sconsolato, cerca di spiegare. "Ma è colpa loro! Mi hanno eccitato e... mi hanno lasciato così!"
Connie incrocia le braccia. "È la Giornata CFNM, Rick. È loro diritto poterti toccare a piacimento. Tu, invece, non puoi toccare loro... e nemmeno te stesso. Regole chiare."
"Ma allora come faccio?" implora Rick, la disperazione nella voce.
Connie fa spallucce, come se la soluzione fosse ovvia. "Semplice. Chiedi a una donna di farti venire. Ovviamente, con molta educazione, perché è un favore che ti sta facendo."
Un applauso scrosciante e fragoroso parte dalle cinque amiche di Rick, subito seguito dalle risate e dai commenti divertiti delle altre donne del lido che assistono alla scena.
Rick, arrabbiato e umiliato, fissa il terreno. Poi alza lo sguardo, una scintilla di sfida negli occhi. "Ok. Ma non gliela do vinta stavolta." Si gira verso Connie, cercando di mantenere un tono il più dignitoso possibile. "Connie, per favore... potresti... aiutarmi?"
Connie lo interrompe con un gesto della mano. "Rick, ti dirò..." Si avvicina, e con una mossa rapida, gli afferra il pisello, iniziando a giocarci, le dita che si muovono con esperienza lungo l'asta. "...da un lato, mi farebbe davvero piacere giocare con questo bel bastoncino. È carino, quando è duro così."
La sua presa si fa più decisa, i movimenti più ritmati. Rick emette un gemito soffocato, i suoi occhi si chiudono, il corpo si irrigidisce. È di nuovo a un passo, il piacere che monta inesorabile.
Ma Connie rallenta, poi si ferma del tutto. "...ma dall'altro," continua, la voce improvvisamente fredda, "sono ancora arrabbiata perché mi hai mentito. Hai cercato di portarmi a letto con una bugia. E poi..." Molla la presa all'improvviso, proprio nel momento in cui Rick sta per raggiungere l'orgasmo, negandoglielo crudelmente. "...sono in servizio. Non posso."
Rick emette un lamento di frustrazione, il corpo che trema per la tensione non scaricata.
Tra le sue proteste e le sue implorazioni, Connie lo afferra per una spalla e lo rispedisce verso il suo ombrellone, accompagnando la spinta con un paio di sonore sculacciate sul sedere nudo e ancora lucido di crema.
"Via! Torna al tuo posto!" gli ordina, ridendo apertamente mentre lui, barcollante e umiliato, fa ritorno verso il cerchio delle sue amiche, sotto gli occhi di tutto il lido che continua a ridere e a commentare la scena. Rick torna sconsolato dalle sue amiche, la testa bassa, incapace di guardarle in faccia. Le loro voci beffarde lo accolgono come una pioggia di spilli.
Pilar incrocia le braccia, trionfante. "Visto, Rick? Se vuoi venire, devi chiedercelo per favore. È la regola."
Terry annuisce, un sorriso malizioso sulle labbra. "Esatto. Anche oggi siamo le padrone del tuo pisellino, caro. Decidiamo noi quando e se."
Annabelle alza un pugno in aria, esultando. "W il CFNM! Bella idea, queste giornate in spiaggia!"
Rick sente il bisogno fisico, urgente, di venire. La frustrazione e l'eccitazione repressa sono insopportabili. Con un sospiro che sembra strappargli l'anima, alza finalmente lo sguardo. "Ragazze... per favore. Mi fate venire?"
Le cinque esultano all'unisono, un grido di vittoria che attira ancora di più l'attenzione. Hanno ottenuto la sua resa totale.
Carrie, però, fa un gesto con la mano, calmando gli entusiasmi. "Dopo. Forse. Per ora..." dice, e il suo sguardo si sposta verso il mare azzurro e invitante. "...c'è un altro modo per raffreddare i tuoi bollenti spiriti."
Susie completa la frase, saltando su. "Un bel bagno al mare con noi! Andiamo su!"
Prima che Rick possa protestare, viene afferrato. Pilar e Terry lo prendono per le braccia,Annabelle e Susie lo spingono da dietro con sculacciate rumorose, e Carrie apre la strada. Inizia così una camminata umiliante che attraversa tutta la spiaggia, dal loro ombrellone fino alla battigia.
Rick supplica, la voce strozzata dalla vergogna. "No, per favore, non fatelo... non attraversiamo tutta la spiaggia..."
Ma è tutto inutile. Il suo corpo nudo e ancora parzialmente unto viene spinto e trascinato avanti. Lungo il tragitto, sotto gli ombrelloni di quella domenica CFNM, ci sono migliaia di donne, tutte in costume. Rick spera disperatamente di non incontrare nessuna conoscenza, ma è una speranza vana.
Incontra le due bagnine della piscina dove si allena. "Oh, guarda chi si vede! Il campione!" dice una, ridendo. "Ma il 'cannone' non è proprio come ce l'avevi descritto, eh Rick?" commenta l'altra, indicando il suo pisello eretto.
Poi è il turno delle cassiere del suo supermercato. "Bastoncino nella media... E ti vantavi di venti? Che bugiardo!" esclama una, mentre l'altra scuote la testa con finto disappunto.
Le postine, sedute a prendere il sole, lo fulminano con gli sguardi. "Quindi le raccomandate 'urgenti' erano tutte scuse per farci vedere questo?" dice una, e scoppiano a ridere.
Le ragioniere del suo commercialista alzano gli occhi dai loro tablet. "Beh, almeno ora possiamo fare una deduzione precisa... sulle tue reali dimensioni," dice una con tono professionale che stride con la situazione.
L'estetista che frequenta alza un sopracciglio. "A riposo sarà sicuramente ancora più piccolo, immagino. Dovevi farti fare un trattamento di lifting, Rick, non di altro!"
La sua parrucchiera, vedendolo passare, commenta ad alta voce con l'amica: "Guarda! Quello che mi raccontava di avere un cavallo tra le gambe! Ma è un pony, cara! Un pony!"
Addirittura Morgana e Agatha, le vigilesse sue vicine, incontrate la notte prima; Agatha: "Allora è vero che sei un grower? Anche se più che un randello è un bastoncino!" Morgana: "E sei pure un pervertito, visto che ti ecciti a farti vedere nudo da centinaia di donne vestite!"
Rick avvampa di vergogna, ogni battuta è una coltellata. Le sue amiche, intorno a lui, non fanno che alimentare il fuoco.
"Finalmente tutte sanno la verità!" urla Pilar, ridendo.
"Addio alle tue bugie da superdotato!" gli sussurra Terry all'orecchio, mentre lo spinge avanti.
Il percorso verso il mare sembra non finire mai, una processione grottesca sotto il sole, con il suo corpo nudo ed eretto esposto al giudizio e alle risate di ogni donna che ha ingannato. Finalmente arrivano al mare. Rick trova un momentaneo, misero sollievo immergendosi, sperando che l'acqua che lo nasconda. Ma l'acqua gelida del mare gli fa un brutto effetto "laggiù": il suo pisello, in breve, prima torna a riposo e poi si ritrae ancora di più, riducendosi a un misero bottone di tre centimetri al massimo.
Le amiche, che lo osservano come falchi, capiscono immediatamente la situazione. Scambiano sguardi complici e, perfidamente, decidono di trattenersi in acqua per una buona mezz'ora, giocando a pallone, facendo il morto, ridendo e schizzandosi, mentre Rick trema ancora dall'umiliazione.
Poi, Carrie guarda l'orologio e annuncia: "Bene, ragazze. È tempo di tornare sotto l'ombrellone. Non si può stare troppo in acqua, si prende freddo."
Rick temporeggia, cercando di rimanere immerso fino al collo. "Aspettate... io... resto ancora un po'..."
"Ma no, Rick, su!" dice Susie, afferrandolo per un braccio. "Forza, vieni a scaldarti al sole!"
Viene tirato su per le braccia, nudo, tremante e con il suo pisello ridotto a una cosa minuscola e raggrinzita. La processione umiliante si ripete in senso inverso.
Incrociano di nuovo tutte le donne di prima. Le due bagnine della piscina, vedendolo passare, scoppiano a ridere. "Oh, ma guarda! Si è rimpicciolito e quasi non c’è più!" esclama una. "Tre centimetri? Rick, era meglio se non lo facevi vedere proprio!" commenta l'altra.
Le cassiere del supermercato si mettono una mano sulla bocca per non ridere troppo forte, senza riuscirci. "Da venti a tre... che crollo in borsa!" sghignazza una.
Le postine lo fissano con aria di compatimento beffardo. "Poverino, si è proprio ritirato in sé!" dice una, e l'altra aggiunge: "Come le sue lettere 'importanti', tutte fumo e niente arrosto!"
Le ragioniere del commercialista osservano la scena con distacco professionale. "Un deprezzamento del capitale del 90%. Impressionante!" mormora una all'altra, prendendo appunti immaginari.
L'estetista fa un fischio di stupore. "Ma è più piccolo del mio mignolo! Rick, tesoro, la prossima volta ti consiglio un filler!"
La parrucchiera, vedendolo passare per la seconda volta, grida all'amica: "Guarda! Il pony è diventato un puledrino! Ma un puledrino appena nato!"
Le vigilesse: "Ora si che lo riconosciamo!"
Nuove battute umilianti e risate sguaiate si sollevano da ogni ombrellone. Rick è ormai paonazzo dalla vergogna, un rossore che gli parte dal collo e gli arriva fino alle orecchie. Tiene lo sguardo fisso a terra, sulla sabbia, desiderando solo che si apra e lo inghiotta. Arrivati sotto l'ombrellone, Rick si sfoga con le cinque amiche, la voce rotta dalla rabbia e dall'umiliazione. "Ora basta! Mi avete umiliato con tutta la città! Non è giusto! Vi odio!"
Le cinque donne scoppiano a ridere, una risata sonora e senza pietà.
Pilar incrocia le braccia. "Potevi pensarci prima, caro, quando umiliavi noi con le tue sparate."
Terry annuisce, seria. "Sei mesi di sopportazione dei tuoi scherzi idioti. A te sono solo due giorni di questo. Sei fortunato."
Susie si sporge in avanti. "Beh, più la settimana in ufficio... ma anche lì te la sei meritata, no?"
Annabelle alza le spalle, come se la cosa fosse ovvia. "In fondo, ora sanno tutte che in tiro sei nella media. Di che ti lamenti?"
Carrie fa il punto, con tono quasi ragionevole. "Già. A nessuna interessa davvero quanto misura a riposo. Interessa che sia duro, di dimensioni decenti e funzionante quando è in tiro... e tu oggi hai praticamente dato spettacolo di fronte a migliaia di testimoni proprio su questo!"
Risate generali. Rick diventa sempre più paonazzo, sentendosi inchiodato dalle loro parole.
In quel momento arriva Connie, avvicinandosi con passo rilassato. "Ragazze, sono in pausa. Avete una sigaretta?" Poi il suo sguardo cade su Rick, nudo e affranto. "Rick, che ti è successo? Dov'è il bastoncino di prima, lo hai perso in mare?"
Nuove risate generali si alzano dal gruppo.
Rick scuote la testa, esausto. "Smettila, Connie. Non è giusto."
Connie, invece di allontanarsi, si avvicina a Rick con un fare improvvisamente tenero e sensuale. Si china verso di lui. "Rick, suvvia, si scherza..." sussurra, la voce bassa e carezzevole. "Qui al lido nudisti ne ho visti a centinaia con piselli più piccoli del tuo... e poi, quello che conta è quando è in tiro, no?!"
Mentre parla, la sua mano si allunga e inizia a giocare, con delicatezza quasi studiata, con il pisellino intirizzito di Rick.
Rick ha un sussulto, un brivido che non è solo di freddo. "Sì, è vero, ma ora..." cerca di protestare, ma la voce gli muore in gola.
Connie lo zittisce con un dito sulle labbra, continuando a strusciarsi leggermente contro di lui. La sua mano continua a lavorare, le dita esperte che accarezzano, sfiorano, stringono appena. Sotto quel tocco, il pisello di Rick inizia lentamente, inesorabilmente, a rispondere. A crescere.
"Certamente," continua Connie, guardandolo dritto negli occhi mentre sente il membro indurirsi nel suo palmo. "Ora non puoi più raccontare di essere un superdotato. E non puoi più fare lo spaccone. Ma a me..." fa una pausa, avvicinando le labbra al suo orecchio. "...a me non dispiace affatto sentire questo pisellino che diventa duro e cresce nella mia mano... mi eccita, sai?"
Rick, sentendo quelle parole, quel tono, quel tocco che ora diventa più deciso, continua ad eccitarsi. È un circolo vizioso di vergogna, piacere e resa. In breve, è di nuovo alla sua erezione massima, i tredici centimetri che conosce bene, duri e pulsanti nella mano di Connie.
A questo punto, Connie, senza smettere di massaggiarlo, tira fuori dal marsupio un piccolo righello di plastica. Lo posiziona con cura lungo il lato del suo pene.
Rick scatta, imbarazzato. "Connie, ma che fai?"
"Tredici centimetri esatti," annuncia lei, come se stesse leggendo un risultato scientifico. "Sei nella media perfetta, Rick. Di che ti lamenti?" Poi, lasciando cadere il righello sulla sabbia, prosegue il suo lavoro sapiente, la mano che ora scorre su e giù con un ritmo esperto.
Rick sente il piacere accumularsi, una pressione calda e inesorabile alla base della schiena. Non riesce più a stare seduto. Con un gemito, si lascia cadere all'indietro, stendendosi completamente sul lettino, gli occhi chiusi, il corpo in balia di quelle sensazioni.
Connie si sistema meglio accanto a lui, continuando a masturbarlo con vigore. "Dai," gli sussurra, la voce roca di eccitazione. "Fammi vedere quanto sei uomo, Rick. Vieni per me."
Davanti agli occhi delle cinque amiche, Rick cede ed esplode nella mano di Connie. È un orgasmo potente, che sembra una fontana: schizzi bianchi volano in alto, contro la luce del sole, per poi ricadere giù sulla sabbia e sul suo stesso stomaco, tra gli applausi scroscianti delle sue amiche e persino da alcuni ombrelloni vicini, dove altre donne hanno seguito tutta la scena.
Connie accompagna il suo pisello fino all'ultimo, piccolo spasmo, poi lascia andare il membro di Rick, ormai completamente floscio e tornato alla sua dimensione a riposo, umido e tremante.
Connie riprende il righello dalla sabbia, lo pulisce velocemente sul costume e lo appoggia di nuovo lungo il pene molle di Rick. "Rick, in effetti a riposo è un po' piccolo, eh? Sei centimetri appena..." dice, alzando la voce in modo che tutti sentano. Poi, abbassandola in un sussurro solo per lui, aggiunge: "...ma che importa? Grazie per lo spettacolo!"
Si pulisce la mano con le salviette umidificate che aveva nel marsupio, ne lascia un pacchetto aperto all'ombrellone. "Così puoi pulirti anche tu, una volta ripreso," dice, poi si alza. "Grazie ragazze, per questa pausa... molto più rilassante di una sigaretta!" E se ne va con un'andatura sicura, lasciandolo lì, nudo, sporco e annichilito.
Le ragazze ridono, mentre Rick, lentamente,si riprende. Con movimenti lenti, meccanici, si rialza a sedere sul lettino e inizia a pulirsi con le salviettine, evitando lo sguardo di chiunque.
Dopo un po' di silenzio carico di imbarazzo, Pilar rompe il ghiaccio. "Rick, ma secondo te Connie perché ha deciso di...darti una mano? Per generosità? Per piacere personale?"
Rick scuote la testa, guardando le sue mani. Non sa cosa dire, la mente è un vuoto di vergogna.
Terry, con un sorriso a metà tra il complice e il crudele, interviene. "Niente di tutto questo! Te lo dico io il perchè, guarda il tabellone luminoso gigante del lido!"
Rick solleva lo sguardo, spinto dalle risatine che già circolano tra le sue amiche e che iniziano a diffondersi tra gli ombrelloni vicini. Segue la direzione del dito di Terry.
Lì, in alto, sul grande tabellone elettronico che di solito annuncia la temperatura dell'acqua o gli eventi della giornata, lampeggia a caratteri cubitali un messaggio:
"MISURE DEL PISELLO DI RICK. CM DICHIARATI: 20. CM EFFETTIVI: 6. ARRIVA A 13… MA BISOGNA LAVORARCI!"
Rick rimane pietrificato. Poi si alza e il suo sguardo si sposta verso la torretta dei bagnini. Lì, in cima, c'è Connie. Lo sta guardando. Con una mano si sistema il cappello, con l'altra alza il pollice e l'indice, lasciando un piccolo spazio tra di loro, formando il segno universale del "pisello piccolo". Poi, portandosi il megafono alla bocca, diffonde la sua voce per tutta la spiaggia:
"Rick! Questo è per avermi mentito per mesi! Così nessun'altra ci cascherà più!"
Un'onda di risate generali, liberatorie e sguaiate, si solleva dalla spiaggia. Non solo dalle sue cinque amiche, che si piegano in due dal ridere, ma da decine e decine di donne intorno: le bagnine, le cassiere, le postine, le ragioniere, l'estetista, la parrucchiera, le vigilesse e tutte le altre che, in un modo o nell'altro hanno assistito alla sua parabola umiliante.
Rick si sente svuotare, bruciare dalla vergogna. Quasi tutte le donne della città, o almeno tutte quelle presenti nella sua vita sociale, ora sanno. Sanno la verità sui suoi venti centimetri millantati. Sanno che a riposo è un imbarazzante sei centimetri. Sanno che al massimo può arrivare ad una misura dignitosa, ma non da definirsi stallone come faceva lui. La sua reputazione, costruita su una montagna di bugie, è polvere al vento, spazzata via dalle risate di un intero lido di donne.
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whatashame
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Re: THE LITTLE SECRET OF THE BIG BRAGGART
11-PRANZO CON DOPPIO RITORNO AL PASSATO
Il caldo sole del lido nudista picchia sulla pelle di Rick, mentre lui è in piedi, completamente nudo e visibilmente agitato. Il maxischermo alle sue spalle continua a mostrare le sue misure, attirando sguardi divertiti e commenti sussurrati dalle donne in costume sparse per la spiaggia. Le sue cinque amiche sono sdraiate sui lettini, sorseggiando bevande fresche con espressioni di divertita superiorità.
Rick, con le mani che gli tremano per la rabbia repressa, punta un dito accusatorio verso Connie che si allontana ridacchiando. "Me la pagherai molto cara, Connie, giuro!" Poi si gira verso l'ombrellone, la voce rotta dall'umiliazione e dalla furia. "E voi! Tutta colpa vostra! Mi avete umiliato davanti a praticamente tutte le donne della città! Ieri davanti a sconosciute, e prima ancora con le mie cugine, poi con le colleghe, e ora... E per colpa vostra dovrò passare una settimana intera nudo in ufficio! Me la pagherete, giuro!"
Pilar alza un sopracciglio, posando il bicchiere con calma. "Ma smettila, Rick. Ci hai umiliato per mesi con i tuoi scherzetti imbarazzanti e quelle battute sessiste da quattro soldi. Per una volta che sei tu quello in imbarazzo, fai tutte queste storie?"
Terry si sistema gli occhiali da sole, un sorriso compiaciuto sulle labbra. "E poi, suvvia... tutte hanno potuto vedere che quando sei eccitato sei niente male. Perfettamente funzionale, direi."
Carrie scrolla le spalle, un gesto noncurante. "Se hai raccontato a tutte di essere superdotato, è colpa tua, Rick. Non era affatto necessario, andavi benissimo così com'eri."
Susie annuisce, tracciando un cerchio con un dito sulla sua coscia unta di crema. "Certo, sei centimetri a riposo sono... beh, pochini. Ma alle donne interessa che quando sei in tiro sei almeno nella media e in grado di farle godere. E tu lo sei, a quanto pare."
Annabelle scoppia a ridere, un suono chiaro e beffardo. "Dovresti ringraziarci, abbiamo fatto una buona pubblicità alle tue prestazioni... anche se a riposo, come adesso, è davvero divertente vederti con quel pisellino, mentre ti vantavi di avercelo enorme!"
Una risata generale si alza dalle cinque donne. Rick, che per un attimo si era quasi rilassato alle parole di Susie, si irrigidisce di nuovo, il volto che diventa cremisi. Si sente esposto, ridicolizzato, il suo membro flaccido che sembra rimpicciolirsi ulteriormente sotto gli sguardi divertiti.
Rassegnato, borbotta tra i denti e torna verso il suo lettino. Il suo corpo nudo sembra più piccolo, quasi contratto, sotto il peso dell'umiliazione. Si stende con un sospiro profondo, gli occhi chiusi contro il sole ancora caldo.
"Per fortuna questa giornata sta per finire!" mormora, più a se stesso che alle altre, la voce carica di stanchezza e rassegnazione.
Pilar, sdraiata sul lettino accanto, incrocia le gambe con un movimento lento e calcolato. Un sorriso sottile le sfiora le labbra. "Già. E anche la tua penitenza... sempre che tu non ti comporti male e subisca una punizione aggiuntiva."
Le cinque donne si scambiano uno sguardo. Un sorriso sadico, complice, si dipinge sui loro volti. È l'espressione di chi condivide un segreto, di chi ha già in mente qualcosa, qualcosa di più di una semplice umiliazione da spiaggia. L'aria intorno a loro sembra caricarsi di un'aspettativa maliziosa, mentre il sole continua a calare, tingendo il cielo di arancione.
Terry: "È ora di pranzo, e ho un certo appetito. Andiamo al ristorante del lido, su!"
Le altre quattro amiche condividono all'unisono e si alzano dai lettini con movimenti sinuosi, raccogliendo i loro parei. Rick scuote la testa, cercando di raggomitolarsi su se stesso.
Rick: "Io... io non ho fame, davvero. Resto qui."
Carrie lo guarda con finto sconcerto, le mani sui fianchi. "Non è possibile restare a digiuno tutto il giorno, Rick. Andiamo, su."
Prima che possa protestare ulteriormente, Susie e Annabelle gli sono addosso. Lo afferrano sottobraccio, sollevandolo di peso dal lettino con una forza sorprendente. La sua nudità è completamente esposta, un contrasto imbarazzante con i loro corpi coperti da stoffe leggere.
Rick: "Ehi! Lasciatemi! Cosa state facendo?!"
Pilar si avvicina con un sorriso sornione. Mentre le altre due, ridacchiando, iniziano a dargli una serie di sculacciate sonore sul sedere nudo, spingendolo in avanti, Pilar completa l'umiliazione. Si china leggermente e, con indice e pollice, afferra il suo pisello moscio, tirandolo con delicatezza ma fermezza. Rick sussulta, un brivido di vergogna e una fitta di imbarazzo che gli attraversa il corpo.
Pilar: "Su, su, Rick. Non fare il timido. Facciamo strada."
Lo tiene come se fosse un piccolo guinzaglio, tirandolo leggermente in avanti. Rick, con le braccia ancora strette dalle due amiche e il sedere che brucia per le sculacciate, cerca di divincolarsi, ma è inutile.
Rick: "Smettetela! Questo è troppo! Pagherete anche per questo, ve lo giuro!"
Le ragazze scoppiano a ridere, le loro risa argentine che si mescolano al rumore delle onde. Terry cammina davanti, voltandosi con un sorriso malizioso.
Terry: "Oh, Rick, stai facendo una scenata. Stai tranquillo, che al ristorante ti diamo qualcosa di buono...perchè, a giudicare da questo pisellino, sei nell’età dello sviluppo!"
Il corteo, tra le risate umilianti delle amiche, attraversa la spiaggia in direzione del ristorante. Passano accanto a gruppi di donne sotto gli ombrelloni, che interrompono le loro chiacchiere per osservare la scena. Qualcuna sussurra, qualcuna ride apertamente, puntando il dito. Battute imbarazzanti volano nell'aria.
"Guarda quello là, completamente in mano alle donne!"
"Poverino, sembra un cagnolino!"
"Beh, almeno si fa portare a spasso!"
Rick abbassa lo sguardo, il viso acceso dalla vergogna, mentre il corteo prosegue tra le risate delle sue amiche e quelle delle donne sotto gli ombrelloni.
Il gruppo arriva al ristorante del lido, un locale elegante con vista mare. Le porte a vetri si aprono su un interno fresco, ma per Rick è l'ingresso in un nuovo girone d'imbarazzo. Appena entrate, le amiche finalmente lo rilasciano. Lui, d'istinto, porta le mani a coprire il suo pacco, un gesto riflesso di pudore violato.
Susie, rapida come un serpente, gli assesta una sonora sculacciata sul sedere. Il suono schioccante risuona nel locale.
Susie: "Togli subito le mani dal tuo pisellino, Rick! Il ristorante fa parte del lido e quindi della giornata CFNM. Non ti è permesso coprirti!"
Rick sbuffa, esalando un respiro carico di frustrazione, e abbassa lentamente le braccia lungo i fianchi. Proprio in quel momento, dalle porte della cucina, emergono le due titolari. Sono due donne in impeccabile tenuta da chef bianca, con i capelli raccolti e sguardi penetranti. Si fermano, incrociano le braccia e, all'unisono, esclamano con voce stentorea: "Rick, ma sei davvero tu?"
Rick alza lo sguardo e il suo volto impallidisce, poi si tinge di un rosso acceso. Vorrebbe che il pavimento si aprisse e lo inghiottisse. Quelle sono Thea e Margot, le sue ex! Thea, tradita e mollata due anni fa. Margot, lasciata un anno fa allo stesso modo. Le due erano poi diventate amiche e socie in affari, unite anche dal desiderio di vendicarsi prima o poi del trattamento riservato loro da Rick.
Le due donne si avvicinano, i loro sguardi scendono senza vergogna sulla nudità di Rick, esaminandolo con un misto di disprezzo e divertito compiacimento.
Thea: "Sì, Margot, è proprio lui... si riconosce dal pisellino!"
Margot, annuendo con un sorriso sarcastico: "In effetti, oggi i bambini non sono ammessi al lido, quindi un pisellino da sei centimetri non può che essere il suo!"
Una nuova ondata di risate, più fragorose delle precedenti, si alza dal gruppo delle cinque amiche. Rick stringe i pugni ai fianchi, il suo corpo teso per l'umiliazione.
Rick, con voce stridula per l'imbarazzo: "Smettetela... non vi siete mai lamentate quando stavate con me!"
Thea alza un sopracciglio, un sorriso crudele le incurva le labbra: "Sì, perché in tiro diventi tutto sommato decente... anche se niente di indimenticabile!"
Margot fa spallucce, la sua voce è dolce ma il veleno è chiaro: "E poi noi siamo modeste... ci accontentiamo di poco!"
Le risate delle amiche di Rick si intensificano, godendosi ogni attimo di questa inaspettata vendetta. Poi Margot, con un gesto autoritario del braccio, indica un tavolo.
Margot: "Accomodatevi, ragazze, a quel tavolo lì... accanto a quelle tre hostess del lido accanto, là in pausa pranzo."
Rick, con voce bassa e disperata, alle sue amiche: "Per favore, non portatemi lì... mi vedranno altre tre sconosciute!"
Le sue proteste vengono ignorate. Le amiche afferrano le sue braccia, le loro dita si stringono sulla sua pelle nuda, e lo trascinano senza cerimonie verso il tavolo indicato. Le sue piante dei piedi scivolano leggermente sul pavimento lucido.
Terry, con un tono di voce teatrale e uno spietato sorriso stampato in volto, commenta: "Andiamo, Rick, ormai tre in più o in meno cosa cambia? E poi sicuramente sono persone che non hai mai visto in vita tua!"
Proprio mentre vengono pronunciate queste parole, il gruppo raggiunge il tavolo accanto a quello delle tre hostess. Le tre giovani donne, in uniforme azzurra del lido accanto, alzano lo sguardo quasi in sincronia dai loro piatti. I loro occhi si allargano, le bocche si dischiudono in un'espressione di incredulo riconoscimento.
Un coro perfetto, carico di sorpresa e di una certa malizia, si alza dal loro tavolo.
Le Tre Hostess: "Non è possibile... Rick?!"
Terry si volta lentamente verso Rick, il suo sorriso si fa ancora più ampio e crudele. Con un'esagerata scrollata di spalle e un tono finto-dispiaciuto, conclude la scena: "Ops, mi sa che mi sono sbagliata…"
Rick le guarda, una dopo l'altra, e un brivido di orrore gli percorre la schiena. Angie, Grace e Goldie. Tre ex compagne di liceo con cui già ai tempi si vantava di essere un superdotato e uno sciupafemmine, per far colpo , tre volti del passato che riemergono nel momento più terribile possibile. I suoi occhi si fermano su Goldie, su quella quinta di seno che un tempo lo faceva impazzire di desiderio mai ricambiato e ora sembra solo gonfiarsi per una risata soffocata.
Rick, la voce strozzata dall'imbarazzo: "Angie, Grace, Goldie... che ci fate qui?"
Angie, appoggiando un gomito sul tavolo con fare canzonatorio, lo squadra dalla testa ai piedi con un sorriso beffardo: "Siamo in servizio per un party privato al lido accanto, e ora siamo in pausa pranzo... tu piuttosto..." Fa una pausa drammatica, lasciando che lo sguardo scenda deliberatamente verso il suo pene floscio. "Dove hai lasciato il bazooka di cui ti vantavi tanto?"
Una nuova ondata di risate, fragorosa e unanime, esplode intorno a lui. Rick sente il calore del rossore salirgli fino alle orecchie.
Grace non si fa attendere, aggiungendo benzina sul fuoco con voce acuta e tagliente: "Evidentemente hai detto una bugia talmente grande sulle tue capacità da latin lover, che invece delle gambe ti si è accorciato il pisello!"
Le risate si fanno ancora più forti. Rick stringe i pugni, le unghie gli affondano nei palmi.
Goldie si sporge leggermente in avanti, il suo sguardo scivola su di lui con un misto di divertimento e di disprezzo. La sua voce è dolce, ma ogni parola è una lama.
Goldie: "Meno male che non ho mai accettato il tuo corteggiamento... sarebbe stata la delusione più grande della mia vita, credere di trovare un cobra e invece trovare un vermicello!"
Un altro coro di risate scuote l'aria. Pilar, con un sorriso da angelo, interviene presentando il loro gruppo alle nuove arrivate.
Pilar: "Piacere, ragazze, siamo le amiche di Rick: Pilar, Terry, Susie, Carrie e Annabelle. Ci stiamo godendo la giornata CFNM al lido... e lui è l'unico maschietto del lido... purtroppo la materia prima scarseggia."
Fa un gesto esplicito con pollice e indice, indicando qualcosa di minuscolo. Le risate raddoppiano di intensità.
Goldie annuisce, con un'espressione di finta comprensione.
Goldie: "Piacere, siamo Goldie, Grace e Angie, sue ex-compagne di liceo... che dopo 30 anni scoprono che lo stallone era in realtà un pony!"
Le risate generali si fanno ancora più fragorose. Rick è paonazzo, il volto una maschera di rabbia e vergogna. Non riesce più a sopportare.
Rick, la voce che trema per la rabbia repressa: "Sono un grower, ok?! La volete smettere, adesso?"
La reazione è immediata e unanime. Tutte le donne presenti, incluse Margot e Thea, le due proprietarie del ristorante che si sono avvicinate incuriosite, rispondono all'unisono, gridando con forza beffarda.
Tutte in coro: "ASSOLUTAMENTE NOOO!!!"
Le risate generali continuano, un muro di suono che lo trafigge. Rick non resiste più. La rabbia ribolle dentro di lui, superando ogni limite di controllo.
Rick, esplodendo: "FANCULO, SIETE TUTTE DELLE ZITELLE FRUSTRATE CHE MISURANO CAZZI!"
Un silenzio improvviso e gelido cade sul gruppo. Margot, la proprietaria, fa un passo avanti, il suo volto da sempre cordiale ora è rigido e severo.
Margot, con voce bassa e carica di autorità: "Come ti permetti? Nel mio ristorante non si insultano le clienti, e nemmeno le proprietarie!"
Carrie, una delle amiche di Rick, incrocia le braccia e lo fissa con uno sguardo che promette guai.
Carrie: "Rick, mi sa che ti sei appena meritato un'altra punizione. E questa volta te la meriti più severa."
Le parole di Carrie echeggiano nel silenzio improvviso. Tutti gli occhi sono puntati su Rick, che sente il peso delle sue parole e della sua rabbia precipitargli addosso come una pietra. Margot, la proprietaria, annuisce lentamente, confermando la sentenza.
Margot: "Esatto. Hai infranto le regole della giornata cfnm e insultato tutte noi. Una punizione è inevitabile."
Le donne si scambiano sguardi d'intesa. Rick ammutolisce, sente un brivido freddo percorrergli la schiena: è caduto ancora in un tranello teso dalle sue amiche!
Thea, con un tono che non ammette repliche, dice: "Se permettete, visto che è avvenuto nel nostro locale, decidiamo noi la punizione!"
Le amiche di Rick, con espressioni severe, rispondono in coro: "Ok."
Thea e Margot afferrano Rick per le braccia. Lui si divincola, protestando con voce strozzata. "Lasciatemi, smettetela! Cosa volete farmi?"
Le sue lotte sono inutili. Le loro mani sono ferme, esperte. Afferrano una corda e poi lo piegano senza sforzo apparente, costringendolo a chinarsi a novanta gradi sul tavolo di legno. La corda morde i suoi polsi.
Thea si china, avvicinando le labbra al suo orecchio. "Semplice. Ora ognuna di noi ti darà uno sculaccione. E tu dovrai chiedere scusa, dicendo: 'Scusatemi, sono un pisellino maleducato'."
Rick scuote la testa, il viso contratto dalla rabbia. "COSA? Ve lo scordate! Ora basta, sono stufo di queste umiliazioni!"
È allora che Carrie agisce. Con un movimento rapido, estrae lo smartphone dalla sua borsa. Lo schermo si illumina, catturando l'attenzione di tutti. Si avvicina a Rick, gli preme il telefono contro la guancia schiacciata sul tavolo, costringendolo a guardare.
Carrie, con voce gelida e soddisfatta, dice poi: "Rick, ti ricordo che questa fa il giro di tutte le tue conoscenze, se rifiuti!"
Sullo schermo, l'immagine è sempre la stessa di ieri sera, chiara, cruda. Rick è nudo, bloccato dalle donne. Le loro mani lo tengono fermo mentre un righello di plastica bianca viene appoggiato, con fredda precisione, contro il suo pene floscio. La misura è inequivocabile: sei centimetri.
Rick fissa la foto, il respiro che gli si blocca in gola per un istante. Poi, la disperazione si trasforma in un ghigno beffardo, una difesa disperata. "Ormai tutte le mie conoscenze mi hanno visto nudo oggi. E Connie ha scritto tutto sul tabellone. Chi se ne frega?"
Terry fa un passo avanti. Il suo sorriso è tagliente, sa di avere la vittoria in pugno. "Sì, ma non la tua direttrice. Di cui Taylor mi ha lasciato il numero."
L'effetto è immediato. Ogni goccia di sangue sembra abbandonare il volto di Rick. Sbianca, gli occhi che si spalancano in un orrore genuino. "No. Non potete farlo! Mi licenzierebbe! È una bigotta... è contraria ad atti osceni da parte dei dipendenti, anche in privato!"
Susie incrocia le braccia, guardandolo dall'alto in basso con un'espressione di puro divertimento. Il suo sguardo scivola sul suo corpo esposto, umiliato.
Susie, con voce tagliente e senza un briciolo di pietà, dice: "E allora, 'pisellino maleducato'? Vuoi che la tua direttrice veda questa foto? O accettare la tua punizione?"
Rick rimane in silenzio per alcuni secondi, il petto che si solleva e si abbassa in respiri affannosi. La lotta interiore è visibile nei suoi lineamenti tesi. La paura di perdere il lavoro, l'umiliazione pubblica definitiva, è più forte di tutto. Abbassa lo sguardo, la voce che esce come un sussurro roco, sconfitto.
Rick: "Mi avete fregato ancora, ma prima o poi mi vendicherò con tutte voi!"
La punizione inizia, Annabelle è la prima: sculaccione sul culo nudo di Rick, e lui che prima dice "AHIA!" e poi rassegnato e rabbioso ripete la frase umiliante. La scena si ripete con Susie, Carrie, Pilar, Terry, Margot, Thea, Grace, Angie e Goldie, ogni volta tra le risate e gli applausi delle donne.
Il ristorante del lido è ora immerso in un'atmosfera di umiliazione e piacere forzato. Rick, ancora nudo e con la pelle arrossata dalle sculacciate, siede poi a tavola con le cinque amiche. Il pranzo offerto da Thea e Margot è servito, ma l'attenzione è tutta sul suo corpo vulnerabile. Susie e Pilar, sedute ai suoi lati, iniziano a sfiorarlo con le dita leggere, tracciando linee sui suoi fianchi, sul culo, lungo l'interno coscia.
"Guarda come trema già," sussurra Pilar, le sue dita che strisciano verso il suo pene moscio. "Così piccolo quando è a riposo, vero? Solo sei centimetri... niente a che vedere con i venti di cui blateravi."
Dall'altro lato del tavolo, Annabelle, Carrie e Terry ridacchiano, allargando appena il decolleté dei loro costumi. Poi, sotto il tavolo, i loro piedi nudi iniziano a cercarlo. Un piede sfiora una coscia, un altro si insinua tra le sue gambe.
"Ti piace essere il nostro giocattolo, Rick?" chiede Terry, muovendo l'alluce in cerchi lenti sulle sue palle. "Dopo tutte le bugie che ci hai raccontato, ti meriti solo questo."
I piedi delle tre donne iniziano una gara silenziosa: uno massaggia le palle con movimenti esperti, un altro stringe delicatamente la base del suo pene, un terzo inizia a strofinare la punta. Il pene di Rick, sotto l'assalto simultaneo di mani e piedi, si risveglia contro la sua volontà. Si irrigidisce, crescendo fino a raggiungere la sua piena, misurata erezione di tredici centimetri. È duro, pulsante, e a fine pranzo una goccia di precum luccica sulla punta. I suoi gemiti si fanno più alti, i sospiri più profondi, mentre il suo corpo si inarca sulla sedia, completamente in balia delle loro manipolazioni. Ancora una volta, è a un passo dall’orgasmo. E ancora una volta, le cinque amiche, perfidamente, si fermano all’ultimo istante.
"Per favore..." ansima Rick, gli occhi vitrei dal piacere accumulato. "Non... non fermatevi ora... sono così vicino..."
"TE LO SCORDI!" cantano in coro le cinque voci, una melodia beffarda e crudele.
Pilar si sporge, il suo alito caldo sulla sua guancia. "Siamo noi a doverci divertire, tu sei in punizione fino a stasera!"
Rick rimane lì, tremante, il suo pene eretto e dolorosamente non soddisfatto che pulsa nel vuoto. Un'ondata di rabbia umiliata lo sommerge. Con uno scatto goffo, si alza di colpo: "Pagherete anche per questo!" ringhia, la voce roca dalla frustrazione. La sua rabbia è un fuoco che cerca di coprire la vergogna.
Senza degnare le risate e gli sguardi divertiti delle amiche di un'altra occhiata, si gira bruscamente e si dirige a passi svelti e rigidi verso il bagno del ristorante. Deve trovare un momento di tregua, un attimo per... per sistemare quella tensione insopportabile. Ma sull'uscio della porta del bagno, due figure familiari ed impeccabili bloccano il passaggio. Thea e Margot incrociano le braccia, i loro sorrisi professionali non nascondono una punta di divertito disprezzo.
Le due donne lo squadrano dall'alto in basso, i loro occhi scendono senza fretta sul suo corpo nudo e sulla sua erezione non risolta. Non dicono ancora una parola, ma la loro presenza è un muro.
"Fatemi passare," dice Rick, cercando di suonare deciso, "ho diritto di usare il bagno!"
Thea inclina appena la testa. "Certo, ma solo per i bisogni fisiologici... e tu lo vuoi usare per fare il maiale nel nostro locale!"
Margot annuisce, il suo sguardo glaciale. "Lo sai che non ti è permesso, questa è la giornata CFNM in tutto il lido, ristorante compreso!"
Rick protesta, un filo di disperazione nella voce. "Ma non è colpa mia, loro..."
Thea lo interrompe con ungesto netto della mano. "Niente scuse, le regole sono regole. Se vuoi venire devi chiedere il permesso a qualche donna presente, e lasciar fare a lei!"
Rick, ancora più frustrato e con l'erezione che pulsa dolorosamente, guarda le sue ex. La rabbia verso le sue amiche al tavolo è troppa. "Va bene, allora," dice, arrendendosi all'evidenza. "Thea, Margot, siete anche mie ex... potreste per favore..."
Margot scoppia in una risatina tagliente. "Assolutamente no, finalmente ci godiamo la giusta punizione per averci mollato, caro!"
Thea annuisce, un sorriso crudele sulle labbra. "E poi perché togliere il divertimento di giocare con quel bastoncino ad altre donne? Noi lo abbiamo già fatto a suo tempo... Avanti su, torna al tavolo!"
Prima che Rick possa reagire, entrambe si avvicinano. Con un movimento sincronizzato e deciso, gli danno uno sculaccione sonoro su ogni natica. Il colpo è secco, umiliante, e lo fa sobbalzare in avanti.
"Ahia! Ma..."
"Avanti, forza!" lo incalza Margot, dandogli un'altra leggera spinta.
Rick, con le chiappe che bruciano e il bisogno che lo divora, viene rispedito verso il tavolo principale. Alle sue spalle, le risa sadiche di Thea e Margot si mescolano al brusio del ristorante.
Torna sconsolato al tavolo, la testa bassa. L'umiliazione e la tensione fisica hanno eroso ogni ultimo briciolo di inibizione. Non può più resistere. Con voce bassa, piena di vergogna e bisogno, si rivolge alle cinque amiche che lo osservano con espressioni divertite e spietate.
"Ragazze, per favore... potreste..."
La risposta è immediata, un coro perfetto e tagliente che risuona come una sentenza: "TE LO SCORDI!"
Terry si sporge in avanti, il suo sorriso malizioso. "Abbiamo già giocato più volte in questo weekend col tuo amichetto."
Susie annuisce, indicando con un cenno del mento un altro tavolo poco distante. "Se vuoi, c'è chi ancora non lo ha fatto."
Rick segue la sua indicazione. Al tavolo accanto ci sono sempre Angie, Grace e soprattutto Goldie. La sua cotta del liceo, ancora più formosa di come la ricordava, con un décolleté generoso che sembra sfidarlo. Il rossore gli sale alle orecchie. Rivolgere quella richiesta a loro, ora, davanti alle sue amiche e le sue ex in cerca di umiliante vendetta, sarebbe l'umiliazione suprema.
"No," dice, scuotendo la testa, "è troppo umiliante, io..."
Non finisce la frase. Tutte e cinque le amiche si alzano in piedi, all'unisono, e con voce ferma e beffarda scandiscono di nuovo: "APPUNTO!"
Prima che Rick possa fare un passo indietro, le mani di tutte e cinque si posano su di lui. Non sono carezze. Sono spinte decise, sculacciate ritmate e dispettose che lo spingono verso il tavolo di Angie, Grace e Goldie. Rick inciampa, il volto rosso fuoco, il corpo teso per la vergogna e il bisogno fisico. Si ritrova in piedi davanti a loro, rassegnato e implorante.
"Angie... Grace... Goldie... per favore... potreste... ‘aiutarmi’?"
Grace, con un sorriso a metà tra il divertito e il crudele, scuote la testa. "Ma allora è vero quello che ha scritto Connie sul tabellone luminoso! Da 6 cm a 13 cm, anche se lavorandoci bene! Sai, si vede benissimo anche da qui!"
Angie fa un cenno di assenso con il mento, gli occhi che scrutano Rick dall’alto in basso. "Sì, ma ben lontano dai 20 cm di cui ti vantavi già al liceo, bugiardone!"
È Goldie a dare il colpo più basso, la sua voce è un miele velenoso mentre fissa Rick dritto negli occhi e strizzandosi le tette nella sua divisa scollata da hostess. "Quindi ti diventava così quando fissavi le mie tette a scuola, sognando di giocarci, porcellone?"
Rick apre la bocca, cerca di articolare una sillaba, una difesa, qualsiasi cosa. Un suono gutturale e incoerente gli esce dalla gola. Non fa in tempo.
La mano di Angie scatta in avanti, afferrando con decisione il suo membro. Le sue dita si stringono intorno alla base, poi iniziano a muoversi con un ritmo esperto, una frizione decisa che strappa a Rick un gemito soffocato. "Mmm, bello duro però..." sussurra Angie, avvicinando le labbra al suo orecchio. Il suo alito è caldo. "Anche se in formato ridotto rispetto alle tue bugie! Guarda, ti farei venire io, caro... ma perché togliere il divertimento anche alle altre?"
Si ferma di colpo. La mano si ritrae, lasciando il suo cazzo pulsante e solo nell’aria fredda del ristorante. Rick emette un lamento, un suono di pura frustrazione fisica. Poi, uno sculaccione secco e sonoro di Angie sulla sua natica lo fa sobbalzare in avanti, verso Grace.
Grace lo accoglie con uno sguardo di sfida. Afferra a sua volta il membro di Rick, le sue dita si posizionano proprio dove quelle di Angie si erano fermate. "Però Rick, che fine umiliante per chi si vantava di essere un dominatore..." dice, iniziando a strofinare la punta con il pollice, un movimento circolare che fa rabbrividire tutto il corpo di Rick. "Costretto a chiedere a chi volevi dominare di giocare col tuo pisellino! Potrei finirti io, con piacere... ma mi sembra giusto che ci pensi il tuo sogno proibito!"
Anche lei lo molla con un ultimo, sprezzante strusciamento del pollice sul frenulo. Poi, con uno sculaccione altrettanto deciso e sonoro, spinge Rick in avanti. Lui barcolla, nudo e vulnerabile, e finisce contro il tavolo, proprio davanti a Goldie.
Goldie non si scompone. Alza lo sguardo, i suoi occhi scuri lo trafiggono. Senza fretta, allunga una mano e afferra il suo pene, che è ormai un’asta di carne rossa, gonfia e lucida di precum. Le sue dita si chiudono intorno, iniziando una frizione lenta, inesorabile, molto più lenta di quella delle altre, ma infinitamente più intensa. "Povero Rick," sussurra, la voce carica di una falsa pietà. "Volevi scoparmi vantandoti di un randello, e adesso sei qui, nudo a mostrarmi un appena decente bastoncino e chiedermi di giocarci!"
Rick geme, il corpo scosso da un tremito incontrollabile. "Goldie, per favore... almeno tu..."
"Lo so, Rick..." taglia corto lei, il suo sorriso è una lama. "Ero il tuo sogno proibito... volevi vedermi nuda... e invece nudo ti vedo io... e tu nuda continuerai solo a sognarmi, ma senza vedermi mai!"
"Goldie, sto per..." la voce di Rick è un rantolo, un’ammissione di resa totale.
Goldie accelera bruscamente il movimento della mano. La frizione diventa rapida, implacabile, un pistone di carne e sudore. Rick emette un gemito strozzato, la schiena si inarca. Un ultimo, disperato sguardo verso Goldie, poi gli occhi si rovesciano all'indietro.
Un getto bianco e denso schizza violentemente dalla punta del suo cazzo, colpendo prima il tavolo, poi, con le scosse successive, la tovaglia e persino la gamba di Goldie. Lei non si tira indietro. Continua a pomparlo, estraendo fino all’ultima goccia di seme, mentre il corpo di Rick è scosso da spasmi incontrollati. Alla fine, quando il suo membro non è più che una cosa molle e tremante, Goldie lo lascia andare con un ultimo, sprezzante strusciamento delle dita.
Rick crolla su una sedia vuota lì vicino al tavolo, affannato, appagato e al tempo stesso umiliato e completamente svuotato. Le tre donne lo guardano sorridenti, i loro sguardi un misto di eccitazione e soddisfazione.
"Ecco," dice Angie, porgendo a Goldie un tovagliolo. "Il grande Rick, il dominatore. La prossima volta che pensi di vantarti, ricordati di questa lezione."
Goldie si alza, ignorando la macchia sui pantaloni. "La festa è finita. Rick, puoi andare. Grazie per i fuochi d’artificio."
Grace: "anche il tuo pisellino è tornato a casa, a quanto pare...non si vede quasi più!"
Risate generali, mentre Rick si rialza a fatica dalla sedia e torna dalle sue amiche, tra gli applausi ironici delle tre hostess, delle amiche stesse, e di Thea e Margot che dal bancone si sono godute la scena.
Il pranzo è finito, il pomeriggio è inoltrato. L'aria nel ristorante è stantia, satura degli odori del cibo e dell'umiliazione appena consumata. Le tre hostess, Grace, Angie e Goldie, si alzano per andarsene. Si avvicinano a Rick, ancora nudo e vulnerabile.
Grace, con un sorriso a trentadue denti: "Ciao Rick! È stato... istruttivo. Soprattutto la parte finale." I suoi occhi scendono brevemente tra le sue gambe.
Angie, annuendo con fare complice: "Eh sì. Una vera sorpresa, come si riduce tutto dopo lo spettacolo, no?" Fa un gesto con pollice e indice, indicando qualcosa di minuscolo.
Goldie, l'ultima, si limita a sollevare la mano in un saluto a palmo piatto, poi chiude le dita a eccezione del mignolo, che punta dritto verso il basso. "E’ stata una bella rimpatriata, Rick! Alla prossima, pisellino!" Le tre scoppiano a ridere e escono, lasciando il suono delle loro risate a echeggiare nella sala.
Poi tocca a Rick e alle sue cinque amiche. Si alzano, raccolgono le borse. Terry si avvicina al bancone dove Thea e Margot stanno già sparecchiando.
Terry: "Grazie per il pranzo, ragazze. È stato... memorabile."
Thea asciuga le mani su un canovaccio e si avvicina. Sorride. Margot si avvicina a sua volta, il suo sorriso è una lama affilata. Entrambe le ex di Rick lo guardano, e lui sente un brivido di ulteriore vergogna.
Thea: "È stato un piacere, Terry. Un vero spettacolo." Poi si volta verso Rick. "Ciao, Rick. Alla prossima, eh?" Invece di tendergli la mano, la sua si allunga veloce e afferra il suo membro floscio e umiliato, stringendo per un attimo con decisione.
Rick sussulta, un gemito strozzato gli esce dalle labbra.
Margot, senza perdere un attimo, fa lo stesso dall'altro lato, la sua presa è più fredda, quasi clinica. "Sì, Rick. Speriamo di rivederci presto. Magari quando avrai... ripreso un po' di forma." Le due donne scambiano un'occhiata carica di sarcasmo, poi rilasciano la loro presa simultaneamente, come se si stessero sbarazzando di qualcosa di appiccicoso.
Rick rimane lì, nudo, tremante, la vergogna che gli brucia la pelle più del sole pomeridiano. Incassa in silenzio, gli occhi fissi sul pavimento di legno.
Il caldo sole del lido nudista picchia sulla pelle di Rick, mentre lui è in piedi, completamente nudo e visibilmente agitato. Il maxischermo alle sue spalle continua a mostrare le sue misure, attirando sguardi divertiti e commenti sussurrati dalle donne in costume sparse per la spiaggia. Le sue cinque amiche sono sdraiate sui lettini, sorseggiando bevande fresche con espressioni di divertita superiorità.
Rick, con le mani che gli tremano per la rabbia repressa, punta un dito accusatorio verso Connie che si allontana ridacchiando. "Me la pagherai molto cara, Connie, giuro!" Poi si gira verso l'ombrellone, la voce rotta dall'umiliazione e dalla furia. "E voi! Tutta colpa vostra! Mi avete umiliato davanti a praticamente tutte le donne della città! Ieri davanti a sconosciute, e prima ancora con le mie cugine, poi con le colleghe, e ora... E per colpa vostra dovrò passare una settimana intera nudo in ufficio! Me la pagherete, giuro!"
Pilar alza un sopracciglio, posando il bicchiere con calma. "Ma smettila, Rick. Ci hai umiliato per mesi con i tuoi scherzetti imbarazzanti e quelle battute sessiste da quattro soldi. Per una volta che sei tu quello in imbarazzo, fai tutte queste storie?"
Terry si sistema gli occhiali da sole, un sorriso compiaciuto sulle labbra. "E poi, suvvia... tutte hanno potuto vedere che quando sei eccitato sei niente male. Perfettamente funzionale, direi."
Carrie scrolla le spalle, un gesto noncurante. "Se hai raccontato a tutte di essere superdotato, è colpa tua, Rick. Non era affatto necessario, andavi benissimo così com'eri."
Susie annuisce, tracciando un cerchio con un dito sulla sua coscia unta di crema. "Certo, sei centimetri a riposo sono... beh, pochini. Ma alle donne interessa che quando sei in tiro sei almeno nella media e in grado di farle godere. E tu lo sei, a quanto pare."
Annabelle scoppia a ridere, un suono chiaro e beffardo. "Dovresti ringraziarci, abbiamo fatto una buona pubblicità alle tue prestazioni... anche se a riposo, come adesso, è davvero divertente vederti con quel pisellino, mentre ti vantavi di avercelo enorme!"
Una risata generale si alza dalle cinque donne. Rick, che per un attimo si era quasi rilassato alle parole di Susie, si irrigidisce di nuovo, il volto che diventa cremisi. Si sente esposto, ridicolizzato, il suo membro flaccido che sembra rimpicciolirsi ulteriormente sotto gli sguardi divertiti.
Rassegnato, borbotta tra i denti e torna verso il suo lettino. Il suo corpo nudo sembra più piccolo, quasi contratto, sotto il peso dell'umiliazione. Si stende con un sospiro profondo, gli occhi chiusi contro il sole ancora caldo.
"Per fortuna questa giornata sta per finire!" mormora, più a se stesso che alle altre, la voce carica di stanchezza e rassegnazione.
Pilar, sdraiata sul lettino accanto, incrocia le gambe con un movimento lento e calcolato. Un sorriso sottile le sfiora le labbra. "Già. E anche la tua penitenza... sempre che tu non ti comporti male e subisca una punizione aggiuntiva."
Le cinque donne si scambiano uno sguardo. Un sorriso sadico, complice, si dipinge sui loro volti. È l'espressione di chi condivide un segreto, di chi ha già in mente qualcosa, qualcosa di più di una semplice umiliazione da spiaggia. L'aria intorno a loro sembra caricarsi di un'aspettativa maliziosa, mentre il sole continua a calare, tingendo il cielo di arancione.
Terry: "È ora di pranzo, e ho un certo appetito. Andiamo al ristorante del lido, su!"
Le altre quattro amiche condividono all'unisono e si alzano dai lettini con movimenti sinuosi, raccogliendo i loro parei. Rick scuote la testa, cercando di raggomitolarsi su se stesso.
Rick: "Io... io non ho fame, davvero. Resto qui."
Carrie lo guarda con finto sconcerto, le mani sui fianchi. "Non è possibile restare a digiuno tutto il giorno, Rick. Andiamo, su."
Prima che possa protestare ulteriormente, Susie e Annabelle gli sono addosso. Lo afferrano sottobraccio, sollevandolo di peso dal lettino con una forza sorprendente. La sua nudità è completamente esposta, un contrasto imbarazzante con i loro corpi coperti da stoffe leggere.
Rick: "Ehi! Lasciatemi! Cosa state facendo?!"
Pilar si avvicina con un sorriso sornione. Mentre le altre due, ridacchiando, iniziano a dargli una serie di sculacciate sonore sul sedere nudo, spingendolo in avanti, Pilar completa l'umiliazione. Si china leggermente e, con indice e pollice, afferra il suo pisello moscio, tirandolo con delicatezza ma fermezza. Rick sussulta, un brivido di vergogna e una fitta di imbarazzo che gli attraversa il corpo.
Pilar: "Su, su, Rick. Non fare il timido. Facciamo strada."
Lo tiene come se fosse un piccolo guinzaglio, tirandolo leggermente in avanti. Rick, con le braccia ancora strette dalle due amiche e il sedere che brucia per le sculacciate, cerca di divincolarsi, ma è inutile.
Rick: "Smettetela! Questo è troppo! Pagherete anche per questo, ve lo giuro!"
Le ragazze scoppiano a ridere, le loro risa argentine che si mescolano al rumore delle onde. Terry cammina davanti, voltandosi con un sorriso malizioso.
Terry: "Oh, Rick, stai facendo una scenata. Stai tranquillo, che al ristorante ti diamo qualcosa di buono...perchè, a giudicare da questo pisellino, sei nell’età dello sviluppo!"
Il corteo, tra le risate umilianti delle amiche, attraversa la spiaggia in direzione del ristorante. Passano accanto a gruppi di donne sotto gli ombrelloni, che interrompono le loro chiacchiere per osservare la scena. Qualcuna sussurra, qualcuna ride apertamente, puntando il dito. Battute imbarazzanti volano nell'aria.
"Guarda quello là, completamente in mano alle donne!"
"Poverino, sembra un cagnolino!"
"Beh, almeno si fa portare a spasso!"
Rick abbassa lo sguardo, il viso acceso dalla vergogna, mentre il corteo prosegue tra le risate delle sue amiche e quelle delle donne sotto gli ombrelloni.
Il gruppo arriva al ristorante del lido, un locale elegante con vista mare. Le porte a vetri si aprono su un interno fresco, ma per Rick è l'ingresso in un nuovo girone d'imbarazzo. Appena entrate, le amiche finalmente lo rilasciano. Lui, d'istinto, porta le mani a coprire il suo pacco, un gesto riflesso di pudore violato.
Susie, rapida come un serpente, gli assesta una sonora sculacciata sul sedere. Il suono schioccante risuona nel locale.
Susie: "Togli subito le mani dal tuo pisellino, Rick! Il ristorante fa parte del lido e quindi della giornata CFNM. Non ti è permesso coprirti!"
Rick sbuffa, esalando un respiro carico di frustrazione, e abbassa lentamente le braccia lungo i fianchi. Proprio in quel momento, dalle porte della cucina, emergono le due titolari. Sono due donne in impeccabile tenuta da chef bianca, con i capelli raccolti e sguardi penetranti. Si fermano, incrociano le braccia e, all'unisono, esclamano con voce stentorea: "Rick, ma sei davvero tu?"
Rick alza lo sguardo e il suo volto impallidisce, poi si tinge di un rosso acceso. Vorrebbe che il pavimento si aprisse e lo inghiottisse. Quelle sono Thea e Margot, le sue ex! Thea, tradita e mollata due anni fa. Margot, lasciata un anno fa allo stesso modo. Le due erano poi diventate amiche e socie in affari, unite anche dal desiderio di vendicarsi prima o poi del trattamento riservato loro da Rick.
Le due donne si avvicinano, i loro sguardi scendono senza vergogna sulla nudità di Rick, esaminandolo con un misto di disprezzo e divertito compiacimento.
Thea: "Sì, Margot, è proprio lui... si riconosce dal pisellino!"
Margot, annuendo con un sorriso sarcastico: "In effetti, oggi i bambini non sono ammessi al lido, quindi un pisellino da sei centimetri non può che essere il suo!"
Una nuova ondata di risate, più fragorose delle precedenti, si alza dal gruppo delle cinque amiche. Rick stringe i pugni ai fianchi, il suo corpo teso per l'umiliazione.
Rick, con voce stridula per l'imbarazzo: "Smettetela... non vi siete mai lamentate quando stavate con me!"
Thea alza un sopracciglio, un sorriso crudele le incurva le labbra: "Sì, perché in tiro diventi tutto sommato decente... anche se niente di indimenticabile!"
Margot fa spallucce, la sua voce è dolce ma il veleno è chiaro: "E poi noi siamo modeste... ci accontentiamo di poco!"
Le risate delle amiche di Rick si intensificano, godendosi ogni attimo di questa inaspettata vendetta. Poi Margot, con un gesto autoritario del braccio, indica un tavolo.
Margot: "Accomodatevi, ragazze, a quel tavolo lì... accanto a quelle tre hostess del lido accanto, là in pausa pranzo."
Rick, con voce bassa e disperata, alle sue amiche: "Per favore, non portatemi lì... mi vedranno altre tre sconosciute!"
Le sue proteste vengono ignorate. Le amiche afferrano le sue braccia, le loro dita si stringono sulla sua pelle nuda, e lo trascinano senza cerimonie verso il tavolo indicato. Le sue piante dei piedi scivolano leggermente sul pavimento lucido.
Terry, con un tono di voce teatrale e uno spietato sorriso stampato in volto, commenta: "Andiamo, Rick, ormai tre in più o in meno cosa cambia? E poi sicuramente sono persone che non hai mai visto in vita tua!"
Proprio mentre vengono pronunciate queste parole, il gruppo raggiunge il tavolo accanto a quello delle tre hostess. Le tre giovani donne, in uniforme azzurra del lido accanto, alzano lo sguardo quasi in sincronia dai loro piatti. I loro occhi si allargano, le bocche si dischiudono in un'espressione di incredulo riconoscimento.
Un coro perfetto, carico di sorpresa e di una certa malizia, si alza dal loro tavolo.
Le Tre Hostess: "Non è possibile... Rick?!"
Terry si volta lentamente verso Rick, il suo sorriso si fa ancora più ampio e crudele. Con un'esagerata scrollata di spalle e un tono finto-dispiaciuto, conclude la scena: "Ops, mi sa che mi sono sbagliata…"
Rick le guarda, una dopo l'altra, e un brivido di orrore gli percorre la schiena. Angie, Grace e Goldie. Tre ex compagne di liceo con cui già ai tempi si vantava di essere un superdotato e uno sciupafemmine, per far colpo , tre volti del passato che riemergono nel momento più terribile possibile. I suoi occhi si fermano su Goldie, su quella quinta di seno che un tempo lo faceva impazzire di desiderio mai ricambiato e ora sembra solo gonfiarsi per una risata soffocata.
Rick, la voce strozzata dall'imbarazzo: "Angie, Grace, Goldie... che ci fate qui?"
Angie, appoggiando un gomito sul tavolo con fare canzonatorio, lo squadra dalla testa ai piedi con un sorriso beffardo: "Siamo in servizio per un party privato al lido accanto, e ora siamo in pausa pranzo... tu piuttosto..." Fa una pausa drammatica, lasciando che lo sguardo scenda deliberatamente verso il suo pene floscio. "Dove hai lasciato il bazooka di cui ti vantavi tanto?"
Una nuova ondata di risate, fragorosa e unanime, esplode intorno a lui. Rick sente il calore del rossore salirgli fino alle orecchie.
Grace non si fa attendere, aggiungendo benzina sul fuoco con voce acuta e tagliente: "Evidentemente hai detto una bugia talmente grande sulle tue capacità da latin lover, che invece delle gambe ti si è accorciato il pisello!"
Le risate si fanno ancora più forti. Rick stringe i pugni, le unghie gli affondano nei palmi.
Goldie si sporge leggermente in avanti, il suo sguardo scivola su di lui con un misto di divertimento e di disprezzo. La sua voce è dolce, ma ogni parola è una lama.
Goldie: "Meno male che non ho mai accettato il tuo corteggiamento... sarebbe stata la delusione più grande della mia vita, credere di trovare un cobra e invece trovare un vermicello!"
Un altro coro di risate scuote l'aria. Pilar, con un sorriso da angelo, interviene presentando il loro gruppo alle nuove arrivate.
Pilar: "Piacere, ragazze, siamo le amiche di Rick: Pilar, Terry, Susie, Carrie e Annabelle. Ci stiamo godendo la giornata CFNM al lido... e lui è l'unico maschietto del lido... purtroppo la materia prima scarseggia."
Fa un gesto esplicito con pollice e indice, indicando qualcosa di minuscolo. Le risate raddoppiano di intensità.
Goldie annuisce, con un'espressione di finta comprensione.
Goldie: "Piacere, siamo Goldie, Grace e Angie, sue ex-compagne di liceo... che dopo 30 anni scoprono che lo stallone era in realtà un pony!"
Le risate generali si fanno ancora più fragorose. Rick è paonazzo, il volto una maschera di rabbia e vergogna. Non riesce più a sopportare.
Rick, la voce che trema per la rabbia repressa: "Sono un grower, ok?! La volete smettere, adesso?"
La reazione è immediata e unanime. Tutte le donne presenti, incluse Margot e Thea, le due proprietarie del ristorante che si sono avvicinate incuriosite, rispondono all'unisono, gridando con forza beffarda.
Tutte in coro: "ASSOLUTAMENTE NOOO!!!"
Le risate generali continuano, un muro di suono che lo trafigge. Rick non resiste più. La rabbia ribolle dentro di lui, superando ogni limite di controllo.
Rick, esplodendo: "FANCULO, SIETE TUTTE DELLE ZITELLE FRUSTRATE CHE MISURANO CAZZI!"
Un silenzio improvviso e gelido cade sul gruppo. Margot, la proprietaria, fa un passo avanti, il suo volto da sempre cordiale ora è rigido e severo.
Margot, con voce bassa e carica di autorità: "Come ti permetti? Nel mio ristorante non si insultano le clienti, e nemmeno le proprietarie!"
Carrie, una delle amiche di Rick, incrocia le braccia e lo fissa con uno sguardo che promette guai.
Carrie: "Rick, mi sa che ti sei appena meritato un'altra punizione. E questa volta te la meriti più severa."
Le parole di Carrie echeggiano nel silenzio improvviso. Tutti gli occhi sono puntati su Rick, che sente il peso delle sue parole e della sua rabbia precipitargli addosso come una pietra. Margot, la proprietaria, annuisce lentamente, confermando la sentenza.
Margot: "Esatto. Hai infranto le regole della giornata cfnm e insultato tutte noi. Una punizione è inevitabile."
Le donne si scambiano sguardi d'intesa. Rick ammutolisce, sente un brivido freddo percorrergli la schiena: è caduto ancora in un tranello teso dalle sue amiche!
Thea, con un tono che non ammette repliche, dice: "Se permettete, visto che è avvenuto nel nostro locale, decidiamo noi la punizione!"
Le amiche di Rick, con espressioni severe, rispondono in coro: "Ok."
Thea e Margot afferrano Rick per le braccia. Lui si divincola, protestando con voce strozzata. "Lasciatemi, smettetela! Cosa volete farmi?"
Le sue lotte sono inutili. Le loro mani sono ferme, esperte. Afferrano una corda e poi lo piegano senza sforzo apparente, costringendolo a chinarsi a novanta gradi sul tavolo di legno. La corda morde i suoi polsi.
Thea si china, avvicinando le labbra al suo orecchio. "Semplice. Ora ognuna di noi ti darà uno sculaccione. E tu dovrai chiedere scusa, dicendo: 'Scusatemi, sono un pisellino maleducato'."
Rick scuote la testa, il viso contratto dalla rabbia. "COSA? Ve lo scordate! Ora basta, sono stufo di queste umiliazioni!"
È allora che Carrie agisce. Con un movimento rapido, estrae lo smartphone dalla sua borsa. Lo schermo si illumina, catturando l'attenzione di tutti. Si avvicina a Rick, gli preme il telefono contro la guancia schiacciata sul tavolo, costringendolo a guardare.
Carrie, con voce gelida e soddisfatta, dice poi: "Rick, ti ricordo che questa fa il giro di tutte le tue conoscenze, se rifiuti!"
Sullo schermo, l'immagine è sempre la stessa di ieri sera, chiara, cruda. Rick è nudo, bloccato dalle donne. Le loro mani lo tengono fermo mentre un righello di plastica bianca viene appoggiato, con fredda precisione, contro il suo pene floscio. La misura è inequivocabile: sei centimetri.
Rick fissa la foto, il respiro che gli si blocca in gola per un istante. Poi, la disperazione si trasforma in un ghigno beffardo, una difesa disperata. "Ormai tutte le mie conoscenze mi hanno visto nudo oggi. E Connie ha scritto tutto sul tabellone. Chi se ne frega?"
Terry fa un passo avanti. Il suo sorriso è tagliente, sa di avere la vittoria in pugno. "Sì, ma non la tua direttrice. Di cui Taylor mi ha lasciato il numero."
L'effetto è immediato. Ogni goccia di sangue sembra abbandonare il volto di Rick. Sbianca, gli occhi che si spalancano in un orrore genuino. "No. Non potete farlo! Mi licenzierebbe! È una bigotta... è contraria ad atti osceni da parte dei dipendenti, anche in privato!"
Susie incrocia le braccia, guardandolo dall'alto in basso con un'espressione di puro divertimento. Il suo sguardo scivola sul suo corpo esposto, umiliato.
Susie, con voce tagliente e senza un briciolo di pietà, dice: "E allora, 'pisellino maleducato'? Vuoi che la tua direttrice veda questa foto? O accettare la tua punizione?"
Rick rimane in silenzio per alcuni secondi, il petto che si solleva e si abbassa in respiri affannosi. La lotta interiore è visibile nei suoi lineamenti tesi. La paura di perdere il lavoro, l'umiliazione pubblica definitiva, è più forte di tutto. Abbassa lo sguardo, la voce che esce come un sussurro roco, sconfitto.
Rick: "Mi avete fregato ancora, ma prima o poi mi vendicherò con tutte voi!"
La punizione inizia, Annabelle è la prima: sculaccione sul culo nudo di Rick, e lui che prima dice "AHIA!" e poi rassegnato e rabbioso ripete la frase umiliante. La scena si ripete con Susie, Carrie, Pilar, Terry, Margot, Thea, Grace, Angie e Goldie, ogni volta tra le risate e gli applausi delle donne.
Il ristorante del lido è ora immerso in un'atmosfera di umiliazione e piacere forzato. Rick, ancora nudo e con la pelle arrossata dalle sculacciate, siede poi a tavola con le cinque amiche. Il pranzo offerto da Thea e Margot è servito, ma l'attenzione è tutta sul suo corpo vulnerabile. Susie e Pilar, sedute ai suoi lati, iniziano a sfiorarlo con le dita leggere, tracciando linee sui suoi fianchi, sul culo, lungo l'interno coscia.
"Guarda come trema già," sussurra Pilar, le sue dita che strisciano verso il suo pene moscio. "Così piccolo quando è a riposo, vero? Solo sei centimetri... niente a che vedere con i venti di cui blateravi."
Dall'altro lato del tavolo, Annabelle, Carrie e Terry ridacchiano, allargando appena il decolleté dei loro costumi. Poi, sotto il tavolo, i loro piedi nudi iniziano a cercarlo. Un piede sfiora una coscia, un altro si insinua tra le sue gambe.
"Ti piace essere il nostro giocattolo, Rick?" chiede Terry, muovendo l'alluce in cerchi lenti sulle sue palle. "Dopo tutte le bugie che ci hai raccontato, ti meriti solo questo."
I piedi delle tre donne iniziano una gara silenziosa: uno massaggia le palle con movimenti esperti, un altro stringe delicatamente la base del suo pene, un terzo inizia a strofinare la punta. Il pene di Rick, sotto l'assalto simultaneo di mani e piedi, si risveglia contro la sua volontà. Si irrigidisce, crescendo fino a raggiungere la sua piena, misurata erezione di tredici centimetri. È duro, pulsante, e a fine pranzo una goccia di precum luccica sulla punta. I suoi gemiti si fanno più alti, i sospiri più profondi, mentre il suo corpo si inarca sulla sedia, completamente in balia delle loro manipolazioni. Ancora una volta, è a un passo dall’orgasmo. E ancora una volta, le cinque amiche, perfidamente, si fermano all’ultimo istante.
"Per favore..." ansima Rick, gli occhi vitrei dal piacere accumulato. "Non... non fermatevi ora... sono così vicino..."
"TE LO SCORDI!" cantano in coro le cinque voci, una melodia beffarda e crudele.
Pilar si sporge, il suo alito caldo sulla sua guancia. "Siamo noi a doverci divertire, tu sei in punizione fino a stasera!"
Rick rimane lì, tremante, il suo pene eretto e dolorosamente non soddisfatto che pulsa nel vuoto. Un'ondata di rabbia umiliata lo sommerge. Con uno scatto goffo, si alza di colpo: "Pagherete anche per questo!" ringhia, la voce roca dalla frustrazione. La sua rabbia è un fuoco che cerca di coprire la vergogna.
Senza degnare le risate e gli sguardi divertiti delle amiche di un'altra occhiata, si gira bruscamente e si dirige a passi svelti e rigidi verso il bagno del ristorante. Deve trovare un momento di tregua, un attimo per... per sistemare quella tensione insopportabile. Ma sull'uscio della porta del bagno, due figure familiari ed impeccabili bloccano il passaggio. Thea e Margot incrociano le braccia, i loro sorrisi professionali non nascondono una punta di divertito disprezzo.
Le due donne lo squadrano dall'alto in basso, i loro occhi scendono senza fretta sul suo corpo nudo e sulla sua erezione non risolta. Non dicono ancora una parola, ma la loro presenza è un muro.
"Fatemi passare," dice Rick, cercando di suonare deciso, "ho diritto di usare il bagno!"
Thea inclina appena la testa. "Certo, ma solo per i bisogni fisiologici... e tu lo vuoi usare per fare il maiale nel nostro locale!"
Margot annuisce, il suo sguardo glaciale. "Lo sai che non ti è permesso, questa è la giornata CFNM in tutto il lido, ristorante compreso!"
Rick protesta, un filo di disperazione nella voce. "Ma non è colpa mia, loro..."
Thea lo interrompe con ungesto netto della mano. "Niente scuse, le regole sono regole. Se vuoi venire devi chiedere il permesso a qualche donna presente, e lasciar fare a lei!"
Rick, ancora più frustrato e con l'erezione che pulsa dolorosamente, guarda le sue ex. La rabbia verso le sue amiche al tavolo è troppa. "Va bene, allora," dice, arrendendosi all'evidenza. "Thea, Margot, siete anche mie ex... potreste per favore..."
Margot scoppia in una risatina tagliente. "Assolutamente no, finalmente ci godiamo la giusta punizione per averci mollato, caro!"
Thea annuisce, un sorriso crudele sulle labbra. "E poi perché togliere il divertimento di giocare con quel bastoncino ad altre donne? Noi lo abbiamo già fatto a suo tempo... Avanti su, torna al tavolo!"
Prima che Rick possa reagire, entrambe si avvicinano. Con un movimento sincronizzato e deciso, gli danno uno sculaccione sonoro su ogni natica. Il colpo è secco, umiliante, e lo fa sobbalzare in avanti.
"Ahia! Ma..."
"Avanti, forza!" lo incalza Margot, dandogli un'altra leggera spinta.
Rick, con le chiappe che bruciano e il bisogno che lo divora, viene rispedito verso il tavolo principale. Alle sue spalle, le risa sadiche di Thea e Margot si mescolano al brusio del ristorante.
Torna sconsolato al tavolo, la testa bassa. L'umiliazione e la tensione fisica hanno eroso ogni ultimo briciolo di inibizione. Non può più resistere. Con voce bassa, piena di vergogna e bisogno, si rivolge alle cinque amiche che lo osservano con espressioni divertite e spietate.
"Ragazze, per favore... potreste..."
La risposta è immediata, un coro perfetto e tagliente che risuona come una sentenza: "TE LO SCORDI!"
Terry si sporge in avanti, il suo sorriso malizioso. "Abbiamo già giocato più volte in questo weekend col tuo amichetto."
Susie annuisce, indicando con un cenno del mento un altro tavolo poco distante. "Se vuoi, c'è chi ancora non lo ha fatto."
Rick segue la sua indicazione. Al tavolo accanto ci sono sempre Angie, Grace e soprattutto Goldie. La sua cotta del liceo, ancora più formosa di come la ricordava, con un décolleté generoso che sembra sfidarlo. Il rossore gli sale alle orecchie. Rivolgere quella richiesta a loro, ora, davanti alle sue amiche e le sue ex in cerca di umiliante vendetta, sarebbe l'umiliazione suprema.
"No," dice, scuotendo la testa, "è troppo umiliante, io..."
Non finisce la frase. Tutte e cinque le amiche si alzano in piedi, all'unisono, e con voce ferma e beffarda scandiscono di nuovo: "APPUNTO!"
Prima che Rick possa fare un passo indietro, le mani di tutte e cinque si posano su di lui. Non sono carezze. Sono spinte decise, sculacciate ritmate e dispettose che lo spingono verso il tavolo di Angie, Grace e Goldie. Rick inciampa, il volto rosso fuoco, il corpo teso per la vergogna e il bisogno fisico. Si ritrova in piedi davanti a loro, rassegnato e implorante.
"Angie... Grace... Goldie... per favore... potreste... ‘aiutarmi’?"
Grace, con un sorriso a metà tra il divertito e il crudele, scuote la testa. "Ma allora è vero quello che ha scritto Connie sul tabellone luminoso! Da 6 cm a 13 cm, anche se lavorandoci bene! Sai, si vede benissimo anche da qui!"
Angie fa un cenno di assenso con il mento, gli occhi che scrutano Rick dall’alto in basso. "Sì, ma ben lontano dai 20 cm di cui ti vantavi già al liceo, bugiardone!"
È Goldie a dare il colpo più basso, la sua voce è un miele velenoso mentre fissa Rick dritto negli occhi e strizzandosi le tette nella sua divisa scollata da hostess. "Quindi ti diventava così quando fissavi le mie tette a scuola, sognando di giocarci, porcellone?"
Rick apre la bocca, cerca di articolare una sillaba, una difesa, qualsiasi cosa. Un suono gutturale e incoerente gli esce dalla gola. Non fa in tempo.
La mano di Angie scatta in avanti, afferrando con decisione il suo membro. Le sue dita si stringono intorno alla base, poi iniziano a muoversi con un ritmo esperto, una frizione decisa che strappa a Rick un gemito soffocato. "Mmm, bello duro però..." sussurra Angie, avvicinando le labbra al suo orecchio. Il suo alito è caldo. "Anche se in formato ridotto rispetto alle tue bugie! Guarda, ti farei venire io, caro... ma perché togliere il divertimento anche alle altre?"
Si ferma di colpo. La mano si ritrae, lasciando il suo cazzo pulsante e solo nell’aria fredda del ristorante. Rick emette un lamento, un suono di pura frustrazione fisica. Poi, uno sculaccione secco e sonoro di Angie sulla sua natica lo fa sobbalzare in avanti, verso Grace.
Grace lo accoglie con uno sguardo di sfida. Afferra a sua volta il membro di Rick, le sue dita si posizionano proprio dove quelle di Angie si erano fermate. "Però Rick, che fine umiliante per chi si vantava di essere un dominatore..." dice, iniziando a strofinare la punta con il pollice, un movimento circolare che fa rabbrividire tutto il corpo di Rick. "Costretto a chiedere a chi volevi dominare di giocare col tuo pisellino! Potrei finirti io, con piacere... ma mi sembra giusto che ci pensi il tuo sogno proibito!"
Anche lei lo molla con un ultimo, sprezzante strusciamento del pollice sul frenulo. Poi, con uno sculaccione altrettanto deciso e sonoro, spinge Rick in avanti. Lui barcolla, nudo e vulnerabile, e finisce contro il tavolo, proprio davanti a Goldie.
Goldie non si scompone. Alza lo sguardo, i suoi occhi scuri lo trafiggono. Senza fretta, allunga una mano e afferra il suo pene, che è ormai un’asta di carne rossa, gonfia e lucida di precum. Le sue dita si chiudono intorno, iniziando una frizione lenta, inesorabile, molto più lenta di quella delle altre, ma infinitamente più intensa. "Povero Rick," sussurra, la voce carica di una falsa pietà. "Volevi scoparmi vantandoti di un randello, e adesso sei qui, nudo a mostrarmi un appena decente bastoncino e chiedermi di giocarci!"
Rick geme, il corpo scosso da un tremito incontrollabile. "Goldie, per favore... almeno tu..."
"Lo so, Rick..." taglia corto lei, il suo sorriso è una lama. "Ero il tuo sogno proibito... volevi vedermi nuda... e invece nudo ti vedo io... e tu nuda continuerai solo a sognarmi, ma senza vedermi mai!"
"Goldie, sto per..." la voce di Rick è un rantolo, un’ammissione di resa totale.
Goldie accelera bruscamente il movimento della mano. La frizione diventa rapida, implacabile, un pistone di carne e sudore. Rick emette un gemito strozzato, la schiena si inarca. Un ultimo, disperato sguardo verso Goldie, poi gli occhi si rovesciano all'indietro.
Un getto bianco e denso schizza violentemente dalla punta del suo cazzo, colpendo prima il tavolo, poi, con le scosse successive, la tovaglia e persino la gamba di Goldie. Lei non si tira indietro. Continua a pomparlo, estraendo fino all’ultima goccia di seme, mentre il corpo di Rick è scosso da spasmi incontrollati. Alla fine, quando il suo membro non è più che una cosa molle e tremante, Goldie lo lascia andare con un ultimo, sprezzante strusciamento delle dita.
Rick crolla su una sedia vuota lì vicino al tavolo, affannato, appagato e al tempo stesso umiliato e completamente svuotato. Le tre donne lo guardano sorridenti, i loro sguardi un misto di eccitazione e soddisfazione.
"Ecco," dice Angie, porgendo a Goldie un tovagliolo. "Il grande Rick, il dominatore. La prossima volta che pensi di vantarti, ricordati di questa lezione."
Goldie si alza, ignorando la macchia sui pantaloni. "La festa è finita. Rick, puoi andare. Grazie per i fuochi d’artificio."
Grace: "anche il tuo pisellino è tornato a casa, a quanto pare...non si vede quasi più!"
Risate generali, mentre Rick si rialza a fatica dalla sedia e torna dalle sue amiche, tra gli applausi ironici delle tre hostess, delle amiche stesse, e di Thea e Margot che dal bancone si sono godute la scena.
Il pranzo è finito, il pomeriggio è inoltrato. L'aria nel ristorante è stantia, satura degli odori del cibo e dell'umiliazione appena consumata. Le tre hostess, Grace, Angie e Goldie, si alzano per andarsene. Si avvicinano a Rick, ancora nudo e vulnerabile.
Grace, con un sorriso a trentadue denti: "Ciao Rick! È stato... istruttivo. Soprattutto la parte finale." I suoi occhi scendono brevemente tra le sue gambe.
Angie, annuendo con fare complice: "Eh sì. Una vera sorpresa, come si riduce tutto dopo lo spettacolo, no?" Fa un gesto con pollice e indice, indicando qualcosa di minuscolo.
Goldie, l'ultima, si limita a sollevare la mano in un saluto a palmo piatto, poi chiude le dita a eccezione del mignolo, che punta dritto verso il basso. "E’ stata una bella rimpatriata, Rick! Alla prossima, pisellino!" Le tre scoppiano a ridere e escono, lasciando il suono delle loro risate a echeggiare nella sala.
Poi tocca a Rick e alle sue cinque amiche. Si alzano, raccolgono le borse. Terry si avvicina al bancone dove Thea e Margot stanno già sparecchiando.
Terry: "Grazie per il pranzo, ragazze. È stato... memorabile."
Thea asciuga le mani su un canovaccio e si avvicina. Sorride. Margot si avvicina a sua volta, il suo sorriso è una lama affilata. Entrambe le ex di Rick lo guardano, e lui sente un brivido di ulteriore vergogna.
Thea: "È stato un piacere, Terry. Un vero spettacolo." Poi si volta verso Rick. "Ciao, Rick. Alla prossima, eh?" Invece di tendergli la mano, la sua si allunga veloce e afferra il suo membro floscio e umiliato, stringendo per un attimo con decisione.
Rick sussulta, un gemito strozzato gli esce dalle labbra.
Margot, senza perdere un attimo, fa lo stesso dall'altro lato, la sua presa è più fredda, quasi clinica. "Sì, Rick. Speriamo di rivederci presto. Magari quando avrai... ripreso un po' di forma." Le due donne scambiano un'occhiata carica di sarcasmo, poi rilasciano la loro presa simultaneamente, come se si stessero sbarazzando di qualcosa di appiccicoso.
Rick rimane lì, nudo, tremante, la vergogna che gli brucia la pelle più del sole pomeridiano. Incassa in silenzio, gli occhi fissi sul pavimento di legno.
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Re: THE LITTLE SECRET OF THE BIG BRAGGART
12-FINE DEL WEEKEND, MA LA SITUAZIONE SI RIBALTA
Il gruppo si trova sul marciapiede fuori dal ristorante. Il sole è ancora alto ma inizia a tingersi d'oro, proiettando lunghe ombre.
Rick, la voce tesa e fremente: "Direi che... direi che mi avete umiliato abbastanza anche per oggi. Il lido sta per chiudere. Torniamo a casa di Pilar, così... così mi ridate finalmente i miei vestiti!"
Pilar si sporge in avanti, le mani appoggiate sui fianchi. Il suo volto è un quadro di serafica, maliziosa innocenza. La luce del sole pomeridiano le illumina i capelli, creando un alone quasi angelico in stridente contrasto con le sue parole.
Pilar, con un tono dolce e ragionevole: "Quanta fretta, Rick... che ansia. Li riavrai, stasera. Questo è certo. Se non ti meriterai altre punizioni, ovviamente. Ma per ora..." Fa una pausa teatrale, guardando il cielo. "...è ancora un bel pomeriggio! C'è ancora luce."
Rick fissa lei, poi lo sguardo gli corre sulle altre: Terry, Susie, Annabelle, Carrie. Ogni viso è uno specchio che riflette lo stesso, identico sorriso sadico, un'espressione di puro, compiaciuto divertimento. Non è finita.
Rick, la voce un lamento strozzato: "Che avete in mente, ancora?"
Pilar si volta, il suo pareo color zaffiro che svolazza leggermente. Il suo tono è dolce, quasi materno, ma gli occhi brillano di un divertimento crudele. "Per ora solo una bella passeggiata fino a casa mia... abbiamo tutti bisogno di una bella doccia e di vestirci per la serata..." Fa una pausa, lasciando che le parole si depositino. "...beh, vestirci noi, ovviamente. Tu sei già pronto!"
Una risata generale, acuta e beffarda, si alza dalle sue amiche. Rick impallidisce, poi arrossisce violentemente.
Rick, protestando: "Cosa? Ancora nudo in giro? Non ne posso più!"
Tutte, in un coro perfetto e sarcastico, urlano: "SIIIIII!!!" Le mani di Terry e Susie si stringono intorno ai suoi polsi, strappandogli via le braccia dal corpo. Lo trascinano fuori dal cancello del ristorante, verso l'uscita principale del lido.
All'uscita, Connie si raddrizza. "Ciao ragazze! È stato un vero piacere... anche perché senza di voi non sarebbe stata una vera domenica CFNM, visto che avete portato Rick, che era l'unico maschio in spiaggia."
Pilar lancia un'occhiata sprezzante verso Rick, che sta cercando goffamente di coprirsi di nuovo. "Maschio, si fa per dire...maschietto, caso mai!" dice, indicando con un cenno del mento il suo pene floscio e umiliato. Nuove risate, ancora più sonore, squarciano l'aria. Rick china la testa, gli occhi fissi sull'asfalto caldo, il rossore che gli brucia le orecchie e il collo.
Le cinque donne, dopo aver salutato Connie con cenni e sorrisi, escono finalmente dal cancello del lido. Sono in tenuta balneare, ma coperte da leggeri pareo che ne attenuano le forme. Rick, al centro del gruppo, è nudo come un verme. La luce del tardo pomeriggio sembra accanirsi sulla sua pelle pallida.
"Ci sono due chilometri da fare," dice Annabelle, con falsa nonchalance. "A piedi, come all'andata."
Rick la guarda, gli occhi che supplicano. "Per favore... un asciugamano. Qualcosa. Vi prego."
Carrie scuote la testa, il suo sorriso è una lama. "Assolutamente no. Le regole sono chiare."
Così, si incamminano. Rick procede a testa bassa, le mani serrate a coppa sull'inguine, il corpo contratto in una posa di vergogna totale. Cerca di nascondersi dietro la schiena di Pilar o di Susie, usando le loro figure come scudi viventi ogni volta che un'auto si avvicina o che un pedone appare in lontananza sul marciapiede.
Le amiche, però, trovano la cosa esilarante. Ogni volta che incrociano una donna, specialmente se giovane, scattano come un meccanismo perfetto. Terry, con un movimento rapido, afferra il braccio destro di Rick. Carrie fa lo stesso con il sinistro. Glieli allargano con forza, esponendo completamente il suo pacco floscio all'aria e allo sguardo della passante.
"Ma smettetela!" sibila Rick, cercando di divincolarsi, ma la sua forza è nulla contro la loro determinazione. La sua pelle diventa di un rosso sempre più acceso, una macchia di vergogna che parte dal viso e si diffonde sul petto. Le risatine soffocate delle donne che incrociano, i loro sguardi rapidi e curiosi, lo trafiggono più di uno spillo.
Pilar, camminando davanti a lui, si volta con un sorriso angelico. "Stai facendo una passeggiata, Rick. Rilassati. Goditi l'aria." Poi, vedendo un gruppo di ragazze che si avvicina, fa un cenno alle altre. "A destra, signore."
In un attimo, le cinque si spostano tutte insieme verso il bordo del marciapiede, lasciando Rick completamente solo, nudo e immobile, sotto gli occhi sorpresi e divertiti delle giovani donne. Lui cerca di girarsi, di coprirsi con le mani che finalmente ha libere, ma è troppo tardi. Le loro risate, chiare e squillanti, lo raggiungono come una raffica di proiettili. Una di loro, una bionda con gli occhiali da sole, non riesce a trattenere un commento: "Beh, guarda che coraggio ostentare quel gamberetto! Non fa nemmeno freddo, eh?" Il gruppo delle amiche ride a sua volta, godendosi ogni istante della sua umiliazione.
Finalmente il gruppo arriva al portone di casa di Pilar. Lo varcano, prendono l'ascensore ed entrano finalmente nell'appartamento. Rick si sente un po’ più al sicuro anche se è ancora nudo.
Pilar dice: "È il momento di farsi tutti una bella doccia." Poi guarda Rick: "Anche stavolta sarai tu il primo ad andare in bagno, ma sbrigati perché è quasi sera!"
Rick sbuffando va in bagno e cerca di fare il prima possibile. La doccia che trova è fredda, anche se la cosa non gli dispiace dopo il bagno di sudore per la lunga camminata di sole e vergogna, con conseguente rimpicciolimento ulteriore del suo pisello. Dopo un po' ne esce ricomposto e ripulito, asciugandosi col solito minuscolo asciugamano da lasciare inevitabilmente in bagno perché troppo piccolo per coprirsi.
Le cinque scoppiano a ridere. Pilar esclama: "Ops, avevo dimenticato di accendere la caldaia, che sbadata! Ho fatto fuggire il pisellino di Rick!"
Terry aggiunge: "Ma guardalo, sembra un bocciolo di rosa dopo il gelo!"
Susie ride: "Neanche umido fa volume!"
Carrie commenta: "Forse dovremmo cercarlo con una lente d'ingrandimento."
Annabelle conclude: "Povero Rick, ormai è diventato osservabile solo al microscopio!"
Rick sbuffando: "Ma non vi siete ancora scocciate di ripetere le stesse battute?"
Tutte in coro: "NOOOOOOO!"
Risate generali, Rick ormai rassegnato attende di sapere come si concluderà questo infinito weekend di umiliazioni.
Una dopo l'altra, le cinque vanno in bagno e poi nella camera da letto, uscendone trasformate. Indossano abiti succinti ed eleganti, che mettono in risalto le loro curve. Tacchi alti, scollature profonde, tessuti che luccicano alla luce morente. Sono pronte per una serata fuori.
Rick balza in piedi, gli occhi sgranati dalla costernazione. "Perché siete vestite così? Non voglio uscire di nuovo nudo! Rivoglio i miei vestiti!"
Annabelle si avvicina, il suo sorriso è una lama di ghiaccio avvolta in velluto. "Rick, non fare così... Prima di riavere i tuoi vestiti c'è da fare un ultimo brindisi a questo indimenticabile weekend! Siete tutti miei ospiti, al mio bar qui sotto: oggi è domenica e sono chiusa, ma lo apro solo per noi... e per pochi altri!"
Le parole "pochi altri" echeggiano nella stanza come un colpo di pistola. Rick sobbalza. "Cosa intendi per pochi altri? Altra gente mi vedrà in questo stato? Non voglio!"
Pilar e Terry gli afferrano le braccia, le loro dita che si stringono sulla sua pelle nuda. Pilar sibila: "Basta proteste, se no scatta una nuova punizione! Non sei in grado di opporti, andiamo giù!"
Susie e Carrie si posizionano dietro di lui. Senza preavviso, le loro palme colpiscono con forza le sue natiche in un rapido susseguirsi di sculacciate sonore. Clap! Clap! Clap! Il suono risuona nella stanza.
"Ahia! Smettetela!" protesta Rick, ma viene spinto in avanti dalle mani che continuano a colpire e spingere.
Il gruppo esce dall'appartamento. Prendono di nuovo l'ascensore, lo spazio ristretto riempito dal profumo delle donne e dal suo imbarazzo bruciante. Escono dal portone e si dirigono verso il bar di Annabelle. Lei si avvicina alla serranda, la tira su con un rumore metallico, ma lascia esposto il cartello "Chiuso, non disturbare".
Annabelle: "Accomodatevi pure, ragazze. Anche tu, Rick..."
Accende tutto e prepara velocemente un’apericena: taglieri con salumi e formaggi, olive, bruschette. Si siede infine con loro, sorseggiando un bicchiere di vino. Rick, seduto goffamente su uno sgabello alto, inizia a rilassarsi. Un sospiro di sollievo gli sfugge. Finalmente. La serata è finita. Tra poco riavrà i suoi vestiti e potrà tornare a casa, a dimenticare questa umiliazione.
Pilar, alzando il bicchiere: "Allora, facciamo questo brindisi di fine weekend?"
Terry, con un sorriso a trentadue denti, indica il bancone: "Rick, prendi la bottiglia che ha lasciato Annabelle lì e completa la tua serata al nostro servizio. Servi da bere a tutti!"
Susie scoppia a ridere: "Giusto! Hai iniziato da cameriere nudo e finisci da cameriere nudo!"
Carrie fa tintinnare il ghiaccio nel suo bicchiere, il suo sguardo è un misto di divertimento e crudeltà: "Ma stavolta brinda con noi... alla fine della tua punizione!"
Rick, ancora completamente nudo, si alza dallo sgabello. Ormai ha superato ogni vergogna; non si copre più nemmeno con le mani. Un profondo, rassegnato sbuffo gli esce dalle narici mentre si avvicina al bancone.
Rick: "Va bene, va bene... L'importante è che sia finito questo supplizio."
La sua mano si protende verso la bottiglia di prosecco lasciata sul bancone. Ma proprio mentre le sue dita stanno per stringersi sul collo del vetro freddo, la voce calma e ferma di Annabelle lo blocca.
Annabelle: "Rick, un attimo... Aspettiamo gli ospiti per brindare tutti assieme."
Rick si irrigidisce di colpo. La schiena gli si inarca, le spalle si tendono. Si volta di scatto verso di lei, gli occhi che si spalancano in un'improvvisa, nuova ondata di panico.
Rick, con voce che trema: "Cosa? Che ospiti? Altra gente che mi vedrà nudo?"
Annabelle sorseggia il suo vino, un sorriso enigmatico sulle labbra.
Annabelle: "Non proprio, diciamo che è gente che avrà un dejavu."
Rick fissa lei, poi le altre ragazze che osservano la scena con occhi brillanti. Non capisce. Cerca di elaborare quelle parole, ma la sua mente è annebbiata dall'ansia. Cosa intende? Che dejavu? Il silenzio nel bar è rotto solo dal ticchettio dell'orologio a muro. Poi, improvvisa, netta, la risposta arriva dal vetro opacizzato della porta.
Toc. Toc. Toc.
Un suono secco, quasi cerimonioso. Rick sobbalza come se fosse stato colpito da una scossa elettrica. Tutto il suo corpo nudo si contrae, la pelle d'oca che gli solca la schiena e le braccia. Il suo sguardo si sposta, terrorizzato, verso la sagoma indistinta che si intravede dietro il vetro della porta.
Rick: Un sussurro strozzato "No… Non aprite, per favore..."
Annabelle, invece, si alza con grazia. Un ultimo sorriso rivolto a Rick, carico di un significato che lui non osa comprendere.
Annabelle: "Eccoli. Gli ospiti d'onore per il tuo brindisi di... liberazione."
La porta del bar di Annabelle si spalanca, e un'ondata di risatine e sguardi pungenti invade il locale. Rick, ancora nudo come un verme, sente il sangue gelarsi nelle vene mentre una processione di volti familiari, ognuno segnato dal ricordo fresco della sua umiliazione, varca la soglia. Le sue quattro colleghe entrano per prime.
Molly, con un sorriso finto: "Rick! Meno male, ci fai rivedere il tuo "attrezzo da lavoro". Non deludi mai... si fa per dire."
Fanny, gli occhi che lo scansionano dall'alto in basso con disprezzo: "Guarda, è ancora più piccolo qui dentro. La luce deve essere sfavorevole."
Nancy, con un'espressione tra il dispiaciuto e il sarcastico: "Per anni avevo immaginato... di più. Molto di più."
Taylor, la nemica giurata, ridacchiando apertamente: "E pensare che ti vantavi con tutte! Tutto fumo e niente arrosto."
Dietro di loro, entrano i suoi corteggiamenti andati in fumo nel weekend.
Agatha, la vigilessa sua vicina, incrociando le braccia: "Il permesso di sosta è revocato, Rick? Quello delle mutande, intendo."
Morgana, l’altra vigilessa sua vicina, fa un gesto con le dita: "Venti centimetri, eh? Forse sommando tutte le volte che ti ho visto da ieri!"
Connie, la bagnina, sospira: "E io che temevo annegassi in acque profonde...per il troppo peso!"
Geena, la barista, con un sorriso: "Per un caffè ristretto ci sta, ma per il resto...no comment!"
Georgia e Lorraine, le segretarie della palestra, ridono in coro: "Abbiamo visto attrezzi più impressionanti... nello spogliatoio delle signore!"
Ogni donna si accomoda, mescolandosi alle amiche di Rick. Il cerchio si stringe attorno a lui, nudo e tremante. Annabelle, con un cenno autoritario, indica i bicchieri ancora da riempire.
Annabelle, con voce dolce ma tagliente: "Allora, Rick, sei il nostro cameriere speciale. Non stare lì impalato come il tuo piccolo amico in basso. Versa da bere a tutte. E stavolta... brinderai anche tu. Alziamo i calici alla fine di una punizione... esemplare."
Rick, con le guance in fiamme, afferra la bottiglia con mani malferme. Il suono del vino che scorre nei bicchieri è l'unico rumore nella stanza, rotto solo dai sussurri e dalle risatine soffocate delle donne che lo osservano, assetate della sua ultima, totale sottomissione.
Pilar, con un sorriso trionfante: "Brindiamo allora! Alla fine di questo bellissimo weekend, ma anche alla fine dei tuoi atteggiamenti da maschilista, Rick!"
Terry, ridacchiando e alzando a sua volta il bicchiere: "E alla verità finalmente svelata! Addio al mito del cobra, benvenuto a questo vermicello!"
Susie, facendo l'occhiolino: "Suvvia, però... siamo oneste. In tiro è decente, e spara anche parecchio, quando gli si dà una mano!"
Carrie, annuendo con fare sarcastico: "Certo, ma tredici centimetri non sono venti, come andava blaterando lui!"
Annabelle, la voce calma e letale come un bisturi, conclude il brindisi: "E a riposo... beh, restano pur sempre sei centimetri. Quindi, facendo due conti, hai collezionato sette due di picche questo weekend. Uno in più dei centimetri del tuo pisellino a riposo!"
Una risata generale, fragorosa e liberatoria, esplode nel bar, travolgendo Rick. Lui, rosso come un peperone, stringe il bicchiere così forte da rischiare di spezzarlo.
Rick, con voce strozzata dall'umiliazione e dalla rabbia: "Ora basta! Il weekend è finito! Rivoglio i miei vestiti... e giuro, giuro che prima o poi me la pagherete tutte!"
Taylor si alza, avvicinandosi a Rick con l'andatura sinuosa di un predatore. Le sue compagne di ufficio la seguono con lo sguardo, compiaciute.
Taylor, con voce melliflua: "È vero, Rick, il weekend finisce qui... ma ti ricordo che ti aspetta una settimana intera in ufficio. Agli ordini miei, di Molly, di Nancy e di Fanny... Ovviamente, indosserai la stessa... divisa di oggi."
Molly, Nancy e Fanny, in perfetto coro, scandiscono con lei e ridendo: "Una settimana TUTTO NUDO!"
Una nuova ondata di risate, sadiche e liberatorie, si alza dalle donne presenti, travolgendo Rick. Lui impallidisce, poi arrossisce violentemente, immaginandosi già esposto in quell'ambiente di lavoro dove ha tanto millantato.
Rick, la voce che trema: "Andiamo, non direte sul serio? Lo sapete benissimo che non è possibile! La direttrice, anche se rientrerà solo tra una settimana, lo verrebbe a sapere comunque, e io sarei licenziato anche se non le inviaste la foto!"
Fanny, con un sorriso glaciale: "Abbiamo pensato anche a questo, caro. Ti risparmieremo di avere a che fare con i clienti esterni. E per quel che riguarda il personale... si sa che i cellulari vanno lasciati negli armadietti. Quindi, nessuno potrà documentare nulla."
Nancy, annuendo: "Anche al lido e al Red Moon erano vietati i cellulari. Nessuno ha prove di ciò che è successo finora. Quindi nessuno può girarle alla direttrice."
Molly, estraendo il suo telefono e posandolo sul tavolo mostrando lo schermo con la foto compromettente: "Tranne io e Carrie, ovviamente. E se ti sottrarrai... la gireremo noi alla direttrice. Questa foto con tanto di dettagli…" Anche Carrie, con fare sadico e divertito, estrae il suo cellulare e lo posa accanto a quello di Molly, mostrando la stessa foto e raddoppiando l’imbarazzo di Rick.
Rick si sente le pareti stringersi attorno, una trappola perfetta. Cerca disperatamente un appiglio.
Rick, con un filo di voce: "Ma le stagiste... non hanno un loro armadietto. Potrebbero filmare... E poi in pausa pranzo, alla mensa, si possono usare i cellulari, e ci sono le colleghe degli altri reparti...
Taylor, tagliando corto con aria di superiorità: "Ci ho pensato io. Le stagiste lasceranno i cellulari nel mio armadietto. Sicuramente accetteranno... in cambio di poterti vedere nudo e prendersi una bella rivincita su di te. Dopo tutto, volevi scopartele millantando un pisello il triplo della tua triste realtà."
Fanny, incrociando le braccia con soddisfazione: "E per quanto riguarda la mensa, ho già provveduto. Farò mettere un cartello alla responsabile di sala: ‘Per tutta la settimana sono vietati i cellulari. Per i trasgressori, multe salatissime. Firmato: La Direzione’. Le colleghe si limiteranno a farsi due risate scoprendo che il tuo cobra non è di 20 cm ma di 6 a riposo e 13 in tiro, che poi in totale fa 19… in fondo hai mentito solo di un centimetro, no?!". Risate generali a crepapelle.
La rassegnazione sul volto di Rick si congela, poi si incrina, trasformandosi in un'ondata di rabbia cieca. Gli occhi gli cadono sui due cellulari, quelli di Molly e Carrie, abbandonati sul tavolo. In un attimo, prima che qualcuno possa reagire, la sua mano scatta in avanti, afferrando i due dispositivi.
Rick, ringhiando: "Basta così!"
Con un balzo, si lancia verso la porta d'ingresso, ignorando il suo stato di nudità. Le donne urlano, sorprese. Agatha e Morgana, le due vigilesse che fino a quel momento avevano osservato la scena comodamente sul divano, scattano in piedi con riflessi fulminei.
Agatha: "Fermo, non lo fare!"
Morgana: "Tanto non ci scappi!"
Rick si fionda fuori dal bar e si butta nel portone accanto, quello di Pilar, che fortunatamente per lui avevano lasciato socchiuso. Con uno scatto disperato, lo chiude di colpo e serra il chiavistello. Il rumore metallico risuona nel corridoio. Dall'altro lato della porta, i pugni delle due vigilesse iniziano a battere con forza.
Agatha, dall'esterno: "Apri, Rick! Non peggiorare la situazione!"
Morgana: "Esci immediatamente o subirai una punizione aggiuntiva!"
Dentro al portone, al sicuro per il momento, Rick ansima. Le sue dita tremanti scorrono freneticamente sugli schermi dei telefoni rubati. Trova le gallerie, individua le foto compromettenti – lui nudo, misurato, umiliato – e le cancella da entrambi i dispositivi, ma non prima di averle inviate al suo cellulare. Il suono dei pugni sulla porta si placa, le vigilesse sembrano tornare verso il bar a riferire alle altre l’accaduto.
Rick si dirige verso le scale. Ricorda. Sotto lo zerbino fuori dalla porta di Pilar: la chiave di riserva è lì, dove lei la lascia sempre. La trova, la mano che trema leggermente mentre la infila nella serratura. La porta dell'appartamento di Pilar si apre.
Entra, il cuore che batte all'impazzata. L'aria gli è familiare, ma ora è impregnata di un senso di sollievo. Si chiude a chiave nell’appartamento lasciando la chiave nella toppa per impedire di usarne un’altra dall’esterno. Si dirige dritto verso la camera da letto, lasciata prima aperta da Pilar, per andare a cambiarsi per uscire. I suoi vestiti, quelli di ieri, sono ancora ammucchiati su una sedia, dove li aveva lasciati Pilar prima dell'inizio della punizione. Li afferra, sentendo la stoffa ruvida e familiare tra le dita. Si riveste con movimenti rapidi, quasi convulsi: le mutande, i pantaloni, la felpa. Ogni pezzo di stoffa è uno scudo che si riposiziona sul suo corpo.
Finalmente vestito, si sente di nuovo un uomo, o almeno ne ha l'illusione. Accende il cellulare, riceve le foto inviate poco prima e le gira al suo avvocato, con un messaggio: "Conservale, entro domani ti chiamo e ne parliamo". Un ultimo respiro profondo nell'appartamento silenzioso, poi esce, chiudendo la porta alle sue spalle. Scende le scale, riapre il portone principale e con passo ora più sicuro, quasi tronfio, percorre i pochi metri che separano il portone dal bar di Annabelle. Spinge la porta ed entra con un sorriso smagliante. La scena che lo accoglie è immobile. Tutte le donne sono ancora lì, in silenzio, gli sguardi puntati su di lui. Ora è vestito. In mano stringe ancora i due cellulari rubati. Un sorriso di sfida, amaro e soddisfatto, gli increspa le labbra. È tornato quello di due giorni fa. Forse. Le quattordici donne sono tutte sedute, immobili, e l'atmosfera è gelida e carica di stupore per la sua fuga. I loro sguardi lo seguono mentre avanza con passo sicuro. Con un gesto teatrale e sprezzante, lancia i due cellulari sul divanetto dove sono sedute Molly e Carrie.
Poi, con sarcasmo tagliente: "Questi... devono essere vostri. Forse li avete persi."
Un brusio di rabbia si alza immediatamente. Diverse donne si alzano, gli occhi fiammeggianti.
Annabelle, ringhiando: "Adesso subirai un'altra punizione, e quei vestiti te li strapperemo di dosso a morsi!"
Pilar: "Non la finirai più di pagare, stavolta!"
Rick alza una mano, il gesto è secco, autoritario. La sua voce non trema più.
Rick: "Ferme! O due di voi finiscono in galera domani stesso."
Un silenzio improvviso, carico di incredulità, cala sulla stanza. Tutte si bloccano.
Morgana, scattando in piedi insieme ad Agatha: "Siamo vigilesse! Caso mai, noi arrestiamo te!"
Rick: "Non parlo di voi. Ma di Carrie e Molly."
Lo sguardo di Rick si posa sulle due donne, che impallidiscono visibilmente. Il silenzio ora è tombale.
Rick, procedendo con calma glaciale: "Prima di cancellare le foto dai vostri cellulari, le ho inviate al mio. E dal mio telefono sono finite dritte dritte al mio avvocato. Ora, se solo una qualunque di voi, o delle altre qui presenti, osasse sfiorarmi con un dito... parte una bella doppia denuncia per revenge porn. Materiale intimo diffuso a scopo di ritorsione. Vi suona familiare?"
Molly, la voce un soffio: "Non... non dirai sul serio."
Carrie, cercando di essere feroce ma tremando: "Non oserai!"
Rick, con un sorriso stretto: "E invece sì. A meno che... non ci scordiamo per sempre tutto quello che è successo. Tanto, non ci sono altre prove di nulla. E torniamo alla vita di prima. Ossia a me che sono il maschio dominante, in comitiva, in ufficio, ovunque. E voi che siete le solite femminucce da dominare."
Scoppia in una risata breve, aspra, carica di una rivincita velenosa.
Le donne, fino a pochi minuti prima immerse in risate e derisione, perdono ogni colore. I loro volti si fanno scuri, la rabbia monta, ma è una rabbia impotente, soffocata dalla minaccia.
Rick incalza, la voce ora beffarda: "Cosa c'è? Non ridete più? Ok. Rido io per tutte."
Una nuova, sardonica risata gli esce dalla gola, mentre le osserva una ad una.
Rick, aggiungendo con tono da ultimatum: "Ah, un'altra cosa. Entro domani, riferite tutto anche a tutte quelle che conosco e che mi hanno visto nudo e umiliato per colpa vostra. Tutte. Perché la mia... tolleranza condizionata, vale anche per il loro atteggiamento. Altrimenti... Molly e Carrie pagheranno per tutte."
Guarda il cerchio di volti sconvolti, soddisfatto del terrore che vi legge.
Rick, congedandosi: "E adesso vi saluto. Ciao a tutte... gallinelle."
Si gira sulle sue scarpe, la schiena dritta, e con passo trionfante esce dal bar, lasciando dietro di sé un silenzio di tomba e una quindicina di donne annichilite dalla sua improvvisa, diabolica rivincita.
Rick torna a casa, un'ondata di soddisfazione calda e amara che gli riempie il petto. La doccia è tonificante, l'acqua gli scorre addosso come per lavare via il sudore della paura e l'umiliazione. Si sdraia a letto, il buio della stanza amico dei suoi pensieri trionfanti. Pregusta già il ritorno in ufficio, immaginando i volti delle colleghe, il loro terrore, la sua rinnovata superiorità. Si addormenta con un sorriso sulle labbra: ha ribaltato la situazione, e adesso sarà ancora più spietato.
NDA: SE TIFI PER RICK, LA STORIA FINISCE QUI. SE TIFI PER LE SUE AMICHE, CONTINUA A LEGGERE.
Il gruppo si trova sul marciapiede fuori dal ristorante. Il sole è ancora alto ma inizia a tingersi d'oro, proiettando lunghe ombre.
Rick, la voce tesa e fremente: "Direi che... direi che mi avete umiliato abbastanza anche per oggi. Il lido sta per chiudere. Torniamo a casa di Pilar, così... così mi ridate finalmente i miei vestiti!"
Pilar si sporge in avanti, le mani appoggiate sui fianchi. Il suo volto è un quadro di serafica, maliziosa innocenza. La luce del sole pomeridiano le illumina i capelli, creando un alone quasi angelico in stridente contrasto con le sue parole.
Pilar, con un tono dolce e ragionevole: "Quanta fretta, Rick... che ansia. Li riavrai, stasera. Questo è certo. Se non ti meriterai altre punizioni, ovviamente. Ma per ora..." Fa una pausa teatrale, guardando il cielo. "...è ancora un bel pomeriggio! C'è ancora luce."
Rick fissa lei, poi lo sguardo gli corre sulle altre: Terry, Susie, Annabelle, Carrie. Ogni viso è uno specchio che riflette lo stesso, identico sorriso sadico, un'espressione di puro, compiaciuto divertimento. Non è finita.
Rick, la voce un lamento strozzato: "Che avete in mente, ancora?"
Pilar si volta, il suo pareo color zaffiro che svolazza leggermente. Il suo tono è dolce, quasi materno, ma gli occhi brillano di un divertimento crudele. "Per ora solo una bella passeggiata fino a casa mia... abbiamo tutti bisogno di una bella doccia e di vestirci per la serata..." Fa una pausa, lasciando che le parole si depositino. "...beh, vestirci noi, ovviamente. Tu sei già pronto!"
Una risata generale, acuta e beffarda, si alza dalle sue amiche. Rick impallidisce, poi arrossisce violentemente.
Rick, protestando: "Cosa? Ancora nudo in giro? Non ne posso più!"
Tutte, in un coro perfetto e sarcastico, urlano: "SIIIIII!!!" Le mani di Terry e Susie si stringono intorno ai suoi polsi, strappandogli via le braccia dal corpo. Lo trascinano fuori dal cancello del ristorante, verso l'uscita principale del lido.
All'uscita, Connie si raddrizza. "Ciao ragazze! È stato un vero piacere... anche perché senza di voi non sarebbe stata una vera domenica CFNM, visto che avete portato Rick, che era l'unico maschio in spiaggia."
Pilar lancia un'occhiata sprezzante verso Rick, che sta cercando goffamente di coprirsi di nuovo. "Maschio, si fa per dire...maschietto, caso mai!" dice, indicando con un cenno del mento il suo pene floscio e umiliato. Nuove risate, ancora più sonore, squarciano l'aria. Rick china la testa, gli occhi fissi sull'asfalto caldo, il rossore che gli brucia le orecchie e il collo.
Le cinque donne, dopo aver salutato Connie con cenni e sorrisi, escono finalmente dal cancello del lido. Sono in tenuta balneare, ma coperte da leggeri pareo che ne attenuano le forme. Rick, al centro del gruppo, è nudo come un verme. La luce del tardo pomeriggio sembra accanirsi sulla sua pelle pallida.
"Ci sono due chilometri da fare," dice Annabelle, con falsa nonchalance. "A piedi, come all'andata."
Rick la guarda, gli occhi che supplicano. "Per favore... un asciugamano. Qualcosa. Vi prego."
Carrie scuote la testa, il suo sorriso è una lama. "Assolutamente no. Le regole sono chiare."
Così, si incamminano. Rick procede a testa bassa, le mani serrate a coppa sull'inguine, il corpo contratto in una posa di vergogna totale. Cerca di nascondersi dietro la schiena di Pilar o di Susie, usando le loro figure come scudi viventi ogni volta che un'auto si avvicina o che un pedone appare in lontananza sul marciapiede.
Le amiche, però, trovano la cosa esilarante. Ogni volta che incrociano una donna, specialmente se giovane, scattano come un meccanismo perfetto. Terry, con un movimento rapido, afferra il braccio destro di Rick. Carrie fa lo stesso con il sinistro. Glieli allargano con forza, esponendo completamente il suo pacco floscio all'aria e allo sguardo della passante.
"Ma smettetela!" sibila Rick, cercando di divincolarsi, ma la sua forza è nulla contro la loro determinazione. La sua pelle diventa di un rosso sempre più acceso, una macchia di vergogna che parte dal viso e si diffonde sul petto. Le risatine soffocate delle donne che incrociano, i loro sguardi rapidi e curiosi, lo trafiggono più di uno spillo.
Pilar, camminando davanti a lui, si volta con un sorriso angelico. "Stai facendo una passeggiata, Rick. Rilassati. Goditi l'aria." Poi, vedendo un gruppo di ragazze che si avvicina, fa un cenno alle altre. "A destra, signore."
In un attimo, le cinque si spostano tutte insieme verso il bordo del marciapiede, lasciando Rick completamente solo, nudo e immobile, sotto gli occhi sorpresi e divertiti delle giovani donne. Lui cerca di girarsi, di coprirsi con le mani che finalmente ha libere, ma è troppo tardi. Le loro risate, chiare e squillanti, lo raggiungono come una raffica di proiettili. Una di loro, una bionda con gli occhiali da sole, non riesce a trattenere un commento: "Beh, guarda che coraggio ostentare quel gamberetto! Non fa nemmeno freddo, eh?" Il gruppo delle amiche ride a sua volta, godendosi ogni istante della sua umiliazione.
Finalmente il gruppo arriva al portone di casa di Pilar. Lo varcano, prendono l'ascensore ed entrano finalmente nell'appartamento. Rick si sente un po’ più al sicuro anche se è ancora nudo.
Pilar dice: "È il momento di farsi tutti una bella doccia." Poi guarda Rick: "Anche stavolta sarai tu il primo ad andare in bagno, ma sbrigati perché è quasi sera!"
Rick sbuffando va in bagno e cerca di fare il prima possibile. La doccia che trova è fredda, anche se la cosa non gli dispiace dopo il bagno di sudore per la lunga camminata di sole e vergogna, con conseguente rimpicciolimento ulteriore del suo pisello. Dopo un po' ne esce ricomposto e ripulito, asciugandosi col solito minuscolo asciugamano da lasciare inevitabilmente in bagno perché troppo piccolo per coprirsi.
Le cinque scoppiano a ridere. Pilar esclama: "Ops, avevo dimenticato di accendere la caldaia, che sbadata! Ho fatto fuggire il pisellino di Rick!"
Terry aggiunge: "Ma guardalo, sembra un bocciolo di rosa dopo il gelo!"
Susie ride: "Neanche umido fa volume!"
Carrie commenta: "Forse dovremmo cercarlo con una lente d'ingrandimento."
Annabelle conclude: "Povero Rick, ormai è diventato osservabile solo al microscopio!"
Rick sbuffando: "Ma non vi siete ancora scocciate di ripetere le stesse battute?"
Tutte in coro: "NOOOOOOO!"
Risate generali, Rick ormai rassegnato attende di sapere come si concluderà questo infinito weekend di umiliazioni.
Una dopo l'altra, le cinque vanno in bagno e poi nella camera da letto, uscendone trasformate. Indossano abiti succinti ed eleganti, che mettono in risalto le loro curve. Tacchi alti, scollature profonde, tessuti che luccicano alla luce morente. Sono pronte per una serata fuori.
Rick balza in piedi, gli occhi sgranati dalla costernazione. "Perché siete vestite così? Non voglio uscire di nuovo nudo! Rivoglio i miei vestiti!"
Annabelle si avvicina, il suo sorriso è una lama di ghiaccio avvolta in velluto. "Rick, non fare così... Prima di riavere i tuoi vestiti c'è da fare un ultimo brindisi a questo indimenticabile weekend! Siete tutti miei ospiti, al mio bar qui sotto: oggi è domenica e sono chiusa, ma lo apro solo per noi... e per pochi altri!"
Le parole "pochi altri" echeggiano nella stanza come un colpo di pistola. Rick sobbalza. "Cosa intendi per pochi altri? Altra gente mi vedrà in questo stato? Non voglio!"
Pilar e Terry gli afferrano le braccia, le loro dita che si stringono sulla sua pelle nuda. Pilar sibila: "Basta proteste, se no scatta una nuova punizione! Non sei in grado di opporti, andiamo giù!"
Susie e Carrie si posizionano dietro di lui. Senza preavviso, le loro palme colpiscono con forza le sue natiche in un rapido susseguirsi di sculacciate sonore. Clap! Clap! Clap! Il suono risuona nella stanza.
"Ahia! Smettetela!" protesta Rick, ma viene spinto in avanti dalle mani che continuano a colpire e spingere.
Il gruppo esce dall'appartamento. Prendono di nuovo l'ascensore, lo spazio ristretto riempito dal profumo delle donne e dal suo imbarazzo bruciante. Escono dal portone e si dirigono verso il bar di Annabelle. Lei si avvicina alla serranda, la tira su con un rumore metallico, ma lascia esposto il cartello "Chiuso, non disturbare".
Annabelle: "Accomodatevi pure, ragazze. Anche tu, Rick..."
Accende tutto e prepara velocemente un’apericena: taglieri con salumi e formaggi, olive, bruschette. Si siede infine con loro, sorseggiando un bicchiere di vino. Rick, seduto goffamente su uno sgabello alto, inizia a rilassarsi. Un sospiro di sollievo gli sfugge. Finalmente. La serata è finita. Tra poco riavrà i suoi vestiti e potrà tornare a casa, a dimenticare questa umiliazione.
Pilar, alzando il bicchiere: "Allora, facciamo questo brindisi di fine weekend?"
Terry, con un sorriso a trentadue denti, indica il bancone: "Rick, prendi la bottiglia che ha lasciato Annabelle lì e completa la tua serata al nostro servizio. Servi da bere a tutti!"
Susie scoppia a ridere: "Giusto! Hai iniziato da cameriere nudo e finisci da cameriere nudo!"
Carrie fa tintinnare il ghiaccio nel suo bicchiere, il suo sguardo è un misto di divertimento e crudeltà: "Ma stavolta brinda con noi... alla fine della tua punizione!"
Rick, ancora completamente nudo, si alza dallo sgabello. Ormai ha superato ogni vergogna; non si copre più nemmeno con le mani. Un profondo, rassegnato sbuffo gli esce dalle narici mentre si avvicina al bancone.
Rick: "Va bene, va bene... L'importante è che sia finito questo supplizio."
La sua mano si protende verso la bottiglia di prosecco lasciata sul bancone. Ma proprio mentre le sue dita stanno per stringersi sul collo del vetro freddo, la voce calma e ferma di Annabelle lo blocca.
Annabelle: "Rick, un attimo... Aspettiamo gli ospiti per brindare tutti assieme."
Rick si irrigidisce di colpo. La schiena gli si inarca, le spalle si tendono. Si volta di scatto verso di lei, gli occhi che si spalancano in un'improvvisa, nuova ondata di panico.
Rick, con voce che trema: "Cosa? Che ospiti? Altra gente che mi vedrà nudo?"
Annabelle sorseggia il suo vino, un sorriso enigmatico sulle labbra.
Annabelle: "Non proprio, diciamo che è gente che avrà un dejavu."
Rick fissa lei, poi le altre ragazze che osservano la scena con occhi brillanti. Non capisce. Cerca di elaborare quelle parole, ma la sua mente è annebbiata dall'ansia. Cosa intende? Che dejavu? Il silenzio nel bar è rotto solo dal ticchettio dell'orologio a muro. Poi, improvvisa, netta, la risposta arriva dal vetro opacizzato della porta.
Toc. Toc. Toc.
Un suono secco, quasi cerimonioso. Rick sobbalza come se fosse stato colpito da una scossa elettrica. Tutto il suo corpo nudo si contrae, la pelle d'oca che gli solca la schiena e le braccia. Il suo sguardo si sposta, terrorizzato, verso la sagoma indistinta che si intravede dietro il vetro della porta.
Rick: Un sussurro strozzato "No… Non aprite, per favore..."
Annabelle, invece, si alza con grazia. Un ultimo sorriso rivolto a Rick, carico di un significato che lui non osa comprendere.
Annabelle: "Eccoli. Gli ospiti d'onore per il tuo brindisi di... liberazione."
La porta del bar di Annabelle si spalanca, e un'ondata di risatine e sguardi pungenti invade il locale. Rick, ancora nudo come un verme, sente il sangue gelarsi nelle vene mentre una processione di volti familiari, ognuno segnato dal ricordo fresco della sua umiliazione, varca la soglia. Le sue quattro colleghe entrano per prime.
Molly, con un sorriso finto: "Rick! Meno male, ci fai rivedere il tuo "attrezzo da lavoro". Non deludi mai... si fa per dire."
Fanny, gli occhi che lo scansionano dall'alto in basso con disprezzo: "Guarda, è ancora più piccolo qui dentro. La luce deve essere sfavorevole."
Nancy, con un'espressione tra il dispiaciuto e il sarcastico: "Per anni avevo immaginato... di più. Molto di più."
Taylor, la nemica giurata, ridacchiando apertamente: "E pensare che ti vantavi con tutte! Tutto fumo e niente arrosto."
Dietro di loro, entrano i suoi corteggiamenti andati in fumo nel weekend.
Agatha, la vigilessa sua vicina, incrociando le braccia: "Il permesso di sosta è revocato, Rick? Quello delle mutande, intendo."
Morgana, l’altra vigilessa sua vicina, fa un gesto con le dita: "Venti centimetri, eh? Forse sommando tutte le volte che ti ho visto da ieri!"
Connie, la bagnina, sospira: "E io che temevo annegassi in acque profonde...per il troppo peso!"
Geena, la barista, con un sorriso: "Per un caffè ristretto ci sta, ma per il resto...no comment!"
Georgia e Lorraine, le segretarie della palestra, ridono in coro: "Abbiamo visto attrezzi più impressionanti... nello spogliatoio delle signore!"
Ogni donna si accomoda, mescolandosi alle amiche di Rick. Il cerchio si stringe attorno a lui, nudo e tremante. Annabelle, con un cenno autoritario, indica i bicchieri ancora da riempire.
Annabelle, con voce dolce ma tagliente: "Allora, Rick, sei il nostro cameriere speciale. Non stare lì impalato come il tuo piccolo amico in basso. Versa da bere a tutte. E stavolta... brinderai anche tu. Alziamo i calici alla fine di una punizione... esemplare."
Rick, con le guance in fiamme, afferra la bottiglia con mani malferme. Il suono del vino che scorre nei bicchieri è l'unico rumore nella stanza, rotto solo dai sussurri e dalle risatine soffocate delle donne che lo osservano, assetate della sua ultima, totale sottomissione.
Pilar, con un sorriso trionfante: "Brindiamo allora! Alla fine di questo bellissimo weekend, ma anche alla fine dei tuoi atteggiamenti da maschilista, Rick!"
Terry, ridacchiando e alzando a sua volta il bicchiere: "E alla verità finalmente svelata! Addio al mito del cobra, benvenuto a questo vermicello!"
Susie, facendo l'occhiolino: "Suvvia, però... siamo oneste. In tiro è decente, e spara anche parecchio, quando gli si dà una mano!"
Carrie, annuendo con fare sarcastico: "Certo, ma tredici centimetri non sono venti, come andava blaterando lui!"
Annabelle, la voce calma e letale come un bisturi, conclude il brindisi: "E a riposo... beh, restano pur sempre sei centimetri. Quindi, facendo due conti, hai collezionato sette due di picche questo weekend. Uno in più dei centimetri del tuo pisellino a riposo!"
Una risata generale, fragorosa e liberatoria, esplode nel bar, travolgendo Rick. Lui, rosso come un peperone, stringe il bicchiere così forte da rischiare di spezzarlo.
Rick, con voce strozzata dall'umiliazione e dalla rabbia: "Ora basta! Il weekend è finito! Rivoglio i miei vestiti... e giuro, giuro che prima o poi me la pagherete tutte!"
Taylor si alza, avvicinandosi a Rick con l'andatura sinuosa di un predatore. Le sue compagne di ufficio la seguono con lo sguardo, compiaciute.
Taylor, con voce melliflua: "È vero, Rick, il weekend finisce qui... ma ti ricordo che ti aspetta una settimana intera in ufficio. Agli ordini miei, di Molly, di Nancy e di Fanny... Ovviamente, indosserai la stessa... divisa di oggi."
Molly, Nancy e Fanny, in perfetto coro, scandiscono con lei e ridendo: "Una settimana TUTTO NUDO!"
Una nuova ondata di risate, sadiche e liberatorie, si alza dalle donne presenti, travolgendo Rick. Lui impallidisce, poi arrossisce violentemente, immaginandosi già esposto in quell'ambiente di lavoro dove ha tanto millantato.
Rick, la voce che trema: "Andiamo, non direte sul serio? Lo sapete benissimo che non è possibile! La direttrice, anche se rientrerà solo tra una settimana, lo verrebbe a sapere comunque, e io sarei licenziato anche se non le inviaste la foto!"
Fanny, con un sorriso glaciale: "Abbiamo pensato anche a questo, caro. Ti risparmieremo di avere a che fare con i clienti esterni. E per quel che riguarda il personale... si sa che i cellulari vanno lasciati negli armadietti. Quindi, nessuno potrà documentare nulla."
Nancy, annuendo: "Anche al lido e al Red Moon erano vietati i cellulari. Nessuno ha prove di ciò che è successo finora. Quindi nessuno può girarle alla direttrice."
Molly, estraendo il suo telefono e posandolo sul tavolo mostrando lo schermo con la foto compromettente: "Tranne io e Carrie, ovviamente. E se ti sottrarrai... la gireremo noi alla direttrice. Questa foto con tanto di dettagli…" Anche Carrie, con fare sadico e divertito, estrae il suo cellulare e lo posa accanto a quello di Molly, mostrando la stessa foto e raddoppiando l’imbarazzo di Rick.
Rick si sente le pareti stringersi attorno, una trappola perfetta. Cerca disperatamente un appiglio.
Rick, con un filo di voce: "Ma le stagiste... non hanno un loro armadietto. Potrebbero filmare... E poi in pausa pranzo, alla mensa, si possono usare i cellulari, e ci sono le colleghe degli altri reparti...
Taylor, tagliando corto con aria di superiorità: "Ci ho pensato io. Le stagiste lasceranno i cellulari nel mio armadietto. Sicuramente accetteranno... in cambio di poterti vedere nudo e prendersi una bella rivincita su di te. Dopo tutto, volevi scopartele millantando un pisello il triplo della tua triste realtà."
Fanny, incrociando le braccia con soddisfazione: "E per quanto riguarda la mensa, ho già provveduto. Farò mettere un cartello alla responsabile di sala: ‘Per tutta la settimana sono vietati i cellulari. Per i trasgressori, multe salatissime. Firmato: La Direzione’. Le colleghe si limiteranno a farsi due risate scoprendo che il tuo cobra non è di 20 cm ma di 6 a riposo e 13 in tiro, che poi in totale fa 19… in fondo hai mentito solo di un centimetro, no?!". Risate generali a crepapelle.
La rassegnazione sul volto di Rick si congela, poi si incrina, trasformandosi in un'ondata di rabbia cieca. Gli occhi gli cadono sui due cellulari, quelli di Molly e Carrie, abbandonati sul tavolo. In un attimo, prima che qualcuno possa reagire, la sua mano scatta in avanti, afferrando i due dispositivi.
Rick, ringhiando: "Basta così!"
Con un balzo, si lancia verso la porta d'ingresso, ignorando il suo stato di nudità. Le donne urlano, sorprese. Agatha e Morgana, le due vigilesse che fino a quel momento avevano osservato la scena comodamente sul divano, scattano in piedi con riflessi fulminei.
Agatha: "Fermo, non lo fare!"
Morgana: "Tanto non ci scappi!"
Rick si fionda fuori dal bar e si butta nel portone accanto, quello di Pilar, che fortunatamente per lui avevano lasciato socchiuso. Con uno scatto disperato, lo chiude di colpo e serra il chiavistello. Il rumore metallico risuona nel corridoio. Dall'altro lato della porta, i pugni delle due vigilesse iniziano a battere con forza.
Agatha, dall'esterno: "Apri, Rick! Non peggiorare la situazione!"
Morgana: "Esci immediatamente o subirai una punizione aggiuntiva!"
Dentro al portone, al sicuro per il momento, Rick ansima. Le sue dita tremanti scorrono freneticamente sugli schermi dei telefoni rubati. Trova le gallerie, individua le foto compromettenti – lui nudo, misurato, umiliato – e le cancella da entrambi i dispositivi, ma non prima di averle inviate al suo cellulare. Il suono dei pugni sulla porta si placa, le vigilesse sembrano tornare verso il bar a riferire alle altre l’accaduto.
Rick si dirige verso le scale. Ricorda. Sotto lo zerbino fuori dalla porta di Pilar: la chiave di riserva è lì, dove lei la lascia sempre. La trova, la mano che trema leggermente mentre la infila nella serratura. La porta dell'appartamento di Pilar si apre.
Entra, il cuore che batte all'impazzata. L'aria gli è familiare, ma ora è impregnata di un senso di sollievo. Si chiude a chiave nell’appartamento lasciando la chiave nella toppa per impedire di usarne un’altra dall’esterno. Si dirige dritto verso la camera da letto, lasciata prima aperta da Pilar, per andare a cambiarsi per uscire. I suoi vestiti, quelli di ieri, sono ancora ammucchiati su una sedia, dove li aveva lasciati Pilar prima dell'inizio della punizione. Li afferra, sentendo la stoffa ruvida e familiare tra le dita. Si riveste con movimenti rapidi, quasi convulsi: le mutande, i pantaloni, la felpa. Ogni pezzo di stoffa è uno scudo che si riposiziona sul suo corpo.
Finalmente vestito, si sente di nuovo un uomo, o almeno ne ha l'illusione. Accende il cellulare, riceve le foto inviate poco prima e le gira al suo avvocato, con un messaggio: "Conservale, entro domani ti chiamo e ne parliamo". Un ultimo respiro profondo nell'appartamento silenzioso, poi esce, chiudendo la porta alle sue spalle. Scende le scale, riapre il portone principale e con passo ora più sicuro, quasi tronfio, percorre i pochi metri che separano il portone dal bar di Annabelle. Spinge la porta ed entra con un sorriso smagliante. La scena che lo accoglie è immobile. Tutte le donne sono ancora lì, in silenzio, gli sguardi puntati su di lui. Ora è vestito. In mano stringe ancora i due cellulari rubati. Un sorriso di sfida, amaro e soddisfatto, gli increspa le labbra. È tornato quello di due giorni fa. Forse. Le quattordici donne sono tutte sedute, immobili, e l'atmosfera è gelida e carica di stupore per la sua fuga. I loro sguardi lo seguono mentre avanza con passo sicuro. Con un gesto teatrale e sprezzante, lancia i due cellulari sul divanetto dove sono sedute Molly e Carrie.
Poi, con sarcasmo tagliente: "Questi... devono essere vostri. Forse li avete persi."
Un brusio di rabbia si alza immediatamente. Diverse donne si alzano, gli occhi fiammeggianti.
Annabelle, ringhiando: "Adesso subirai un'altra punizione, e quei vestiti te li strapperemo di dosso a morsi!"
Pilar: "Non la finirai più di pagare, stavolta!"
Rick alza una mano, il gesto è secco, autoritario. La sua voce non trema più.
Rick: "Ferme! O due di voi finiscono in galera domani stesso."
Un silenzio improvviso, carico di incredulità, cala sulla stanza. Tutte si bloccano.
Morgana, scattando in piedi insieme ad Agatha: "Siamo vigilesse! Caso mai, noi arrestiamo te!"
Rick: "Non parlo di voi. Ma di Carrie e Molly."
Lo sguardo di Rick si posa sulle due donne, che impallidiscono visibilmente. Il silenzio ora è tombale.
Rick, procedendo con calma glaciale: "Prima di cancellare le foto dai vostri cellulari, le ho inviate al mio. E dal mio telefono sono finite dritte dritte al mio avvocato. Ora, se solo una qualunque di voi, o delle altre qui presenti, osasse sfiorarmi con un dito... parte una bella doppia denuncia per revenge porn. Materiale intimo diffuso a scopo di ritorsione. Vi suona familiare?"
Molly, la voce un soffio: "Non... non dirai sul serio."
Carrie, cercando di essere feroce ma tremando: "Non oserai!"
Rick, con un sorriso stretto: "E invece sì. A meno che... non ci scordiamo per sempre tutto quello che è successo. Tanto, non ci sono altre prove di nulla. E torniamo alla vita di prima. Ossia a me che sono il maschio dominante, in comitiva, in ufficio, ovunque. E voi che siete le solite femminucce da dominare."
Scoppia in una risata breve, aspra, carica di una rivincita velenosa.
Le donne, fino a pochi minuti prima immerse in risate e derisione, perdono ogni colore. I loro volti si fanno scuri, la rabbia monta, ma è una rabbia impotente, soffocata dalla minaccia.
Rick incalza, la voce ora beffarda: "Cosa c'è? Non ridete più? Ok. Rido io per tutte."
Una nuova, sardonica risata gli esce dalla gola, mentre le osserva una ad una.
Rick, aggiungendo con tono da ultimatum: "Ah, un'altra cosa. Entro domani, riferite tutto anche a tutte quelle che conosco e che mi hanno visto nudo e umiliato per colpa vostra. Tutte. Perché la mia... tolleranza condizionata, vale anche per il loro atteggiamento. Altrimenti... Molly e Carrie pagheranno per tutte."
Guarda il cerchio di volti sconvolti, soddisfatto del terrore che vi legge.
Rick, congedandosi: "E adesso vi saluto. Ciao a tutte... gallinelle."
Si gira sulle sue scarpe, la schiena dritta, e con passo trionfante esce dal bar, lasciando dietro di sé un silenzio di tomba e una quindicina di donne annichilite dalla sua improvvisa, diabolica rivincita.
Rick torna a casa, un'ondata di soddisfazione calda e amara che gli riempie il petto. La doccia è tonificante, l'acqua gli scorre addosso come per lavare via il sudore della paura e l'umiliazione. Si sdraia a letto, il buio della stanza amico dei suoi pensieri trionfanti. Pregusta già il ritorno in ufficio, immaginando i volti delle colleghe, il loro terrore, la sua rinnovata superiorità. Si addormenta con un sorriso sulle labbra: ha ribaltato la situazione, e adesso sarà ancora più spietato.
NDA: SE TIFI PER RICK, LA STORIA FINISCE QUI. SE TIFI PER LE SUE AMICHE, CONTINUA A LEGGERE.
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whatashame
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Re: THE LITTLE SECRET OF THE BIG BRAGGART
13-COLPO DI SCENA FINALE
Il giorno dopo Rick si sveglia carico di adrenalina, fa colazione in modo vorace, si prepara e si veste con cura, quasi una divisa da vincitore. Va in ufficio, spinge la porta con sicurezza ed entra nella stanza che condivide con le colleghe e le stagiste del suo reparto.
Rick, con un tono irridente e alto: "Buongiorno a tutte, gallinelle! Dormito bene con i vostri sogni di vendetta andati in fumo?"
Il suo sguardo scivola su Molly, Fanny, Taylor, Nancy, e poi sulle quattro ignare stagiste, con arroganza rinnovata. Tutte lo ignorano, restando a testa bassa sui pc e fingendo di essere già assorte nel lavoro.
Rick: "Allora, chi mi prepara il caffè? Macchiato, grazie! E che sia buono, oggi ho voglia di qualcosa di dolce, per compensare la vostra acidità di eterne zitelle!"
Proprio in quel momento, la porta dell'ufficio si apre di nuovo. Ad entrare è Monica, la direttrice, impeccabile nel suo tailleur.
Monica, con un sorriso professionale: "Buongiorno a tutti."
Rick, sorpreso ma pronto: "Monica! Che sorpresa, non eri in missione questa settimana?"
Monica, fissandolo direttamente: "Ho rinviato la missione al mese prossimo. Proprio per te, Rick. Seguimi in ufficio, per favore."
Un leggero brivido, subito represso, percorre Rick. Si alza rapidamente e segue Monica nel suo ampio ufficio da direttrice. La porta si chiude con un clic soffice alle sue spalle.
Monica si siede dietro la sua scrivania, ordinata e impersonale. Rick rimane in piedi, cercando di mantenere un'aria disinvolta.
Monica, prendendo un foglio: "Rick, devi fare la visita medica aziendale. Mi sono accorta che eri assente quando l'hanno fatta le tue colleghe, e manchi solo tu. È obbligatoria per il rinnovo dell'assicurazione e non possiamo rinviare ancora."
Rick, rilassandosi un po': "Ah, certo. Grazie del pensiero, sei rimasta qui apposta... Cosa faccio, misuro la pressione? Il peso? Ma dov’è il dottore?"
Monica, alzando lo sguardo dal foglio, i suoi occhi sono fermi, imperscrutabili: "Anche. Ho preso tutti gli appunti dal medico aziendale. Purtroppo, lui è in malattia. In questi casi di urgenza, visto che siamo all’ultimo giorno utile, posso provvedere io, seguendo le sue istruzioni. È tutto in regola."
Rick: "Va bene, allora. Dove mi metto?"
Monica indica il centro della stanza, uno spazio vuoto davanti alla scrivania.
Monica, con una voce che non ammette repliche: "Per cominciare... spogliati. Completamente."
Rick sgrana gli occhi, il suo trionfo di pochi istanti prima si sbriciola.
Rick: "Monica, ma... dici sul serio? Col dottore bastava qualche controllo sommario, la pressione, il peso..."
Monica lo interrompe con un gesto secco della mano: "Sì, lo so. Ma in questi casi, quando il medico è assente e io devo sostituirlo, sono tenuta a seguire il protocollo completo. Visita integrale. Quindi, spogliati completamente e lascia i vestiti sulla scrivania."
Rick non può credere alle sue orecchie. Un rossore di imbarazzo e rabbia gli sale alle guance: ha cercato per due giorni di non far arrivare a Monica le foto che immortalavano la sua nudità, e adesso deve mostrarsi nudo davanti a lei, dal vivo!
Rick: "Ma è assurdo! Non c'è bisogno di..."
Monica si irrigidisce, la sua voce diventa tagliente come il ghiaccio: "Ora basta, Rick! Ho rinviato di un mese una missione fuori regione per questa formalità! Meno storie o, senza visita, da domani sei automaticamente licenziato. Per legge. E pur contro la mia volontà."
La minaccia è reale, concreta. Rick con un respiro tremante, rassegnato, inizia a spogliarsi. Ogni indumento che toglie aumenta il suo imbarazzo. La cravatta, la giacca, la camicia, i pantaloni. Rimane in piedi davanti a lei, tremante leggermente, coperto solo dai suoi slip neri.
Monica, indicandoli con un cenno del mento: "Anche quelli, Rick. Sai che la visita comprende anche le zone intime. Tranquillo, sarò professionale. Come sempre."
Rick indugia, le mani che si stringono involontariamente sui fianchi. Monica, spazientita, si alza e gli va incontro con passo deciso. Prima che Rick possa reagire, lei si china e, con un gesto fulmineo, afferra l'elastico dei suoi slip neri e li tira giù fino alle caviglie.
Rick, per istinto, riesce a portare le mani a coprire il suo pube, nascondendo appena in tempo le sue parti intime alla vista diretta. Un gemito di vergogna gli sfugge. Monica, senza scomporsi, lo fa sobbalzare fuori completamente dagli slip, lasciandolo completamente nudo. Raccoglie il tessuto nero, lo aggiunge al mucchio di vestiti sulla scrivania. Poi si china, afferra anche le sue scarpe e le calze, e mette tutto nel suo ampio armadio a muro, chiudendo la porta a chiave con un clic sonoro e infilandosi la chiave in tasca.
Rick, la voce strozzata: "Ma che fai? Che significa tutto questo?"
Monica, voltandosi con un'espressione neutra: "Dobbiamo spostarci da qui per fare la visita. E non vorrei che la signora delle pulizie, passando, vedesse questi vestiti e li facesse sparire, non sapendo cosa ci facciano qui. Sarebbe... imbarazzante per te, no?"
Si avvicina alla porta laterale del suo ufficio, quella che collega direttamente con la grande sala conferenze.
Rick, nudo e con le mani incollate al pube, segue Monica nella vasta sala conferenze. Il contrasto è agghiacciante: le duecento sedie vuote allineate, lo schermo gigante per le proiezioni spento, il tavolo dei relatori stranamente assente, sostituito solo da un microfono e la relativa asta. Lui, che ha parlato qui tante volte vestito con impeccabili completi, ora è completamente esposto, il suo corpo pallido sotto le luci al neon. Si sistema sulla pedana, davanti allo schermo, sentendo il gelo del pavimento sotto i piedi nudi.
Monica posa una piccola valigetta su una delle sedie in prima fila. Con efficienza chirurgica, estrae uno sfigmomanometro, un oftalmoscopio, un martelletto riflesso. La visita procede rapida, meccanica.
Monica, dopo avergli misurato la pressione: Centoventi su ottanta. Perfetto.
Controlla i suoi occhi, la pelle, ascolta il cuore con lo stetoscopio, le sue dita fredde e professionali che toccano il suo torace.
Monica: "Tutto a posto, Rick. Pressione, vista, controllo della pelle... e complimenti. Bel fisico, tonico."
Nel dire questo, allunga una mano e gli dà una sculacciata secca e sonora sul gluteo sinistro. Rick sobbalza, un'ondata di calore gli invade il volto.
Monica, con tono che non ammette repliche: "Adesso togli le mani da lì. Per l'ultimo controllo."
Rick, la voce tremula: "Monica, non... non serve, ti assicuro..."
Monica: "So io cosa serve. E come vedi, so essere estremamente professionale."
Con un movimento rapido e deciso, afferra i polsi di Rick e glieli allontana dal pube, costringendolo a scoprirsi completamente. Rick avvampa di vergogna, sentendo l'aria fredda della stanza su di sé, impotente. Monica si china leggermente, osservando con occhio clinico. Non lo tocca subito, ma la sua vicinanza è un'umiliazione totale: adesso anche la sua direttrice sa che ha sempre mentito sulle sue dimensioni, tutt’altro che da stallone, soprattutto a riposo come adesso. Poi, con fare freddo e professionale, Monica inizia a giocare col pisello di Rick. Prima con due dita, poi man mano che cresce anche con le altre.
Rick: "Monica, ma che fai? Che razza di visita è?"
Monica prosegue questa sega improvvisata e imbarazzante, mentre con l’altra mano tira fuori dalla tasca una provetta: "Tranquillo Rick. Hai consegnato i campioni di sangue, urine e feci, tutti in regola peraltro; ma mancava quello di sperma."
Rick: "Ma così è umiliante, mi vergogno…vado io a riempirla in bagno!"
Monica: "No Rick, dovresti andarci nudo perché i bagni sono fuori da questa sala...non credo ti convenga!"
Rick: "Allora almeno faccio io, così è troppo imbarazzante!"
Monica, sorridendo e abbandonando clamorosamente la sua professionalità per una battuta: "Tranquillo Rick...sto seguendo il protocollo...e non mi dispiace neppure!"
Rick avvampa di vergogna, la situazione è surreale: lui nudo nella sala conferenze, e la sua direttrice che gli sta facendo un prelievo di sperma con le sue mani!
Monica, intanto prosegue con fare sapiente ma quasi distaccato. Rick inevitabilmente raggiunge la piena erezione, inizia a gemere, arriva a un passo dall’orgasmo, e infine esplode, con Monica che cerca di raccogliere lo sperma che vola ovunque nella provetta, mentre prosegue con l’altra mano fino a che gli spasmi di Rick non si placano. Poi, come se fosse la cosa più normale del mondo, osserva con una lente tirata fuori dall’altra tasca il contenuto della provetta e dice: "Tutto a posto anche qui. Niente anomalie." Infine si ripulisce con una salviettina e ne porge una anche a Rick, mentre ripone tutti gli strumenti nella valigetta.
Rick vorrebbe scomparire, ma mentre si pulisce, col suo pisello che torna alla consueta misera misura a riposo, riceve un nuovo colpo al cuore.
Monica: "Sei centimetri a riposo. Tredici in erezione. Sei nella media. Perché millantavi venti centimetri con tutte? Era proprio necessario?"
Rick è sconvolto. Il suo mondo crolla. La voce gli esce come un rantolo: "Monica... ma come... come fai a sapere esattamente..."
Monica, incrociando le braccia: "Ero anch'io in spiaggia ieri, sai? All'evento CFNM. Quello per sole donne, con un unico uomo presente come "ospite speciale". Tu."
Rick vorrebbe scomparire. La direttrice, la donna sempre così pudica, intransigente sul decoro in ufficio, lo ha visto. Lo ha visto nudo per tutta la domenica, esposto a migliaia di sguardi femminili. Lo ha visto essere toccato, sculacciato, misurato, masturbato in pubblico dalle sue stesse "amiche". Il terrore per il suo lavoro diventa un gelo nello stomaco.
Rick, la voce rotta dal panico e coprendosi il pacco con le mani d’istinto: "Monica, posso spiegare... Non era quello che sembrava. Non giungere a conclusioni affrettate, ti prego..."
Monica, fa un passo in avanti, il suo sguardo si fa più intenso, meno professionale: "Tranquillo, Rick. Ero lì perché sapevo che in quelle occasioni, di solito, non si presenta nessun uomo. Potevo starmene tranquilla al sole, senza molestatori. Ma poi ho visto che c'eri tu. Incurante di qualsiasi vergogna. E finalmente libero dalla menzogna sulla tua dotazione. È stato... illuminante."
Rick arrossisce violentemente, sentendo le parole di Monica come una lama che squarcia ogni sua difesa.
Rick, balbettando: "Dunque... non sono... licenziato?"
Monica, scuotendo lentamente la testa: "Assolutamente no. Ovviamente... a patto che tu sia effettivamente un nudista convinto e un seguace libero dello stile di vita CFNM. Perché altrimenti, se quello di ieri fosse stato solo un episodio di esibizionismo da pervertito, beh... allora sì, dovrei classificarti come un pericolo per l'ambiente di lavoro e licenziarti immediatamente. La nostra policy è chiara su queste cose."
Rick, come mosso da un istinto di sopravvivenza, intravede una via d'uscita e la percorre senza pensarci. Una bugia che può salvarlo.
Rick, cercando di dare fermezza alla voce: "Ma certo che lo sono! Sono un nudista. Assolutamente consenziente. È... è il mio stile di vita, il CFNM. Da anni. Ieri non era una forzatura, era una scelta. La mia scelta."
Monica: "Bene, Rick. Allora non sei licenziato. Ma siccome non vorrei ritrovarmi nei guai in futuro se qualcuno dicesse il contrario... per favore, firma questo modulo. È una semplice dichiarazione in cui attesti, ufficialmente, di essere un nudista militante e di sposare questa filosofia e le sue pratiche, in piena consapevolezza e convinzione, senza intenzione alcuna di molestare nessuno."
Monica estrae un foglio dalla sua valigetta e lo posa su una sedia in prima fila, accanto a una penna. Rick non legge nemmeno, la paura è troppa. Afferra la penna e firma con un tratto frettoloso. Tira un sospiro di sollievo. Ha salvato il posto con una bugia imbarazzante, ma Monica è stata tutto sommato professionale e comprensiva, e non lo ha umiliato oltre. Forse ora potrà tornare alla sua vita normale.
Rick, cercando un tono disinvolto: "Ok, fatto! Allora... torniamo di là così mi ridai i vestiti?"
Monica, sorridendo in modo raggiante e soddisfatto: "Assolutamente no, Rick!"
Rick deglutisce a secco. Un brivido di terrore gli percorre la schiena. Qualcosa non va. Qualcosa non va per niente.
Monica, con movimenti calmi, raccoglie i resti della visita e chiude tutto di nuovo nella valigetta, si avvicina alla porta che collega il suo ufficio alla sala conferenze, lascia al di là la valigetta, estrae una chiave e la chiude a chiave con un clic sinistro, mettendola anche stavolta in tasca. Poi, tornando al centro della pedana da Rick, preme il pulsante del campanello accanto al maxischermo, quello che suona in tutti gli uffici per le adunate urgenti.
Rick ha un colpo al cuore, la voce un sussurro terrorizzato, le mani sempre più serrate sulle sue parti intime: "Monica... che fai? Adesso arriveranno tutte da tutti gli uffici! Fammi vestire, o almeno... nascondere da qualche parte!"
Monica, avvicinandosi a lui, la sua voce è adesso un miele velenoso: "E perché mai, Rick? Sei un nudista e praticante del CFNM. Lo hai appena dichiarato e firmato. Non devi vergognarti della tua pelle. Anzi, dovresti essere orgoglioso. E comunque... oltre alle colleghe e alle stagiste, abbiamo anche delle ospiti speciali. Eccole entrare!"
Dalla grande porta principale della sala conferenze, quella che dà sul corridoio principale, inizia a fluire una folla. Prima entrano Annabelle, Susie, Pilar, Terry e Carrie: le sue "amiche", le sue carnefici di due giorni di nudità forzata e umiliazioni pubbliche. I loro sorrisi sono larghi, gli occhi brillano di divertito riconoscimento.
Poi entrano, Connie, Geena, Mya, Georgia, Lorraine, Fanny, le sue due ex del lido, le due vicine vigilesse, le quattro cugine, le tre hostess ex-compagne di liceo, e tutte le sue conoscenze femminili che erano presenti in spiaggia il giorno prima.
Subito dopo, un fiume di donne in tailleur e abiti da ufficio inonda la sala. Sono tutte le colleghe di ogni reparto, incluse le giovani stagiste che lui adora corteggiare ma anche vessare quando non ci stanno, facendo lo spaccone con storie di prestazioni e doti inesistenti. Si accomodano sulle duecento sedie, i loro sguardi si fissano sulla pedana, divertite, incuriosite, beffarde. La visione è surreale: il loro unico collega maschio, lo spaccone che le tormenta da sei mesi, completamente nudo e imbarazzato, senza più la sua irritante baldanza, in piedi accanto alla direttrice Monica, impeccabile nel suo tailleur grigio perla.
La sala è ora piena. Un mormorio basso di voci femminili riempie l'aria. Rick è pietrificato, nudo sotto centinaia di occhi femminili che lo scrutano, che ridacchiano, che fanno apprezzamenti sul suo culo quando dà le spalle alla platea in cerca di una via di fuga inesistente, e che si soffermano lì dove le sue mani cercano ridicolmente di nascondere le sue parti intime. Monica gli è accanto, una presenza dominante e compiaciuta.
Rick, rivolto a Monica con lo sguardo perso, la voce un filo di disperazione: "Monica... ma perché?"
Carrie, seduta in prima fila con un sorriso a trentadue denti, alza la voce: "Hai finito di minacciarmi con la denuncia per quella foto, caro! Sei nudista, nessuna privacy violata!"
Come fa a sapere di questo? è forse la conferma implicita che Monica è diventata complice della loro vendetta? Rick se lo domanda rabbrividendo, e comincia a pensare di essere finito in trappola...
Molly, accanto a lei, annuisce con fare feroce: "Anche a me, bell’amico che sei! E pensare che volevamo solo farti restare nudo mezza giornata in ufficio e poi ridarti i vestiti, solo per darti una lezione, senza umiliarti come invece ti toccherà adesso!"
Taylor, le braccia conserte, lo fissa con occhi di ghiaccio: "Hai finito di fare lo sbruffone con le donne, raccontando frottole su quanto eri... dotato. La realtà dietro quelle mani è molto più modesta, eh? Finalmente ho la mia vendetta permanente. Ascolta Monica e capirai, caro. Le tue sbruffonate sono finite per sempre!"
Monica prende il microfono dall’asta. Il suo tono è chiaro, professionale, ma gli occhi brillano di una soddisfazione malcelata.
Monica: "Buongiorno a tutte! Grazie per essere intervenute così rapidamente. Rick ha appena firmato, davanti a me, una dichiarazione importantissima. È un nudista praticante e militante, in particolare sostenitore delle pratiche CFNM. Lo ha attestato di sua spontanea volontà."
Una risata collettiva, bassa e divertita, si alza dalle cento sedie. Rick vorrebbe sprofondare attraverso il pavimento.
Monica prosegue: "Quindi, da oggi in poi, e almeno per i prossimi sei mesi – periodo in cui resterà, come sapete, l'unico dipendente maschio di questo ufficio – ho deciso di rispettare la sua libertà individuale. La divisa ufficiale maschile fino a quando non ci saranno di nuovo altri uomini in azienda – dunque il suo dress code obbligatorio per tutte le ore lavorative, pausa pranzo inclusa – sarà questa!"
Con un gesto teatrale, indica Rick dalla testa ai piedi, nudo e tremante sulla pedana.
Monica: "Resterà COMPLETAMENTE NUDO!"
Applausi scroscianti e risate esplodono nella sala. Le donne battono le mani, fischiano, ridono apertamente. È uno spettacolo umiliante e perfetto.
Rick, paonazzo, la voce che cerca di sovrastare il clamore: "COSA? Ma Monica, non è il caso... non farlo, ti prego... è assurdo!"
Monica, abbassando il microfono e rivolgendosi direttamente a lui, il sorriso che si fa più tagliente: "Invece è proprio il caso, Rick. Perché se tu non fossi davvero il nudista convinto che hai dichiarato di essere, allora io avrei l'obbligo di licenziarti immediatamente per ciò che ho visto ieri. Comportamento esibizionista e sessualmente esplicito in un luogo pubblico. Sarebbe un licenziamento per giusta causa, per danni all’immagine dell’azienda. Vuoi questo?"
Rick tace, paralizzato. La trappola è perfetta.
Monica, tornando al microfono, con tono allegro: "E per assicurarmi che tu, Rick, sia davvero un nudista, e non un truffatore che ha firmato solo per salvarsi il posto... mi unirò personalmente alle tue amiche nei prossimi weekend. Andremo con te ovunque sarà consentito – meglio ancora se obbligatorio – che tu rimanga nudo. Spiagge, club, eventi privati. Possibilmente senza la presenza di altri uomini, per par condicio sul dress code anche lì, ovviamente! Ah… Ragazze, siete invitate tutte!"
Le risate diventano generali, fragorose. Rick si sente avvampare dalla vergogna e dalla rabbia impotente. La vendetta delle donne che aveva sbeffeggiato, minacciato, a cui aveva mentito spudoratamente, è compiuta. È totale. Lo guardano in prima fila – Carrie, Molly, Taylor, le sue vicine, tutte le altre – e godono visibilmente della sua umiliazione. I loro sguardi scendono sul suo corpo esposto, si soffermano con divertito disprezzo sulle sue mani che nascondono ancora per poco le sue dimensioni reali, così diverse dalle millantate, a decine e decine di colleghe, anch’esse stufe delle sue spacconate. Sanno che questa umiliazione non durerà un'ora. Durerà almeno sei lunghissimi mesi. Ogni giorno. In ufficio. Davanti a tutte. E poi nei weekend, ovunque loro e la sua direttrice decidano di portarlo nudo, pena il licenziamento in tronco.
Monica prosegue: "A proposito, ragazze. Poiché i gesti di autoerotismo sono ovviamente vietati dal regolamento aziendale, ma per un nudista "militante" il risveglio del… ehm... bastoncino è frequente e inevitabile, potrebbe rivelarsi spesso una necessità fisiologica di Rick... In caso di tale "necessità", dovrete pensarci voi, grazie all’assenso preventivo di Rick, espresso qui nella sua dichiarazione firmata. Ognuna a proprio modo e solo finché lo gradisce, naturalmente...anche lasciandolo sospeso se ci ripensate all’ultimo istante, magari. Ovviamente, voi potete toccare Rick quanto vi pare, ma lui non può assolutamente fare altrettanto con voi senza il vostro consenso! In pratica: giocate a piacimento col suo corpo nudo e col suo gingillo, e dategli piacere solo se lo volete voi! Un servizio di assistenza collettiva, ma anche un piacevole passatempo, direi. Magari così aumenterete anche il rendimento lavorativo, grazie a questo nuovo...incentivo!"
tripudio generale, Rick non può credere alle sue orecchie: ciò che ha passato per due giorni lo passerà ininterrottamente per sei mesi! Nudo e in balia di decine di colleghe, e poi di tutte le donne della città, accompagnato sadicamente dalla sua direttrice e dalle sue amiche! Taylor e le altre si godono il trionfo sorridenti in platea.
Monica, scambiando uno sguardo d'intesa carico di complicità con Taylor svelando così definitivamente a Rick, ormai in trappola, che tutto è stato un piano orchestrato, completa l'umiliazione con voce tagliente: "Rick, ogni giorno a inizio turno lascerai i vestiti dove si trovano in questo momento, nel mio ufficio, dove saranno messi sotto chiave da me personalmente. A fine turno, tornerai a recuperarli. Ora, visto che sei un nudista dichiarato, se non vuoi essere scambiato per un volgare pervertito e quindi licenziato per giusta causa immediatamente... togli le mani da lì. E non rimetterle mai più, in ufficio... e neppure fuori, nei weekend con me presente."
Risate generali, applausi scroscianti per Monica, poi un’aria di fremente attesa cala nella sala. Cento donne trattengono il fiato, gli occhi fissi su di lui.
Rick, sempre più paonazzo, borbotta verso la prima fila, dove siedono le sue amiche e le colleghe, mai così odiate: "Giuro... giuro che un giorno me la pagherete tutte. Fosse l'ultima cosa che faccio!"
Poi, con un respiro tremante, rassegnato e sconfitto, obbedisce. Stacca le mani dal pube. Le lascia cadere, inerti, lungo i fianchi. Resta completamente esposto alle cento colleghe e conoscenti. Il suo pene, ridotto a un misero 6 centimetri a riposo – forse anche meno, per l'imbarazzo e il recente orgasmo – è ora in piena, tragica vista di tutte.
Il silenzio dura un secondo, due. Poi si trasforma in un boato di risate fragorose, liberatorie. Le donne indicano, puntano il dito, ridono senza controllo. Le battute volano, soprattutto tra le stagiste con cui si vantava per portarle a letto.
"Venti centimetri diceva, no?"
"Era forse in un'altra unità di misura!"
"Ma guardalo! È carino, così piccolo!"
"Poverino, si è rimpicciolito dalla vergogna!"
"Hai fatto lo spaccone per mesi, e hai il pisellino di mio nipote di sei anni!"
"Volevi vederci nude e invece ti vedremo noi tutto nudo per sei mesi! W il karma!"
"Che coraggio, restare nudo davanti a cento donne vestite...per di più con così poca merce da mostrare!"
"Non vedo l’ora di giocarci per vedere se cresce e diventa decente...magari per poi lasciarti insoddisfatto, come meriti per come ci hai trattate!"
"Volevi scoparci tutte...con quel gamberetto? Con la fantasia, forse!"
"Il tuo pisellino sarà il nostro scacciapensieri per sei mesi...così ti passerà per sempre la voglia di palparci con la scusa degli stage!"
"Cercavi sempre di palparci il sedere, e adesso sarai sculacciato da noi, ogni volta che ti comporterai male!"
"Certo che è davvero piccolo, visto così… Magari in tiro cresce, da patetico e mediocre!"
Rick ascolta, il volto una maschera di bruciante umiliazione. Cerca di urlare qualcosa, la sua ultima, patetica difesa: "Smettetela! Sono un grower! Lo sanno tutte ormai! In tiro è molto più grande!"
Monica, al microfono, dà il colpo di grazia. La sua voce è dolce, ma ogni parola è un chiodo nella bara della sua dignità, mentre con l’altra mano afferra tra indice e pollice il pisello di Rick: "Come aveva scritto Connie al lido dei nudisti, Rick? ‘Cm dichiarati: 20. Cm effettivi: 6. Con grande impegno arrivano a 13.’ Mi sembra una descrizione piuttosto accurata e realistica del tuo pisellino!" facendo poi con la mano il segno del pisello piccolo con indice e pollice
Altre risate, ancora più forti, scuotono la sala. In prima fila, le cinque amiche – Annabelle, Pilar, Terry, Susie e Carrie – e le quattro colleghe di reparto – Molly, Nancy, Fanny e, soprattutto, la nemica giurata Taylor – si godono la scena. I loro sorrisi sono trionfanti, soddisfatti, crudeli. Guardano Rick come si guarda uno spettacolo comico particolarmente riuscito. Taylor incrocia lo sguardo di Monica e fa un cenno di assenso ormai palese: la vendetta è perfetta.
Taylor, prima di tornare in reparto, decide di coronare la sua trionfale rivincita con l’umiliazione finale, avvicinandosi: "Rick, ti aspettiamo in ufficio alle nostre scrivanie. Quando vieni portaci 8 caffè, 4 per noi e 4 per le nostre stagiste…O sarai sculacciato proprio da loro, quelle a cui volevi toccare tu il culo!" poi, giocando col suo pisello "Mi raccomando, il caffè dev’essere lungo… perchè mi sa tanto che sarà l’unica cosa lunga nella stanza!"
Le quattro colleghe scoppiano a ridere, Rick non ha più il coraggio di guardarle. La vergogna è un peso troppo grande. Abbassa la testa, fissando le proprie nude caviglie sul pavimento lucido della pedana. È sconfitto. Annichilito.
Pilar conclude l’umiliazione, alzandosi anche lei e prendendo con pollice ed indice il pisello di Rick, giocandoci un po’ sotto gli occhi delle altre 4 amiche, sorridenti e trionfanti: "Per questo weekend abbiamo già in mente due giorni di fuoco, ovviamente assieme a Monica: sabato sarai il modello nudo della nostra lezione di pittura al college femminile, e domenica passeremo la giornata al compleanno di Geena...ovviamente solo donne. Coraggio, in fondo sono solo sei mesi… uno per ogni centimetro di questo tenero lombrico!"
Rick non reagisce neppure, ormai vinto dalla peggiore umiliazione della sua vita, che capisce essere appena all’inizio.
Monica, con una battuta finale che sigilla tutto, chiude il microfono e dice ad alta voce, senza bisogno di amplificazione: "Rick, suvvia. Sei un nudista convinto, cosa ti importa delle dimensioni? Dovresti essere libero, fiero della tua natura. E per quella bugia sul cobra rivelatosi invece un vermicello, beh lo sai... le bugie hanno le gambe corte..."
Fa una pausa calcolata, lasciando che le ultime risate si smorzino.
Monica: "Anche se, nel tuo sfortunato caso, invece delle gambe... sembra che di corto ti abbiano lasciato solo il pisellino!"
L'ultima ondata di ilarità collettiva sommerge Rick. Lui non alza più lo sguardo. Rimane lì, nudo, esposto, ridicolizzato, davanti a cento donne che hanno appena celebrato la sua pubblica umiliazione come un trionfo. Il suo corpo sembra più piccolo, contratto dalla vergogna. Il silenzio che segue le risate è ancora più pesante, carico della consapevolezza di ciò che i prossimi sei mesi riserveranno.
Monica, soddisfatta, posa il microfono al suo posto. Con un gesto della mano, indica che l'incontro è concluso, e torna nel suo ufficio. Le donne iniziano ad alzarsi, chiacchierando tra loro, lanciando ultimi sguardi divertiti e beffardi verso la pedana. La vendetta è servita, fredda, e durerà a lungo. La trappola è scattata. Rick, dopo sei mesi di arroganza nei loro confronti subirà un terribile contrappasso: totalmente e perennemente nudo, e completamente in loro potere, per almeno sei mesi. La sua baldanza maschilista è finita per sempre: lo spaccone di appena tre giorni prima è adesso uno zimbello nudo e ridicolizzato da tutte, dentro e fuori il suo ufficio, che si dirige a preparare il caffè alle sue colleghe e alle stagiste del suo reparto, per paura di essere sculacciato da loro come un bambino disobbediente. Un bambino senza neppure il pannolino a nascondere una dotazione che si fa sempre più piccola dalla vergogna, che lui millantava enorme e che adesso sarà il piccolo passatempo e giocattolo di amiche, colleghe e conoscenti. Una bugia che, assieme alla sua arroganza, gli è costata cara.
FINE
Il giorno dopo Rick si sveglia carico di adrenalina, fa colazione in modo vorace, si prepara e si veste con cura, quasi una divisa da vincitore. Va in ufficio, spinge la porta con sicurezza ed entra nella stanza che condivide con le colleghe e le stagiste del suo reparto.
Rick, con un tono irridente e alto: "Buongiorno a tutte, gallinelle! Dormito bene con i vostri sogni di vendetta andati in fumo?"
Il suo sguardo scivola su Molly, Fanny, Taylor, Nancy, e poi sulle quattro ignare stagiste, con arroganza rinnovata. Tutte lo ignorano, restando a testa bassa sui pc e fingendo di essere già assorte nel lavoro.
Rick: "Allora, chi mi prepara il caffè? Macchiato, grazie! E che sia buono, oggi ho voglia di qualcosa di dolce, per compensare la vostra acidità di eterne zitelle!"
Proprio in quel momento, la porta dell'ufficio si apre di nuovo. Ad entrare è Monica, la direttrice, impeccabile nel suo tailleur.
Monica, con un sorriso professionale: "Buongiorno a tutti."
Rick, sorpreso ma pronto: "Monica! Che sorpresa, non eri in missione questa settimana?"
Monica, fissandolo direttamente: "Ho rinviato la missione al mese prossimo. Proprio per te, Rick. Seguimi in ufficio, per favore."
Un leggero brivido, subito represso, percorre Rick. Si alza rapidamente e segue Monica nel suo ampio ufficio da direttrice. La porta si chiude con un clic soffice alle sue spalle.
Monica si siede dietro la sua scrivania, ordinata e impersonale. Rick rimane in piedi, cercando di mantenere un'aria disinvolta.
Monica, prendendo un foglio: "Rick, devi fare la visita medica aziendale. Mi sono accorta che eri assente quando l'hanno fatta le tue colleghe, e manchi solo tu. È obbligatoria per il rinnovo dell'assicurazione e non possiamo rinviare ancora."
Rick, rilassandosi un po': "Ah, certo. Grazie del pensiero, sei rimasta qui apposta... Cosa faccio, misuro la pressione? Il peso? Ma dov’è il dottore?"
Monica, alzando lo sguardo dal foglio, i suoi occhi sono fermi, imperscrutabili: "Anche. Ho preso tutti gli appunti dal medico aziendale. Purtroppo, lui è in malattia. In questi casi di urgenza, visto che siamo all’ultimo giorno utile, posso provvedere io, seguendo le sue istruzioni. È tutto in regola."
Rick: "Va bene, allora. Dove mi metto?"
Monica indica il centro della stanza, uno spazio vuoto davanti alla scrivania.
Monica, con una voce che non ammette repliche: "Per cominciare... spogliati. Completamente."
Rick sgrana gli occhi, il suo trionfo di pochi istanti prima si sbriciola.
Rick: "Monica, ma... dici sul serio? Col dottore bastava qualche controllo sommario, la pressione, il peso..."
Monica lo interrompe con un gesto secco della mano: "Sì, lo so. Ma in questi casi, quando il medico è assente e io devo sostituirlo, sono tenuta a seguire il protocollo completo. Visita integrale. Quindi, spogliati completamente e lascia i vestiti sulla scrivania."
Rick non può credere alle sue orecchie. Un rossore di imbarazzo e rabbia gli sale alle guance: ha cercato per due giorni di non far arrivare a Monica le foto che immortalavano la sua nudità, e adesso deve mostrarsi nudo davanti a lei, dal vivo!
Rick: "Ma è assurdo! Non c'è bisogno di..."
Monica si irrigidisce, la sua voce diventa tagliente come il ghiaccio: "Ora basta, Rick! Ho rinviato di un mese una missione fuori regione per questa formalità! Meno storie o, senza visita, da domani sei automaticamente licenziato. Per legge. E pur contro la mia volontà."
La minaccia è reale, concreta. Rick con un respiro tremante, rassegnato, inizia a spogliarsi. Ogni indumento che toglie aumenta il suo imbarazzo. La cravatta, la giacca, la camicia, i pantaloni. Rimane in piedi davanti a lei, tremante leggermente, coperto solo dai suoi slip neri.
Monica, indicandoli con un cenno del mento: "Anche quelli, Rick. Sai che la visita comprende anche le zone intime. Tranquillo, sarò professionale. Come sempre."
Rick indugia, le mani che si stringono involontariamente sui fianchi. Monica, spazientita, si alza e gli va incontro con passo deciso. Prima che Rick possa reagire, lei si china e, con un gesto fulmineo, afferra l'elastico dei suoi slip neri e li tira giù fino alle caviglie.
Rick, per istinto, riesce a portare le mani a coprire il suo pube, nascondendo appena in tempo le sue parti intime alla vista diretta. Un gemito di vergogna gli sfugge. Monica, senza scomporsi, lo fa sobbalzare fuori completamente dagli slip, lasciandolo completamente nudo. Raccoglie il tessuto nero, lo aggiunge al mucchio di vestiti sulla scrivania. Poi si china, afferra anche le sue scarpe e le calze, e mette tutto nel suo ampio armadio a muro, chiudendo la porta a chiave con un clic sonoro e infilandosi la chiave in tasca.
Rick, la voce strozzata: "Ma che fai? Che significa tutto questo?"
Monica, voltandosi con un'espressione neutra: "Dobbiamo spostarci da qui per fare la visita. E non vorrei che la signora delle pulizie, passando, vedesse questi vestiti e li facesse sparire, non sapendo cosa ci facciano qui. Sarebbe... imbarazzante per te, no?"
Si avvicina alla porta laterale del suo ufficio, quella che collega direttamente con la grande sala conferenze.
Rick, nudo e con le mani incollate al pube, segue Monica nella vasta sala conferenze. Il contrasto è agghiacciante: le duecento sedie vuote allineate, lo schermo gigante per le proiezioni spento, il tavolo dei relatori stranamente assente, sostituito solo da un microfono e la relativa asta. Lui, che ha parlato qui tante volte vestito con impeccabili completi, ora è completamente esposto, il suo corpo pallido sotto le luci al neon. Si sistema sulla pedana, davanti allo schermo, sentendo il gelo del pavimento sotto i piedi nudi.
Monica posa una piccola valigetta su una delle sedie in prima fila. Con efficienza chirurgica, estrae uno sfigmomanometro, un oftalmoscopio, un martelletto riflesso. La visita procede rapida, meccanica.
Monica, dopo avergli misurato la pressione: Centoventi su ottanta. Perfetto.
Controlla i suoi occhi, la pelle, ascolta il cuore con lo stetoscopio, le sue dita fredde e professionali che toccano il suo torace.
Monica: "Tutto a posto, Rick. Pressione, vista, controllo della pelle... e complimenti. Bel fisico, tonico."
Nel dire questo, allunga una mano e gli dà una sculacciata secca e sonora sul gluteo sinistro. Rick sobbalza, un'ondata di calore gli invade il volto.
Monica, con tono che non ammette repliche: "Adesso togli le mani da lì. Per l'ultimo controllo."
Rick, la voce tremula: "Monica, non... non serve, ti assicuro..."
Monica: "So io cosa serve. E come vedi, so essere estremamente professionale."
Con un movimento rapido e deciso, afferra i polsi di Rick e glieli allontana dal pube, costringendolo a scoprirsi completamente. Rick avvampa di vergogna, sentendo l'aria fredda della stanza su di sé, impotente. Monica si china leggermente, osservando con occhio clinico. Non lo tocca subito, ma la sua vicinanza è un'umiliazione totale: adesso anche la sua direttrice sa che ha sempre mentito sulle sue dimensioni, tutt’altro che da stallone, soprattutto a riposo come adesso. Poi, con fare freddo e professionale, Monica inizia a giocare col pisello di Rick. Prima con due dita, poi man mano che cresce anche con le altre.
Rick: "Monica, ma che fai? Che razza di visita è?"
Monica prosegue questa sega improvvisata e imbarazzante, mentre con l’altra mano tira fuori dalla tasca una provetta: "Tranquillo Rick. Hai consegnato i campioni di sangue, urine e feci, tutti in regola peraltro; ma mancava quello di sperma."
Rick: "Ma così è umiliante, mi vergogno…vado io a riempirla in bagno!"
Monica: "No Rick, dovresti andarci nudo perché i bagni sono fuori da questa sala...non credo ti convenga!"
Rick: "Allora almeno faccio io, così è troppo imbarazzante!"
Monica, sorridendo e abbandonando clamorosamente la sua professionalità per una battuta: "Tranquillo Rick...sto seguendo il protocollo...e non mi dispiace neppure!"
Rick avvampa di vergogna, la situazione è surreale: lui nudo nella sala conferenze, e la sua direttrice che gli sta facendo un prelievo di sperma con le sue mani!
Monica, intanto prosegue con fare sapiente ma quasi distaccato. Rick inevitabilmente raggiunge la piena erezione, inizia a gemere, arriva a un passo dall’orgasmo, e infine esplode, con Monica che cerca di raccogliere lo sperma che vola ovunque nella provetta, mentre prosegue con l’altra mano fino a che gli spasmi di Rick non si placano. Poi, come se fosse la cosa più normale del mondo, osserva con una lente tirata fuori dall’altra tasca il contenuto della provetta e dice: "Tutto a posto anche qui. Niente anomalie." Infine si ripulisce con una salviettina e ne porge una anche a Rick, mentre ripone tutti gli strumenti nella valigetta.
Rick vorrebbe scomparire, ma mentre si pulisce, col suo pisello che torna alla consueta misera misura a riposo, riceve un nuovo colpo al cuore.
Monica: "Sei centimetri a riposo. Tredici in erezione. Sei nella media. Perché millantavi venti centimetri con tutte? Era proprio necessario?"
Rick è sconvolto. Il suo mondo crolla. La voce gli esce come un rantolo: "Monica... ma come... come fai a sapere esattamente..."
Monica, incrociando le braccia: "Ero anch'io in spiaggia ieri, sai? All'evento CFNM. Quello per sole donne, con un unico uomo presente come "ospite speciale". Tu."
Rick vorrebbe scomparire. La direttrice, la donna sempre così pudica, intransigente sul decoro in ufficio, lo ha visto. Lo ha visto nudo per tutta la domenica, esposto a migliaia di sguardi femminili. Lo ha visto essere toccato, sculacciato, misurato, masturbato in pubblico dalle sue stesse "amiche". Il terrore per il suo lavoro diventa un gelo nello stomaco.
Rick, la voce rotta dal panico e coprendosi il pacco con le mani d’istinto: "Monica, posso spiegare... Non era quello che sembrava. Non giungere a conclusioni affrettate, ti prego..."
Monica, fa un passo in avanti, il suo sguardo si fa più intenso, meno professionale: "Tranquillo, Rick. Ero lì perché sapevo che in quelle occasioni, di solito, non si presenta nessun uomo. Potevo starmene tranquilla al sole, senza molestatori. Ma poi ho visto che c'eri tu. Incurante di qualsiasi vergogna. E finalmente libero dalla menzogna sulla tua dotazione. È stato... illuminante."
Rick arrossisce violentemente, sentendo le parole di Monica come una lama che squarcia ogni sua difesa.
Rick, balbettando: "Dunque... non sono... licenziato?"
Monica, scuotendo lentamente la testa: "Assolutamente no. Ovviamente... a patto che tu sia effettivamente un nudista convinto e un seguace libero dello stile di vita CFNM. Perché altrimenti, se quello di ieri fosse stato solo un episodio di esibizionismo da pervertito, beh... allora sì, dovrei classificarti come un pericolo per l'ambiente di lavoro e licenziarti immediatamente. La nostra policy è chiara su queste cose."
Rick, come mosso da un istinto di sopravvivenza, intravede una via d'uscita e la percorre senza pensarci. Una bugia che può salvarlo.
Rick, cercando di dare fermezza alla voce: "Ma certo che lo sono! Sono un nudista. Assolutamente consenziente. È... è il mio stile di vita, il CFNM. Da anni. Ieri non era una forzatura, era una scelta. La mia scelta."
Monica: "Bene, Rick. Allora non sei licenziato. Ma siccome non vorrei ritrovarmi nei guai in futuro se qualcuno dicesse il contrario... per favore, firma questo modulo. È una semplice dichiarazione in cui attesti, ufficialmente, di essere un nudista militante e di sposare questa filosofia e le sue pratiche, in piena consapevolezza e convinzione, senza intenzione alcuna di molestare nessuno."
Monica estrae un foglio dalla sua valigetta e lo posa su una sedia in prima fila, accanto a una penna. Rick non legge nemmeno, la paura è troppa. Afferra la penna e firma con un tratto frettoloso. Tira un sospiro di sollievo. Ha salvato il posto con una bugia imbarazzante, ma Monica è stata tutto sommato professionale e comprensiva, e non lo ha umiliato oltre. Forse ora potrà tornare alla sua vita normale.
Rick, cercando un tono disinvolto: "Ok, fatto! Allora... torniamo di là così mi ridai i vestiti?"
Monica, sorridendo in modo raggiante e soddisfatto: "Assolutamente no, Rick!"
Rick deglutisce a secco. Un brivido di terrore gli percorre la schiena. Qualcosa non va. Qualcosa non va per niente.
Monica, con movimenti calmi, raccoglie i resti della visita e chiude tutto di nuovo nella valigetta, si avvicina alla porta che collega il suo ufficio alla sala conferenze, lascia al di là la valigetta, estrae una chiave e la chiude a chiave con un clic sinistro, mettendola anche stavolta in tasca. Poi, tornando al centro della pedana da Rick, preme il pulsante del campanello accanto al maxischermo, quello che suona in tutti gli uffici per le adunate urgenti.
Rick ha un colpo al cuore, la voce un sussurro terrorizzato, le mani sempre più serrate sulle sue parti intime: "Monica... che fai? Adesso arriveranno tutte da tutti gli uffici! Fammi vestire, o almeno... nascondere da qualche parte!"
Monica, avvicinandosi a lui, la sua voce è adesso un miele velenoso: "E perché mai, Rick? Sei un nudista e praticante del CFNM. Lo hai appena dichiarato e firmato. Non devi vergognarti della tua pelle. Anzi, dovresti essere orgoglioso. E comunque... oltre alle colleghe e alle stagiste, abbiamo anche delle ospiti speciali. Eccole entrare!"
Dalla grande porta principale della sala conferenze, quella che dà sul corridoio principale, inizia a fluire una folla. Prima entrano Annabelle, Susie, Pilar, Terry e Carrie: le sue "amiche", le sue carnefici di due giorni di nudità forzata e umiliazioni pubbliche. I loro sorrisi sono larghi, gli occhi brillano di divertito riconoscimento.
Poi entrano, Connie, Geena, Mya, Georgia, Lorraine, Fanny, le sue due ex del lido, le due vicine vigilesse, le quattro cugine, le tre hostess ex-compagne di liceo, e tutte le sue conoscenze femminili che erano presenti in spiaggia il giorno prima.
Subito dopo, un fiume di donne in tailleur e abiti da ufficio inonda la sala. Sono tutte le colleghe di ogni reparto, incluse le giovani stagiste che lui adora corteggiare ma anche vessare quando non ci stanno, facendo lo spaccone con storie di prestazioni e doti inesistenti. Si accomodano sulle duecento sedie, i loro sguardi si fissano sulla pedana, divertite, incuriosite, beffarde. La visione è surreale: il loro unico collega maschio, lo spaccone che le tormenta da sei mesi, completamente nudo e imbarazzato, senza più la sua irritante baldanza, in piedi accanto alla direttrice Monica, impeccabile nel suo tailleur grigio perla.
La sala è ora piena. Un mormorio basso di voci femminili riempie l'aria. Rick è pietrificato, nudo sotto centinaia di occhi femminili che lo scrutano, che ridacchiano, che fanno apprezzamenti sul suo culo quando dà le spalle alla platea in cerca di una via di fuga inesistente, e che si soffermano lì dove le sue mani cercano ridicolmente di nascondere le sue parti intime. Monica gli è accanto, una presenza dominante e compiaciuta.
Rick, rivolto a Monica con lo sguardo perso, la voce un filo di disperazione: "Monica... ma perché?"
Carrie, seduta in prima fila con un sorriso a trentadue denti, alza la voce: "Hai finito di minacciarmi con la denuncia per quella foto, caro! Sei nudista, nessuna privacy violata!"
Come fa a sapere di questo? è forse la conferma implicita che Monica è diventata complice della loro vendetta? Rick se lo domanda rabbrividendo, e comincia a pensare di essere finito in trappola...
Molly, accanto a lei, annuisce con fare feroce: "Anche a me, bell’amico che sei! E pensare che volevamo solo farti restare nudo mezza giornata in ufficio e poi ridarti i vestiti, solo per darti una lezione, senza umiliarti come invece ti toccherà adesso!"
Taylor, le braccia conserte, lo fissa con occhi di ghiaccio: "Hai finito di fare lo sbruffone con le donne, raccontando frottole su quanto eri... dotato. La realtà dietro quelle mani è molto più modesta, eh? Finalmente ho la mia vendetta permanente. Ascolta Monica e capirai, caro. Le tue sbruffonate sono finite per sempre!"
Monica prende il microfono dall’asta. Il suo tono è chiaro, professionale, ma gli occhi brillano di una soddisfazione malcelata.
Monica: "Buongiorno a tutte! Grazie per essere intervenute così rapidamente. Rick ha appena firmato, davanti a me, una dichiarazione importantissima. È un nudista praticante e militante, in particolare sostenitore delle pratiche CFNM. Lo ha attestato di sua spontanea volontà."
Una risata collettiva, bassa e divertita, si alza dalle cento sedie. Rick vorrebbe sprofondare attraverso il pavimento.
Monica prosegue: "Quindi, da oggi in poi, e almeno per i prossimi sei mesi – periodo in cui resterà, come sapete, l'unico dipendente maschio di questo ufficio – ho deciso di rispettare la sua libertà individuale. La divisa ufficiale maschile fino a quando non ci saranno di nuovo altri uomini in azienda – dunque il suo dress code obbligatorio per tutte le ore lavorative, pausa pranzo inclusa – sarà questa!"
Con un gesto teatrale, indica Rick dalla testa ai piedi, nudo e tremante sulla pedana.
Monica: "Resterà COMPLETAMENTE NUDO!"
Applausi scroscianti e risate esplodono nella sala. Le donne battono le mani, fischiano, ridono apertamente. È uno spettacolo umiliante e perfetto.
Rick, paonazzo, la voce che cerca di sovrastare il clamore: "COSA? Ma Monica, non è il caso... non farlo, ti prego... è assurdo!"
Monica, abbassando il microfono e rivolgendosi direttamente a lui, il sorriso che si fa più tagliente: "Invece è proprio il caso, Rick. Perché se tu non fossi davvero il nudista convinto che hai dichiarato di essere, allora io avrei l'obbligo di licenziarti immediatamente per ciò che ho visto ieri. Comportamento esibizionista e sessualmente esplicito in un luogo pubblico. Sarebbe un licenziamento per giusta causa, per danni all’immagine dell’azienda. Vuoi questo?"
Rick tace, paralizzato. La trappola è perfetta.
Monica, tornando al microfono, con tono allegro: "E per assicurarmi che tu, Rick, sia davvero un nudista, e non un truffatore che ha firmato solo per salvarsi il posto... mi unirò personalmente alle tue amiche nei prossimi weekend. Andremo con te ovunque sarà consentito – meglio ancora se obbligatorio – che tu rimanga nudo. Spiagge, club, eventi privati. Possibilmente senza la presenza di altri uomini, per par condicio sul dress code anche lì, ovviamente! Ah… Ragazze, siete invitate tutte!"
Le risate diventano generali, fragorose. Rick si sente avvampare dalla vergogna e dalla rabbia impotente. La vendetta delle donne che aveva sbeffeggiato, minacciato, a cui aveva mentito spudoratamente, è compiuta. È totale. Lo guardano in prima fila – Carrie, Molly, Taylor, le sue vicine, tutte le altre – e godono visibilmente della sua umiliazione. I loro sguardi scendono sul suo corpo esposto, si soffermano con divertito disprezzo sulle sue mani che nascondono ancora per poco le sue dimensioni reali, così diverse dalle millantate, a decine e decine di colleghe, anch’esse stufe delle sue spacconate. Sanno che questa umiliazione non durerà un'ora. Durerà almeno sei lunghissimi mesi. Ogni giorno. In ufficio. Davanti a tutte. E poi nei weekend, ovunque loro e la sua direttrice decidano di portarlo nudo, pena il licenziamento in tronco.
Monica prosegue: "A proposito, ragazze. Poiché i gesti di autoerotismo sono ovviamente vietati dal regolamento aziendale, ma per un nudista "militante" il risveglio del… ehm... bastoncino è frequente e inevitabile, potrebbe rivelarsi spesso una necessità fisiologica di Rick... In caso di tale "necessità", dovrete pensarci voi, grazie all’assenso preventivo di Rick, espresso qui nella sua dichiarazione firmata. Ognuna a proprio modo e solo finché lo gradisce, naturalmente...anche lasciandolo sospeso se ci ripensate all’ultimo istante, magari. Ovviamente, voi potete toccare Rick quanto vi pare, ma lui non può assolutamente fare altrettanto con voi senza il vostro consenso! In pratica: giocate a piacimento col suo corpo nudo e col suo gingillo, e dategli piacere solo se lo volete voi! Un servizio di assistenza collettiva, ma anche un piacevole passatempo, direi. Magari così aumenterete anche il rendimento lavorativo, grazie a questo nuovo...incentivo!"
tripudio generale, Rick non può credere alle sue orecchie: ciò che ha passato per due giorni lo passerà ininterrottamente per sei mesi! Nudo e in balia di decine di colleghe, e poi di tutte le donne della città, accompagnato sadicamente dalla sua direttrice e dalle sue amiche! Taylor e le altre si godono il trionfo sorridenti in platea.
Monica, scambiando uno sguardo d'intesa carico di complicità con Taylor svelando così definitivamente a Rick, ormai in trappola, che tutto è stato un piano orchestrato, completa l'umiliazione con voce tagliente: "Rick, ogni giorno a inizio turno lascerai i vestiti dove si trovano in questo momento, nel mio ufficio, dove saranno messi sotto chiave da me personalmente. A fine turno, tornerai a recuperarli. Ora, visto che sei un nudista dichiarato, se non vuoi essere scambiato per un volgare pervertito e quindi licenziato per giusta causa immediatamente... togli le mani da lì. E non rimetterle mai più, in ufficio... e neppure fuori, nei weekend con me presente."
Risate generali, applausi scroscianti per Monica, poi un’aria di fremente attesa cala nella sala. Cento donne trattengono il fiato, gli occhi fissi su di lui.
Rick, sempre più paonazzo, borbotta verso la prima fila, dove siedono le sue amiche e le colleghe, mai così odiate: "Giuro... giuro che un giorno me la pagherete tutte. Fosse l'ultima cosa che faccio!"
Poi, con un respiro tremante, rassegnato e sconfitto, obbedisce. Stacca le mani dal pube. Le lascia cadere, inerti, lungo i fianchi. Resta completamente esposto alle cento colleghe e conoscenti. Il suo pene, ridotto a un misero 6 centimetri a riposo – forse anche meno, per l'imbarazzo e il recente orgasmo – è ora in piena, tragica vista di tutte.
Il silenzio dura un secondo, due. Poi si trasforma in un boato di risate fragorose, liberatorie. Le donne indicano, puntano il dito, ridono senza controllo. Le battute volano, soprattutto tra le stagiste con cui si vantava per portarle a letto.
"Venti centimetri diceva, no?"
"Era forse in un'altra unità di misura!"
"Ma guardalo! È carino, così piccolo!"
"Poverino, si è rimpicciolito dalla vergogna!"
"Hai fatto lo spaccone per mesi, e hai il pisellino di mio nipote di sei anni!"
"Volevi vederci nude e invece ti vedremo noi tutto nudo per sei mesi! W il karma!"
"Che coraggio, restare nudo davanti a cento donne vestite...per di più con così poca merce da mostrare!"
"Non vedo l’ora di giocarci per vedere se cresce e diventa decente...magari per poi lasciarti insoddisfatto, come meriti per come ci hai trattate!"
"Volevi scoparci tutte...con quel gamberetto? Con la fantasia, forse!"
"Il tuo pisellino sarà il nostro scacciapensieri per sei mesi...così ti passerà per sempre la voglia di palparci con la scusa degli stage!"
"Cercavi sempre di palparci il sedere, e adesso sarai sculacciato da noi, ogni volta che ti comporterai male!"
"Certo che è davvero piccolo, visto così… Magari in tiro cresce, da patetico e mediocre!"
Rick ascolta, il volto una maschera di bruciante umiliazione. Cerca di urlare qualcosa, la sua ultima, patetica difesa: "Smettetela! Sono un grower! Lo sanno tutte ormai! In tiro è molto più grande!"
Monica, al microfono, dà il colpo di grazia. La sua voce è dolce, ma ogni parola è un chiodo nella bara della sua dignità, mentre con l’altra mano afferra tra indice e pollice il pisello di Rick: "Come aveva scritto Connie al lido dei nudisti, Rick? ‘Cm dichiarati: 20. Cm effettivi: 6. Con grande impegno arrivano a 13.’ Mi sembra una descrizione piuttosto accurata e realistica del tuo pisellino!" facendo poi con la mano il segno del pisello piccolo con indice e pollice
Altre risate, ancora più forti, scuotono la sala. In prima fila, le cinque amiche – Annabelle, Pilar, Terry, Susie e Carrie – e le quattro colleghe di reparto – Molly, Nancy, Fanny e, soprattutto, la nemica giurata Taylor – si godono la scena. I loro sorrisi sono trionfanti, soddisfatti, crudeli. Guardano Rick come si guarda uno spettacolo comico particolarmente riuscito. Taylor incrocia lo sguardo di Monica e fa un cenno di assenso ormai palese: la vendetta è perfetta.
Taylor, prima di tornare in reparto, decide di coronare la sua trionfale rivincita con l’umiliazione finale, avvicinandosi: "Rick, ti aspettiamo in ufficio alle nostre scrivanie. Quando vieni portaci 8 caffè, 4 per noi e 4 per le nostre stagiste…O sarai sculacciato proprio da loro, quelle a cui volevi toccare tu il culo!" poi, giocando col suo pisello "Mi raccomando, il caffè dev’essere lungo… perchè mi sa tanto che sarà l’unica cosa lunga nella stanza!"
Le quattro colleghe scoppiano a ridere, Rick non ha più il coraggio di guardarle. La vergogna è un peso troppo grande. Abbassa la testa, fissando le proprie nude caviglie sul pavimento lucido della pedana. È sconfitto. Annichilito.
Pilar conclude l’umiliazione, alzandosi anche lei e prendendo con pollice ed indice il pisello di Rick, giocandoci un po’ sotto gli occhi delle altre 4 amiche, sorridenti e trionfanti: "Per questo weekend abbiamo già in mente due giorni di fuoco, ovviamente assieme a Monica: sabato sarai il modello nudo della nostra lezione di pittura al college femminile, e domenica passeremo la giornata al compleanno di Geena...ovviamente solo donne. Coraggio, in fondo sono solo sei mesi… uno per ogni centimetro di questo tenero lombrico!"
Rick non reagisce neppure, ormai vinto dalla peggiore umiliazione della sua vita, che capisce essere appena all’inizio.
Monica, con una battuta finale che sigilla tutto, chiude il microfono e dice ad alta voce, senza bisogno di amplificazione: "Rick, suvvia. Sei un nudista convinto, cosa ti importa delle dimensioni? Dovresti essere libero, fiero della tua natura. E per quella bugia sul cobra rivelatosi invece un vermicello, beh lo sai... le bugie hanno le gambe corte..."
Fa una pausa calcolata, lasciando che le ultime risate si smorzino.
Monica: "Anche se, nel tuo sfortunato caso, invece delle gambe... sembra che di corto ti abbiano lasciato solo il pisellino!"
L'ultima ondata di ilarità collettiva sommerge Rick. Lui non alza più lo sguardo. Rimane lì, nudo, esposto, ridicolizzato, davanti a cento donne che hanno appena celebrato la sua pubblica umiliazione come un trionfo. Il suo corpo sembra più piccolo, contratto dalla vergogna. Il silenzio che segue le risate è ancora più pesante, carico della consapevolezza di ciò che i prossimi sei mesi riserveranno.
Monica, soddisfatta, posa il microfono al suo posto. Con un gesto della mano, indica che l'incontro è concluso, e torna nel suo ufficio. Le donne iniziano ad alzarsi, chiacchierando tra loro, lanciando ultimi sguardi divertiti e beffardi verso la pedana. La vendetta è servita, fredda, e durerà a lungo. La trappola è scattata. Rick, dopo sei mesi di arroganza nei loro confronti subirà un terribile contrappasso: totalmente e perennemente nudo, e completamente in loro potere, per almeno sei mesi. La sua baldanza maschilista è finita per sempre: lo spaccone di appena tre giorni prima è adesso uno zimbello nudo e ridicolizzato da tutte, dentro e fuori il suo ufficio, che si dirige a preparare il caffè alle sue colleghe e alle stagiste del suo reparto, per paura di essere sculacciato da loro come un bambino disobbediente. Un bambino senza neppure il pannolino a nascondere una dotazione che si fa sempre più piccola dalla vergogna, che lui millantava enorme e che adesso sarà il piccolo passatempo e giocattolo di amiche, colleghe e conoscenti. Una bugia che, assieme alla sua arroganza, gli è costata cara.
FINE
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whatashame
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Re: THE LITTLE SECRET OF THE BIG BRAGGART
NOTA: Vorrei sapere cosa ne pensate, visto che è il mio primo lavoro. Essendo scritto in italiano e tradotto (male, in automatico) in inglese, vi ho appena lascio anche la versione originale.
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whatashame
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Re: THE LITTLE SECRET OF THE BIG BRAGGART
IL PICCOLO SEGRETO DEL GRANDE SPACCONE -2-
RIASSUNTO DELLA STORIA PRECEDENTE
Rick da sei mesi è diventato l'unico uomo della sua comitiva e della sua azienda (i suoi colleghi e amici sono stati trasferiti a una sede fuori regione per un progetto di un anno). Da allora è diventato uno spaccone insopportabile e maschilista, facendo scherzi umilianti, battute sessiste e provocazioni maschiliste sia alle amiche di comitiva che alle colleghe. Inoltre, ci prova in maniera quasi molesta con tutte le altre conoscenze: stagiste, colleghe di altri reparti, bariste e cameriere dei locali che frequenta, segretarie della palestra, bagnine del lido, eccetera. Con tutte si vanta di essere un dominatore e un superdotato da 20 cm! Un sabato sera le sue amiche Terry, Pilar, Susie e Carrie (a cui si aggiungerà anche Annabelle) decidono di vendicarsi: lo sfidano a strip poker e lo battono mettendosi d'accordo! Rick è così prima smascherato (si scopre che non è supedotato,ma un grower: 13 cm in erezione, dunque nella media, ma appena 6 cm a riposo!) e poi costretto per penitenza a trascorrere il resto del weekend nudo e in loro compagnia (altriemnti una foto di lui nudo scattata a tradimento a inizio penitenza verrà girata a tutte le sue conoscenze femminili). Dopo 36 ore di umiliazioni (in locali per donne, al lido CFNM, in palestra, ovunque visto e deriso dalle sue conoscenze e dalle sue crush), dinanzi alla minaccia di 1 settimana nudo in ufficio, pena la diffusione della foto, Rick si ribella, recupera le foto e minaccia di denunciare le amiche. Ma dura poco: in ufficio Monica (la direttrice) lo fa spogliare fingendo una visita medica, dice di averlo visto al lido CFNM e gli fa firmare un modulo in cui afferma di essere un nudista pro-CFNM per scelta di vita, altrimenti dovrà licenziarlo in quanto pervertito. Rick firma ma si ritrova davanti tutte le sue colleghe e conoscenze: Monica annuncia che resterà nudo per 6 mesi in ufficio e nei weekend, pena il licenziamento per oltraggio al pudore.
1-LA PRIMA SETTIMANA NUDO IN UFFICIO VOLGE AL TERMINE
E' venerdì pomeriggio, e volge al termine la prima settimana di sei lunghi mesi in cui Rick dovrà restare nudo in ufficio. In questi giorni le sue colleghe non hanno perso occasione di sbeffeggiarlo, di trovare scuse per punirlo sculacciandolo, di farlo eccitare in vari modi per vedere il suo pisello da grower passare dai miseri 6 cm a riposo agli appena decenti 13 cm in erezione, e poi vederlo esplodere in umilianti orgasmi in pubblico, quasi sempre in sala mensa durante la pausa pranzo, perchè così alla vista anche delle colleghe degli altri reparti. Talvolta invece erano le stagiste a vendicarsi delle sue avances da spaccone dei mesi precedenti, portandolo al limite durante l'orario di lavoro, per poi negargli l'orgasmo. Per impedirgli di soddisfarsi da solo, la porta del bagno maschile (visto che l'unico uomo dell'azienda per sei mesi sarebbe rimasto lui) è stata smontata, privandolo anche di quel momento di privacy. Siamo però finalmente a due ore dalla fine del turno del venerdì, e fino a lunedì Rick non vedrà più le sue aguzzine. Questo tuttavia non gli dà sollievo: sa che le sue amiche e la sua direttrice per il weekend avranno in serbo per lui due giorni in cui cercheranno di metterlo in imbarazzo davanti a più donne possibile, portandolo nudo chissà dove.
Le stagiste raccolgono le loro cose con fare spensierato. Si dirigono verso l'uscita, ma non prima di fermarsi davanti alla postazione di Rick.
Gaya: "Ciao ciao, Rick! Ci rivediamo lunedì. Il tuo pisellino sarà riposato per noi?"
Lysa: "Su, in fondo è solo la prima settimana, tesoro. Ne mancano venticinque! Abbiamo tempo per trovare nuovi giochini."
Frida "Forse la prossima settimana riusciamo a fartelo arrivare a quattordici centimetri. Che miracolo sarebbe, eh?"
Sally: "Buon weekend... se riesci a rilassarti in compagnia della direttrice e delle tue amiche!" Le quattro scoppiano a ridere in coro ed escono, lasciando il suono delle loro risate a riecheggiare nell'open space.
Le colleghe di reparto di Rick – Molly, Nancy, Fanny e Taylor – alzano lo sguardo dai monitor, sorridendo tra loro. Rick fissa il suo schermo, le orecchie rosse di vergogna.
Molly: "Coraggio, Rick! Altre due ore e potrai finalmente infilarti dei pantaloni. Anche se solo per il viaggio verso casa."
Nancy: "Esatto. Ci rivedremo lunedì mattina, puntuale come sempre. Con te e il tuo... equipaggiamento standard."
Fanny: "Ma non illuderti che per te finisca qui. Chissà cosa ti hanno organizzato Monica e le tue amiche per il weekend? Dove ti porteranno, tutto nudo e con quel cosino al vento?"
Taylor, con un sorriso tagliente: "Sarà dura per loro trovare qualche altra donna che ancora non conosca il pisellino di Rick, dopo la giornata CFNM in spiaggia di domenica scorsa! Forse bisognerà cominciare ad andare fuori città... che ne dici, finto stallone?"
Le risate delle quattro donne si mescolano, un suono acuto e umiliante che sembra rimbombare nella testa di Rick. Lui, sempre più paonazzo, stringe i pugni sotto la scrivania. "Basta... smettetela!" borbotta, la voce strozzata. "Prima o poi... prima o poi mi vendicherò di tutto questo!"
La porta dell'ufficio si apre con un leggero scatto. Sulla soglia appare Monica, impeccabile nel suo tailleur. L'aria nella stanza sembra raffreddarsi di un grado.
Monica: "Rick. Con me. Nel mio ufficio."
Un barlume di speranza, folle e irrazionale, si accende negli occhi di Rick. Forse... forse per farlo rivestire in anticipo? Mancano ancora due ore alla fine del turno. Si alza, cercando goffamente di camminare in modo naturale, ma ogni movimento è innaturale, esposto. Segue Monica lungo il corridoio, sentendo gli sguardi delle colleghe che gli bruciano sulla schiena.
Monica lo fa entrare nel suo ampio studio, la porta che collega alla sala conferenze è chiusa. Lei si accomoda con calma nella sua poltrona dietro l'imponente scrivania in vetro. Rick rimane in piedi davanti a lei, nudo, rispettando il divieto assoluto di coprirsi anche solo con le mani. Il silenzio è opprimente, rotto solo dal ticchettio leggero di un orologio.
Monica incrocia le dita e lo fissa, un'espressione indecifrabile sul volto. "Allora, Rick," inizia, la voce calma e professionale, come durante una qualsiasi revisione di performance. "com'è andata la tua prima settimana da nudista CFNM in ufficio?"
Rick, incapace di sostenere il suo sguardo, abbassa gli occhi sul pavimento lucido, vedendo solo il riflesso distorto del proprio corpo. "Monica," dice, la voce un filo di rabbia impotente. "mi hai chiamato per umiliarmi una volta di più?"
(Monica sorride, un'espressione di finto rimprovero.) "Suvvia Rick, te la sei cercata... e poi, hai firmato un documento in cui dichiari di essere un nudista CFNM praticante. Dovresti essere orgoglioso di mostrarti nudo, non umiliato. Anche se il tuo pisellino misura meno di un terzo di quanto millantavi!"
Rick avvampa di vergogna, il rossore che gli sale dal collo fino alle orecchie. "Monica, lo sai benissimo che l'alternativa era il licenziamento... Ma perché mi hai fatto venire qui in anticipo? Vuoi ridarmi i vestiti prima del tempo?"
Monica scoppia in una risata di gusto, chiara e penetrante. "Te lo scordi, Rick! Li riavrai a fine giornata, come al solito... A proposito, domani pomeriggio è confermata la lezione di pittura con te come modello nudo per apprendiste donne, e domenica la festa di compleanno di Geena, con te come cameriere nudo per le invitate. Tutte donne, ovviamente."
Rick avvampa di nuovo, ma questa volta è un'ondata di terrore puro al pensiero del weekend infernale che lo aspetta. Con un'espressione ormai rassegnata, mormora: "Hai finito? Posso andare?"
Monica scuote la testa, il sorriso che si fa più sottile. "Certo che no! Ti ho chiamato perché devo farti i complimenti. Venerdì scorso, quando eri... ehm, vestito, hai parlato con i dirigenti della 'New Team' per quell'accordo pubblicitario... e stamattina mi hanno detto che accettano!"
Rick la fissa, il suo volto è una maschera di apatia. Una notizia che sette giorni prima lo avrebbe fatto esplodere di superbia, da sbattere in faccia a Taylor e a tutte le altre, ora scivola via senza lasciare traccia. "Non so che farmene dei complimenti, dopo una settimana di umiliazioni!" dice, la voce piatta. "Posso andare adesso?"
Monica: "Non ti ho chiamato solo per complimentarmi... ma per farti completare l'opera! Te lo meriti!"
Rick: "Cosa intendi?"
Monica: "Di là, al tavolo della sala conferenze, oltre quella porta, ci sono tre persone, delegate dalla New Team a sottoscrivere il contratto con noi. Il contratto è qui." Si alza, prende una cartellina dalla scrivania e gliela mostra. "Firmato da me. Ora va e fallo firmare anche a loro, poi accompagna tutti al bar e offri da bere per l'azienda. Quindi torna qui, ridammi il contratto e torna pure a casa."
Rick sbuffa, un residuo di orgoglio che tenta di emergere dalle macerie. Cerca di raddrizzare le spalle. "Ok, almeno potrò rivestirmi con due ore di anticipo... dammi i miei vestiti!"
Monica scoppia in una risata fragorosa, che fa rabbrividire Rick. Lui spera disperatamente che non stia pensando ciò che teme.
Monica, asciugandosi una lacrima finta: "Rick caro, lo sai che il tuo dress code in servizio è questo... andrai a fare tutto quello che ti ho detto TUTTO NUDO!"
Rick sgrana gli occhi, il terrore che gli dilata le pupille. "COSA? No, Monica, ti prego... cosa penseranno? Per favore, fammi vestire per andarci..."
Monica sorride, un'espressione sadica che le illumina il volto. "Te lo scordi, Rick! Non penseranno nulla, sono persone aperte di mente... e comunque potrai spiegare che qui le minoranze sono rispettate tutte, inclusi i nudisti! Vedrai che apprezzeranno."
Rick apre la bocca per protestare ancora, ma Monica alza un dito, zittendolo all'istante. Gli mette in mano la cartellina con il contratto e, con una presa ferma al braccio, lo accompagna verso la porta che divide lo studio dalla sala conferenze. Rick, per istinto, porta la mano libera a coprirsi il pacco.
Una sculacciata secca e sonora gli colpisce il sedere nudo, facendolo sobbalzare in avanti con un guaito. Monica, sferzante: "No, Rick! Penseranno che non sei un nudista ma un pervertito, e l'azienda farebbe una brutta figura... con brutte conseguenze per te!"
Sconsolato, Rick abbassa lentamente la mano, esponendosi completamente sotto lo sguardo divertito e implacabile di Monica. Lei apre la porta e, con una leggera ma decisa spinta nella parte bassa della schiena, gli fa varcare la soglia.
Monica, dalla porta, con voce divertita e sferzante: "Buona fortuna, Rick!"
La porta si chiude con un clic definitivo alle sue spalle. Rick si ritrova nudo, sotto la fredda luce al neon della sala conferenze. A pochi metri, il grande tavolo di vetro. Ma non ci sono i tre dirigenti in giacca e cravatta che si aspettava. Sedute, impeccabili in eleganti tailleur, ci sono tre donne. Hanno i capelli raccolti in modo severo, espressioni professionali che si stanno già incrinando.
Rick, per un riflesso disperato, porta il contratto davanti al suo pacco, giusto in tempo. Le tre donne alzano lo sguardo dai loro tablet, quasi all'unisono. I loro occhi si allargano. Un attimo di silenzio carico di incredulità.
Poi, tre voci femminili gridano in coro, sovrapponendosi: "Rick? Ma sei tu? Che ci fai nudo?!"
Rick le fissa, il volto che diventa di un pallore spettrale. Vorrebbe che il pavimento si aprisse e lo inghiottisse all'istante. Le riconosce, sono MaryJo, Rose e Sendy: le tre segretarie del suo commercialista. Con tutte e tre ci aveva provato, per mesi, facendo come al solito lo spaccone e spacciandosi per superdotato, parlando di un “cobra da 20 cm”. E poi ha iniziato a trattarle male dopo il loro rifiuto!
(Le tre donne scoppiano in una risata fragorosa, che risuona nella sala conferenze.)
MaryJo, tra una risata e l'altra: "Ma è uno scherzo, vero? Questa è un candid camera!"
Rick, la voce strozzata dalla vergogna: "Smettetela! Non è uno scherzo... sono un nudista CFNM, e qui in ufficio è garantita la libertà di espressione di tutti!"
Le tre donne smettono di ridere di colpo, ma i loro volti sono ancora illuminati da un divertimento malcelato. Lo fissano, i loro sguardi che lo percorrono dalla testa ai piedi.
MaryJo, con un tono finto-serio: "Ok, scusaci allora... ma se sei nudista non dovresti vergognarti, giusto?"
Rose, avvicinandosi di un passo, un sorriso malizioso sulle labbra: "Giusto! Togli quel foglio da... lì! Oltretutto se pratichi il CFNM dovresti essere contento di avere qui tre belle ragazze tutte vestite con cui potrai essere gentile e servile!"
Sendy, incrociando le braccia, lo fissa dritto negli occhi: "Adesso dunque togli quel foglio da lì, così possiamo finalmente ammirare il tuo famoso cobra da 20 cm di cui ti vanti tanto!"
Rick tituba, stringendo la cartellina più forte. Le tre donne si scambiano un'occhiata complice. Poi, con movimenti sinuosi, si alzano. Lo circondano, formando un cerchio stretto attorno a lui.
MaryJo gli passa un braccio sotto il suo, stringendolo con una presa che sembra amichevole ma è inesorabile. "Che bei glutei sodi, Rick," dice, dando un colpetto con l'altra mano. "Ti alleni?"
Rose fa lo stesso dall'altro lato, bloccando il suo braccio libero. "E le spalle... non male," aggiunge, la voce carica di un'ironia tagliente. "Peccato per la postura, sei tutto contratto."
Sendy, davanti a lui, fissa la cartellina. "A proposito, è questo il contratto?" dice, con falsa dolcezza. Poi, in un movimento rapido e deciso, gli strappa il foglio dalle mani.
Rick emette un gemesso soffocato. Ora è completamente esposto, le braccia bloccate dalle due donne, di fronte allo sguardo di Sendy. I loro occhi, all'unisono, scendono laggiù.
Un silenzio carico di attesa, poi...
Scoppiano. Una risata sguaiata, liberatoria, che riempie la stanza. MaryJo e Rose, che lo tengono fermo, tremano per le risate. Sendy si piega in due, puntando un dito accusatorio.
MaryJo, tra i singhiozzi: "Venti... venti centimetri?! Ma dove, in scala 1:4?!"
Rose, asciugandosi una lacrima: "Ahah! E pensare che volevi ' scoparci duro ' con questo... questo vermicello spaventato! Rick, forse volevi farci morire... dalle risate!"
Sendy, riprendendo fiato, lo fissa con uno sguardo di puro disprezzo divertito: "Le bugie hanno le gambe corte, si dice... ma nel tuo caso, di corto c'è solo il pisellino!"
Rick è paonazzo. Il sangue gli pulsa alle tempie, la vergogna è un fuoco vivo sulla pelle. Ogni fibra del suo corpo urla per liberarsi, per coprirsi con le mani, per fuggire. Ma il ricordo delle parole di Monica – "con brutte conseguenze per te" – lo paralizza più della presa delle donne. Resta lì, immobile, gli occhi bassi, a sopportare le loro risate e i loro commenti, mentre il suo membro, moscio e misero, sembra rimpicciolirsi ancora di più sotto quello sguardo collettivo e beffardo.
Rick, paonazzo e con la voce tremula per l'umiliazione e la rabbia repressa, cerca un'ultima difesa: "Smettetela, sono un grower... in tiro diventa molto più grande!"
Sendy lo fissa, un lampo di malizia negli occhi. "Ah, davvero?" dice, con una calma sinistra. Poi, senza fretta, apre la sua borsetta di pelle, fruga un attimo e ne estrae un righello di plastica trasparente.
Rick indietreggia, ma è ancora bloccato dalle braccia di MaryJo e Rose. "Smettila, che fai?!"
Sendy, avvicinandosi con il righello, sorride. "Sei un praticante CFNM, no? Fatti dominare, allora!" Le risate delle altre due donne si rinnovano, incoraggiandola.
Sendy si china leggermente. Con una precisione chirurgica e beffarda, afferra con il pollice e l'indice la punta del suo membro flaccido, tirandolo leggermente in avanti. Rick trattiene un gemito di vergogna e fastidio.
Sendy appoggia il righello alla base, facendo scorrere lo sguardo lungo la scala. Poi, alza la testa, guardando Rick dritto negli occhi, e annuncia con voce chiara e teatrale: "SEI CENTIMETRI!"
Rose scoppia a ridere di nuovo. "Anche se fossi davvero un grower, non potresti mai triplicare le misure, sbruffone!"
MaryJo, con un sorriso da gatta, aggiunge: "Comunque, se sei un grower, magari lo scopriremo presto... mi sa che questa riunione sarà lunga."
Tutte e tre, in coro, lasciandolo finalmente andare con un piccolo spintone, esclamano: "...a differenza del tuo pisellino!"
Le loro risate, liberatorie e piene di una vendetta finalmente consumata, riecheggiano nella stanza. Rick, avvampando di vergogna, si piega rapidamente a recuperare il contratto caduto, usandolo di nuovo come un misero, trasparente scudo. Si dirige verso il tavolo a testa bassa e si siede pesantemente su una delle quattro sedie, cercando di nascondere il più possibile la sua nudità sotto il bordo del tavolo di vetro.
Sendy, con un'andatura sicura, si siede proprio accanto a lui, a sinistra. Rose e MaryJo prendono posto di fronte, dall'altro lato del tavolo. Incrociano le gambe, sistemano dei fogli, si scambiano sguardi carichi di divertimento.
La riunione più umiliante della vita di Rick, e la più divertente per le tre ragazze, ha ufficialmente inizio.
Il tavolo di vetro trasparente rende ogni tentativo di nascondiglio di Rick completamente vano. La sua nudità è esposta come un esemplare sotto vetro. Le tre donne, però, non sono ancora soddisfatte; i loro occhi brillano di un divertimento crudele.
Rick, con voce tremula, cerca di concentrarsi sui fogli: "Dunque, come potete vedere alla clausola 3-B, il tasso d'interesse variabile è..."
Sendy, seduta accanto a lui, inizia a muovere la mano. In apparenza ascolta, ma la sua mano sinistra scivola lentamente sul suo braccio nudo, poi sulla spalla, con un tocco che è chiaramente sensuale. Allunga una gamba, sfiorando la sua con la punta della scarpa. Poi, senza fretta, la sua mano destra scende sotto il livello del tavolo. Rick sussulta, la frase gli muore in gola quando sente le dita di Sendy che accarezzano il suo fianco, poi scendono verso l'inguine, per afferrare con delicatezza esperta il suo membro ancora moscio e iniziare a massaggiarlo con lente, sapienti torsioni.
"Continua, Rick, stiamo ascoltando," dice Sendy con voce innocente, mentre le sue dita lavorano.
Dall'altro lato del tavolo, MaryJo e Rose si scambiano un sorriso. Entrambe si sporgono in avanti, appoggiando i gomiti sul vetro, mettendo in mostra il loro abbondante décolleté dalle scollature generose delle camicette. "Sì, Rick, spiega meglio questa parte," dice MaryJo, battendo le ciglia.
Poi, con movimenti sincronizzati, entrambe si tolgono silenziosamente una scarpa. MaryJo fa scivolare il piede nudo lungo la gamba destra di Rick, sotto il tavolo. Rose fa lo stesso con la sinistra. I loro piedi, dalle unghie laccate di rosso, salgono con lentezza esasperante lungo i polpacci, le cosce.
Rick ansima, cercando disperatamente di mantenere il filo del discorso. "Il... il periodo... è di t-trenta giorni..." I piedi delle due donne raggiungono contemporaneamente il suo inguine. Iniziano a strofinarsi contro il suo scroto, poi a stringere il suo membro, che sotto la triplice stimolazione di Sendy e dei due piedi, inizia inevitabilmente a reagire. Si gonfia, si indurisce, crescendo tra le dita e la frizione della pelle liscia delle piante dei piedi.
MaryJo e Rose, mantenendo un'espressione seria e interessata, iniziano un movimento coordinato, su e giù, creando una vera e propria "sega" con i loro piedi. Sendy, nel frattempo, continua a giocherellare con la punta, sfiorando il frenulo con il pollice.
"E... e in caso di inadempienza..." Rick fatica a respirare, il viso è congestionato, il corpo teso come una corda di violino. Il suo pene è ora completamente eretto, pulsante, di una dimensione notevolmente maggiore. Ha raggiunto la sua misura massima.
Quando finalmente riesce a terminare, soffocando le ultime parole tra ansimi e gemiti strozzati, è chiaramente a un passo dall'orgasmo. Il suo corpo è teso, i muscoli contratti, un tremore lo percorre.
In quel preciso istante, come per magia, tutto si ferma.
Sendy ritira la mano, appoggiandola con nonchalance sul tavolo. MaryJo e Rose rimettono i piedi a terra, infilando di nuovo le scarpe con calma.
Rick emette un gemito di frustrazione, il suo corpo che cerca invano quella stimolazione improvvisamente negata. È dolorosamente eccitato, sul punto di esplodere, ma il ricordo del regolamento di Monica – il divieto assoluto di toccarsi da solo – lo paralizza.
MaryJo, con un sorriso angelico: "Ok, perfetto, il contratto ci va bene!"
Rose, annuendo: "Possiamo firmarlo anche subito, anche se..." Fa una pausa teatrale.
Sendy completa la frase, la voce carica di malizia: "...dobbiamo toglierci una curiosità!" E, come per incanto, il righello di plastica riappare nella sua mano. Si sporge, avvicinandolo al pene eretto e ancora pulsante di Rick.
Rick cerca di ritrarsi, protestando tra i respiri affannosi. "No... aspettate... per favore..."
Ma Sendy è inesorabile. Appoggia il righello alla base, misura con precisione. Poi alza lo sguardo, un'espressione di finto stupore sul volto. "Tredici centimetri! Avevi ragione, Rick... sei un grower!" Poi il suo sorriso si fa beffardo. "Ma comunque ci hai preso in giro... a venti centimetri non arriverai mai!"
Rose scoppia a ridere. "Vorrà dire che invece di uno stallone, da oggi sei ufficialmente un pony!"
MaryJo si china un po' in avanti, il suo sguardo scende deliberatamente sul suo pene turgido e sofferente. "Cosa c'è, Rick? Sei felice di vederci? Vorresti chiederci qualcosa?"
Rick cerca disperatamente di ricomporsi, di dominare il tremore e il bisogno urgente che lo consuma. Venire davanti a loro sarebbe l'umiliazione suprema. E soprattutto, chiederglielo! Impossibile.
Rick, con voce roca e affannata: "No, niente... firmate per favore, così possiamo andare al bar!"
Le tre donne si scambiano uno sguardo di intesa perfetta. Sendy prende una penna con aria svagata, scarabocchia una firma sul contratto. "Ok, firmo io... ecco fatto!" Sbatte la penna sul tavolo. "Adesso andiamo al bar!"
Rick si alza dalla sedia con movimenti goffi e impacciati, l'erezione furiosa che gli impedisce qualsiasi movimento naturale. Le tre donne scoppiano in una risata liberatoria e compiaciuta.
Sendy: "Suvvia Rick, non puoi andare al bar così... sembri un palo del tram!"
Si alzano e lo circondano in un istante. Le loro mani tornano su di lui, senza pietà. Sendy gli palpa il petto, MaryJo gli afferra i glutei, Rose fa scorrere le dita lungo la schiena. Poi, tutte e tre concentrano l'attenzione sul suo membro, toccandolo, accarezzandolo, pizzicandolo con sadica lentezza, alternandosi nel gioco.
MaryJo, soffiandogli all'orecchio: "Avanti, Rick, chiedici quello che sai. Così ti aiutiamo."
Rose, massaggiandogli le palle: "Vuoi venire, Rick, è evidente... perché non ce lo chiedi?"
La resistenza di Rick crolla. Un gemito lungo e disperato gli esce dalla gola. "Sì, ragazze, per favore... non resisto più..."
Un sorriso di trionfo si dipinge sui volti delle tre. Mentre continuano a stimolarlo ovunque, lo spingono all'indietro. Con pochi gesti decisi, lo fanno stendere supino sul freddo tavolo di vetro. Rick è completamente esposto, vulnerabile.
MaryJo e Rose gli afferrano saldamente le braccia, tenendole aperte ai lati. Sendy gli blocca le caviglie con una presa ferma. A turno, ora, una di loro si dedica completamente a lui. È il turno di MaryJo. Si posiziona tra le sue gambe aperte, afferra il suo pene eretto e pulsante con una mano esperta e inizia a masturbarlo con ritmo deciso e sapiente, la punta delle dita che gioca proprio sotto il glande.
MaryJo, guardandolo dritto negli occhi: "Ci siamo, Rick? Stai per venire?"
Rick, il corpo arcuato sul vetro, ansima. "Sì, sì... ancora un po'... sto per..."
Proprio quando la sua espressione si contrae in una maschera di piacere estremo, MaryJo si ferma di colpo. Toglie la mano come se si fosse scottata.
"E invece no!" dice, con voce tagliente.
Rick si contorce, un urlo di frustrazione gli sale in gola, ma è bloccato saldamente dalle altre due e dalle caviglie tenute da Sendy. "No, per favore... perché fate così?!"
Rose, chinandosi su di lui: "Se vuoi venire, devi chiederci scusa per come ci hai trattate in questi mesi!"
Sendy, stringendo le caviglie: "E devi anche aggiungere: 'Ho un pisellino ridicolo e vi chiedo di giocarci'!"
MaryJo, incrociando le braccia: "E inoltre, quando ti daremo appuntamento dal commercialista, ci verrai e per tutta la riunione con noi resterai nudo!"
Rick, sconvolto: "Cosa? No, lasciatemi, è troppo!"
Tutte e tre, in coro, con voce dura: "TE LO SCORDI!"
Riprendono il lavoro interrotto. MaryJo afferra di nuovo il suo pene e riprende la masturbazione veloce e decisa. Rose e Sendy continuano a tenerlo fermo. Lo stimolo è intenso, inesorabile. Rick geme, il suo corpo si tende di nuovo verso l'orgasmo. E di nuovo, all'ultimo istante possibile, MaryJo si ferma.
Rick geme, disperato, annichilito dalla frustrazione e dal bisogno fisico. Alla fine, cede. La voce è un filo di suono, umiliata.
"Mi... mi dispiace per come vi ho trattate. Ho un pisellino ridicolo e... vi chiedo di giocarci. E... dal commercialista resterò nudo."
Le tre donne esultano, un grido di vittoria. "Ecco fatto!" esclama Sendy.
Riprendono definitivamente il lavoro interrotto. MaryJo riprende la masturbazione, questa volta senza più fermarsi se non per alternarsi con le altre due, il ritmo diventa veloce, implacabile. Mentre lo fanno, lo umiliano con le parole.
Sendy, ridacchiando: "Volevi scoparci con questo cosino? E invece adesso è il nostro giocattolo!"
MaryJo, accelerando il movimento: "Facci vedere quanto sei uomo. Su..."
Rose, avvicinandosi al suo viso: "Fai il bravo e vieni per le nuove padrone del tuo pisellino."
(Sendy, sentendo il membro di Rick pulsare freneticamente nella sua presa, accelera il ritmo della mano, lo sfregamento diventa rapido e secco.)
Sendy, con voce bassa e provocatoria: "Come ci si sente a sapere che volevi vederci nude, mentre noi ora vediamo nudo te a nostro piacimento... e invece tu non ci vedrai nude mai?”
La pressione è al culmine. Rick non resiste più. Un gemito profondo, liberatorio, gli strappa la gola. Il suo corpo si inarca violentemente contro il vetro del tavolo e poi esplode.
L'orgasmo è potente, incontrollato. Schizzi bianchi e caldi volano in aria come da una fontana monumentale, ricadendo sul suo stomaco, sul suo petto, e schizzando anche sulle mani, sui vestiti e persino sui volti sorpresi e divertiti delle tre donne.
Sendy non si ferma. Continua a masturbarlo, a spremere ogni goccia di piacere e di umiliazione, finché gli spasmi non rallentano e poi cessano del tutto. Solo allora lascia andare il suo pene, che, esausto dallo sforzo, si riduce rapidamente, ritirandosi fino a misurare di nuovo, forse, i soliti sei miseri centimetri.
Rick si rilassa finalmente sul tavolo, il respiro affannoso. Una strana miscela di soddisfazione fisica e umiliazione bruciante lo pervade.
Le tre donne si guardano, ridacchiando. Si ripuliscono con dei fazzoletti, sistemano i vestiti. Prendono la loro copia del contratto dal tavolo.
Sendy, con un sorriso soddisfatto: "Beh, vista l'ora... è troppo tardi per il bar, ormai."
MaryJo, annuendo: "Peccato. Ma è stato lo stesso un grandissimo piacere!"
Rose si volta già verso l'uscita, poi si ferma sulla soglia della sala conferenze. Si gira verso Rick, ancora disteso e sudicio sul tavolo. Solleva la mano e, con indice e pollice, fa il segno universale del "pisellino piccolo".
MaryJo e Sendy la imitano all'istante, tutte e tre rivolte verso di lui.
In coro, con voci cantilenanti e beffarde, dicono: "Ci vediamo in ufficio, Rick... con te e col tuo pisellino!"
Poi escono, lasciando la porta socchiusa.
Rick nemmeno risponde. Rimane immobile per un altro momento, poi si rialza faticosamente dal tavolo freddo e viscido. Inizia a ripulirsi come può con le salviettine avanzate, i movimenti lenti e meccanici. Il suo sguardo cade sul contratto, la sua copia, e pensa, con amarezza totale, che è stata la trattativa più umiliante di tutta la sua carriera. Dopo essersi ripreso, raccoglie la sua copia del contratto e, con un sospiro pesante, si avvicina alla porta che collega la sala conferenze allo studio della direttrice Monica. Quindi bussa timidamente.
Monica, dall'interno, con voce allegra e invitante: "Entra pure, caro! Ti stavo aspettando!"
Rick apre la porta ed entra. Monica è seduta dietro la grande scrivania, sorridente. Rick si avvicina e le porge il contratto, tenendo lo sguardo basso.
Rick, con voce spenta: "Ecco il contratto, Monica. Posso andare ora?"
Monica prende il foglio, dà un'occhiata veloce, poi alza lo sguardo verso l'orologio alla parete. "Come mai hai fatto così presto? Non dovevate andare al bar?"
Rick scuote la testa. "Non sono volute andare. Hanno detto che era tardi."
Monica fa una smorfia. "Ah ho capito...hanno preferito giocare con te e col tuo amichetto qui in sala conferenze!” (Rick abbassa la testa, imbarazzato) “Ma sono ancora le cinque, Rick. Manca un'ora alla fine del turno. Non posso lasciarti andare così presto, potrebbe arrivare un controllo."
Rick alza lo sguardo, rassegnato: "Allora che faccio? Torno nel mio reparto?"
Monica sorride, un'espressione che Rick impara a temere. "No, ho un'idea migliore. Al bar ci vieni con me. In caso di controllo, dirò che mi stai facendo una relazione urgente sul contratto, fuori sede per concentrarci meglio.”
Rick la fissa, perplesso. "Ma il bar aziendale alle cinque inizia a fare le pulizie. Sarà chiuso."
Monica annuisce, il suo sorriso si fa più ampio: "Lo so, Rick. Infatti... andremo al Roxy Bar. Al piano terra dell'edificio di fronte."
Rick impallidisce. Un brivido di terrore gli corre lungo la schiena. "Cosa? No, Monica, per favore... nudo anche fuori da qui, no!"
Monica si alza in piedi, la sua postura diventa autorevole, inamovibile. "Invece sì. Sei un nudista CFNM, Rick. Lo hai accettato. E tutto il complesso di edifici appartiene all'azienda, quindi nessuno dei dipendenti o degli affittuari potrà protestare ufficialmente. E poi al Roxy Bar, a quest'ora, ci saranno solo la titolare e le cameriere... Così ti prepari per questo weekend, no? Un po' di pratica con un pubblico femminile più ampio."
Mentre parla, prende la sua borsa dalla scrivania. Si avvicina a Rick, gli passa un braccio sotto il suo, afferrandolo saldamente al gomito.
Monica, con tono finale: "Andiamo!"
Rick cerca un'ultima, disperata resistenza. "Dai, Monica... anche la barista e le cameriere di quel bar? Non avrò più la faccia per entrarci... Fammi almeno coprire con qualcosa! Un asciugamano, una cartellina..."
Monica scuote la testa, decisa. "Assolutamente no! E non azzardarti a coprirti neppure con le mani, Rick. Lo stabile è tutto dell'azienda e tu sei ufficialmente un nudista CFNM consenziente. I tuoi vestiti li ho messi nella mia borsa... e te li darò al bar. Ma alle sei in punto."
Rick, vedendo ogni via di fuga sbarrata, si abbandona alla rassegnazione. Un'espressione sconfitta gli scolpisce il volto. Si lascia trascinare, nudo e vulnerabile, fuori dall'ufficio di Monica.
Monica apre la porta e lo conduce nel corridoio principale, dove diversi uffici hanno le porte aperte. Alcune colleghe stanno chiacchierando vicino alla macchina del caffè.
Monica, alzando la voce in modo teatrale, saluta: "Ragazze, buon weekend: noi andiamo al Roxy Bar! Faremo una breve riunione di fine weekend..."
Fa una pausa calcolata, girandosi leggermente verso Rick che cammina a testa bassa accanto a lei, poi conclude con un sorriso malizioso: "...anche se non così breve come il pisellino di Rick!"
Una cascata di risate femminili esplode nel corridoio. Qualcuna applaude, un'altra fischietta ironicamente.
Rick non alza lo sguardo. Fissa il pavimento lucido, sentendo il bruciore dell'umiliazione salirgli dal petto al viso. È ormai rassegnato al fatto che questi sei mesi saranno lunghissimi, interminabili.
RIASSUNTO DELLA STORIA PRECEDENTE
Rick da sei mesi è diventato l'unico uomo della sua comitiva e della sua azienda (i suoi colleghi e amici sono stati trasferiti a una sede fuori regione per un progetto di un anno). Da allora è diventato uno spaccone insopportabile e maschilista, facendo scherzi umilianti, battute sessiste e provocazioni maschiliste sia alle amiche di comitiva che alle colleghe. Inoltre, ci prova in maniera quasi molesta con tutte le altre conoscenze: stagiste, colleghe di altri reparti, bariste e cameriere dei locali che frequenta, segretarie della palestra, bagnine del lido, eccetera. Con tutte si vanta di essere un dominatore e un superdotato da 20 cm! Un sabato sera le sue amiche Terry, Pilar, Susie e Carrie (a cui si aggiungerà anche Annabelle) decidono di vendicarsi: lo sfidano a strip poker e lo battono mettendosi d'accordo! Rick è così prima smascherato (si scopre che non è supedotato,ma un grower: 13 cm in erezione, dunque nella media, ma appena 6 cm a riposo!) e poi costretto per penitenza a trascorrere il resto del weekend nudo e in loro compagnia (altriemnti una foto di lui nudo scattata a tradimento a inizio penitenza verrà girata a tutte le sue conoscenze femminili). Dopo 36 ore di umiliazioni (in locali per donne, al lido CFNM, in palestra, ovunque visto e deriso dalle sue conoscenze e dalle sue crush), dinanzi alla minaccia di 1 settimana nudo in ufficio, pena la diffusione della foto, Rick si ribella, recupera le foto e minaccia di denunciare le amiche. Ma dura poco: in ufficio Monica (la direttrice) lo fa spogliare fingendo una visita medica, dice di averlo visto al lido CFNM e gli fa firmare un modulo in cui afferma di essere un nudista pro-CFNM per scelta di vita, altrimenti dovrà licenziarlo in quanto pervertito. Rick firma ma si ritrova davanti tutte le sue colleghe e conoscenze: Monica annuncia che resterà nudo per 6 mesi in ufficio e nei weekend, pena il licenziamento per oltraggio al pudore.
1-LA PRIMA SETTIMANA NUDO IN UFFICIO VOLGE AL TERMINE
E' venerdì pomeriggio, e volge al termine la prima settimana di sei lunghi mesi in cui Rick dovrà restare nudo in ufficio. In questi giorni le sue colleghe non hanno perso occasione di sbeffeggiarlo, di trovare scuse per punirlo sculacciandolo, di farlo eccitare in vari modi per vedere il suo pisello da grower passare dai miseri 6 cm a riposo agli appena decenti 13 cm in erezione, e poi vederlo esplodere in umilianti orgasmi in pubblico, quasi sempre in sala mensa durante la pausa pranzo, perchè così alla vista anche delle colleghe degli altri reparti. Talvolta invece erano le stagiste a vendicarsi delle sue avances da spaccone dei mesi precedenti, portandolo al limite durante l'orario di lavoro, per poi negargli l'orgasmo. Per impedirgli di soddisfarsi da solo, la porta del bagno maschile (visto che l'unico uomo dell'azienda per sei mesi sarebbe rimasto lui) è stata smontata, privandolo anche di quel momento di privacy. Siamo però finalmente a due ore dalla fine del turno del venerdì, e fino a lunedì Rick non vedrà più le sue aguzzine. Questo tuttavia non gli dà sollievo: sa che le sue amiche e la sua direttrice per il weekend avranno in serbo per lui due giorni in cui cercheranno di metterlo in imbarazzo davanti a più donne possibile, portandolo nudo chissà dove.
Le stagiste raccolgono le loro cose con fare spensierato. Si dirigono verso l'uscita, ma non prima di fermarsi davanti alla postazione di Rick.
Gaya: "Ciao ciao, Rick! Ci rivediamo lunedì. Il tuo pisellino sarà riposato per noi?"
Lysa: "Su, in fondo è solo la prima settimana, tesoro. Ne mancano venticinque! Abbiamo tempo per trovare nuovi giochini."
Frida "Forse la prossima settimana riusciamo a fartelo arrivare a quattordici centimetri. Che miracolo sarebbe, eh?"
Sally: "Buon weekend... se riesci a rilassarti in compagnia della direttrice e delle tue amiche!" Le quattro scoppiano a ridere in coro ed escono, lasciando il suono delle loro risate a riecheggiare nell'open space.
Le colleghe di reparto di Rick – Molly, Nancy, Fanny e Taylor – alzano lo sguardo dai monitor, sorridendo tra loro. Rick fissa il suo schermo, le orecchie rosse di vergogna.
Molly: "Coraggio, Rick! Altre due ore e potrai finalmente infilarti dei pantaloni. Anche se solo per il viaggio verso casa."
Nancy: "Esatto. Ci rivedremo lunedì mattina, puntuale come sempre. Con te e il tuo... equipaggiamento standard."
Fanny: "Ma non illuderti che per te finisca qui. Chissà cosa ti hanno organizzato Monica e le tue amiche per il weekend? Dove ti porteranno, tutto nudo e con quel cosino al vento?"
Taylor, con un sorriso tagliente: "Sarà dura per loro trovare qualche altra donna che ancora non conosca il pisellino di Rick, dopo la giornata CFNM in spiaggia di domenica scorsa! Forse bisognerà cominciare ad andare fuori città... che ne dici, finto stallone?"
Le risate delle quattro donne si mescolano, un suono acuto e umiliante che sembra rimbombare nella testa di Rick. Lui, sempre più paonazzo, stringe i pugni sotto la scrivania. "Basta... smettetela!" borbotta, la voce strozzata. "Prima o poi... prima o poi mi vendicherò di tutto questo!"
La porta dell'ufficio si apre con un leggero scatto. Sulla soglia appare Monica, impeccabile nel suo tailleur. L'aria nella stanza sembra raffreddarsi di un grado.
Monica: "Rick. Con me. Nel mio ufficio."
Un barlume di speranza, folle e irrazionale, si accende negli occhi di Rick. Forse... forse per farlo rivestire in anticipo? Mancano ancora due ore alla fine del turno. Si alza, cercando goffamente di camminare in modo naturale, ma ogni movimento è innaturale, esposto. Segue Monica lungo il corridoio, sentendo gli sguardi delle colleghe che gli bruciano sulla schiena.
Monica lo fa entrare nel suo ampio studio, la porta che collega alla sala conferenze è chiusa. Lei si accomoda con calma nella sua poltrona dietro l'imponente scrivania in vetro. Rick rimane in piedi davanti a lei, nudo, rispettando il divieto assoluto di coprirsi anche solo con le mani. Il silenzio è opprimente, rotto solo dal ticchettio leggero di un orologio.
Monica incrocia le dita e lo fissa, un'espressione indecifrabile sul volto. "Allora, Rick," inizia, la voce calma e professionale, come durante una qualsiasi revisione di performance. "com'è andata la tua prima settimana da nudista CFNM in ufficio?"
Rick, incapace di sostenere il suo sguardo, abbassa gli occhi sul pavimento lucido, vedendo solo il riflesso distorto del proprio corpo. "Monica," dice, la voce un filo di rabbia impotente. "mi hai chiamato per umiliarmi una volta di più?"
(Monica sorride, un'espressione di finto rimprovero.) "Suvvia Rick, te la sei cercata... e poi, hai firmato un documento in cui dichiari di essere un nudista CFNM praticante. Dovresti essere orgoglioso di mostrarti nudo, non umiliato. Anche se il tuo pisellino misura meno di un terzo di quanto millantavi!"
Rick avvampa di vergogna, il rossore che gli sale dal collo fino alle orecchie. "Monica, lo sai benissimo che l'alternativa era il licenziamento... Ma perché mi hai fatto venire qui in anticipo? Vuoi ridarmi i vestiti prima del tempo?"
Monica scoppia in una risata di gusto, chiara e penetrante. "Te lo scordi, Rick! Li riavrai a fine giornata, come al solito... A proposito, domani pomeriggio è confermata la lezione di pittura con te come modello nudo per apprendiste donne, e domenica la festa di compleanno di Geena, con te come cameriere nudo per le invitate. Tutte donne, ovviamente."
Rick avvampa di nuovo, ma questa volta è un'ondata di terrore puro al pensiero del weekend infernale che lo aspetta. Con un'espressione ormai rassegnata, mormora: "Hai finito? Posso andare?"
Monica scuote la testa, il sorriso che si fa più sottile. "Certo che no! Ti ho chiamato perché devo farti i complimenti. Venerdì scorso, quando eri... ehm, vestito, hai parlato con i dirigenti della 'New Team' per quell'accordo pubblicitario... e stamattina mi hanno detto che accettano!"
Rick la fissa, il suo volto è una maschera di apatia. Una notizia che sette giorni prima lo avrebbe fatto esplodere di superbia, da sbattere in faccia a Taylor e a tutte le altre, ora scivola via senza lasciare traccia. "Non so che farmene dei complimenti, dopo una settimana di umiliazioni!" dice, la voce piatta. "Posso andare adesso?"
Monica: "Non ti ho chiamato solo per complimentarmi... ma per farti completare l'opera! Te lo meriti!"
Rick: "Cosa intendi?"
Monica: "Di là, al tavolo della sala conferenze, oltre quella porta, ci sono tre persone, delegate dalla New Team a sottoscrivere il contratto con noi. Il contratto è qui." Si alza, prende una cartellina dalla scrivania e gliela mostra. "Firmato da me. Ora va e fallo firmare anche a loro, poi accompagna tutti al bar e offri da bere per l'azienda. Quindi torna qui, ridammi il contratto e torna pure a casa."
Rick sbuffa, un residuo di orgoglio che tenta di emergere dalle macerie. Cerca di raddrizzare le spalle. "Ok, almeno potrò rivestirmi con due ore di anticipo... dammi i miei vestiti!"
Monica scoppia in una risata fragorosa, che fa rabbrividire Rick. Lui spera disperatamente che non stia pensando ciò che teme.
Monica, asciugandosi una lacrima finta: "Rick caro, lo sai che il tuo dress code in servizio è questo... andrai a fare tutto quello che ti ho detto TUTTO NUDO!"
Rick sgrana gli occhi, il terrore che gli dilata le pupille. "COSA? No, Monica, ti prego... cosa penseranno? Per favore, fammi vestire per andarci..."
Monica sorride, un'espressione sadica che le illumina il volto. "Te lo scordi, Rick! Non penseranno nulla, sono persone aperte di mente... e comunque potrai spiegare che qui le minoranze sono rispettate tutte, inclusi i nudisti! Vedrai che apprezzeranno."
Rick apre la bocca per protestare ancora, ma Monica alza un dito, zittendolo all'istante. Gli mette in mano la cartellina con il contratto e, con una presa ferma al braccio, lo accompagna verso la porta che divide lo studio dalla sala conferenze. Rick, per istinto, porta la mano libera a coprirsi il pacco.
Una sculacciata secca e sonora gli colpisce il sedere nudo, facendolo sobbalzare in avanti con un guaito. Monica, sferzante: "No, Rick! Penseranno che non sei un nudista ma un pervertito, e l'azienda farebbe una brutta figura... con brutte conseguenze per te!"
Sconsolato, Rick abbassa lentamente la mano, esponendosi completamente sotto lo sguardo divertito e implacabile di Monica. Lei apre la porta e, con una leggera ma decisa spinta nella parte bassa della schiena, gli fa varcare la soglia.
Monica, dalla porta, con voce divertita e sferzante: "Buona fortuna, Rick!"
La porta si chiude con un clic definitivo alle sue spalle. Rick si ritrova nudo, sotto la fredda luce al neon della sala conferenze. A pochi metri, il grande tavolo di vetro. Ma non ci sono i tre dirigenti in giacca e cravatta che si aspettava. Sedute, impeccabili in eleganti tailleur, ci sono tre donne. Hanno i capelli raccolti in modo severo, espressioni professionali che si stanno già incrinando.
Rick, per un riflesso disperato, porta il contratto davanti al suo pacco, giusto in tempo. Le tre donne alzano lo sguardo dai loro tablet, quasi all'unisono. I loro occhi si allargano. Un attimo di silenzio carico di incredulità.
Poi, tre voci femminili gridano in coro, sovrapponendosi: "Rick? Ma sei tu? Che ci fai nudo?!"
Rick le fissa, il volto che diventa di un pallore spettrale. Vorrebbe che il pavimento si aprisse e lo inghiottisse all'istante. Le riconosce, sono MaryJo, Rose e Sendy: le tre segretarie del suo commercialista. Con tutte e tre ci aveva provato, per mesi, facendo come al solito lo spaccone e spacciandosi per superdotato, parlando di un “cobra da 20 cm”. E poi ha iniziato a trattarle male dopo il loro rifiuto!
(Le tre donne scoppiano in una risata fragorosa, che risuona nella sala conferenze.)
MaryJo, tra una risata e l'altra: "Ma è uno scherzo, vero? Questa è un candid camera!"
Rick, la voce strozzata dalla vergogna: "Smettetela! Non è uno scherzo... sono un nudista CFNM, e qui in ufficio è garantita la libertà di espressione di tutti!"
Le tre donne smettono di ridere di colpo, ma i loro volti sono ancora illuminati da un divertimento malcelato. Lo fissano, i loro sguardi che lo percorrono dalla testa ai piedi.
MaryJo, con un tono finto-serio: "Ok, scusaci allora... ma se sei nudista non dovresti vergognarti, giusto?"
Rose, avvicinandosi di un passo, un sorriso malizioso sulle labbra: "Giusto! Togli quel foglio da... lì! Oltretutto se pratichi il CFNM dovresti essere contento di avere qui tre belle ragazze tutte vestite con cui potrai essere gentile e servile!"
Sendy, incrociando le braccia, lo fissa dritto negli occhi: "Adesso dunque togli quel foglio da lì, così possiamo finalmente ammirare il tuo famoso cobra da 20 cm di cui ti vanti tanto!"
Rick tituba, stringendo la cartellina più forte. Le tre donne si scambiano un'occhiata complice. Poi, con movimenti sinuosi, si alzano. Lo circondano, formando un cerchio stretto attorno a lui.
MaryJo gli passa un braccio sotto il suo, stringendolo con una presa che sembra amichevole ma è inesorabile. "Che bei glutei sodi, Rick," dice, dando un colpetto con l'altra mano. "Ti alleni?"
Rose fa lo stesso dall'altro lato, bloccando il suo braccio libero. "E le spalle... non male," aggiunge, la voce carica di un'ironia tagliente. "Peccato per la postura, sei tutto contratto."
Sendy, davanti a lui, fissa la cartellina. "A proposito, è questo il contratto?" dice, con falsa dolcezza. Poi, in un movimento rapido e deciso, gli strappa il foglio dalle mani.
Rick emette un gemesso soffocato. Ora è completamente esposto, le braccia bloccate dalle due donne, di fronte allo sguardo di Sendy. I loro occhi, all'unisono, scendono laggiù.
Un silenzio carico di attesa, poi...
Scoppiano. Una risata sguaiata, liberatoria, che riempie la stanza. MaryJo e Rose, che lo tengono fermo, tremano per le risate. Sendy si piega in due, puntando un dito accusatorio.
MaryJo, tra i singhiozzi: "Venti... venti centimetri?! Ma dove, in scala 1:4?!"
Rose, asciugandosi una lacrima: "Ahah! E pensare che volevi ' scoparci duro ' con questo... questo vermicello spaventato! Rick, forse volevi farci morire... dalle risate!"
Sendy, riprendendo fiato, lo fissa con uno sguardo di puro disprezzo divertito: "Le bugie hanno le gambe corte, si dice... ma nel tuo caso, di corto c'è solo il pisellino!"
Rick è paonazzo. Il sangue gli pulsa alle tempie, la vergogna è un fuoco vivo sulla pelle. Ogni fibra del suo corpo urla per liberarsi, per coprirsi con le mani, per fuggire. Ma il ricordo delle parole di Monica – "con brutte conseguenze per te" – lo paralizza più della presa delle donne. Resta lì, immobile, gli occhi bassi, a sopportare le loro risate e i loro commenti, mentre il suo membro, moscio e misero, sembra rimpicciolirsi ancora di più sotto quello sguardo collettivo e beffardo.
Rick, paonazzo e con la voce tremula per l'umiliazione e la rabbia repressa, cerca un'ultima difesa: "Smettetela, sono un grower... in tiro diventa molto più grande!"
Sendy lo fissa, un lampo di malizia negli occhi. "Ah, davvero?" dice, con una calma sinistra. Poi, senza fretta, apre la sua borsetta di pelle, fruga un attimo e ne estrae un righello di plastica trasparente.
Rick indietreggia, ma è ancora bloccato dalle braccia di MaryJo e Rose. "Smettila, che fai?!"
Sendy, avvicinandosi con il righello, sorride. "Sei un praticante CFNM, no? Fatti dominare, allora!" Le risate delle altre due donne si rinnovano, incoraggiandola.
Sendy si china leggermente. Con una precisione chirurgica e beffarda, afferra con il pollice e l'indice la punta del suo membro flaccido, tirandolo leggermente in avanti. Rick trattiene un gemito di vergogna e fastidio.
Sendy appoggia il righello alla base, facendo scorrere lo sguardo lungo la scala. Poi, alza la testa, guardando Rick dritto negli occhi, e annuncia con voce chiara e teatrale: "SEI CENTIMETRI!"
Rose scoppia a ridere di nuovo. "Anche se fossi davvero un grower, non potresti mai triplicare le misure, sbruffone!"
MaryJo, con un sorriso da gatta, aggiunge: "Comunque, se sei un grower, magari lo scopriremo presto... mi sa che questa riunione sarà lunga."
Tutte e tre, in coro, lasciandolo finalmente andare con un piccolo spintone, esclamano: "...a differenza del tuo pisellino!"
Le loro risate, liberatorie e piene di una vendetta finalmente consumata, riecheggiano nella stanza. Rick, avvampando di vergogna, si piega rapidamente a recuperare il contratto caduto, usandolo di nuovo come un misero, trasparente scudo. Si dirige verso il tavolo a testa bassa e si siede pesantemente su una delle quattro sedie, cercando di nascondere il più possibile la sua nudità sotto il bordo del tavolo di vetro.
Sendy, con un'andatura sicura, si siede proprio accanto a lui, a sinistra. Rose e MaryJo prendono posto di fronte, dall'altro lato del tavolo. Incrociano le gambe, sistemano dei fogli, si scambiano sguardi carichi di divertimento.
La riunione più umiliante della vita di Rick, e la più divertente per le tre ragazze, ha ufficialmente inizio.
Il tavolo di vetro trasparente rende ogni tentativo di nascondiglio di Rick completamente vano. La sua nudità è esposta come un esemplare sotto vetro. Le tre donne, però, non sono ancora soddisfatte; i loro occhi brillano di un divertimento crudele.
Rick, con voce tremula, cerca di concentrarsi sui fogli: "Dunque, come potete vedere alla clausola 3-B, il tasso d'interesse variabile è..."
Sendy, seduta accanto a lui, inizia a muovere la mano. In apparenza ascolta, ma la sua mano sinistra scivola lentamente sul suo braccio nudo, poi sulla spalla, con un tocco che è chiaramente sensuale. Allunga una gamba, sfiorando la sua con la punta della scarpa. Poi, senza fretta, la sua mano destra scende sotto il livello del tavolo. Rick sussulta, la frase gli muore in gola quando sente le dita di Sendy che accarezzano il suo fianco, poi scendono verso l'inguine, per afferrare con delicatezza esperta il suo membro ancora moscio e iniziare a massaggiarlo con lente, sapienti torsioni.
"Continua, Rick, stiamo ascoltando," dice Sendy con voce innocente, mentre le sue dita lavorano.
Dall'altro lato del tavolo, MaryJo e Rose si scambiano un sorriso. Entrambe si sporgono in avanti, appoggiando i gomiti sul vetro, mettendo in mostra il loro abbondante décolleté dalle scollature generose delle camicette. "Sì, Rick, spiega meglio questa parte," dice MaryJo, battendo le ciglia.
Poi, con movimenti sincronizzati, entrambe si tolgono silenziosamente una scarpa. MaryJo fa scivolare il piede nudo lungo la gamba destra di Rick, sotto il tavolo. Rose fa lo stesso con la sinistra. I loro piedi, dalle unghie laccate di rosso, salgono con lentezza esasperante lungo i polpacci, le cosce.
Rick ansima, cercando disperatamente di mantenere il filo del discorso. "Il... il periodo... è di t-trenta giorni..." I piedi delle due donne raggiungono contemporaneamente il suo inguine. Iniziano a strofinarsi contro il suo scroto, poi a stringere il suo membro, che sotto la triplice stimolazione di Sendy e dei due piedi, inizia inevitabilmente a reagire. Si gonfia, si indurisce, crescendo tra le dita e la frizione della pelle liscia delle piante dei piedi.
MaryJo e Rose, mantenendo un'espressione seria e interessata, iniziano un movimento coordinato, su e giù, creando una vera e propria "sega" con i loro piedi. Sendy, nel frattempo, continua a giocherellare con la punta, sfiorando il frenulo con il pollice.
"E... e in caso di inadempienza..." Rick fatica a respirare, il viso è congestionato, il corpo teso come una corda di violino. Il suo pene è ora completamente eretto, pulsante, di una dimensione notevolmente maggiore. Ha raggiunto la sua misura massima.
Quando finalmente riesce a terminare, soffocando le ultime parole tra ansimi e gemiti strozzati, è chiaramente a un passo dall'orgasmo. Il suo corpo è teso, i muscoli contratti, un tremore lo percorre.
In quel preciso istante, come per magia, tutto si ferma.
Sendy ritira la mano, appoggiandola con nonchalance sul tavolo. MaryJo e Rose rimettono i piedi a terra, infilando di nuovo le scarpe con calma.
Rick emette un gemito di frustrazione, il suo corpo che cerca invano quella stimolazione improvvisamente negata. È dolorosamente eccitato, sul punto di esplodere, ma il ricordo del regolamento di Monica – il divieto assoluto di toccarsi da solo – lo paralizza.
MaryJo, con un sorriso angelico: "Ok, perfetto, il contratto ci va bene!"
Rose, annuendo: "Possiamo firmarlo anche subito, anche se..." Fa una pausa teatrale.
Sendy completa la frase, la voce carica di malizia: "...dobbiamo toglierci una curiosità!" E, come per incanto, il righello di plastica riappare nella sua mano. Si sporge, avvicinandolo al pene eretto e ancora pulsante di Rick.
Rick cerca di ritrarsi, protestando tra i respiri affannosi. "No... aspettate... per favore..."
Ma Sendy è inesorabile. Appoggia il righello alla base, misura con precisione. Poi alza lo sguardo, un'espressione di finto stupore sul volto. "Tredici centimetri! Avevi ragione, Rick... sei un grower!" Poi il suo sorriso si fa beffardo. "Ma comunque ci hai preso in giro... a venti centimetri non arriverai mai!"
Rose scoppia a ridere. "Vorrà dire che invece di uno stallone, da oggi sei ufficialmente un pony!"
MaryJo si china un po' in avanti, il suo sguardo scende deliberatamente sul suo pene turgido e sofferente. "Cosa c'è, Rick? Sei felice di vederci? Vorresti chiederci qualcosa?"
Rick cerca disperatamente di ricomporsi, di dominare il tremore e il bisogno urgente che lo consuma. Venire davanti a loro sarebbe l'umiliazione suprema. E soprattutto, chiederglielo! Impossibile.
Rick, con voce roca e affannata: "No, niente... firmate per favore, così possiamo andare al bar!"
Le tre donne si scambiano uno sguardo di intesa perfetta. Sendy prende una penna con aria svagata, scarabocchia una firma sul contratto. "Ok, firmo io... ecco fatto!" Sbatte la penna sul tavolo. "Adesso andiamo al bar!"
Rick si alza dalla sedia con movimenti goffi e impacciati, l'erezione furiosa che gli impedisce qualsiasi movimento naturale. Le tre donne scoppiano in una risata liberatoria e compiaciuta.
Sendy: "Suvvia Rick, non puoi andare al bar così... sembri un palo del tram!"
Si alzano e lo circondano in un istante. Le loro mani tornano su di lui, senza pietà. Sendy gli palpa il petto, MaryJo gli afferra i glutei, Rose fa scorrere le dita lungo la schiena. Poi, tutte e tre concentrano l'attenzione sul suo membro, toccandolo, accarezzandolo, pizzicandolo con sadica lentezza, alternandosi nel gioco.
MaryJo, soffiandogli all'orecchio: "Avanti, Rick, chiedici quello che sai. Così ti aiutiamo."
Rose, massaggiandogli le palle: "Vuoi venire, Rick, è evidente... perché non ce lo chiedi?"
La resistenza di Rick crolla. Un gemito lungo e disperato gli esce dalla gola. "Sì, ragazze, per favore... non resisto più..."
Un sorriso di trionfo si dipinge sui volti delle tre. Mentre continuano a stimolarlo ovunque, lo spingono all'indietro. Con pochi gesti decisi, lo fanno stendere supino sul freddo tavolo di vetro. Rick è completamente esposto, vulnerabile.
MaryJo e Rose gli afferrano saldamente le braccia, tenendole aperte ai lati. Sendy gli blocca le caviglie con una presa ferma. A turno, ora, una di loro si dedica completamente a lui. È il turno di MaryJo. Si posiziona tra le sue gambe aperte, afferra il suo pene eretto e pulsante con una mano esperta e inizia a masturbarlo con ritmo deciso e sapiente, la punta delle dita che gioca proprio sotto il glande.
MaryJo, guardandolo dritto negli occhi: "Ci siamo, Rick? Stai per venire?"
Rick, il corpo arcuato sul vetro, ansima. "Sì, sì... ancora un po'... sto per..."
Proprio quando la sua espressione si contrae in una maschera di piacere estremo, MaryJo si ferma di colpo. Toglie la mano come se si fosse scottata.
"E invece no!" dice, con voce tagliente.
Rick si contorce, un urlo di frustrazione gli sale in gola, ma è bloccato saldamente dalle altre due e dalle caviglie tenute da Sendy. "No, per favore... perché fate così?!"
Rose, chinandosi su di lui: "Se vuoi venire, devi chiederci scusa per come ci hai trattate in questi mesi!"
Sendy, stringendo le caviglie: "E devi anche aggiungere: 'Ho un pisellino ridicolo e vi chiedo di giocarci'!"
MaryJo, incrociando le braccia: "E inoltre, quando ti daremo appuntamento dal commercialista, ci verrai e per tutta la riunione con noi resterai nudo!"
Rick, sconvolto: "Cosa? No, lasciatemi, è troppo!"
Tutte e tre, in coro, con voce dura: "TE LO SCORDI!"
Riprendono il lavoro interrotto. MaryJo afferra di nuovo il suo pene e riprende la masturbazione veloce e decisa. Rose e Sendy continuano a tenerlo fermo. Lo stimolo è intenso, inesorabile. Rick geme, il suo corpo si tende di nuovo verso l'orgasmo. E di nuovo, all'ultimo istante possibile, MaryJo si ferma.
Rick geme, disperato, annichilito dalla frustrazione e dal bisogno fisico. Alla fine, cede. La voce è un filo di suono, umiliata.
"Mi... mi dispiace per come vi ho trattate. Ho un pisellino ridicolo e... vi chiedo di giocarci. E... dal commercialista resterò nudo."
Le tre donne esultano, un grido di vittoria. "Ecco fatto!" esclama Sendy.
Riprendono definitivamente il lavoro interrotto. MaryJo riprende la masturbazione, questa volta senza più fermarsi se non per alternarsi con le altre due, il ritmo diventa veloce, implacabile. Mentre lo fanno, lo umiliano con le parole.
Sendy, ridacchiando: "Volevi scoparci con questo cosino? E invece adesso è il nostro giocattolo!"
MaryJo, accelerando il movimento: "Facci vedere quanto sei uomo. Su..."
Rose, avvicinandosi al suo viso: "Fai il bravo e vieni per le nuove padrone del tuo pisellino."
(Sendy, sentendo il membro di Rick pulsare freneticamente nella sua presa, accelera il ritmo della mano, lo sfregamento diventa rapido e secco.)
Sendy, con voce bassa e provocatoria: "Come ci si sente a sapere che volevi vederci nude, mentre noi ora vediamo nudo te a nostro piacimento... e invece tu non ci vedrai nude mai?”
La pressione è al culmine. Rick non resiste più. Un gemito profondo, liberatorio, gli strappa la gola. Il suo corpo si inarca violentemente contro il vetro del tavolo e poi esplode.
L'orgasmo è potente, incontrollato. Schizzi bianchi e caldi volano in aria come da una fontana monumentale, ricadendo sul suo stomaco, sul suo petto, e schizzando anche sulle mani, sui vestiti e persino sui volti sorpresi e divertiti delle tre donne.
Sendy non si ferma. Continua a masturbarlo, a spremere ogni goccia di piacere e di umiliazione, finché gli spasmi non rallentano e poi cessano del tutto. Solo allora lascia andare il suo pene, che, esausto dallo sforzo, si riduce rapidamente, ritirandosi fino a misurare di nuovo, forse, i soliti sei miseri centimetri.
Rick si rilassa finalmente sul tavolo, il respiro affannoso. Una strana miscela di soddisfazione fisica e umiliazione bruciante lo pervade.
Le tre donne si guardano, ridacchiando. Si ripuliscono con dei fazzoletti, sistemano i vestiti. Prendono la loro copia del contratto dal tavolo.
Sendy, con un sorriso soddisfatto: "Beh, vista l'ora... è troppo tardi per il bar, ormai."
MaryJo, annuendo: "Peccato. Ma è stato lo stesso un grandissimo piacere!"
Rose si volta già verso l'uscita, poi si ferma sulla soglia della sala conferenze. Si gira verso Rick, ancora disteso e sudicio sul tavolo. Solleva la mano e, con indice e pollice, fa il segno universale del "pisellino piccolo".
MaryJo e Sendy la imitano all'istante, tutte e tre rivolte verso di lui.
In coro, con voci cantilenanti e beffarde, dicono: "Ci vediamo in ufficio, Rick... con te e col tuo pisellino!"
Poi escono, lasciando la porta socchiusa.
Rick nemmeno risponde. Rimane immobile per un altro momento, poi si rialza faticosamente dal tavolo freddo e viscido. Inizia a ripulirsi come può con le salviettine avanzate, i movimenti lenti e meccanici. Il suo sguardo cade sul contratto, la sua copia, e pensa, con amarezza totale, che è stata la trattativa più umiliante di tutta la sua carriera. Dopo essersi ripreso, raccoglie la sua copia del contratto e, con un sospiro pesante, si avvicina alla porta che collega la sala conferenze allo studio della direttrice Monica. Quindi bussa timidamente.
Monica, dall'interno, con voce allegra e invitante: "Entra pure, caro! Ti stavo aspettando!"
Rick apre la porta ed entra. Monica è seduta dietro la grande scrivania, sorridente. Rick si avvicina e le porge il contratto, tenendo lo sguardo basso.
Rick, con voce spenta: "Ecco il contratto, Monica. Posso andare ora?"
Monica prende il foglio, dà un'occhiata veloce, poi alza lo sguardo verso l'orologio alla parete. "Come mai hai fatto così presto? Non dovevate andare al bar?"
Rick scuote la testa. "Non sono volute andare. Hanno detto che era tardi."
Monica fa una smorfia. "Ah ho capito...hanno preferito giocare con te e col tuo amichetto qui in sala conferenze!” (Rick abbassa la testa, imbarazzato) “Ma sono ancora le cinque, Rick. Manca un'ora alla fine del turno. Non posso lasciarti andare così presto, potrebbe arrivare un controllo."
Rick alza lo sguardo, rassegnato: "Allora che faccio? Torno nel mio reparto?"
Monica sorride, un'espressione che Rick impara a temere. "No, ho un'idea migliore. Al bar ci vieni con me. In caso di controllo, dirò che mi stai facendo una relazione urgente sul contratto, fuori sede per concentrarci meglio.”
Rick la fissa, perplesso. "Ma il bar aziendale alle cinque inizia a fare le pulizie. Sarà chiuso."
Monica annuisce, il suo sorriso si fa più ampio: "Lo so, Rick. Infatti... andremo al Roxy Bar. Al piano terra dell'edificio di fronte."
Rick impallidisce. Un brivido di terrore gli corre lungo la schiena. "Cosa? No, Monica, per favore... nudo anche fuori da qui, no!"
Monica si alza in piedi, la sua postura diventa autorevole, inamovibile. "Invece sì. Sei un nudista CFNM, Rick. Lo hai accettato. E tutto il complesso di edifici appartiene all'azienda, quindi nessuno dei dipendenti o degli affittuari potrà protestare ufficialmente. E poi al Roxy Bar, a quest'ora, ci saranno solo la titolare e le cameriere... Così ti prepari per questo weekend, no? Un po' di pratica con un pubblico femminile più ampio."
Mentre parla, prende la sua borsa dalla scrivania. Si avvicina a Rick, gli passa un braccio sotto il suo, afferrandolo saldamente al gomito.
Monica, con tono finale: "Andiamo!"
Rick cerca un'ultima, disperata resistenza. "Dai, Monica... anche la barista e le cameriere di quel bar? Non avrò più la faccia per entrarci... Fammi almeno coprire con qualcosa! Un asciugamano, una cartellina..."
Monica scuote la testa, decisa. "Assolutamente no! E non azzardarti a coprirti neppure con le mani, Rick. Lo stabile è tutto dell'azienda e tu sei ufficialmente un nudista CFNM consenziente. I tuoi vestiti li ho messi nella mia borsa... e te li darò al bar. Ma alle sei in punto."
Rick, vedendo ogni via di fuga sbarrata, si abbandona alla rassegnazione. Un'espressione sconfitta gli scolpisce il volto. Si lascia trascinare, nudo e vulnerabile, fuori dall'ufficio di Monica.
Monica apre la porta e lo conduce nel corridoio principale, dove diversi uffici hanno le porte aperte. Alcune colleghe stanno chiacchierando vicino alla macchina del caffè.
Monica, alzando la voce in modo teatrale, saluta: "Ragazze, buon weekend: noi andiamo al Roxy Bar! Faremo una breve riunione di fine weekend..."
Fa una pausa calcolata, girandosi leggermente verso Rick che cammina a testa bassa accanto a lei, poi conclude con un sorriso malizioso: "...anche se non così breve come il pisellino di Rick!"
Una cascata di risate femminili esplode nel corridoio. Qualcuna applaude, un'altra fischietta ironicamente.
Rick non alza lo sguardo. Fissa il pavimento lucido, sentendo il bruciore dell'umiliazione salirgli dal petto al viso. È ormai rassegnato al fatto che questi sei mesi saranno lunghissimi, interminabili.
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Re: THE LITTLE SECRET OF THE BIG BRAGGART
THE LITTLE SECRET OF THE BIG BRAGGART -2-
SUMMARY OF PREVIOUS STORY
Rick has been the only man in his group and his company for six months (his colleagues and friends have been transferred to an office outside the region for a year-long project). Since then he has become an unbearable and macho braggart, making humiliating jokes, sexist jokes and macho provocations to both group friends and colleagues. In addition, she tries in an almost harassing way with all the other acquaintances: interns, colleagues from other departments, barmaids and waitresses of the clubs she frequents, gym secretaries, lifeguards of the lido, etc. With all of them he boasts of being a dominator and a 20 cm super-gifted! One Saturday night his friends Terry, Pilar, Susie and Carrie (who will also be joined by Annabelle) decide to take revenge: they challenge him to strip poker and beat him by agreeing! Rick is thus first unmasked (it turns out that he is not overgifted, but a grower: 13 cm in erection, therefore average, but just 6 cm at rest!) and then forced by penance to spend the rest of the weekend naked and in their company (otherwise a naked photo of him taken treacherously at the beginning of the penance will be turned over to all his female acquaintances). After 36 hours of humiliation (in women's clubs, at the CFNM lido, in the gym, everywhere seen and mocked by his acquaintances and his crushes), faced with the threat of 1 week naked in the office, under penalty of the dissemination of the photo, Rick rebels, recovers the photos and threatens to denounce his friends. But it doesn't last long: in the office Monica (the director) makes him undress pretending to have a medical examination, says she saw him at the CFNM lido and makes him sign a form in which he claims to be a pro-CFNM nudist by choice of life, otherwise she will have to fire him as a pervert. Rick signs but finds himself in front of all his colleagues and acquaintances: Monica announces that he will remain naked for 6 months in the office and on weekends, under penalty of dismissal for indecency.
1-THE FIRST WEEK NAKED IN THE OFFICE COMES TO AN END
It's Friday afternoon, and the first week of six long months in which Rick will have to remain naked in the office is coming to an end. In these days his colleagues have not missed an opportunity to mock him, to find excuses to punish him by spanking him, to make him in various ways to see his grower dick go from the miserable 6 cm at rest to the barely decent 13 cm in erection, and then to see it explode in humiliating orgasms in public, almost always in the canteen during the lunch break, because so in the sight of the colleagues of the other departments. Sometimes, however, it was the interns who took revenge for his braggart advances of the previous months, taking him to the limit during working hours, and then denying him an orgasm. To prevent him from satisfying himself, the door to the men's bathroom (since he would have been the only man in the company for six months) was dismantled, depriving him of privacy as well. However, we are finally two hours away from the end of Friday's shift, and until Monday Rick will no longer see his tormentors. However, this does not give him relief: he knows that his friends and his director for the weekend will have two days in store for him in which they will try to embarrass him in front of as many women as possible, taking him naked who knows where.
The interns collect their things in a carefree way. They head for the exit, but not before stopping in front of Rick's station.
Gaya: "Bye bye, Rick! See you again on Monday. Will your pea be rested for us?"
Lysa: "Come on, it's only the first week, honey. Twenty-five are missing! We have time to find new toys."
Frida: "Maybe next week we can get you to fourteen centimeters. What a miracle that would be, huh?"
Sally: "Have a nice weekend... if you can relax in the company of the headmistress and your friends!" The four burst out laughing in chorus and leave, leaving the sound of their laughter to echo in the open space.
Rick's teammates – Molly, Nancy, Fanny and Taylor – look up from the monitors, smiling at each other. Rick stares at his screen, his ears red with shame.
Molly: "Come on, Rick! Another two hours and you can finally put on some pants. Even if only for the journey home."
Nancy: "Exactly. We will meet again on Monday morning, punctual as always. With you and your... standard equipment."
Fanny: "But don't delude yourself that it's over for you. Who knows what Monica and your friends have organized for you for the weekend? Where are they going to take you, all naked and with that little thing in the wind?"
Taylor, with a sharp smile: "It's going to be hard for them to find any other woman who doesn't know Rick's dick yet, after last Sunday's CFNM beach day! Maybe we will have to start going out of town... What do you say, fake stallion?"
The laughter of the four women mixes, a high-pitched and humiliating sound that seems to echo in Rick's head. He, increasingly red, clenches his fists under the desk. "Enough... Stop it!" he mutters, his voice choked. "Sooner or later... Sooner or later I will take revenge for all this!"
The office door opens with a slight click. Monica appears on the threshold, impeccable in her suit. The air in the room seems to cool by one degree.
Monica: "Rick. With me. In my office."
A glimmer of hope, crazy and irrational, lights up in Rick's eyes. Maybe... Maybe to get it coated in advance? There are still two hours left before the end of the shift. He stands up, awkwardly trying to walk naturally, but every movement is unnatural, exposed. He follows Monica down the hallway, feeling the stares of her colleagues burning on his back.
Monica lets him into her large study, the door that connects to the conference room is closed. She calmly sits in her armchair behind the imposing glass desk. Rick remains standing in front of her, naked, respecting the absolute prohibition of covering himself even with his hands. The silence is oppressive, broken only by the light ticking of a clock.
Monica crosses her fingers and stares at him, an indecipherable expression on her face. "So, Rick," he begins, his voice calm and professional, like during any performance review. "How was your first week as a CFNM nudist in the office?"
Rick, unable to sustain his gaze, lowers his eyes to the shiny floor, seeing only the distorted reflection of his own body. "Monica," he says, his voice a thread of impotent rage. "Did you call me to humiliate me once more?"
(Monica smiles, an expression of mock reproach.) "Come on Rick, you asked for it... and then, you signed a document stating that you are a practicing CFNM nudist. You should be proud to show yourself naked, not humiliated. Even if your pea is less than a third of what you boasted!"
Rick blazes with shame, the blush rising from his neck to his ears. "Monica, you know very well that the alternative was dismissal... But why did you make me come here early? Do you want to give me my clothes back before my time?"
Monica bursts into a hearty laugh, clear and penetrating. "You forget, Rick! You'll get them back at the end of the day, as usual... By the way, tomorrow afternoon the painting lesson with you as a nude model for female apprentices is confirmed, and on Sunday Geena's birthday party, with you as a naked waiter for the guests. All women, of course."
Rick blazes again, but this time it's a wave of pure terror at the thought of the hellish weekend that awaits him. With a now resigned expression, he murmurs: "Are you done? Can I go?"
Monica shakes her head, her smile getting thinner. "Of course not! I called you because I have to congratulate you. Last Friday, when you were... er, dress, you talked to the executives of the 'New Team' about that advertising deal... and this morning they told me that they accept!"
Rick stares at her, his face is a mask of apathy. A news that seven days earlier would have made him explode with pride, to slam in the face of Taylor and all the others, now slips away without a trace. "I don't know what to do with compliments, after a week of humiliation!" he says, his voice flat. "Can I go now?"
Monica: "I didn't call you just to congratulate you... but to get you done with the job! You deserve it!"
Rick: "What do you mean?"
Monica: "Over there, at the conference room table, beyond that door, there are three people, delegated by the New Team to sign the contract with us. The contract is here." He gets up, takes a folder from his desk and shows it to him. "Signed by me. Now go and get them to sign too, then take everyone to the bar and buy a drink for the company. So come back here, give me back the contract and go home."
Rick snorts, a residue of pride trying to emerge from the rubble. Try to straighten your shoulders. "Ok, at least I can get dressed two hours early... give me my clothes!"
(Monica bursts into a thunderous laugh, which makes Rick shiver. He desperately hopes that he is not thinking what he fears.)
Monica, wiping a fake tear: "Rick dear, you know that your dress code on duty is this... you're going to do everything I told you ALL NAKED!"
Rick's eyes widen, terror dilating his pupils. "WHAT? No, Monica, please... What will they think? Please let me dress up to go there... "
Monica smiles, a sadistic expression that lights up her face. "You forget, Rick! They won't think anything, they are open-minded people... And anyway you can explain that here minorities are all respected, including nudists! You will see that they will appreciate it."
Rick opens his mouth to protest again, but Monica lifts a finger, silencing him instantly. He puts the folder with the contract in his hand and, with a firm grip on his arm, accompanies him towards the door that divides the studio from the conference room. Rick, by instinct, brings his free hand to cover the package.
A dry, sonorous spanking hits his bare bottom, causing him to jump forward with a yelp. Monica, lashing out: "No, Rick! They will think that you are not a nudist but a pervert, and the company would make a bad impression... with bad consequences for you!"
Disconsolate, Rick slowly lowers his hand, exposing himself completely under Monica's amused and implacable gaze. She opens the door and, with a slight but firm push in the lower back, makes him cross the threshold.
Monica, from the door, with an amused and lashing voice: "Good luck, Rick!"
The door closes with a final click behind him. Rick finds himself naked, under the cold neon light of the conference room. A few meters away, the large glass table. But there are not the three executives in suits he expected. Seated, impeccable in elegant suits, there are three women. They have their hair gathered severely, professional expressions that are already cracking.
Rick, in a desperate reflex, brings the contract in front of his package, just in time. The three women look up from their tablets, almost in unison. Their eyes widen. A moment of silence full of disbelief.
Then, three female voices shout in chorus, overlapping: "Rick? But is that you? What are you doing naked?! "
Rick stares at them, his face turning ghostly. He would like the floor to open and swallow him instantly. He recognizes them, they are MaryJo, Rose and Sendy: the three secretaries of his accountant. With all three he had tried, for months, playing the braggart as usual and passing himself off as super-gifted, talking about a "20 cm cobra". And then he started treating them badly after they refused!
(The three women burst into thunderous laughter, which echoes in the conference room.)
MaryJo, between laughs: "But it's a joke, isn't it? This is a candid camera!"
Rick, his voice choked with shame: "Stop it! It's not a joke... I am a CFNM nudist, and here in the office everyone's freedom of expression is guaranteed!"
The three women stop laughing suddenly, but their faces are still lit up by an ill-concealed amusement. They stare at him, their gazes running from head to toe.
MaryJo, in a faux-serious tone: "Ok, sorry then... But if you're a nudist you shouldn't be ashamed, right?"
Rose, taking a step closer, a mischievous smile on her lips: "Right! Take that sheet out of... there! Besides, if you practice CFNM you should be happy to have three beautiful girls here, all dressed up, with whom you can be kind and servile!"
Sendy, crossing her arms, stares straight into his eyes: "So now take that paper out of there, so we can finally admire your famous 20 cm cobra of which you boast so much!"
Rick hesitates, clutching the folder tighter. The three women exchange a complicit look. Then, with sinuous movements, they get up. They surround him, forming a tight circle around him.
MaryJo runs an arm under his, squeezing him with a grip that seems friendly but is unrelenting. "What nice firm buttocks, Rick," he says, patting his other hand. "Do you train?"
Rose does the same on the other side, blocking his free arm. "And the shoulders... not bad," he adds, his voice full of sharp irony. "Too bad about the posture, you're all contracted."
Sendy, in front of him, stares at the folder. "By the way, is this the contract?" he says, with false sweetness. Then, in a quick and decisive movement, she snatches the paper from his hands.
Rick emits a muffled groan. He is now fully exposed, his arms locked by the two women, in front of Sendy's gaze. Their eyes, in unison, go down there.
A silence full of expectation, then...
They burst. A coarse, liberating laugh that fills the room. MaryJo and Rose, who hold him down, tremble with laughter. Sendy bends in two, pointing an accusing finger.
MaryJo, between sobs: "Twenty... twenty centimeters?! But where, on a scale of 1:4?! "
Rose, wiping away a tear: "Haha! And to think that you wanted to 'us hard' with this... this scared worm! Rick, maybe you wanted us to die... from laughter!"
Sendy, catching his breath, stares at him with a look of pure amused contempt: "Lies have short legs, they say... but in your case, there is only the pea short!"
Rick is red. Blood pulses at his temples, shame is a living fire on his skin. Every fiber of his body screams to free himself, to cover himself with his hands, to escape. But the memory of Monica's words – "with bad consequences for you" – paralyzes him more than the grip of women. He remains there, motionless, his eyes downcast, enduring their laughter and their comments, while his member, limp and miserable, seems to shrink even more under that collective and mocking gaze.
Rick, red and with his voice trembling with humiliation and repressed anger, looks for one last defense: "Stop it, I'm a grower... in shooting it becomes much bigger!"
Sendy stares at him, a flash of malice in his eyes. "Ah, really?" he says, with a sinister calm. Then, without haste, she opens her leather handbag, rummages for a moment and pulls out a transparent plastic ruler.
Rick backs away, but is still pinned to MaryJo and Rose's arms. "Stop it, what are you doing?! "
Sendy, approaching with the ruler, smiles. "You're a CFNM practitioner, aren't you? Let yourself be dominated, then!" The laughter of the other two women is renewed, encouraging her.
Sendy bends slightly. With surgical and mocking precision, he grasps the tip of his flaccid member with his thumb and forefinger, pulling it slightly forward. Rick holds back a moan of shame and annoyance.
Sendy rests the ruler on the base, running his gaze along the ladder. Then, she raises her head, looking Rick straight in the eye, and announces in a clear, theatrical voice, "SIX CENTIMETERS!"
Rose bursts out laughing again. "Even if you were really a grower, you could never triple the sizes, braggart!"
MaryJo, with a cat-like smile, adds: "Anyway, if you're a grower, maybe we'll find out soon... I think this meeting will be long."
All three, in chorus, finally letting him go with a little push, exclaim: "... unlike your pea!"
Their laughter, liberating and full of a revenge finally consummated, echoes in the room. Rick, flushing with shame, quickly bends over to retrieve the fallen contract, using it again as a miserable, transparent shield. She walks to the table with her head down and sits heavily on one of the four chairs, trying to hide her nudity under the edge of the glass table as much as possible.
Sendy, with a confident gait, sits right next to him, on the left. Rose and MaryJo take a seat in front of the table, on the other side of the table. They cross their legs, arrange papers, exchange glances full of fun.
The most humiliating reunion of Rick's life, and the funniest for the three girls, officially begins.
The transparent glass table makes any attempt at Rick's hiding place completely useless. His nudity is displayed as a specimen under glass. The three women, however, are not yet satisfied; their eyes sparkle with cruel amusement.
Rick, in a trembling voice, tries to focus on the papers: "So, as you can see in clause 3-B, the variable interest rate is... "
Sendy, sitting next to him, begins to move her hand. On the surface he listens, but his left hand slowly slides over his bare arm, then onto his shoulder, with a touch that is clearly sensual. He stretches one leg, brushing his toe with the tip of his shoe. Then, without haste, his right hand descends below the level of the table. Rick winces, the sentence dies in his throat when he feels Sendy's fingers caressing his side, then descend towards the groin, to grasp with expert delicacy his still limp member and begin to massage it with slow, skilful twists.
"Go on, Rick, we're listening," Sendy says in an innocent voice, his fingers working.
On the other side of the table, MaryJo and Rose exchange a smile. Both lean forward, resting their elbows on the glass, showing off their abundant décolleté from the generous necklines of blouses. "yes, Rick, explain that part better," MaryJo says, blinking.
Then, with synchronized movements, both silently take off a shoe. MaryJo slides her bare foot down Rick's right leg, under the table. Rose does the same with the left. Their feet, with their red lacquered nails, climb with exasperating slowness along their calves, their thighs.
Rick gasps, desperately trying to keep the thread of the conversation. "The... The period... is t-thirty days... " The feet of the two women reach his groin at the same time. They begin to rub against his scrotum, then to squeeze his member, which under the triple stimulation of Sendy and the two feet, inevitably begins to react. It swells, hardens, growing between the toes and the friction of the smooth skin of the soles of the feet.
MaryJo and Rose, maintaining a serious and interested expression, begin a coordinated movement, up and down, creating a real "saw" with their feet. Sendy, meanwhile, continues to fiddle with the toe, brushing the frenulum with his thumb.
"And... and in case of non-compliance... "Rick struggles to breathe, his face is congested, his body tense like a violin string. His penis is now fully erect, pulsating, considerably larger in size. It has reached its maximum size.
When he finally manages to finish, stifling his last words between gasps and strangled moans, he is clearly one step away from orgasm. His body is tense, his muscles contracted, a tremor runs through him.
At that precise moment, as if by magic, everything stops.
Sendy withdraws her hand, resting it nonchalantly on the table. MaryJo and Rose put their feet back on the ground, putting their shoes back on calmly.
Rick lets out a moan of frustration, his body searching in vain for that suddenly denied stimulation. He is painfully excited, on the verge of exploding, but the memory of Monica's rulebook – the absolute prohibition of touching oneself – paralyzes him.
MaryJo, with an angelic smile: "Ok, perfect, the contract is fine with us!"
Rose, nodding: "We can sign it right away, although... " He takes a theatrical break.
Sendy completes the sentence, his voice full of malice: "... We have to get rid of a curiosity!" And, as if by magic, the plastic ruler reappears in his hand. He leans out, bringing it closer to Rick's erect and still throbbing penis.
Rick tries to pull back, protesting through his labored breathing. "No... wait... please... "
But Sendy is inexorable. Lay the ruler on the base, measure precisely. Then he looks up, an expression of fake amazement on his face. "Thirteen centimeters! You were right, Rick... You're a grower!" Then his smile becomes mocking. "But anyway you made fun of us... you will never get to twenty centimeters!"
Rose bursts out laughing. "It will mean that instead of a stallion, from today you are officially a pony!"
MaryJo leans forward a little, her gaze deliberately falling on her turgid and aching penis. "What's the matter, Rick? Are you happy to see us? Would you like to ask us something?"
Rick desperately tries to compose himself, to dominate the tremor and the urgent need that consumes him. To come before them would be the ultimate humiliation. And above all, ask him! Impossible.
Rick, in a hoarse and breathless voice: "No, nothing... please sign, so we can go to the bar!"
The three women exchange a look of perfect understanding. Sendy takes a pen with an absent-minded air, scribbles a signature on the contract. "Ok, I'll sign... That's it!" He slams his pen on the table. "Now let's go to the bar!"
Rick gets up from his chair with awkward and awkward movements, his furious erection preventing him from any natural movement. The three women burst into a liberating and smug laugh
Sendy: "Come on Rick, you can't go to the bar like that... you look like a tram pole!"
They get up and surround him in an instant. Their hands return to him, without mercy. Sendy gropes his chest, MaryJo grabs his buttocks, Rose runs her fingers down his back. Then, all three focus their attention on his member, touching it, caressing it, pinching it with sadistic slowness, alternating in the game.
MaryJo, blowing in his ear, "Come on, Rick, ask us what you know. So we help you."
Rose, massaging his balls: "You want to come, Rick, it's obvious... Why don't you ask us?"
Rick's resistance collapses. A long, desperate moan comes out of his throat. "Yes, girls, please... I can't resist anymore... "
A smile of triumph is painted on the faces of the three. As they continue to stimulate him everywhere, they push him backwards. With a few decisive gestures, they make him lie on his back on the cold glass table. Rick is completely exposed, vulnerable.
MaryJo and Rose grab his arms tightly, holding them open at the sides. Sendy locks his ankles with a firm grip. In turn, now, one of them devotes herself completely to him. It's MaryJo's turn. She positions herself between her open legs, grabs his erect and throbbing penis with an expert hand and begins to masturbate it with a decisive and wise rhythm, her fingertips playing right under the glans.
MaryJo, looking him straight in the eyes: "Are we there, Rick? Are you coming?"
Rick, his body arched on the glass, pants. "Yes, yes... a little more... I'm going to... "
Just as her expression contracts into a mask of extreme pleasure, MaryJo stops abruptly. She removes her hand as if it had been burned.
"But no!" he says, in a sharp voice.
Rick writhes, a scream of frustration rises in his throat, but he is firmly blocked by the other two and the ankles held by Sendy. "No, please... Why do you do this?! "
Rose, bending over him: "If you want to come, you have to apologize for how you have treated us in these months!"
Sendy, squeezing his ankles: "And you also have to add: 'I have a ridiculous pea and I ask you to play with it'!"
MaryJo, crossing her arms: "And besides, when we give you an appointment with the accountant, you will come and for the whole meeting with us you will be naked!"
Rick, distraught: "What? No, leave me, it's too much!"
All three, in chorus, with a harsh voice: "YOU FORGET IT!"
They resume the interrupted work. MaryJo grabs his penis again and resumes masturbation fast and firmly. Rose and Sendy continue to hold him down. The stimulus is intense, inexorable. Rick moans, his body tensing towards orgasm again. And again, at the last possible moment, MaryJo stops.
Rick groans, desperate, annihilated by frustration and physical need. In the end, he gives in. The voice is a thread of sound, humiliated.
"I... I'm sorry for how I treated you. I have a ridiculous dick and... I ask you to play it. E... I will remain naked at the accountant's."
The three women rejoice, a cry of victory. "That's it!" exclaims Sendy.
They definitively resume the interrupted work. MaryJo resumes masturbation, this time without stopping except to alternate with the other two, the rhythm becomes fast, relentless. As they do so, they humiliate him with words.
Sendy, giggling, "Did you want to us with this little thing? But now it's our toy!"
MaryJo, accelerating the movement: "Show us how much of a man you are. On... "
Rose, approaching her face: "Be good and come for the new owners of your pea."
(Sendy, feeling Rick's member throbbing frantically in his grip, quickens the pace of his hand, the rubbing becoming quick and dry.)
Sendy, in a low and provocative voice: "How does it feel to know that you wanted to see us naked, while now we see you naked at will... but you will never see us naked?"
The pressure is at its peak. Rick can't resist anymore. A deep, liberating moan rips his throat. His body arches violently against the glass of the table and then explodes.
The orgasm is powerful, uncontrolled. Warm white splashes fly through the air as if from a monumental fountain, falling on his stomach, on his chest, and also splashing on the hands, clothes and even on the surprised and amused faces of the three women.
Sendy does not stop. She continues to masturbate him, squeezing every drop of pleasure and humiliation, until the spasms slow down and then stop altogether. Only then does he let go of his penis, which, exhausted by the effort, shrinks rapidly, retracting until it measures again, perhaps, the usual measly six centimeters.
Rick finally relaxes on the table, his breathing labored. A strange mixture of physical satisfaction and burning humiliation pervades him.
The three women look at each other, giggling. They clean themselves with handkerchiefs, arrange their clothes. They take their copy of the contract from the table.
Sendy, with a satisfied smile: "Well, given the time... It's too late for the bar now."
MaryJo, nodding, "Too bad. But it was still a great pleasure!"
Rose already turns towards the exit, then stops at the threshold of the conference room. He turns to Rick, still lying and dirty on the table. He raises his hand and, with his index finger and thumb, makes the universal sign of the "small pea".
MaryJo and Sendy imitate her instantly, all three facing him.
In chorus, with singing, mocking voices, they say, "See you in the office, Rick... with you and your little dick!"
Then they leave, leaving the door ajar.
Rick doesn't even answer. He remains motionless for another moment, then laboriously gets up from the cold and slimy table. Start cleaning up as best you can with leftover wipes, slow, mechanical movements. His gaze falls on the contract, his copy, and he thinks, with total bitterness, that it was the most humiliating negotiation of his entire career. After recovering, he picks up his copy of the contract and, with a heavy sigh, approaches the door that connects the conference room to the office of the director Monica. Then he knocks timidly.
Monica, from inside, with a cheerful and inviting voice: "Come in, dear! I've been waiting for you!"
Rick opens the door and walks in. Monica is sitting behind the large desk, smiling. Rick approaches and hands her the contract, keeping his gaze down.
Rick, with a dull voice: "Here's the contract, Monica. Can I go now?"
Monica takes the paper, takes a quick look, then looks up at the clock on the wall. "Why did you do it so early? Weren't you supposed to go to the bar?"
Rick shakes his head. "They didn't want to go. They said it was late."
Monica grimaces. "Ah, I understand... They preferred to play with you and your little friend here in the conference room!" (Rick lowers his head, embarrassed) "But it's still five o'clock, Rick. There is one hour left to the end of the shift. I can't let you go so soon, a check might come."
Rick looks up, resigned: "So what do I do? Shall I go back to my ward?"
Monica smiles, an expression that Rick learns to fear. "No, I have a better idea. You come to the bar with me. In case of an audit, I will say that you are giving me an urgent report on the contract, out of office to better concentrate."
Rick stares at her, puzzled. "But the company bar starts cleaning at five o'clock. It will be closed."
Monica nods, her smile widening: "I know, Rick. In fact... we will go to the Roxy Bar. On the ground floor of the building opposite."
Rick turns pale. A shiver of terror runs down his spine. "What? No, Monica, please... naked even outside here, no!"
Monica stands up, her posture becomes authoritative, immovable. "But yes. You're a CFNM nudist, Rick. You accepted it. And the entire complex of buildings belongs to the company, so none of the employees or tenants will be able to protest officially. And then at the Roxy Bar, at this time, there will only be the owner and the waitresses... So you prepare for this weekend, right? A bit of practice with a wider female audience."
As he talks, he takes his bag from the desk. She approaches Rick, passes an arm under his, grabbing him firmly by the elbow.
Monica, with a final tone: "Let's go!"
Rick seeks one last, desperate resistance. "Come on, Monica... Even the bartender and waitresses of that bar? I will no longer have the face to enter it... Let me at least cover with something! A towel, a folder... "
Monica shakes her head, determined. "Absolutely not! And don't you dare cover yourself with your hands either, Rick. The building is all the company's and you are officially a consenting CFNM nudist. I put your clothes in my bag... and I'll give them to you at the bar. But at six o'clock."
Rick, seeing every escape route barred, abandons himself to resignation. A defeated expression sculpts his face. He lets himself be dragged, naked and vulnerable, out of Monica's office.
Monica opens the door and leads him into the main hallway, where several offices have open doors. Some colleagues are chatting near the coffee machine.
Monica, raising her voice in a theatrical way, greets: "Girls, have a nice weekend: we're going to the Roxy Bar! We will have a short meeting at the end of the weekend... "
She pauses calculated, turning slightly to Rick who walks with his head down next to her, then concludes with a mischievous smile: "... although not as short as Rick's dick!"
A cascade of female laughter erupts in the hallway. Some applaud, another whistles ironically.
Rick doesn't look up. He stares at the shiny floor, feeling the burn of humiliation rise from his chest to his face. He is now resigned to the fact that these six months will be very long, interminable.
SUMMARY OF PREVIOUS STORY
Rick has been the only man in his group and his company for six months (his colleagues and friends have been transferred to an office outside the region for a year-long project). Since then he has become an unbearable and macho braggart, making humiliating jokes, sexist jokes and macho provocations to both group friends and colleagues. In addition, she tries in an almost harassing way with all the other acquaintances: interns, colleagues from other departments, barmaids and waitresses of the clubs she frequents, gym secretaries, lifeguards of the lido, etc. With all of them he boasts of being a dominator and a 20 cm super-gifted! One Saturday night his friends Terry, Pilar, Susie and Carrie (who will also be joined by Annabelle) decide to take revenge: they challenge him to strip poker and beat him by agreeing! Rick is thus first unmasked (it turns out that he is not overgifted, but a grower: 13 cm in erection, therefore average, but just 6 cm at rest!) and then forced by penance to spend the rest of the weekend naked and in their company (otherwise a naked photo of him taken treacherously at the beginning of the penance will be turned over to all his female acquaintances). After 36 hours of humiliation (in women's clubs, at the CFNM lido, in the gym, everywhere seen and mocked by his acquaintances and his crushes), faced with the threat of 1 week naked in the office, under penalty of the dissemination of the photo, Rick rebels, recovers the photos and threatens to denounce his friends. But it doesn't last long: in the office Monica (the director) makes him undress pretending to have a medical examination, says she saw him at the CFNM lido and makes him sign a form in which he claims to be a pro-CFNM nudist by choice of life, otherwise she will have to fire him as a pervert. Rick signs but finds himself in front of all his colleagues and acquaintances: Monica announces that he will remain naked for 6 months in the office and on weekends, under penalty of dismissal for indecency.
1-THE FIRST WEEK NAKED IN THE OFFICE COMES TO AN END
It's Friday afternoon, and the first week of six long months in which Rick will have to remain naked in the office is coming to an end. In these days his colleagues have not missed an opportunity to mock him, to find excuses to punish him by spanking him, to make him in various ways to see his grower dick go from the miserable 6 cm at rest to the barely decent 13 cm in erection, and then to see it explode in humiliating orgasms in public, almost always in the canteen during the lunch break, because so in the sight of the colleagues of the other departments. Sometimes, however, it was the interns who took revenge for his braggart advances of the previous months, taking him to the limit during working hours, and then denying him an orgasm. To prevent him from satisfying himself, the door to the men's bathroom (since he would have been the only man in the company for six months) was dismantled, depriving him of privacy as well. However, we are finally two hours away from the end of Friday's shift, and until Monday Rick will no longer see his tormentors. However, this does not give him relief: he knows that his friends and his director for the weekend will have two days in store for him in which they will try to embarrass him in front of as many women as possible, taking him naked who knows where.
The interns collect their things in a carefree way. They head for the exit, but not before stopping in front of Rick's station.
Gaya: "Bye bye, Rick! See you again on Monday. Will your pea be rested for us?"
Lysa: "Come on, it's only the first week, honey. Twenty-five are missing! We have time to find new toys."
Frida: "Maybe next week we can get you to fourteen centimeters. What a miracle that would be, huh?"
Sally: "Have a nice weekend... if you can relax in the company of the headmistress and your friends!" The four burst out laughing in chorus and leave, leaving the sound of their laughter to echo in the open space.
Rick's teammates – Molly, Nancy, Fanny and Taylor – look up from the monitors, smiling at each other. Rick stares at his screen, his ears red with shame.
Molly: "Come on, Rick! Another two hours and you can finally put on some pants. Even if only for the journey home."
Nancy: "Exactly. We will meet again on Monday morning, punctual as always. With you and your... standard equipment."
Fanny: "But don't delude yourself that it's over for you. Who knows what Monica and your friends have organized for you for the weekend? Where are they going to take you, all naked and with that little thing in the wind?"
Taylor, with a sharp smile: "It's going to be hard for them to find any other woman who doesn't know Rick's dick yet, after last Sunday's CFNM beach day! Maybe we will have to start going out of town... What do you say, fake stallion?"
The laughter of the four women mixes, a high-pitched and humiliating sound that seems to echo in Rick's head. He, increasingly red, clenches his fists under the desk. "Enough... Stop it!" he mutters, his voice choked. "Sooner or later... Sooner or later I will take revenge for all this!"
The office door opens with a slight click. Monica appears on the threshold, impeccable in her suit. The air in the room seems to cool by one degree.
Monica: "Rick. With me. In my office."
A glimmer of hope, crazy and irrational, lights up in Rick's eyes. Maybe... Maybe to get it coated in advance? There are still two hours left before the end of the shift. He stands up, awkwardly trying to walk naturally, but every movement is unnatural, exposed. He follows Monica down the hallway, feeling the stares of her colleagues burning on his back.
Monica lets him into her large study, the door that connects to the conference room is closed. She calmly sits in her armchair behind the imposing glass desk. Rick remains standing in front of her, naked, respecting the absolute prohibition of covering himself even with his hands. The silence is oppressive, broken only by the light ticking of a clock.
Monica crosses her fingers and stares at him, an indecipherable expression on her face. "So, Rick," he begins, his voice calm and professional, like during any performance review. "How was your first week as a CFNM nudist in the office?"
Rick, unable to sustain his gaze, lowers his eyes to the shiny floor, seeing only the distorted reflection of his own body. "Monica," he says, his voice a thread of impotent rage. "Did you call me to humiliate me once more?"
(Monica smiles, an expression of mock reproach.) "Come on Rick, you asked for it... and then, you signed a document stating that you are a practicing CFNM nudist. You should be proud to show yourself naked, not humiliated. Even if your pea is less than a third of what you boasted!"
Rick blazes with shame, the blush rising from his neck to his ears. "Monica, you know very well that the alternative was dismissal... But why did you make me come here early? Do you want to give me my clothes back before my time?"
Monica bursts into a hearty laugh, clear and penetrating. "You forget, Rick! You'll get them back at the end of the day, as usual... By the way, tomorrow afternoon the painting lesson with you as a nude model for female apprentices is confirmed, and on Sunday Geena's birthday party, with you as a naked waiter for the guests. All women, of course."
Rick blazes again, but this time it's a wave of pure terror at the thought of the hellish weekend that awaits him. With a now resigned expression, he murmurs: "Are you done? Can I go?"
Monica shakes her head, her smile getting thinner. "Of course not! I called you because I have to congratulate you. Last Friday, when you were... er, dress, you talked to the executives of the 'New Team' about that advertising deal... and this morning they told me that they accept!"
Rick stares at her, his face is a mask of apathy. A news that seven days earlier would have made him explode with pride, to slam in the face of Taylor and all the others, now slips away without a trace. "I don't know what to do with compliments, after a week of humiliation!" he says, his voice flat. "Can I go now?"
Monica: "I didn't call you just to congratulate you... but to get you done with the job! You deserve it!"
Rick: "What do you mean?"
Monica: "Over there, at the conference room table, beyond that door, there are three people, delegated by the New Team to sign the contract with us. The contract is here." He gets up, takes a folder from his desk and shows it to him. "Signed by me. Now go and get them to sign too, then take everyone to the bar and buy a drink for the company. So come back here, give me back the contract and go home."
Rick snorts, a residue of pride trying to emerge from the rubble. Try to straighten your shoulders. "Ok, at least I can get dressed two hours early... give me my clothes!"
(Monica bursts into a thunderous laugh, which makes Rick shiver. He desperately hopes that he is not thinking what he fears.)
Monica, wiping a fake tear: "Rick dear, you know that your dress code on duty is this... you're going to do everything I told you ALL NAKED!"
Rick's eyes widen, terror dilating his pupils. "WHAT? No, Monica, please... What will they think? Please let me dress up to go there... "
Monica smiles, a sadistic expression that lights up her face. "You forget, Rick! They won't think anything, they are open-minded people... And anyway you can explain that here minorities are all respected, including nudists! You will see that they will appreciate it."
Rick opens his mouth to protest again, but Monica lifts a finger, silencing him instantly. He puts the folder with the contract in his hand and, with a firm grip on his arm, accompanies him towards the door that divides the studio from the conference room. Rick, by instinct, brings his free hand to cover the package.
A dry, sonorous spanking hits his bare bottom, causing him to jump forward with a yelp. Monica, lashing out: "No, Rick! They will think that you are not a nudist but a pervert, and the company would make a bad impression... with bad consequences for you!"
Disconsolate, Rick slowly lowers his hand, exposing himself completely under Monica's amused and implacable gaze. She opens the door and, with a slight but firm push in the lower back, makes him cross the threshold.
Monica, from the door, with an amused and lashing voice: "Good luck, Rick!"
The door closes with a final click behind him. Rick finds himself naked, under the cold neon light of the conference room. A few meters away, the large glass table. But there are not the three executives in suits he expected. Seated, impeccable in elegant suits, there are three women. They have their hair gathered severely, professional expressions that are already cracking.
Rick, in a desperate reflex, brings the contract in front of his package, just in time. The three women look up from their tablets, almost in unison. Their eyes widen. A moment of silence full of disbelief.
Then, three female voices shout in chorus, overlapping: "Rick? But is that you? What are you doing naked?! "
Rick stares at them, his face turning ghostly. He would like the floor to open and swallow him instantly. He recognizes them, they are MaryJo, Rose and Sendy: the three secretaries of his accountant. With all three he had tried, for months, playing the braggart as usual and passing himself off as super-gifted, talking about a "20 cm cobra". And then he started treating them badly after they refused!
(The three women burst into thunderous laughter, which echoes in the conference room.)
MaryJo, between laughs: "But it's a joke, isn't it? This is a candid camera!"
Rick, his voice choked with shame: "Stop it! It's not a joke... I am a CFNM nudist, and here in the office everyone's freedom of expression is guaranteed!"
The three women stop laughing suddenly, but their faces are still lit up by an ill-concealed amusement. They stare at him, their gazes running from head to toe.
MaryJo, in a faux-serious tone: "Ok, sorry then... But if you're a nudist you shouldn't be ashamed, right?"
Rose, taking a step closer, a mischievous smile on her lips: "Right! Take that sheet out of... there! Besides, if you practice CFNM you should be happy to have three beautiful girls here, all dressed up, with whom you can be kind and servile!"
Sendy, crossing her arms, stares straight into his eyes: "So now take that paper out of there, so we can finally admire your famous 20 cm cobra of which you boast so much!"
Rick hesitates, clutching the folder tighter. The three women exchange a complicit look. Then, with sinuous movements, they get up. They surround him, forming a tight circle around him.
MaryJo runs an arm under his, squeezing him with a grip that seems friendly but is unrelenting. "What nice firm buttocks, Rick," he says, patting his other hand. "Do you train?"
Rose does the same on the other side, blocking his free arm. "And the shoulders... not bad," he adds, his voice full of sharp irony. "Too bad about the posture, you're all contracted."
Sendy, in front of him, stares at the folder. "By the way, is this the contract?" he says, with false sweetness. Then, in a quick and decisive movement, she snatches the paper from his hands.
Rick emits a muffled groan. He is now fully exposed, his arms locked by the two women, in front of Sendy's gaze. Their eyes, in unison, go down there.
A silence full of expectation, then...
They burst. A coarse, liberating laugh that fills the room. MaryJo and Rose, who hold him down, tremble with laughter. Sendy bends in two, pointing an accusing finger.
MaryJo, between sobs: "Twenty... twenty centimeters?! But where, on a scale of 1:4?! "
Rose, wiping away a tear: "Haha! And to think that you wanted to 'us hard' with this... this scared worm! Rick, maybe you wanted us to die... from laughter!"
Sendy, catching his breath, stares at him with a look of pure amused contempt: "Lies have short legs, they say... but in your case, there is only the pea short!"
Rick is red. Blood pulses at his temples, shame is a living fire on his skin. Every fiber of his body screams to free himself, to cover himself with his hands, to escape. But the memory of Monica's words – "with bad consequences for you" – paralyzes him more than the grip of women. He remains there, motionless, his eyes downcast, enduring their laughter and their comments, while his member, limp and miserable, seems to shrink even more under that collective and mocking gaze.
Rick, red and with his voice trembling with humiliation and repressed anger, looks for one last defense: "Stop it, I'm a grower... in shooting it becomes much bigger!"
Sendy stares at him, a flash of malice in his eyes. "Ah, really?" he says, with a sinister calm. Then, without haste, she opens her leather handbag, rummages for a moment and pulls out a transparent plastic ruler.
Rick backs away, but is still pinned to MaryJo and Rose's arms. "Stop it, what are you doing?! "
Sendy, approaching with the ruler, smiles. "You're a CFNM practitioner, aren't you? Let yourself be dominated, then!" The laughter of the other two women is renewed, encouraging her.
Sendy bends slightly. With surgical and mocking precision, he grasps the tip of his flaccid member with his thumb and forefinger, pulling it slightly forward. Rick holds back a moan of shame and annoyance.
Sendy rests the ruler on the base, running his gaze along the ladder. Then, she raises her head, looking Rick straight in the eye, and announces in a clear, theatrical voice, "SIX CENTIMETERS!"
Rose bursts out laughing again. "Even if you were really a grower, you could never triple the sizes, braggart!"
MaryJo, with a cat-like smile, adds: "Anyway, if you're a grower, maybe we'll find out soon... I think this meeting will be long."
All three, in chorus, finally letting him go with a little push, exclaim: "... unlike your pea!"
Their laughter, liberating and full of a revenge finally consummated, echoes in the room. Rick, flushing with shame, quickly bends over to retrieve the fallen contract, using it again as a miserable, transparent shield. She walks to the table with her head down and sits heavily on one of the four chairs, trying to hide her nudity under the edge of the glass table as much as possible.
Sendy, with a confident gait, sits right next to him, on the left. Rose and MaryJo take a seat in front of the table, on the other side of the table. They cross their legs, arrange papers, exchange glances full of fun.
The most humiliating reunion of Rick's life, and the funniest for the three girls, officially begins.
The transparent glass table makes any attempt at Rick's hiding place completely useless. His nudity is displayed as a specimen under glass. The three women, however, are not yet satisfied; their eyes sparkle with cruel amusement.
Rick, in a trembling voice, tries to focus on the papers: "So, as you can see in clause 3-B, the variable interest rate is... "
Sendy, sitting next to him, begins to move her hand. On the surface he listens, but his left hand slowly slides over his bare arm, then onto his shoulder, with a touch that is clearly sensual. He stretches one leg, brushing his toe with the tip of his shoe. Then, without haste, his right hand descends below the level of the table. Rick winces, the sentence dies in his throat when he feels Sendy's fingers caressing his side, then descend towards the groin, to grasp with expert delicacy his still limp member and begin to massage it with slow, skilful twists.
"Go on, Rick, we're listening," Sendy says in an innocent voice, his fingers working.
On the other side of the table, MaryJo and Rose exchange a smile. Both lean forward, resting their elbows on the glass, showing off their abundant décolleté from the generous necklines of blouses. "yes, Rick, explain that part better," MaryJo says, blinking.
Then, with synchronized movements, both silently take off a shoe. MaryJo slides her bare foot down Rick's right leg, under the table. Rose does the same with the left. Their feet, with their red lacquered nails, climb with exasperating slowness along their calves, their thighs.
Rick gasps, desperately trying to keep the thread of the conversation. "The... The period... is t-thirty days... " The feet of the two women reach his groin at the same time. They begin to rub against his scrotum, then to squeeze his member, which under the triple stimulation of Sendy and the two feet, inevitably begins to react. It swells, hardens, growing between the toes and the friction of the smooth skin of the soles of the feet.
MaryJo and Rose, maintaining a serious and interested expression, begin a coordinated movement, up and down, creating a real "saw" with their feet. Sendy, meanwhile, continues to fiddle with the toe, brushing the frenulum with his thumb.
"And... and in case of non-compliance... "Rick struggles to breathe, his face is congested, his body tense like a violin string. His penis is now fully erect, pulsating, considerably larger in size. It has reached its maximum size.
When he finally manages to finish, stifling his last words between gasps and strangled moans, he is clearly one step away from orgasm. His body is tense, his muscles contracted, a tremor runs through him.
At that precise moment, as if by magic, everything stops.
Sendy withdraws her hand, resting it nonchalantly on the table. MaryJo and Rose put their feet back on the ground, putting their shoes back on calmly.
Rick lets out a moan of frustration, his body searching in vain for that suddenly denied stimulation. He is painfully excited, on the verge of exploding, but the memory of Monica's rulebook – the absolute prohibition of touching oneself – paralyzes him.
MaryJo, with an angelic smile: "Ok, perfect, the contract is fine with us!"
Rose, nodding: "We can sign it right away, although... " He takes a theatrical break.
Sendy completes the sentence, his voice full of malice: "... We have to get rid of a curiosity!" And, as if by magic, the plastic ruler reappears in his hand. He leans out, bringing it closer to Rick's erect and still throbbing penis.
Rick tries to pull back, protesting through his labored breathing. "No... wait... please... "
But Sendy is inexorable. Lay the ruler on the base, measure precisely. Then he looks up, an expression of fake amazement on his face. "Thirteen centimeters! You were right, Rick... You're a grower!" Then his smile becomes mocking. "But anyway you made fun of us... you will never get to twenty centimeters!"
Rose bursts out laughing. "It will mean that instead of a stallion, from today you are officially a pony!"
MaryJo leans forward a little, her gaze deliberately falling on her turgid and aching penis. "What's the matter, Rick? Are you happy to see us? Would you like to ask us something?"
Rick desperately tries to compose himself, to dominate the tremor and the urgent need that consumes him. To come before them would be the ultimate humiliation. And above all, ask him! Impossible.
Rick, in a hoarse and breathless voice: "No, nothing... please sign, so we can go to the bar!"
The three women exchange a look of perfect understanding. Sendy takes a pen with an absent-minded air, scribbles a signature on the contract. "Ok, I'll sign... That's it!" He slams his pen on the table. "Now let's go to the bar!"
Rick gets up from his chair with awkward and awkward movements, his furious erection preventing him from any natural movement. The three women burst into a liberating and smug laugh
Sendy: "Come on Rick, you can't go to the bar like that... you look like a tram pole!"
They get up and surround him in an instant. Their hands return to him, without mercy. Sendy gropes his chest, MaryJo grabs his buttocks, Rose runs her fingers down his back. Then, all three focus their attention on his member, touching it, caressing it, pinching it with sadistic slowness, alternating in the game.
MaryJo, blowing in his ear, "Come on, Rick, ask us what you know. So we help you."
Rose, massaging his balls: "You want to come, Rick, it's obvious... Why don't you ask us?"
Rick's resistance collapses. A long, desperate moan comes out of his throat. "Yes, girls, please... I can't resist anymore... "
A smile of triumph is painted on the faces of the three. As they continue to stimulate him everywhere, they push him backwards. With a few decisive gestures, they make him lie on his back on the cold glass table. Rick is completely exposed, vulnerable.
MaryJo and Rose grab his arms tightly, holding them open at the sides. Sendy locks his ankles with a firm grip. In turn, now, one of them devotes herself completely to him. It's MaryJo's turn. She positions herself between her open legs, grabs his erect and throbbing penis with an expert hand and begins to masturbate it with a decisive and wise rhythm, her fingertips playing right under the glans.
MaryJo, looking him straight in the eyes: "Are we there, Rick? Are you coming?"
Rick, his body arched on the glass, pants. "Yes, yes... a little more... I'm going to... "
Just as her expression contracts into a mask of extreme pleasure, MaryJo stops abruptly. She removes her hand as if it had been burned.
"But no!" he says, in a sharp voice.
Rick writhes, a scream of frustration rises in his throat, but he is firmly blocked by the other two and the ankles held by Sendy. "No, please... Why do you do this?! "
Rose, bending over him: "If you want to come, you have to apologize for how you have treated us in these months!"
Sendy, squeezing his ankles: "And you also have to add: 'I have a ridiculous pea and I ask you to play with it'!"
MaryJo, crossing her arms: "And besides, when we give you an appointment with the accountant, you will come and for the whole meeting with us you will be naked!"
Rick, distraught: "What? No, leave me, it's too much!"
All three, in chorus, with a harsh voice: "YOU FORGET IT!"
They resume the interrupted work. MaryJo grabs his penis again and resumes masturbation fast and firmly. Rose and Sendy continue to hold him down. The stimulus is intense, inexorable. Rick moans, his body tensing towards orgasm again. And again, at the last possible moment, MaryJo stops.
Rick groans, desperate, annihilated by frustration and physical need. In the end, he gives in. The voice is a thread of sound, humiliated.
"I... I'm sorry for how I treated you. I have a ridiculous dick and... I ask you to play it. E... I will remain naked at the accountant's."
The three women rejoice, a cry of victory. "That's it!" exclaims Sendy.
They definitively resume the interrupted work. MaryJo resumes masturbation, this time without stopping except to alternate with the other two, the rhythm becomes fast, relentless. As they do so, they humiliate him with words.
Sendy, giggling, "Did you want to us with this little thing? But now it's our toy!"
MaryJo, accelerating the movement: "Show us how much of a man you are. On... "
Rose, approaching her face: "Be good and come for the new owners of your pea."
(Sendy, feeling Rick's member throbbing frantically in his grip, quickens the pace of his hand, the rubbing becoming quick and dry.)
Sendy, in a low and provocative voice: "How does it feel to know that you wanted to see us naked, while now we see you naked at will... but you will never see us naked?"
The pressure is at its peak. Rick can't resist anymore. A deep, liberating moan rips his throat. His body arches violently against the glass of the table and then explodes.
The orgasm is powerful, uncontrolled. Warm white splashes fly through the air as if from a monumental fountain, falling on his stomach, on his chest, and also splashing on the hands, clothes and even on the surprised and amused faces of the three women.
Sendy does not stop. She continues to masturbate him, squeezing every drop of pleasure and humiliation, until the spasms slow down and then stop altogether. Only then does he let go of his penis, which, exhausted by the effort, shrinks rapidly, retracting until it measures again, perhaps, the usual measly six centimeters.
Rick finally relaxes on the table, his breathing labored. A strange mixture of physical satisfaction and burning humiliation pervades him.
The three women look at each other, giggling. They clean themselves with handkerchiefs, arrange their clothes. They take their copy of the contract from the table.
Sendy, with a satisfied smile: "Well, given the time... It's too late for the bar now."
MaryJo, nodding, "Too bad. But it was still a great pleasure!"
Rose already turns towards the exit, then stops at the threshold of the conference room. He turns to Rick, still lying and dirty on the table. He raises his hand and, with his index finger and thumb, makes the universal sign of the "small pea".
MaryJo and Sendy imitate her instantly, all three facing him.
In chorus, with singing, mocking voices, they say, "See you in the office, Rick... with you and your little dick!"
Then they leave, leaving the door ajar.
Rick doesn't even answer. He remains motionless for another moment, then laboriously gets up from the cold and slimy table. Start cleaning up as best you can with leftover wipes, slow, mechanical movements. His gaze falls on the contract, his copy, and he thinks, with total bitterness, that it was the most humiliating negotiation of his entire career. After recovering, he picks up his copy of the contract and, with a heavy sigh, approaches the door that connects the conference room to the office of the director Monica. Then he knocks timidly.
Monica, from inside, with a cheerful and inviting voice: "Come in, dear! I've been waiting for you!"
Rick opens the door and walks in. Monica is sitting behind the large desk, smiling. Rick approaches and hands her the contract, keeping his gaze down.
Rick, with a dull voice: "Here's the contract, Monica. Can I go now?"
Monica takes the paper, takes a quick look, then looks up at the clock on the wall. "Why did you do it so early? Weren't you supposed to go to the bar?"
Rick shakes his head. "They didn't want to go. They said it was late."
Monica grimaces. "Ah, I understand... They preferred to play with you and your little friend here in the conference room!" (Rick lowers his head, embarrassed) "But it's still five o'clock, Rick. There is one hour left to the end of the shift. I can't let you go so soon, a check might come."
Rick looks up, resigned: "So what do I do? Shall I go back to my ward?"
Monica smiles, an expression that Rick learns to fear. "No, I have a better idea. You come to the bar with me. In case of an audit, I will say that you are giving me an urgent report on the contract, out of office to better concentrate."
Rick stares at her, puzzled. "But the company bar starts cleaning at five o'clock. It will be closed."
Monica nods, her smile widening: "I know, Rick. In fact... we will go to the Roxy Bar. On the ground floor of the building opposite."
Rick turns pale. A shiver of terror runs down his spine. "What? No, Monica, please... naked even outside here, no!"
Monica stands up, her posture becomes authoritative, immovable. "But yes. You're a CFNM nudist, Rick. You accepted it. And the entire complex of buildings belongs to the company, so none of the employees or tenants will be able to protest officially. And then at the Roxy Bar, at this time, there will only be the owner and the waitresses... So you prepare for this weekend, right? A bit of practice with a wider female audience."
As he talks, he takes his bag from the desk. She approaches Rick, passes an arm under his, grabbing him firmly by the elbow.
Monica, with a final tone: "Let's go!"
Rick seeks one last, desperate resistance. "Come on, Monica... Even the bartender and waitresses of that bar? I will no longer have the face to enter it... Let me at least cover with something! A towel, a folder... "
Monica shakes her head, determined. "Absolutely not! And don't you dare cover yourself with your hands either, Rick. The building is all the company's and you are officially a consenting CFNM nudist. I put your clothes in my bag... and I'll give them to you at the bar. But at six o'clock."
Rick, seeing every escape route barred, abandons himself to resignation. A defeated expression sculpts his face. He lets himself be dragged, naked and vulnerable, out of Monica's office.
Monica opens the door and leads him into the main hallway, where several offices have open doors. Some colleagues are chatting near the coffee machine.
Monica, raising her voice in a theatrical way, greets: "Girls, have a nice weekend: we're going to the Roxy Bar! We will have a short meeting at the end of the weekend... "
She pauses calculated, turning slightly to Rick who walks with his head down next to her, then concludes with a mischievous smile: "... although not as short as Rick's dick!"
A cascade of female laughter erupts in the hallway. Some applaud, another whistles ironically.
Rick doesn't look up. He stares at the shiny floor, feeling the burn of humiliation rise from his chest to his face. He is now resigned to the fact that these six months will be very long, interminable.
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